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lavoro pubblicato giovedì 30 gennaio 2014
ultima lettura venerdì 4 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Film per Andreina

di amun. Letto 765 volte. Dallo scaffale Viaggi

Entra dall’uscita di sicurezza. Attraversa la penombra di un corridoio.Pigia nel cerchietto del sotterraneo e le porte dell’ascensore sichiudono.L’arrivo è accompagnato dal trillo di un campanello.Raggiunge una porta, la chiave...

Entra dall’uscita di sicurezza. Attraversa la penombra di un corridoio.

Pigia nel cerchietto del sotterraneo e le porte dell’ascensore si

chiudono.L’arrivo è accompagnato dal trillo di un campanello.

Raggiunge una porta, la chiave nel pugno che apre. Appoggia la

borsa su di un mobiletto e il cappello da proibizionismo anni ’20

sull’attaccapanni.Va verso la scrivania e porta sull'’ON l’interruttore

che giace al lato di uno schermo.

Immediatamente inizia il teatrino mobile dell’orologio svizzero. Le

lancette segnano le 8 p.m. Le statuette sfilano sulle note del carillon.

BlackAut.

Dal buio della bocca di un megafono esce lentamente l’occhio della

camera.Cresce la luce e il suono, la camera va a cercare il cartello sul

muro:

LEICESTER SQUARE

-Cittadini di tutto il mondo, benvenuti alla gioia, benvenuti alla sempre

accesa piazza del divertimento e dell’allegria. Tutto è pronto, tutto

abbiamo preparato per imbarazzarvi nella scelta di questo spettacolo

infinitooo..-.

L’uomo al megafono è eccitato. Veste un frac grigio. Capelli bianchi e

basettoni escono dal cilindro con la bandiera del Regno.

Ora la camera indietreggia. Ragazzi, che tengono volantini inquieti,

riempiono lo spazio a mò di cerniera lampo che si chiude.

-Corona il tuo sogno- -Da noi vivrai l’indicibile- -Da noi di più- silegge

sui volantini colorati.

La camera si confonde nel marasma. Avvista un arco umano divertito

eva a sbirciare curiosa. Un uomo travestito da Charlot tiene banco.

Corre dietro un passante calvo per mettergli una parrucca. Ora sente

il rombo di un aereo e tira fuori dalla borsa un telecomando. Poi passa

un rasta e tira fuori un pettinone. Infine arriva la macchina della

polizia e riprende il telecomando.

Imbrunisce.La camera si lascia affascinare dalle luci intermittenti dell’

EMPIRE.Poi si volta a guardare l’uomo ragno. E’ di colore, ha un

incisivo d’oro. Si inarca fino a portare le gambe sopra le spalle e

cammina a quattro zampe: bocche aperte.

Le statue umane immobili: in alto le insegne del LITTLE HAVANA. Il

BURGER KING, CICHITA. Di fronte, il chitarrista hippie dalla voce da

pecora:seduti, a gambe incrociate, i nostalgici.

Infine,nel buio, commoventi predicatori derisi nella piazza della

perdizione.

(Servizio: Cara Andreina,

è mia intenzione mostrare la piazza e i giullari che intrattengono. I

giullari cambiano continuamente e, quindi, tutto sarebbe legato ai

presenti nel momento delle eventuali riprese. I locali, bene o male,

sono quelli. Mi piacerebbe che le insegne fossero riprese da molto

vicino,fino a farle apparire mostruose, o comunque, aggressive.)

A questo punto, la camera si ferma su di un ragazzo che raccoglie

bicchieri e bottiglie vuote sui tavoli esterni di un locale. Lo segue.

Entra nel bar piantonato da due gorilla. OXIGEN: fumo e baccano. Il

ragazzo appoggia i vuoti sul banco.

So’ le nove e mezzo, io vado in pausa- dice all’altro dietro il banco.

Così,fa le scale, passa il bar del primo piano e sale ancora per

guadagnare l’ufficio dove si tengono zaini e giacche. Proprio davanti

alla porta, incrocia un altro ragazzo, intento a scendere, nell’atto di

indossare la giacca.

-Dove stai andando, Simone-

-In pausa e tu, Mauro?-

-Lo stesso!-

-Dài che ti aspetto!-

Scendono le scale e insieme escono dall’Oxigen. Si dirigono verso la

piazza.Passano davanti al chiosco dei biglietti del teatro.

S- E così, questo è il tuo ultimo giorno di lavoro?-

M- Sì –

-Cosa fai dopo?-

-Me ne torno in Italia-

-A far che?-

-Non lo so, so solo che mi sono rotto il cazzo a guardare nei bicchieri

o nelle bottiglie della gente che beve-

Lo so, è un lavoro di merda, ma hai mai fatto il lavapiatti?-

-Sì ma non so dirti cos’è peggio-

Seguono l’inferriata del giardino poi ad un certo punto si fermano a

consumare un panino. Tra un morso e l’altro:

-Ecco,proprio lì ho fatto il lavapiatti, al Rendez Vous-

-Che cos’è, un bar?-

-Sì,bar, sala da thè, pasticceria. Non facevo un gran che,

amoreggiavo tutto il tempo con le bariste. La vedi quella ai gelati?-

-Sì,carina!-

-Si chiama Ilona. E’ lituana. Veniva sempre in cucina a lavarsi le mani

e a bagnarmi-

-E tu?-

-Niente,ridevo, non conoscevo una parola di inglese. Una volta, verso

Pasqua,mentre facevamo la pausa, mi costrinse a salire senza

biglietto sulla giostra dei cavalli a dondolo che era venuta per la festa-

-Cos’è accaduto?-

-E’ arrivato il tipo con una faccia da Mangiafuoco, grosso e grasso,

barba e capelli lunghi, e ci ha fatto scendere malamente-

-Che ora si è fatta?-

-Mancano cinque alle dieci-

-Ci avviamo?-

-Sì, dài!-

Si alzano e si dirigono verso l’Oxigen. La camera li segue.

-Ora che hai menzionato Mangiafuoco, questa piazza sembra un po’ il

paese dei balocchi-

-Sì,è vero, Collodi deve essere passato di qui prima di scrivere

Pinocchio.

Ridacchiano.Arrivano all’Oxigen, salutano i gorilla della security e

fanno le scale.

-Perché ti sei licenziato dal Rendez Vous?-

-Perché io dopo un po’ mi rompo il cazzo-

-E con Ilona?-

-Quando ho la pausa vado a spiarla dalla vetrata-

Arrivano in ufficio e lasciano zaini e giacche. Scendendo:

-Ancora cinque ore di lavoro-

-Per te sono le ultime-

-Già,per il resto sono cazzi tuoi-

-Grazie per la solidarietà-

-Dovere!-

Simone rimane al primo piano, Mauro scende al piano terra. Riprende

la caccia ai vuoti. Su e giù, dentro e fuori. Scansa persone,sostituisce

posaceneri.Pulisce i tavoli. Scopa e paletta, raccoglie carte e cicche

di sigarette. Va a prendere il ghiaccio e controlla i bagni. Il tutto inuna

terribilmente lucida assenza.

-La spazzatura, Mauro!- grida il ragazzo dietro il banco.

Mauro raggiunge lo sgabuzzino della spazzatura dove trova Simone

ed altri ragazzi che stanno già portando fuori i sacchi. Mauro se ne

carica due e sotto sforzo:

-Con tutti ‘sti gorilla che abbiamo, non potremmo farla fare a loro

questa operazione?-

-Hai ragione, loro risparmierebbero i soldi della palestra e noi non

rischieremmo l’ernia-

Ora la camera è fuori e vede crescere la montagna di immondizia,

come macerie di una guerra impacchettate.

Si torna in quella stanza del sotterraneo. Lo schermo è scomposto in

8,16 quadri. Ogni quadro è pieno di immondizia. In uno, ora compare

pure Mauro che butta l’ultimo sacco di immondizia. A questo punto,

l’uomo va coll’indice sull’interruttore e lo porta sull’OFF.

Mauro e Simone escono dall’Oxygen mentre si spegne l’insegna. Per

strada qualcuno vomita, qualcuno canta, per lo più dormono in piedi.

Mauro e Simone si salutano diretti verso differenti fermate

dell’autobus del ritorno a casa. Mauro è sull’autobus, la testa

appoggiata al finestrino. Sul ponte di Vauxall albeggia.

Ore10,30 a.m.

Suona la sveglia appoggiata su un comodino in una stanza stretta che

vede due materassi sul pavimento.

-Non l’hai mai usata ‘sta sveglia, adesso che hai finito di lavorare,l’hai

puntata-dice Massimo, l’amico di stanza di di Mauro , mentre si gira

nel letto.

-Dovevo pur darle un senso, mi è costata una sterlina al mercato di

Brixton-

-Tu sei pazzo-

-Lo so- Mauro si sta vestendo.

-Ma che devi fare?-

-La cosa più importante prima di lasciare Londra-

-E quale sarebbe?-

-La tomba di Marx-

-Nientemeno!-

-Prestami il London A-Z –

-E’ là, nel tiretto-

-Higate cemetery- Mauro sta cercando sulla cartina.

-Eccolo,è in culo a Giuda, dovrò cambiare almeno tre autobus. Senti

… puoi prestarmi la tua tessera della metropolitana?-

-Sempre lì, nel tiretto- dice Massimo ad occhi chiusi.

Ecco Mauro uscire dalla stazione della metropolitana di Archway.

Chiede ai passanti dove si trova il cimitero. Lo indirizzano. Una

piccola salita, attraversa un piccolo parco e poi il cancello del

cimitero.C’è una vecchietta, si paga una sterlina.

-Dove è sepolto Marx?- chiede alla vecchietta mollandole una sterlina.

-Segui la strada tenendo la sinistra, la troverai, subito dopo una curva,

sulla destra-

Una piccola discesa, una salita e, subito dopo la curva, Mauro vede

un uomo in un frac grigio rivolto verso destra. Megafono a tracolla, fa

un inchino beffardo tirandosi dalla testa un cilindro con la bandiera

del Regno. Alle spalle, un uomo con una borsa e un cappello da

proibizionismo anni ’20 che trattiene un troppo facile sorriso.



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