ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 16 febbraio 2014
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il pesce nella boccia

di LaSpugna. Letto 583 volte. Dallo scaffale Generico

Osservazioni di un bambino su un comune pesce d’acquario E mostrollo che spesso passando da i luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezo che n’era chiesto, li lasciava in ari....

Osservazioni di un bambino su un comune pesce d’acquario

E mostrollo che spesso passando da i luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezo che n’era chiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libertà.
(Giorgio Vasari, Le Vite – Lionardo da Vinci)

Giorno 1. Oggi papà ha comprato due pesci per l’acquario. «Ho comprato due squaletti!» ha detto entusiasta, e infatti appena li ha messi nell’acquario io e la mamma abbiamo visto che sembravano proprio due piccoli squali. Sono grigi, con tutte le pinne bianche orlate di nero che sembrano ali di farfalla. Papà ha messo nell’acquario anche una pianticella di plastica verde con sfumature rosa acceso. «Per colorare l’acquario» ha detto.
Giorno 2. È passato un mese da quando papà ha comprato i pesci e uno è morto oggi. Me ne sono accorto salendo in cucina per fare colazione. Ho buttato un’occhiata all’acquario e ho visto un pesce immobile a pancia in su, incastrato tra la pianta di plastica e una parete dell’acquario. L’altro nuotava all’impazzata, sembrava terrorizzato. Si manteneva sempre lungo i vetri, sembrava volerli attraversare. Allora come prima cosa gli ho tolto dalla vista il compagno morto, prendendolo con il retino e buttandolo nella pattumiera, e poi sono stato per un po’ a guardarlo. Avrei voluto dirgli che mi dispiaceva.
Giorno 3. A qualche giorno dalla morte del compagno il pesce sembra ancora terrorizzato. Spesso quando sono a tavola lo guardo, pensando a cosa deve aver passato quando è morto il compagno e se teme di fare la stessa fine.
Giorno 4. Sono passate tre settimane e il pesce sembra essersi tranquillizzato. Veramente non capisco se è tranquillo o rassegnato. Nuota lentamente, avanti e indietro. Chissà se si rende conto di essere destinato a restare tra quei quattro vetri fino alla fine dei suoi giorni. Magari vorrebbe un nuovo compagno, oppure preferisce restare da solo? Ma non voglio dire a papà di comprarne un altro, non lo farebbe casomai succede un’altra volta che l’altro pesce muore. E anche a me dispiacerebbe, ma comunque penso che è meglio avere un po’ di breve compagnia che non averne affatto.
Giorno 5. Sono passati un po’ di mesi e il pesce è cresciuto incredibilmente: adesso gli occhi non sono più tanto piccoli e fissi come quando l’abbiamo preso, ma abbastanza grandi e vivi; anche il corpo si è ingrandito e allungato, ora è più scuro ma quando si muove si vedono riflessi cangianti, verdi e oro. La pinna dorsale (cioè quella di sopra) si è allargata, sembra sempre più l’ala di una farfalla. Penso che è un pesce bellissimo e spero che ha dimenticato il suo passato traumatico. Se solo avesse un po’ di compagnia…
Giorno 6. È passato più di un mese dall’ultima volta che ho aggiornato il mio diario sul pesce. L’acqua dell’acquario è gialla e sporca e a malapena si vede il pesce. Ho detto a papà di cambiare l’acqua ma lui sembra preso sempre da altre cose. Allora guardo triste il pesce, vorrei cambiargli io l’acqua ma l’acquario è troppo pesante.
Giorno 7. Papà ha finalmente cambiato l’acqua. Ora il pesce si vede, come ha notato anche la mamma ridendo.
