ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 27 gennaio 2014
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le notti del Cavaliere Oscuro di MG capitolo 8

di MarianGalters. Letto 489 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Bat

Capitolo 8 DI 40 ESPIAZIONE

In un' immensa villa alle Palizees poco fuori città, Carmine Falcone detto il Romano e il suo braccio destro Vincent Maroni, tenevano una riunione per discutere sul da farsi dopo la dipartita di Lew Moxon che lasciava un vuoto di potere nella zona nord della città. I Cassamento restavano il loro unico intralcio per il controllo totale di Gotham.

«Dobbiamo togliere di mezzo i Cassamento. Chi ha eliminato il vecchio Moxon ci ha fatto un grosso favore...adesso la zona nord è nostra. Eliminando i Cassamento metteremo le mani anche sulla zona ovest e a quel punto questa dannata città sarà mia! Noi siamo molti di più di loro e poi non hanno le nostre armi...» Così parlava il Romano, forte dei propri mezzi.
«E questo Batman, cosa facciamo con lui?» Chiese Maroni.
«Dicono che se ne va in giro ad ammazzare i criminali e che non può morire, gli uomini del Ventriloquo l'hanno visto rialzarsi dopo che gli avevano sparato contro un intero arsenale...» aggiunse uno scagnozzo.
«Ed io dovrei fidarmi di quello che dicono gli uomini del Ventriloquo, una testa di cazzo che parla con un cazzo di pupazzo e non sa nemmeno allaciarsi le scarpe? No, no questo Batman ammesso che esista, è solo un fottutissimo idiota con un costume da Holloween, non dobbiamo preoccuparci di lui. E' uno zero! Userà giubotti in Kevlar antiproiettile, procuriamoci proiettili che li forano ed è fatta» disse il Romano e poi aggiunse: «E per quanto riguarda il Ventriloquo...Voglio morto anche lui entro stanotte...Uccidetelo, e poi avvertite i suoi uomini che da domani lavoreranno per me». «Anche i nostri hanno paura di Batman... I miei a MilesCircus hanno incassato meno di un terzo del guadagno minimo. Se la fanno sotto, credono tutti che sia un mostro alato assetato di sangue».
«Beh...allora tu convincili del contrario...E poi nessuno sa da quale parte sta questo Batman... Chi può dirlo magari posso assoldarlo come mio nuovo braccio destro...che ne dici Vincent, ti piacerebbe essere rimpiazzato dal ''mostro alato''?»
«No! Carmine...»
«E allora assicurati che ai miei uomini sia ben chiara una cosa: E' solamente un uomo non una creatura sanguinaria, e sono io l'unico uomo che devono temere...fa che sia ben chiaro a tutti... Intesi Vincent?! Devo iniziare una guerra contro i Cassamento e sarà molto dispendiosa, mi serviranno anche quelle fottutissime ''entrate'' dei tuoi dannati spacciatori».

