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lavoro pubblicato martedì 18 febbraio 2014
ultima lettura giovedì 15 agosto 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La prima volta e tutte le altre cap. 22 - 23 - 24

di bismar. Letto 1736 volte. Dallo scaffale Eros

Continua......22La mattina era limpida e soleggiata, facemmo colazione poi i ragazzi partirono per la scuola, io e Franca ci guardammo in faccia e senza parlare decidemmo di prendere un giorno di ferie. Velocemente indossammo una tuta scarpe da tennis ...


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La mattina era limpida e soleggiata, facemmo colazione poi i ragazzi partirono per la scuola, io e Franca ci guardammo in faccia e senza parlare decidemmo di prendere un giorno di ferie. Velocemente indossammo una tuta scarpe da tennis e partimmo la strada ci portò al mare anche se la stagione non era quella giusta, la giornata era tiepida, il sole splendeva e non c'era alito di vento. Camminammo a lungo sulla spiaggia deserta, la confusione estiva era ancora lontana e a quel punto iniziammo a parlare della situazione. Ci scambiammo le nostre idee e i dubbi che ogni tanto affioravano mettemmo allo scoperto quello che ci aspettavamo da una situazione del genere, decidemmo che fondamentalmente era un gioco che non avrebbe minimamente intaccato il nostro rapporto, e decidemmo, siccome era un gioco, di stabilire delle regole che non dovevano essere assolutamente infrante o aggirate con inghippi vari da parte di entrambi. Avevamo percorso un bel tratto di spiaggia e ci accingevamo a tornare indietro quando Franca mi fece notare che se proseguivamo ancora un po' saremmo arrivati alla spiaggia libera di Lido di Dante lo so dissi, ma chi credi ci sia in questa stagione non siamo nemmeno in primavera, ma lei insisteva di proseguire, andiamo a vedere, poi al massimo passiamo dalla pineta e torniamo alla macchina lungo la strada la distanza non cambia molto. Arrivammo alla spiaggia, deserta come forse tutto il litorale Adriatico da Trieste a Lecce, guardammo le evoluzioni di qualche rondine di mare e ci avviammo per prendere il sentiero che passando per la pineta portava alla strada asfaltata. Prendemmo lo stradello ed entrammo in pineta, il posto era rinomato per incontri, sia etero che gay, scambi di coppia e paradiso per guardoni, io c'ero stato da molto giovane con amici e amiche, ci piaceva quella spiaggia ancora selvaggia, ma non avevamo mai assistito a situazioni altamente boccaccesche o da girone dei goduriosi allupati, forse non eravamo così scaltri, ma sicuramente non eravamo nemmeno completamente imbranati. Assorto nei miei pensieri inciampai addosso a Franca che si era fermata di colpo in mezzo allo stradello, si girò facendomi segno di fare poco rumore e di ascoltare attentamente. Infatti si sentiva un sommesso mormorio e dei gemiti soffocati, mi strinsi sulle spalle e dissi a Franca di proseguire, lei invece cominciò a scrutare fra i cespugli cercando la fonte dei rumori o il sentiero per avvicinarli, il sentiero era nascosto da due enormi
ginestre, ma risultava molto battuto scostammo le ginestre e ci inoltrammo silenziosi, senza fare molto rumore arrivammo dopo una decina di metri al limite di una radura, dove la scena che vedemmo era fantastica, su una poltroncina pieghevole, un signore forse con qualche anno in più di noi, completamente vestito, si toccava la patta, ammirando una signora, forse la moglie, che piegata a novanta gradi, appoggiata ad un pino secolare, con la sottana alzata, le mutande a mezza coscia, si faceva, fu la nostra impressione, inculare da un trans enorme sembrava la copia di Conan il barbaro. Il signore si accorse della nostra presenza e con fare gentile ci invitò a farci avanti e goderci meglio lo spettacolo. La signora infatti prendeva una discreta mazza nel culo, ma aveva inoltre un dildo enorme dentro la figa, si appoggiava con una mano al pino e si notava lo sforzo di prendere dentro quel pezzo di lattice molto realistico. Il marito si godeva la scena toccandosi da sopra i calzoni il cazzo io e Franca ci mettemmo a fianco ed osservammo fino a che il trans sfilò il cazzo dal culo della signora si tolse i preservativo e chiese se volevamo partecipare tanto era tutto pagato. Declinammo l'invito ma chiedemmo di rimanere fino alla fine, acconsentirono e cambiarono i ruoli, il marito appoggiato al pino con i calzoni abbassati e la moglie sulla poltroncina che, ora si godeva l'enorme dildo che ora scivolava agevolmente. Si penetrava e si toccava come una forsennata la clitoride, il marito boccheggiava mentre veniva inculato dal trans che tolto il preservativo appoggiò la cappella alle labbra della signora e ci scaricò sopra una bella quantità di sperma. Il marito anche lui masturbandosi sborò sulle labbra e sulla lingua della signora le fece poi pulire il cazzo e chinandosi la baciò leccando sia il suo succo che quello del trans che era già sparito silenziosamente. La bella porcona continuò a masturbarsi, ma diceva di non farcela a godere, l'orgasmo le rimaneva sospeso che avrebbe voluto un diversivo, Franca allora le chiese vuoi leccarmi la figa mentre mio marito mi incula? Detto fatto si stese a terra chiese a Franca di metterle la figa in bocca e cominciò a leccare, dalla clitoride al buchetto del culo tenendo le chiappe bene aperte, il marito aveva preso il dildo in mano e lo muoveva in modo lento e preciso, mi sputai sulla cappella e l'avvicinai al culo di Franca che si allargò di colpo succhiandomi dentro. A quel punto non ci servì molto tempo per godere, io nel culo di Franca, lei in bocca alla signora, la signora...... Una cosa che non avevo mai visto se non in qualche video uno due tre quattro schizzi più potenti di quelli di un uomo, con spasmi e sussulti su tutto il corpo e poi un liquido biancastro che continuò ad uscirle dalla figa, mentre il marito le solleticava la clito, per almeno dieci secondi. Io e Franca rimanemmo incantati da quel'orgasmo infinito, poi ammirammo il marito farle con la lingua un bidet pulendo il tutto. Ci ricomponemmo e come vecchi amici percorremmo lo stradello fino alla strada, si offrirono di darci un passaggio fino alla nostra auto lo accettammo volentieri e al momento dei saluti ci porsero un elegante biglietto da visita dicendo che se qualche volta volevamo essere loro ospiti bastava una telefonata. Accettammo senza garantire nulla, ma sapevamo già che prima o poi avremmo accettato un loro invito.

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Tutto era tornato nella normalità, per vari motivi non eravamo ancora riusciti ad organizzare un incontro anche se, avevamo detto con Davide che eravamo disposti ad accettare un invito a partecipare ad una festa con lui e la coppia amica, Alvaro e Giovanna. Avevamo anche accennato all'incontro fatto in pineta e alla sborata della bella signora lui ne era rimasto entusiasta e aveva accennato anche ad un loro coinvolgimento, ma in un secondo tempo. Il tempo scorreva veloce verso l'estate c'eravamo rivisti con Davide diverse volte, ma nessuno aveva fatto commenti o allusioni, si aspettava una mossa che nessuno capiva chi doveva farla. Tutto fu risolto da Giovanna che con una telefonata ci invitò a cena specificando bene con un messaggio in seguito anche per il dopo cena. Il ghiaccio era rotto ed io e Franca accettammo senza problemi. Però parlammo ancora a lungo dell'esperienza, si io avevo avuto degl'incontri con Davide e Alvaro, Franca si era fatta Giovanna, ma farlo insieme poteva avere dei risvolti inaspettati. Decidemmo comunque di provare l'esperienza, considerandola, come avevamo sempre fatto, che si trattava di un bel gioco...

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Poi arrivò il giorno dell'appuntamento e come su suggerimento di Giovanna ci presentammo a casa sua con un oretta di anticipo vestiti in modo molto casual e leggero data la temperatura mite. Arrivati alla porta Giovanna ci fece entrare salutò me molto cordialmente, ma fatto appoggiare a Franca il cabarè del dolce, l'abbraccio con trasporto e le stampò sulle labbra un bel bacio. Franca ci mise un attimo a rispondere, apri le labbra e contraccambiò voluttuosamente toccandole anche le tette e facendole indurire i capezzoli. Si notavano appuntiti sotto la camicetta segno che non portava l'intimo. Poi Giovanna si rivolse a me dicendomi, Alvaro ti aspetta in cucina, io e Franca andiamo a preparare qualcosa di eccitante per voi... Entrai in cucina e Alvaro stava preparando dei piatti freddi guarnendoli con varie salse stava infatti, preparando una maionese, la mis era come nell'occasione del primo incontro, camicetta, calze nere velate autoreggenti, perizoma micro, grembiulino bianco, le chiappe perfettamente depilate come le cosce e le gambe. Sollevò il grembiulino vedendomi e mi disse "assaggia la maionese" e se ne versò un po' sulla cappella moscia direttamente dalla frusta, era speciale, acidula al punto giusto, pulii la cappella e imboccai il tutto succhiando. Il cazzo stava prendendo consistenza e avrei continuato volentieri, ma mi disse di aspettare e di seguirlo.

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