Giorno 8. Continuo a osservare il pesce, quando sono al tavolo della cucina per mangiare o fare i compiti. Oggi ho preso un grande libro sui pesci che abbiamo a casa per informarmi sul pesce, e così ho scoperto finalmente come si chiama: Balantiocheilus melanopterus. Credo che continuerò a chiamarlo “il pesce”. Tra le altre cose ho letto: Toccare i pesci con le mani può danneggiarne la mucosa. “Me ne ricorderò”, ho pensato. Va tenuto in gruppi di almeno 5-6 individui. Ho guardato triste il pesce. Lo dicevo che la compagnia è importante, non si può stare sempre da soli.Richiede vasche molto grandi (minimo un metro di lunghezza), con ampio spazio libero per nuotare. Ho guardato di nuovo il pesce. Dava tre colpi di coda ed era già arrivato dall’altra parte dell’acquario, quindi si girava e dava altri tre colpi di coda. Chissà quanto misurava l’acquario? Ho preso il metro dalla cassettiera dell’ingresso e sono corso a misurarlo: quarantadue centimetri di lunghezza, trentadue di altezza e ventidue di larghezza. Sono tornato a leggere. Acqua limpida e ben filtrata. Pensando a quella di qualche giorno fa mi è venuto da ridere.
Giorno 9. Ho deciso di liberare il pesce. Oggi ho preso l’atlante e ho cercato il fiume e il lago più vicini a casa. Non posso certo gettare quel povero pesce in mare, ovviamente morirebbe perché è d’acqua dolce. Ma sia il fiume che il lago sono troppo lontani da qui, si possono raggiungere solo in macchina e io non voglio dire a papà che voglio liberarlo, tanto non sarà d’accordo.
Giorno 10. Stanotte ho fatto un sogno. Mi chiamava sabato pomeriggio Giorgio che mi diceva che non passava per fare i compiti per lunedì perché domani andava ai laghi coi suoi. Quando mi ha chiesto se volevo andare con loro non mi sembrava vero: potevo finalmente liberare il pesce! Allora ho preso la boccia di plastica che abbiamo a casa e l’ho riempita per metà di acqua per non renderla troppo pesante per il viaggio e col retino ho spostato il pesce dall’acquario alla boccia. Naturalmente ho fatto tutto ciò di nascosto dai miei e pensando che anche loro domenica uscivano per tutto il giorno e non avevano neanche il tempo di pensare al pesce. Gli ho messo anche un po’ di cibo nell’acqua, così se aveva fame in macchina poteva mangiare. Ho detto ai genitori di Giorgio che io e i miei avevamo deciso di liberare il pesce. Il viaggio in macchina è stato orribile: tenevo la boccia tra le mani sulle ginocchia e l’acqua sotto il sole che passava dal finestrino cominciava a puzzare di mangime, e a ogni buco della strada usciva fuori un po’ d’acqua. Cominciavo ad avere paura che finché arrivavamo al lago l’acqua della boccia finiva. Stavo pensando a queste cose quando un colpo più forte della macchina mi ha fatto perdere l’equilibrio, l’acqua della boccia mi è caduta tutta sui jeans e il pesce è caduto sul tappetino. «No!» ho gridato. Avevo paura e ho iniziato a piangere. Il papà di Giorgio ha fermato la macchina per risolvere la situazione. Non avevamo neanche un po’ d’acqua e il pesce cominciava a respirare più piano. Non sapevo che fare, l’ho raccolto e l’ho messo sulla mano, per la prima volta sentivo il suo corpo, la leggerezza della sua ala di farfalla. Toccare i pesci con le mani può danneggiarne la mucosa, mi sono ricordato in quel momento. L’ho guardato piangendo, guardava con gli occhi fissi un punto, apriva la bocca lentamente. Mi sono sentito in colpa per non averlo lasciato nell’acquario. Mentre piangevo la mamma di Giorgio mi ha abbracciato dicendo: «Mi dispiace tesoro, quando arriveremo ai laghi te ne compreremo un altro, ok?» Poi mi sono svegliato tutto sudato e terrorizzato.
Giorno 11. 3 settembre. Oggi è morto il pesce. Stavamo a tavola, come faccio sempre ho dato un’occhiata all’acquario e l’ho visto a pancia in su. «Papà…» ho detto. E mi sono sentito triste e sollevato insieme. Ero contento che la vita di quel povero pesce era finita, era come se io e lui avevamo vinto su qualcosa di cattivo. La mamma continuava a dire: «Uh! Ciccino! Ciccino!» mentre papà l’ha preso col retino e l’ha portato nella pattumiera. La odio quando fa così. Anzi in quel momento li odiavo tutti e due. Sono sceso in cameretta che ero stranamente tranquillo, non mi sono mai sentito così.

laspugna
™ - www.laspugna.it



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: