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lavoro pubblicato giovedì 20 febbraio 2014
ultima lettura domenica 21 luglio 2019

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Il bacio nero di Madame Seinot

di mpife58. Letto 1234 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il bacio nero di Madame Seinot  Capitolo 1 - Madame Seinot e il suo castello La luna scura a metà splendeva sulle lande francesi. In esse si ergeva un castello sopra a un promontorio. Nel castello abitava da sola, senza mariti, figli o gove...

Il bacio nero
di
Madame Seinot

Capitolo 1 - Madame Seinot e il suo castello

La luna scura a metà splendeva sulle lande francesi. In esse si ergeva un castello sopra a un promontorio. Nel castello abitava da sola, senza mariti, figli o governanti, Madame Seinot. La sua figura è circondata da più di un velo di mistero, ma la conosceremo, un po' per volta, addentrandoci nelle sue stanze, sempre più in profondità.
A proposito di profondità, il suo castello aveva una struttura architettonica molto particolare, sembra costruito in profondità. Aveva solo un piano ma si estendeva per numerosi kilometri. Era pieno di passaggi segreti. Aveva forma circolare e sembrava contenesse al proprio interno numerosi castelli, sempre più piccoli, sempre più antichi. C'erano numerose stanze, futuristiche, le più esterne e vicine alle mura dell'edificio. Più internamente c'erano meno stanze, stile dell'epoca. Proseguendo alcune stanze contenevo cimeli antichi in gran quantità, sembravano stanze del tesoro. Infine c'era una stanza, centralissima, molto piccola, con quattro porte in corrispondenza alle quattro ali del castello e ai quattro punti cardinali. Nessuno fino a questo momento vi era entrato e non sappiamo cosa vi sia custodito.
A Madame Seinot, il 20 di ogni mese, il fato riserva una visita. Un uomo resta con lei cinque notti, poi nessuno ha notizie dello sfortunato visitatore. Su Madame Seinot è calata una maledizione. È destinata a incontrare uomini di cui innamorarsi e poi a ucciderli se dopo cinque notti essi non hanno ricambiato il suo amore riconoscendola ed accettandola in ogni sua parte. Adesso la luna è a metà, il che vuol dire che qualcuno sta per bussare. Toc Toc. Madame Seinot va ad accogliere la sua prossima vittima.


Capitolo 2 - La cerchia del futuro

Madame Seinot apre la porta. Per lei è un colpo di fulmine, l'ospite non ha ancora aperto bocca ma lei se n'è già innamorata. Ogni suo senso è rapito dalla sua bellezza. Vede una figura minuta, esile, dai lineamenti molto dolci. Poi si presenta.
Salve, sono Madame Seinot, questa è la mia dimora, come posso esserle d'aiuto?
Buona sera Madame Sienò. Io sono l'investigatore Pipin e sono qua per indagare sulle misteriose sparizioni che circondano da tempo questo castello.
Buona sera a lei investigatore. Desidera trattenersi con me un po' per le sue indagini? Comunque il mio nome si pronuncia Seno.

