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lavoro pubblicato lunedì 3 febbraio 2014
ultima lettura mercoledì 23 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

E chi non sogna di diventare Sampei..?

di Elibellino. Letto 379 volte. Dallo scaffale Generico

E' tutta una questione di fuochi d'artificio. Quelli con i botti belli forti. E di stivali di gomma.

No ma non è possibile. Ma daiiiiii... Perchè cazzo invece di darsi da fare nel concludere una cosa importante, macchè importante, importanti sono i vestiti che ti metti il sabato sera, IMPORTANTISSIMA x la sua vita, per la sua carriera scolastica, e che magari potrebbe, no dico potrebbe, aprirle un piccolo spiraglio verso una carriera futura?? Ebbene si, sto parlando di una tesi, una laurea quinquennale, un capitolo importante della sua vita che si chiude per sempre (a meno che non si iscriva poi all'università della terza età ad ottant'anni, quando di lei rimarrà solo più una dentiera in un bicchiere ed una canna..e non quelle che si fumano, per intenderci).
La data della discussione di questa tesi è tra esattamente una settimana, si, avete capito bene, benissimo...UNA SETTIMANA...una fottuta, cortissima,stra mega ultra breve, settimana. E lei, invece di concludere la parte teorica per mandarla in stampa entro la giornata, cosa che sarebbe assolutamente da fare, si ritrova qui, davanti a questo pc, con la voglia irrefrenabile di riempire questa pagina bianca.
A Gin non piacciono le pagine bianche.
E come Napoleone Bonaparte, che scrive le sue memorie in punto di morte, (o si converte..?... con tutta probabilità ne sto sparando una delle mie...); Gin mette nero su bianco le sue di memorie, non in punto di morte, non all'età di novant'anni, quando ormai si ritrova stesa in un letto, tutta catetere e flebo..(piccola parentesi, sono sicura che riuscirebbe a rompere le palle a tutti pure in queste condizioni..), ma bensì all'età di 24anni suonati, e sempre e comunque quando avrebbe tutt'altro da fare. E pure piuttosto urgente.
Eppure c'è qualcosa che la tormenta. Ma la tormenta proprio tanto, tanto da non farla dormire la notte, da farle venire attacchi di mal di pancia pazzeschi, una cistite insopportabile...ecc ecc..In realtà potrei continuare all'infinito ad elencare i miei mali in questo particolare periodo.
Il punto è che a Gin non piacciono i fuochi d'artificio. A lei non piacciono più.
Quando lo vivi una volta, quando vivi questo mal di stomaco, questa sensazione altalenante di sentimenti vivi, vivissimi, talmente vivi da bruciare come il fuoco, prorpio lì, nella pancia, perché è lì che si devono provare queste cose. Nella pancia. I figli si fanno con la pancia. L'amore pazzo, burrascoso, quello da fuoco d'artificio. Quello anche si prova con la pancia.
Lo vivi una volta. E sei felice, felicissima, hai voglia di fare l'amore almeno 50 volte al giorno. Hai voglia di passare le giornate a letto con lui. Solo con lui. E un caldo plaid. E l'odore del sesso. Che hai addosso.
Dopo questo excursus estremamente figo, romantico, passionale, da sottofonfo di sax, proibito, impossibile, torniamo alla tragica realtà.
Tutto questo finisce, come un fuoco d'artificio, e ti fa precipitare al suolo, con tanto di botto finale.
Passano gli anni, e del fuoco d'artificio è rimasto un bellissimo ricordo, che ti piace anche raccontare, tanto per ricordarti cosa sei capace a fare non appena trovi l'amore. Quello da fuoco d'artificio. Diventa pure carino ricordare a te stessa che lì, nel tuo piccolo, all'interno di te, c'è questa maledetta pazzia, da ragazza tormentata, pronta ad esplodere e dare il meglio di se.
Passa il tempo e tu ti autoconvinci di essere cresciuta, maturata, perfettamente in grado di affrontare qualsiasi situazione con la massima tranquillità da ragazza ventiquattrenne (ahahahahah) che battuuuuuuuta..Mi stupisco sempre della mia terribile simpatia...
E poi, ad un passo da questo importante traguardo, arriva lui.
ARRIVA LUI.
E ora... Quando tutto è congelato all'interno di te, quando non provi determinati sentimenti dall'epoca in cui i dinosauri ancora non si erano estinti.
ARRIVA LUI.
E mò che si fa?
E lui ovviamente non è un ragazzo normale.
Lui è un artista. Come te.
Lui ha mille progetti, aspirazioni, sogni. Come te.
Lui sogna di diventare qulcuno. Come te.
Lui vuole viaggiare, andare lontano, trovare la sua strada. Come te.
Lui è pazzo. Come te.
E tu ci cadi come una pera cotta.
E incominci a pensare solo più a lui.
E sogni ad occhi aperti solo lui.
E hai voglia di abbracciarlo.
E adori le sue labbra carnose.
E ami il fatto che lui sia diverso. Come te.
E sei felice all'idea che al mondo esistano davvero persone come te.
Eppure sai che non potrai mai averlo.
E incominci ad essere una classica donna incinta in piena tempesta ormonale.
Non dormi, passi dal ridere nervosamente e incondizionalmente al piangere disperata.
Diventi una pazza sclerata da ricovero psichiatrico.
E lui non ti cerca.
E tu vorresti buttare il telefono fuori dalla finestra. Per poi correre a riprenderlo appena squilla, anche se non sarà MAI lui.
E non dimentichiamo che in tutto questo, c'è una laurea, una piccola boa luminosa ma non troppo, che galleggia in una parte sperduta del mio cervello.
Che è un oceano di cazzate.
Io in questo favoloso lunedì mattina dovrei mettermi in modalità Sampei il pescatore, armarmi di filo da pesca e amo, e pescare questa boa luminosa, per impedirle di allontanarsi troppo. E di tornare un pochettino di più nelle mie attenzioni.
Adesso vado a prendere gli stivaloni ed il cappello di paglia. E lo faccio.
Oggi si mangia pesce.


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