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lavoro pubblicato lunedì 10 febbraio 2014
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

1.Cazzate di un vecchio con oltre duemila anni di età

di Mesky. Letto 443 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Cazzate di un vecchio con oltre duemila anni di età" nasce con l'intento di diventare un romanzo senza morale. Questo "romanzo" non ha una struttura,pubblicherò il lavoro man mano che lo scriverò,spero...

Il vecchio cominciò a considerare che davvero i suoi desideri non si sarebbero mai più avverati.

Infatti,alla fine di quel mese di inizio inverno,avrebbe compiuto duemilaotto anni,sapeva di essere prossimo a trapassare,ma non era questo a turbarlo; Era piuttosto infelice perché consapevole che stava giungendo alla fine senza vedere realizzata nessuna delle sue speranze.

Da giovane si era immaginato vecchio e rugoso starsene sul balcone della sua abitazione in una notte nevosa con la luna a illuminare la vasta distesa bianca,seppellendo e dimenticando il paesaggio sottostante su cui ancora cadevano fiocchi di neve. Mentre i suoi occhi stavano puntati all’orizzonte,sotto il suo naso apparve lei,che non aveva mai smesso di aspettare da molti millenni,finalmente era nuovamente lì,con lui. Perse poco tempo nello spiegargli quanto aveva sofferto per la sua mancanza e quanto lo avesse ferito. Passarono insieme i suoi ultimi tre giorni di vita,e quelli furono i più felici negli ultimi tremila anni.

I desideri del vecchio nascevano in seguito a un evento; Come la legge di causa effetto,gli accadeva qualcosa (causa) e di effetto ne veniva un desiderio.

Il vecchio ora si rivede bene dalla sua conoscenza; In passato era solito parlare dell’anima come qualcosa di misterioso e magico,la parte pura dell’uomo,la totale bontà per l’amore. Dopo qualche secolo mutò questa teoria e predicava (alle poche persone con cui vi era in contatto) che l’anima è la parte irrazionale,malvagia,feroce e impulsiva. Sosteneva che l’uomo era un essere ibrido,metà selvaggio animale e metà Dio. I due caratteri,l’istinto animale che attacca per paura e la conoscenza e presunzione di controllo,entravano in conflitto fra loro,una cercava di sopraffare l’altra,così che la mente finiva per impazzire e molti correvano dall’analista per cercar di capirci qualcosa.

Altri secoli dopo mutò nuovamente questa teoria,ma lievemente. Sosteneva sempre l’uomo come essere ibrido,ma questa volta diceva che l’anima è un invenzione,non esiste,non c’è! La conoscenza è l’anima.

Il cervello si va formando man mano che percepisce informazioni dai suoi recettori. Quando facciamo nuove esperienze,si creano altre diramazioni e collegamenti. Quindi siamo,agiamo a seconda di come ci ha plasmato il mondo in cui veniamo a contatto,non per come è la nostra anima.

Il vecchio diceva che poteva apprendere un’esperienza anche se questa durava pochi minuti,o che capitasse soltanto una volta,oppure ancora poteva immaginarsela a seguito di qualcuno che gli narrasse la sua,per assimilarla. Per questo diventò così conoscente. Difatti lui prevedeva in modo molto chiaro il futuro della sua vita,no come quelli che gli dicevano “la vita è imprevedibile”

La sua lo era.

Aveva talmente poche possibilità che tutto gli era prevedibile,certo,mica come quelli che hanno un posto nella società! Lui non ce l’aveva.

Non nacque in quella città in cui abitava,era stato catapultato lì a una velocità folle che la mente umana non può immaginare per la grossa restrizione del cervello che non ha mai sperimentato quell’esperienza. Tuttavia non contemplò mai quella città,non era sua,come del resto gli abitanti erano dissimili a lui. Difatti le persone con cui più legò per brevi periodi erano insani di mente o immigrati. Gente anch’essa diversa perché provenienti da altre parti …



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