Così si accomoda nel castello.
Appena entrato si trova in un gigantesco salone con pareti di vetro. L'arredamento è futuristico ed eccentrico ma si presenta piuttosto superficiale, TV grande quanto una parete, divano ad acqua, e persino uno zaino jet per spostarsi più rapidamente da una parte all'altra del castello. Pipin è sbalordito, non aveva mai visto nulla del genere.
Inoltre potrai spostarti in tutte le stanze del palazzo che sono alla tua destra e alla tua sinistra ma non in quelle davanti e dietro di te.
Puoi accettare queste regole?>
Va bene. Facciamo così. Comunque questo posto è davvero fantastico!
Molte cose dovrai scoprire di questo posto. Credo che ormai sia ora di cena. Ti faccio strada.
Madame condusse l'investigatore Pipin in una stanza alla propria sinistra. Entrarono in una serra, anche questa strabiliante! C'erano fiori e piante di tutti i tipi, provenienti da ogni angolo della terra e forse non solo. Colori mai visti prima e odori mai sentiti. Farfalle variopinte a baciare ogni fiore, iguane a mangiarne le foglie malmesse. Un ecosistema in perfetto equilibrio. Ma Pipin non aveva parole per commentare così arrivarono in cucina.
Era grande quasi quanto il salotto. Una cucina autopulente con ogni accessorio ed elettrodomestico all'ultimo grido. Un frigo, che sembrava una cella frigorifera, pieno di prelibatezze e mille bontà provenienti da ogni dove, un forno a microonde che sembrava una camera ardente, il tavolo dove mangiare luccicante al quale si siede Pipin.
Cosa gradisci da mangiare? chiese Madame Seinot.
Fai te! Vediamo se indovini i miei gusti! rispose con un filo di voce Pipin.
Troppo facile...
Spinse qualche tasto sul palmare appoggiato vicino al forno. Suggerisce a Pipin di sollevare le braccia e dal centro del tavolo escono la tovaglia e le stoviglie e anche Madame Seinot si accomoda.
Dopo poco che Pipin guarda Madame Seinot stupefatto suona la sveglia del forno e il piatto si riempie da sé, come per incanto. Ci sono tenere polpettine con un sugo di pomodoro e un purè di patate ripieno di formaggio e prosciutto cotto cosparso di alcuni grossi chicchi di sale rosa dell'Himalaya.
Come hai fatto a saperlo? È il mio piatto preferito!
Lo so.
Come? Sembra che sai molte cose di me!
È così...
Io non posso dire lo stesso di te. la interruppe l'investigatore.
So anche questo. Spero tu possa gradire del buon vino gravitazionale. rispose evasivamente Madame spingendo un altro tasto del palmare. E dal soffitto si misero a piovere lentamente delle gocce rosse. I bicchieri fecero posto a delle bacchette cinesi. Pipin sempre più incredulo afferrò le bacchette, raccolse una di quelle gocce e la mise in bocca.
Sa proprio da vino. Ed è buonissimo. Ma come fai a fare tutto questo?
Do i comandi a questo palmare. È molto semplice. Spero sia tutto di tuo gradimento.
Pipin assaggia una polpetta con un po' di purè.
È tutto davvero delizioso. E ho pure fame!
Madame è compiaciuta mentre Pipin si abbuffa dell'abbondante portata.
Terminata la cena Madame propone di spostarsi in salotto a guardare un po' di tv e così si spostano. Si accomodano sul divano ad acqua. La tv trasmette il telegiornale e offre loro diversi spunti di discussione. Partono dall'orribilità della guerra, della precarietà dell'ecologia, della corruzione della politica e di quanto questa dovrebbe essere più ideale ed anche più vicina a chi soffre, la grande instabilità del sistema economico, ma anche e soprattutto argomenti meno impegnativi come il calcio, la corsa delle macchine, il baseball. Raramente si trovano in disaccordo e anche quando capita sono sempre molto rispettosi l'uno dell'altro, senza offendersi mai. La notte passa in fretta ed è quasi ora di andare a dormire. Madame osserva un grande orologio a pendolo posto sopra alla porta di accesso al cerchio più interno.
Pare che abbiamo fatto venire ora di andare a dormire. Vieni, ti accompagno alle tue stanze.
Ok. In effetti sono un po' stanchino. Grazie per ospitarmi qui, sei davvero una cara persona. Seinot arrossisce vistosamente e china il capo.
Però mi sembra ancora di conoscerti poco. aggiunge Pipin Abbiamo parlato tutta la sera ma non sei mai andata sul personale, hai espresso di te solo ciò che sta in superfice. Così come l'ambiente, è pieno di cose meravigliose, ma nulla di personale. Non una foto, uno stemma di famiglia, un trofeo. Non c'è nulla che racconti di te!
È così. Hai un ottimo spirito di osservazione. Avremo modo di conoscerci. Adesso andiamo a riposare. Seguimi! Madame Seinot si alza dirigendosi verso destra e Pipin la segue senza pronunciare parola, ma sempre più incuriosito dal mistero di quella persona anche se un po' deluso di non avere ancora scoperto nulla. Madame Seinot lo accompagna nella sua stanza dove c'è un campo ologrammatico che genera le immagini desiderate sulla parete e un letto anch'esso ad acqua.
Questa è la tua camera. Puoi scegliere l'ologramma che desideri per dormire dal palmare sul comodino. Sotto il cuscino c'è un pigiama. La mia stanza è poco più in la ma non voglio essere disturbata. Buonanotte e grazie per la serata. Pipin ringrazia e ricambia. Seinot va nella sua stanza. Pipin attiva un ologramma con una cascata, si mette il pigiama, si corica e riposa.
Pipin passa una notte molto riposante, fa un sonno tranquillo e sogna anche. È in meditazione, un'attività che gli piace nel tempo libero e che lo aiuta a trovare la concentrazione, nelle vicinanze di una cascata.


Capitolo 3 - La sera tra natura e cultura

Pipin si sveglia fresco e riposato e vede Madame Seinot di fianco al suo letto che gli sorride. È la prima volta che vede il suo splendido sorriso, sembra la luna riflessa in una barca sul mare.
Bene, noto con piacere che sei già sveglio. È appena tramontato il sole. Possiamo trasferirci di là, ci saranno diverse cose ad attenderti.
Pipin si veste di tutta fretta e la segue. Ritornano nel salone dal quale sono entrati ma questa volta vanno verso l'orologio a pendolo che stranamente nota Pipin è fermo.
Come mai non si muove? Ieri sera funzionava! domanda stupito Pipin.
Perché adesso possiamo passare! Prima invece non era ancora tempo di accedere alla sezione più interna.
Che strano, un pendolo sopra a una porta, ho quasi idea che significhi qualcosa. intanto che camminano arrivano a ridosso della porta. Seinot colpisce il pendolo alzando una mano sopra lo stipite della porta e il pendolo sembra scomparire per un attimo e poi ricompare. Così Seinot colpisce il muro. Pipin è sempre più perplesso.
Capisci cosa ho fatto? gli domanda pacatamente Seinot.
A dire il vero, no.
Ho colpito il pendolo per farti capire che si trattava di un ologramma.
Ecco perché è come, sparito per un attimo, prima quando lo hai colpito.
Esatto, molto vero. Il pendolo lo troverai al di sopra di ogni ingresso al nuovo cerchio. Semplificando, si potrebbe dire che rappresenta l'andare più in profondità.
Molto interessante, e cosa succederà mano a mano che andremo più in profondità? Cosa c'è allora nell'ultima stanza?
Forse lo scoprirai. Non avere fretta, senti ciò che succede, momento per momento.
Madame Seinot apre la porta ed entrano.

Si staglia davanti ai loro occhi un grande salone, anche se non immenso come il primo. L'arredo è essenziale e moderno. Ci sono quadri di autori contemporanei, alcuni anche conosciuti. In fondo alla sala c'è il pendolo incontrato precedentemente. In mezzo alla sala c'era una piscina idromassaggio. Ai lati della sala due file di lampade a palo illuminano l'ambiente rendendolo accogliente e luminoso. Non mancano tv e divano ma sono di dimensioni più ragionevoli.
Che ne dici Pipin, andiamo a preparare la cena? Qua non c'è il servizio microonde, ci tocca fare a noi da mangiare! e le scappa una sonora risata che si copre con la mano.
Certo volentieri! È la prima volta che mi chiami per nome da quando sono entrato, ti ringrazio. Fuoco ai fuochi!
Così raggiungono la cucina. Un ambiente accogliente, ben illuminato, caldo e tinto di rosso. Molto ampio, con un tavolo piuttosto grande, un frigo e molti fornelli.
Cosa possiamo preparare? domanda Seinot al suo ospite.
Non saprei, magari una cotoletta di pesce con patate lesse.
Certo, perché no, è anche facile. prendono dal frigo del persico, lo puliscono, lo impanano, mentre le patate sono a cuocere nella pentola a pressione. Si aiutano a vicenda, poi quando la cotoletta è fatta e le patate sono pronte, Seinot frigge il pesce mentre Pipin pela le patate. Così a fine cottura servono i piatti, condiscono le patate aggiungono un po' di limone alla cotoletta e un pizzico di prezzemolo fresco alle patate. E la cena è servita.
Cenano di buon gusto e si complimentano a vicenda per la pietanza preparata.
Che ne dici di un sorbetto in piscina? propone Seinot.
Ma abbiamo appena mangiato!
Non ti preoccupare, non è fredda l'acqua! facendo una risatina. Si alzo e lo invita a seguirlo.
Tornano in sala. Pipin sta per dire qualcosa ma Seinot parla per prima.
Di là c'è un costume se ti vuoi cambiare. indicando un separé alle spalle di Pipin.
Mi hai anticipato, te lo stavo per chiedere io! Grande! così si va a cambiare.
C'è un costume verde acceso e se lo mette. Quando esce vede lei in costume. Un due pezzi blu, bianco e rosso. È magra, bionda, una delizia di forma in elogio alla maturità.
Pipin invece ha un po' di pancia, un velo di barba e corti capelli castani. Stupiti l'uno dell'altro si immergono nella piscina.
Ma è bollente! grida Pipin.
Te l'ho detto che non avremmo avuto problemi con la digestione! Ti va se ascoltiamo un po' di telegiornale?
Come no!?
Seinot prende il telecomando e accende la vicina tv. Poi offre a Pipin un sorbetto al limone, appoggiato al bordo della piscina, che lo prende e ringrazia. In tv c'è un programma naturalistico sulle caratteristiche di molte specie animali così scelgono di guardare quello anziché il tg.
Molto più affascinante! commenta compiaciuto Pipin.
Si mettono a ricordare i tanti pregi degli animali e quanto loro siano importanti e fondamentali per la nostra esistenza su questo pianeta. Siamo tutti in un perfetto e interdipendente equilibrio. Ci aiutiamo l'un l'altro come fratelli, come compagni d'universo, generando armonia e amore. L'uomo può imparare tanto dalla natura, essa è una grande maestra! Quante volte l'uomo prende ispirazione dalla natura per le sue opere!? Il volo degli aerei ispirato a quello degli uccelli, ma gli esempi sarebbero illimitati. Persino gran parte della cultura si basa sulla natura. Alcuni comportamenti d'onore ispirati agli animali, la contemplazione sacra di alcuni di essi. Per non parlare poi dell'infinita ispirazione all'arte. Le opere sono veramente innumerabili, il cantico delle creature, il volo del calabrone, zanna bianca, le forme sono le più variabili. È l'elogio alla bellezza nella bellezza dell'elogio.
Passa così la serata, tra avvincenti racconti e affascinanti discussioni naturalistiche e culturali. Passa il tempo, scandito dall'inesorabile alternarsi del pendolo. Una serata molto meno superficiale della precedente, nella quale si è andati più in profondità, ci si è messo del personale, ci si è messi in gioco, ci si è mostrati di più.
Bene, che ne dici di andare a letto? Ormai è quasi mattina! dice Seinot.
Certo va bene. escono dalla piscina e si ricambiano.
Seinot fa strada e Pipin la segue da vicino. Arrivano in una stanza da letto.
Questa è la tua stanza. Fai un buon riposo.
Grazie mille. Buonanotte e grazie per la serata. sono uno di fronte all'altro e Pipin allunga un braccio per accarezzarle la mano, gliela sfiora, lei fa una smorfia con la parte destra del volto, ritrae la mano, serra le gambe e rossa in volto si dirige nella sua camera.
Pipin un po' agitato e dispiaciuto si mette sotto le coperte e si addormenta.


Capitolo 4 - Perché sei qui?

Sei pronto?
Ciao! risponde Pipin aprendo gli occhi.
Sarà una serata intensa. E potrebbe essere anche proficua per le tue indagini. indicandogli di seguirla.
Pipin si alza e va con lei, quasi dimenticatosi il motivo per cui è lì, le sue indagini, sta lavorando, non può farsi distrarre.
Scusa per ieri sera, non dovevo.
Non hai sbagliato, ma non è il momento giusto per parlarne, prima entriamo nel prossimo cerchio.
Eh già, ma come mai questo castello è circolare? Non ne ho mai visto uno così!
Avrai modo di fare le tue domande e io cercherò di risponderti.
Arrivano alla porta d'ingresso del terzo cerchio, con sopra il pendolo. Seinot lo tocca come al cerchio precedente ma questa volta non scompare e la sua mano colpisce davvero il pendolo.
Questa volta è reale, non è più un ologramma.
Entrano nel terzo cerchio.

