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lavoro pubblicato martedì 18 febbraio 2014
ultima lettura giovedì 15 agosto 2019

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NATO D'AUTUNNO

di StefanoBarbero. Letto 447 volte. Dallo scaffale Pensieri

C'era qualcosa di incredibilmente affascinante in quella giornata. Una di quelle in cui il cielo è coperto da nuvole di un grigio chiaro, quasi bianco, dalle quali traspare un velo di luce candida. Il vento soffiava forte e gelido, ma non era co...

C'era qualcosa di incredibilmente affascinante in quella giornata. Una di quelle in cui il cielo è coperto da nuvole di un grigio chiaro, quasi bianco, dalle quali traspare un velo di luce candida. Il vento soffiava forte e gelido, ma non era continuo, solo delle folate qua e là trasportavano polvere e sabbia. Il silenzio regnava assoluto. Potevi sentire soltanto il tonfo di qualche asse di legno cadere nei cortili delle case. Perfino le persone erano strane, nessuno usciva di casa e poche auto si muovevano.

Me ne stavo alla finestra, osservando il paese da qualche piano più alto. Lei si avvicinò.

-Cos' è quello sguardo triste?-

Mi voltai lentamente, come risvegliato da un sogno ad occhi aperti.

-Non farci caso, è che sono nato d'autunno...-

-E con questo?-

Continuò a fissarmi.

-Vedi, basta immaginare quella stagione.-

-Sì, ho presente.-

-Ed hai presente quell' atmosfera nell'aria?-

-Quale?-

- Il calore tiepido dell'estate che si allontana, il freddo che si ripropone. Le lunghe giornate soleggiate, ora si accorciano, lasciando spazio all'oscurità. La pioggia cade lenta, quasi interminabile, costringendo a chiudersi in se stessi. La natura si spoglia, preparandosi a godere il meritato riposo, in vista del momento in cui sprigionerà nuovamente tutta quell' energia ora celata. Tutto pare triste, ma l'avvenire sarà strepitoso. Come ogni anno. Come ogni stagione. Soltanto un piccolo istante rispetto l’infinito.-

Rimase qualche istante in silenzio, poi fece un sorriso. Uno di quelli che solo chi ti comprende può fare.

-Beh, almeno sai cosa sei.

-Già, è molto.-

-La maggior parte delle persone non lo sa purtroppo.-

-Per questo è molto.-

Presi e me ne andai con aria serena, infondo tutto stava andando per il verso giusto nella vita.

Dentro di me, era ben più dura. Il mio aspetto tranquillo celava agli altri il vero problema. Non fingevo, sia ben chiaro, non avevo mai utilizzato le menzogne per sentirmi parte anch'io dell'immondezzaio chiamato società. Ero sincero: la mia vita stava proseguendo veramente bene. Forse il fatto di comprendere problemi più grandi rende semplice risolvere quelli del passato, ma la comprensione richiedeva qualcosa di più della semplice logica, e concepire l'Infinito si sa: per l'uomo è impossibile. Non fu facile per cui dover sconvolgere la realtà. Ritrovandoti così ad esplorare nuovi orizzonti, chiedendoti: chi sono Io?

Ma cos'è l'Io se non una creazione stessa del nostro Pensiero vagante.



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