''Central Square''
Ufficio del Procuratore Adrien Field ore 12.00 am.
Improvvisamente andò via la luce. Al momento in quell' ufficio non c'erà il Procuratore Fields ma il suo vice Harvey Dent.
Qualcuno nel buio sussurrò il suo nome... Era Batman.
«Come hai fatto ad entrare qui dentro? Ti avverto fra poco sarai circondato dalle guardie...»
«Sei un avvocato, dovresti mentire meglio... E' giovedi, e come ogni giovedi ripassi tutte le pratiche del tuo superiore prima di lasciare l'edififcio che per l'occasione rimane aperto oltre l'orario previsto, sprovvisto di sicurezza...quindi stai mentendo, non verranno guardie...ti tengo d' occhio da un bel po' signor vice procuratore...>>
Nel frattempo Harvey cercava di afferrare qualcosa con cui difendersi...anche il tagliacarte sarebbe stato utile, ma non riusciva proprio a trovarlo nel buio di quella stanza.
«Calmo Harvey, non voglio farti del male. Ho bisogno del tuo aiuto. Devi far capire alla città che non sono io il male da eliminare. Io sono come te, voglio ripulire le strade dalla ''spazzatura''».
«Cosa vuoi propormi?» Chiese Dent all'Uomo Pipistrello.
«Toglimi di dosso la Task Force, i poliziotti che ne fanno parte sarebbero gli uomini giusti per la lotta alla mafia...con me perdono soltanto tempo prezioso...»
«Perchè parli con me, il Procuratore è Fields!»
«Di lui non mi fido...».
«Mi stai chiedendo di mettermi contro Sindaco e Procuratore?! Ti ritengono il pericolo numero uno...»
«C'è del marcio in loro. Il Sindaco, il Procuratore perfino il Tenente Bullock, non sono quelli che sembrano»
«Come fai a dirlo, cosa sai?»
«Saprai ciò che so a tempo debito. Per ora devi solo fidarti».
«Non vorrai iniziare una guerra da solo contro tutti?»
«Non sono solo. Ora ''noi'' siamo in quattro».
«Noi?»
«I detectives James Gordon e Crispus Allen, saranno dalla nostra parte».
«Hai degli amici poliziotti?»
«Non mi è concesso il lusso di avere amici... Sono soltanto uomini in gamba. Di loro ci si può fidare».
«E dimmi agiremo senza scrupoli...come hai fatto con Chill e Moxon? Non fraintendermi non te ne faccio una colpa, anche se forse dovrei... Ma per come la vedo io, a dei bravi ragazzi non sarebbe successo...»
«Non parlare così...non farmi pentire di averti coinvolto. Agiremo ponendoci dei limiti, seguiremo delle regole e questo che ci distinguerà dai criminali. Tu sei il fulcro del mio piano. Ti ho scelto perchè sei l'unico di noi ad essere ''senza macchia''...dovrai far sentire il peso del limite su ognuno di noi. Alla fine guiderai Gotham verso la nuova alba che sorgerà, e lo farai senza usare maschere. Ti chiedo di assumerti questa responsabilità. Qual'è la tua risposta?»
Harvey non esitò: «D'accordo ripuliamo questa città nel modo giusto!»