È un salone ottocentesco con al centro un divano antico sovrastato da un imponente lampadario. Sul fondo un pendolo romantico. Le ali del salone sono vetrine e librerie alternate da grandi dipinti e opere d'arte di vario tipo. Intanto si ode la cavalcata delle valchirie di R. Wagner.
È davvero bellissimo. Musica straordinaria! È così...imponente! Hai un castello davvero straordinario!
Ti ringrazio. Vuoi che prepariamo la cena?
A dire il vero non ho affatto appetito, ma se vuoi si può mangiare. Grazie! Mi sento in gran forma oggi!
No, fa niente. Accomodiamoci pure. Se vuoi si può partire da questo. afferma Seinot sedendosi sul divano.
Ovvero da cosa?
Dalla tua condizione psicofisica.
Ok, ma cos'ha?
Ti senti ringiovanito perché sei ringiovanito. Più ci avvicineremo al centro del castello, minore sarà la tua età, quindi ritroverai le energie perdute crescendo.
Ahahah, per cui all'ultimo cerchio saremo tipo bambini? domanda scherzosamente Pipin.
Precisamente. risponde seria Seinot.
Ah, ok. Ma com'è possibile?
È una caratteristica del castello. È stato costruito ed arredato in questo modo specifico perché si andasse sempre più in profondità, il pendolo rappresenta lo scendere nel proprio inconscio, il cerchio è la totalità degli aspetti che di volta in volta affrontiamo e che si fanno sempre più profondi con dei discorsi che rivelano sempre di più che persone siamo.
Per cui anche l'arredamento sarà sempre più antico? Come mai non ci sono finestre?
Esattamente, ogni cerchio ha l'arredamento di un'epoca diversa. Da quella più moderna e futuristica a quella più antica. Il motivo per cui non ci sono finestre è che io non posso vedere la luce del sole. Qualora questo avvenisse, io morirei.
Ma è terribile, per cui te non hai mai visto il mondo esterno? Ma come può essere? ci dev'essere una cura! Ci sarà una soluzione!
Non esattamente. Non l'ho mai visto con i miei occhi, ma solo attraverso la tv, il computer, i libri e gli occhi dei miei ospiti. Ti devo dire una cosa un po' delicata a proposito del motivo, sei pronto a sentirla?
Dimmi pure. E poi perché hai parlato di ospiti? Hai qualcuno che ti viene spesso a trovare?
Degli ospiti avrai chiarezza tra poco. Su di me vige una maledizione. Sono nata ad Atene nel IX secolo A.C. e dall'età di 8 anni, vivo in questo castello. Dormo durante il giorno e veglio durante la notte. Una volta al mese ricevo una visita da un uomo, di cui mi innamoro a prima vista. Quest'uomo resta con me 5 giorni e la quinta notte, se non ha ricambiato sinceramente il mio amore, lo devo uccidere o morirei io. In queste notti, come avviene con te, ci conosciamo ed andiamo sempre più in profondità, e torniamo sempre più bambini. Per questo motivo ho parlato di ospiti prima.
È terribile! esclama vigorosamente Pipin con una preoccupazione composta, ma affatto impaurito: Ci dev'essere qualcosa che si può fare per rompere la maledizione, nonnina! aggiunse beffamente.
La mia età cambia a seconda del cerchio nel quale mi trovo, proprio come la tua, bebè! per nulla offesa e ricambiando lo scherzo!
E i mobili, come hai fatto a recuperarli se non sei mai uscita? Il cibo dove lo hai trovato?
Io dormo, e la sera seguente trovo tutto come lo vedi te, in base al momento storico in cui viviamo. Ovviamente 400 anni fa le stanze più esterne c'erano ma erano arredate in modo diverso. E anche il cibo lo trovo semplicemente nel frigo. Ma vogliamo parlare un po' di te?
Io? Io non ho tutta questa gran storia! Sono solo un investigatore. Sono venuto qui, come ti ho detto, per far luce sulle misteriosi sparizioni che circondano questo castello, e sembra che ci sia riuscito. Comunque non ho intenzione di andarmene. Intendo aiutarti ad uscire da questo guaio. Hai mai provato a violare la regola di non uccidere?
Sì, una volta - voltandosi, calando l'abito e mostrando la schiena - e questi ne sono gli effetti. Pipin rabbrividisce alla vista dell'imponente cicatrice, simile ad una grave ustione, che gli staglia la schiena. Al contempo però è eccitato alla vista della schiena nuda di Seinot. E Madame si riveste e continua: Una volta ho provato a non uccidere un mio ospite, perché come te aveva proposto di violare la regola, ma non è andata bene. Al sorgere del sole, si è aperto un varco nel soffitto e i raggi del sole hanno colpito la mia pelle con gli effetti che hai visto. E sarei morta se lui non mi avesse fatto scudo con il suo corpo, finendo però arso a sua volta, morto tra atroci sofferenze. Da allora ho deciso che non sarebbe più dovuto accadere e siccome nessuno mi amò veramente fui costretta ad ucciderli tutti, senza nessuna eccezione, per migliaia di anni. concluse con voce triste e rammaricata.
Questa volta andrà diversamente! i suoi occhi brillano: Tu mi piaci...
Non basta. risponde severamente e un po' triste Seinot.
Lo so. Ma abbiamo ancora due notti!
Seinot sorride ampiamente e ribatte: Bene, ora però penso sia meglio andare a dormire. Sono stanca.
Certo, volentieri!
E si recano ognuno nella sua stanza.


Capitolo 5 - Cos'è successo?

La sera seguente si svegliano. Pipin è ormai abituato a dormire il giorno e svegliarsi la sera. Appena Seinot lo chiama, lui scatta in piedi, molto agilmente. Il sonno lo ha rinvigorito, sembra essere appena maggiorenne. Ma il sonno ha ringiovanito molto anche lei, adesso è una bellissima e affascinante ragazza. Entrambi sono felicemente sorpresi di vedersi e di sentirsi così diversi.
Seinot fa strada e conduce Pipin, che la segue a ruota, nel salone. Qui Seinot tocca il pendolo fermo sopra la porta avvertendo la consistenza e la pesantezza della sfera d'oro che la notte precedente oscillava vorticosamente. Seinot apre la porta ed entrano nel quarto cerchio.

Mirabile è lo spettacolo che si presenta ai loro occhi. Sembra in tutto e per tutto una domus romana del primo secolo A.C. . Vi era un triclinio in muratura rivestito di marmo, artisticamente decorato come un murales dai colori sgargianti. Tutt'intorno c'era frutta fresca di ogni tipo e ai lati della stanza vi erano numerosi scaffali colmi di pergamene. Sul fondo della sala c'era una piramide di cristallo appesa a testa in giù con una catena d'oro che andava da una parte all'altra, senza fermarsi.
I due si stendono sul triclino e Seinot interroga il suo compagno sul suo stato di salute.
Inutile che ti spieghi ancora che stiamo andando sempre più in profondità, ormai ti dovrebbe essere limpido. Stiamo tornando indietro nel tempo e nello spazio. Come ti senti? Hai fame?
Mi sento benissimo, pieno di energie. Rinvigorito come un ragazzino! Comunque un po' di frutta con te la stuzzicherei. le rispose dolcemente sorridendole.
Mi fa molto piacere! arrossendo vistosamente: Gradisci una mela? E gliela porge.
Certo grazie cara! e notando la tinta color peperoncino da lei assunta, la incalza: Comunque anch'io ti trovo bene! gettando un'occhiata sulla scollatura appena accennata del suo vestito. Poi prende un'anfora e ne versa il contenuto in due coppe porgendogliene una. Mentre Seinot la prende, le loro mani si sfiorano, così come i loro sguardi e i loro cuori. Bevono felicemente alcune coppe di delizioso vino e miele, assaggiando di tanto in tanto qualche frutto.
Topo un po' di titubante silenzio, Pipin domanda a Seinot: Mi ha detto della maledizione, ma potresti entrare un po' più nel dettaglio? Cos'è successo di preciso?
Atene, IX secolo A.C., mi dondolavo da bambina sulla mia altalena, larga, a due posti. Era una calda serata di primavera. Lo ricordo ancora, era il 20 di maggio e la luna era a metà. Non spirava un soffio di vento, quando ho sentito due possenti mani poggiarmisi sulle spalle. Erano quelle di mio padre. Era bellissimo, il mio signore, alto, robusto, magnifico, splendente, irraggiungibile per me, piccola, esile bambina. Lo stavo aspettando da diverse notti, sempre su quell'altalena, riposando poco o nulla e dormendo durante il giorno, ed è arrivato. Mio padre era un architetto ed era appena tornato da un lungo viaggio da una terra lontana, la Gallia. Stanco si fermò a riposare e a dondolarsi insieme a me sull'altalena e mi raccontò per filo e per segno le sue avventure e facendolo tornava un po' bambino, come se ogni posto dove posasse lo sguardo fosse una meraviglia. Abbiamo parlato per ore e dopo un po' sembra effettivamente ringiovanito. Sono stati momenti magici, unici e meravigliosi, che avrei voluto non passassero mai. A un certo punto l'atmosfera si trasformo ulteriormente, mi sentivo attratta da lui. Penso che per lui valesse lo stesso perché proprio in quel momento si avvicino a me, mi strinse tra le sue braccia e io strinsi lui. I nostri volti erano pieni d'amore e sembravano brillare dal tanto che erano luminosi, in attesa, dolcemente fiduciosi, e così si avvicinarono. L'attimo dopo ci baciammo, sulla bocca, come si baciano gli innamorati. Esistevo solo io per lui in quel momento, esisteva solo lui per me.
Sono senza fiato. Incredibile
Segue un fantasmatico silenzio. Poi Seinot lo interroga.
A te invece cosa ha portato a fare l'investigatore?
Sono sempre stato affascinato dai misteri. Fin da piccolo cercavo cose particolari e restavo ore e ore ad ascoltare le storie più strampalate e le leggende del posto degli anziani del piccolo paese di montagna dove sono cresciuto. Poi un giorno, quando avevo circa 10 anni, mi trovavo sulle rive di un fiume, da solo, e guardando una cascata la vidi per qualche minuto diventare blu. Non capivo il perché ma ne ero straordinariamente affascinato. Non ero spaventato ma volevo scoprire com'era possibile, così la risalii per un ripido sentiero per cercare di capire cosa ne aveva provocato il colore. Giunta in cima vidi un pittore eremita rientrare nella sua casa poco lontana e capii. Ne ebbi un ulteriore conferma quando qualche mese dopo, alla fiera di paese vidi un suo quadro recente donato alla comunità montana con una forte prevalenza di blu. Da allora decisi che avrei fatto l'investigatore e capii che quella era proprio la mia strada.
Commovente! commentò lei mentre una lacrima le cadeva dal viso. Pipin sorrise. Seinot propose così di andare a dormire, in quanto, sebbene non sembrasse perché il tempo era volato, la notte era quasi finita. Pipin accetta e la sua cara lo porta negli alloggi.
Resta con me stavolta. fece risuonare l'aria Pipin con queste parole.
Non posso. Mi dispiace. Mi piacerebbe ma non posso. rispose tristemente.
Perché no?
Ho provato anche questa via, ma i risultati sono stati gli stessi. Morte. Basta un bacio da una persona che non mi ama veramente, intimamente, fino in fondo, in tutta me stessa, e l'esito sarebbe fatale.
Segue un lungo ed estenuante silenzio. Poi Pipin invita Seinot a darle la mano. Lei gliela tende e Pipin la porta al suo cuore.
Buon riposo. augura Pipin mentre lei ne sente l'emozione, ne sente la vibrazione del cuore.
Buon riposo a te. risponde lei sorridendo.
Ritrae lentamente la mano, con più di un velo di emozione e si ritira nella sua stanza.


Capitolo 6 - Sull'altalena

Ciao. lo saluta Seinot tornata bambina e con voce infantile, entrando e vedendolo già sveglio.
Ciao tesoro. Mi sono appena svegliato perché ho sognato il tuo arrivo. rispose Pipin, anch'egli bambino, sorridente. Seinot ricambia il sorriso e poi scoppiano in una sonora risata. Tornati seri Seinot gli fa cenno di seguirlo. Si dirigono verso il quinto cerchio. Sopra la porta c'è il pendolo di cristallo fermo che Seinot tocca. Aprono la porta ed entrano.

Questa stanza assomiglia di più a un cortile coperta, in stile greco antico. È piuttosto essenziale. Qualche pianta, qualche albero e un'altalena. Immediatamente Pipin si accorge che sulla porta di fronte manca il pendolo!
Come mai non c'è il pendolo su quella porta?
Perché è l'ultima. Nemmeno io ci sono mai entrata e non ho idea di cosa ci sia. Questo stanza è la mia prima casa, o almeno una parte di essa, quella in Grecia, quella in cui ho baciato mio padre. Proprio su quell'altalena. e gli propone di sedervisi.
Segue un lungo, per un tempo indeterminato, silenzio.

Sguardi. Cuori. Mani nelle mani.
A un certo punto lui rompe il silenzio.
Ti amo.
Come puoi amare un mostro come me? risponde seccamente lei: Che vuole uccidere chi ama!
Solo perché se no perderesti la tua vita.
Non so se è così. Anche perché ad essere sincera mi piace, è fonte di godimento per me, anche se mi fa orrore.
Non lo sapevo. Comunque anche in questo caso è comprensibile. Siamo nella parte più profonda di noi stessi. Il saggio Sigmundo insegna che in ognuno di noi ci sono desideri d'amore e desideri di morte. Per migliorare dobbiamo accettarci per quello che siamo, nel bene e nel male, e seguire la parte migliore di noi stessi!
Sigmund Freud?! Sì penso di aver letto qualcosa di suo.
Segue un altro lunghissimo silenzio.

Come mai, dopo tanto tempo che vivo, ho ancora paura di morire? domandò disperata Seinot.
Forse perché non hai mai conosciuto l'Amore e vivi aspettandolo e d'altra parte secondo me temi l'Amore, perché hai paura che non sia così bello come con tuo padre.
Lei piange. Lui l'ascolta e le asciuga le lacrime. Quando ha finito di piangere e si è calmata, Pipin le prende la mano e le dice: IO TI AMO!
Seinot fa un piccolo sorriso e poi dice: Facciamo un gioco, te conti fino a 100 con gli occhi chiusi e io mi nascondo. Se mi trovi...
Ok. e si mette a contare.
Quando ha finito di contare apre gli occhi e lei non c'è. Si mette a cercarla in giro per la stanza ma non la trova. Si ferma un attimo a riflettere. Vede la porta dell'ultimo cerchio e capisce. Fa alcuni respiri molto profondi, si fa coraggio, si avvicina alla porta ed entra.


Capitolo 7 - l'alfa e l'omega

Entrò nell'ultima stanza tutto si fece buio. Era completamente avvolto dall'oscurità. I suoi piedi nudi erano a contatto con la terra, umida e morbida, quella stanza sembrava poggiare non su un pavimento ma sul terreno vero e proprio. Cercò di guardare in alto e vide le stelle - ebbe un brivido - era all'aperto, non c'era nemmeno il tetto. Fece un passo avanti e innocente trovò le labbra della sua lei. In quel momento assaporarono i propri veleni, temerono le proprie paure, morirono le proprie meschinità, vissero le proprie speranze, brillarono le proprie gioie e arsero le proprie passioni. Lei entrando in quella stanza sapeva di rinunciare alla propria immortalità ma si fidò di lui. Essi si unirono nel loro amore.
Dopo nove mesi, dalla loro unione mortale, la stanza si illuminò ed ebbe vita il loro figlio. Egli è un essere illuminato che regna il nostro futuro mondo. Dove c'è ombra Lui porta luce, dove c'è guerra Lui porta pace, dove c'è sofferenza Lui porta speranza.
Lui regna con l'amore di sua madre e il potere di suo padre, come il sole e luna sono una cosa sola nell'eclissi.



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