''Caverne sotterranee. Ala di sud est ore 5.00 am.''
Quando Alfred scese di sotto lo vide...era in un angolo della caverna che si accingeva a togliere il costume, erano più di tre giorni che Bruce Wayne non ''risaliva in superficie''.
«Sono tre giorni e tre notti che non mangia e non dorme...E' intenzionato ad entrare nel Libro dei Record signore...?»
«Batman non può permettersi di dormire...»
«Ma Bruce Wayne ''necessità'' di dormire...»
«E poi non riuscirei a chiudere occhio, ho compiuto azioni imperdonabili...»
«Non deve martoriarsi l'anima per come sono andate le cose con Chill e Moxon. Quando ero in guerra anch'io ho ucciso. La prima volta fu in un modo che difficilmente avrei potuto dimenticare. Una notte ero di guardia, da un albero improvvisamente sbucò un soldato nemico, lo stesso soldato nemico che circa un mese prima avevo sottratto da un plutone di esecuzione del mio reggimento, credevo che quel tipo mi sarebbe stato riconoscente per sempre...Ma mi sbagliavo... Armato di coltello me lo conficcò nel braccio, io iniziai a piangere supplicandolo di non uccidermi. Lui avrà avuto la mia stessa età, eravamo poco più che ventenni. Ricordo il suo sguardo pieno di paura e odio, nonostante io lo supplicassi, lui tentò di riaffondare il coltello nel mio torace, proprio all'altezza del cuore...Per fortuna riuscì ad afferrare la mia colt e così gli piantai una pallotola in testa. Quella notte compresi che nella guerra se si è buoni allora si è anche fragili, e le guerre non sono fatte per gli animi fragili.
Lei è in guerra signor Wayne, ha scelto di essere un soldato che combatte una battaglia contro la malvagità dei criminali. Ha deciso di combattere il male...e questo male, per spirito di sopravvivenza tenterà di eliminarla perchè sa che lei vuole debellarlo. Sarà costretto a rispondere a qualsiasi costo e con qualunque mezzo, è il prezzo da pagare deve metterlo in conto, quindi non ci perda il sonno sappia che se non li avesse uccisi lei sarebbero stati loro a tentare di ucciderla.
Moxon commissionò l'omicidio nonostante suo padre gli avesse salvato la vita e Chill sparò a suo padre e sua madre senza esitare...
Questa guerra non l'ha iniziata lei ma Moxon il giorno in cui rapì suo padre...e Thomas Wayne accettò la sfida, entrò in guerra e vinse una battaglia, denunciandolo e facendolo arrestare, ma dieci anni piu' tardi fu suo padre a perdere la battaglia più importante, furono ammazzati proprio sotto ai suoi occhi, ricorda signor Wayne? Se lei si fosse arreso, oggi la malvagità avrebbe vinto, ma non l'ha fatto e adesso la guerra è ricominciata.
E' la guerra signor Wayne, e lei che l'ha ricominciata. Le battaglie saranno sempre piene di morti...le vittime sono il prezzo da pagare, è la guerra... e lei ci è dentro fino al collo».
«Da quando ho ucciso gli assassini dei miei genitori non ho avuto più pace. Credevo che se mi fossi vendicato il dolore sarebbe passato...E invece la mia sete di vendetta è aumentata e il dolore è rimasto. Ogni volta che Batman si imbatte in un criminale è come se ogni pugno che sferro, ogni colpo che affondo, venga inflitto a Chill e Moxon...e questo mi spaventa.
Ho scelto di essere Batman perchè volevo essere un esempio per la gente onesta di questa città, un simbolo incorruttibile, l'emblema del bene e della giustizia e invece...mi sono trasformato in un carnefice, un mostro...»
«Moxon e Chill hanno creato Batman, signor Wayne...lei è soltanto una vittima che nonostante i nobili propositi, ha forgiato la sua capacità di reagire al trauma sul desiderio di vendetta che ardeva in lei...Almeno adesso sa cosa potrebbe diventare se non si porrà dei limiti. Farà i conti con la sua coscienza ed i suoi peccati quando sarà il momento».
«Alf?»
«Mi dica, signore...»
«Riuscirò un giorno a perdonarmi per quello che ho fatto?»
«Io Signor Wayne dopo tanti anni ancora non sono riuscito a perdonarmi per le azioni commesse durante la guerra ma ho imparato a conviverci...credo che imparerà anche lei, con il passare del tempo».
Un tempo Alfred lo avrebbe abbracciato confortandolo, ma ormai Bruce Wayne non era più un bambino, una pacca sulla spalla sembrò più adeguata.
«Grazie Alf. Per tutto quello che hai sempre fatto, sei stato come un padre per me e questo non lo dimenticherò mai...» disse Bruce visibilmente commosso.
«Non deve ringraziarmi signore, quello che ho fatto è stato dettato dai sentimenti che provo per lei e la sua famiglia...» Bruce apprezzò le belle parole di Alfred e mettendo da parte l'imbarazzo lo abbracciò...a quel punto era Alfred che rischiava di commuoversi, quel gesto di Bruce valse più di mille parole, così il maggiordomo per nascondere la commozione cambiò completamente discorso:
«Harold dice che presto le porterà un regalo...sa di cosa si tratta?» Chiese Alfred
«No mi ha solo detto che bisognerà fare un pò di spazio nella caverna...»
«Trovo alquanto riduttivo il termine ''caverna'' ...ormai questa è il quartier generale del temutissimo Batman... perchè non la ribattezziamo Bat-caverna che ne dice, è più ad effetto non trova?»
«Mi piace, suona bene!»
«Ah quasi dimenticavo...ieri ha chiamato la dottoressa Thompkins, voleva ringraziarla per la cospicua somma di denaro donata all'orfanotrofio di GothamPlace...»
«350 mila dollari. Sono soldi provenienti da un colpo finito male, Batman ha preso i ladri. Ho preferito darli al GothamPlace piuttosto che lasciarli nelle mani di poliziotti corrotti che non avrebbero esitato a spartirseli...» disse Bruce.
«Saggia scelta...nonostante non sia la più ovvia...Purtroppo questa città ci costringe ad agire in modi strani...»


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: