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lavoro pubblicato lunedì 27 gennaio 2014
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le notti del Cavaliere Oscuro di MG capitolo 4

di MarianGalters. Letto 672 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Bat

CAPITOLO 4 di 40 IL SIMBOLO

Aereoporto ''Highfly'' Gotham City ore 7.30 am.

Quando Alfred lo vide stentava a crederci. Bruce Wayne era partito quando aveva solo 16 anni.
Alfred aveva pensato di fargli proseguire gli studi in Europa, lontano dai ricordi della tragedia che l'aveva colpito. E così non appena il signorino Bruce fu pronto per il college, lasciò Gotham per trasferirsi in Europa.
Ma quello che Alfred aveva adesso davanti agli occhi, non era più il signorino Bruce che ricordava. Ora era diventato un uomo... maturo e navigato.
Nel suo lungo periodo lontano da Gotham, Bruce oltre a quelle accademiche aveva appreso anche capacità più pratiche: il francese Henry Ducard gli aveva insegnato la potenza della forza di volontà e lo aveva istruito nelle arti investigative.
I monaci del Nepal gli avevano svelato le arti della meditazione e le arti curative.
Il Ninja Kiriji gli aveva insegnato a muoversi furtivamente con le tecniche dei ''guerrieri ombra''e a fronteggiare più di un nemico in una volta sola..
I selvaggi Africani gli avevano svelato le tecniche di caccia e di sopravvivenza.
La sua formazione era proseguita così per 15 lunghi anni.
Anche l'imponente massa muscolare di Bruce balzò subito agli occhi di Alfred: «Signore Wayne non la ricordavo così in forma...»
«Vedrai che ti sorprenderai quando capirai cosa sono diventato. Il mio ''soggiorno'' all'estero è stato un impatto duraturo! »
Esistono 127 tecniche principali di combattimento, durante il suo percorso di formazione Bruce le apprese tutte, dall' Aikido fino allo Yaw-Yan. La conoscenza di così tante discipline diverse avevano forgiato in Bruce un avversario non convenzionale e assai poco prevedibile, capace di contrattaccare un calcio di Savate con una schivata di Capoeira, quindi di mettere K.O l'avversario con un pugno a mani nude.
«Tutti questi anni lontano da Gotham, mi hanno portato a trarre una solo conclusione..»
«Quale, signor Wayne?» Chiese Alfred
«Ho capito che non sono fatto per starmene in disparte, non posso continuare a vivere nel dolore che mi provoca l'aver assistito all'omicidio dei miei genitori. E' arrivato il momento di ''agire'' e di fare qualcosa di davvero importante!»
«Se mi è lecito chiedere...Cosa ha in mente?»
«Agirò per far si che quello che è successo a me non accada più a nessun'altro. Lotterò per sopprimere il male...»
«Cosa sta cercando di dirmi signore?»
«Voglio combattere le ingiustizie. Voglio ripulire la mia città dalla feccia che l'opprime. Ma come semplice uomo non posso farlo...»
«Vorrà mica arruolarsi in polizia?»
«No Alf, in tutti questi anni ho acquisito i mezzi per essere un gradino più in alto di tutti...per essere quell'eroe sconosciuto che sbuca dal nulla quando gli innocenti hanno bisogno...Io voglio diventare un esempio,un simbolo di lotta all' ingiustizia.»
«Qualunque cosa abbia in mente, sarò lieto di appoggiarla... signore... ».
Bruce Wayne cominciò a pensare che quegli anni passati ad addestrarsi e a diventare davvero scaltro e davvero atletico, gli avrebbero permesso di intraprendere la via della lotta all'ingiustizia e alla criminalità organizzata.
Nella mente di Bruce Wayne era ormai già stabilito: riportare la legge nell'anarchia di Gotham oppure morire nel tentativo.
Aveva elaborato il lutto per la perdita dei genitori, adesso avrebbe dedicato la vita ad onorarne la memoria combattendo i criminali, ricercando la giustizia, sapeva però che non poteva farlo come semplice uomo...
Bruce era seduto nello studio di suo padre quando la dottoressa Thompkins arrivò: «Bruce... che piacere riaverti qui...credevo non ti avremmo più rivisto...»
«Non avrei mai potuto abbandonarvi...tu e Alf siete la mia famiglia. Ed è a Gotham il mio posto!»
«Quando andasti via io ed Alfred rassettammo la tua stanza... e in uno scatolone trovammo questa...l'ho conservata per potertela ridare il giorno in cui saresti tornato...»
La dottoressa Thompkins mostrò a Bruce la maglietta grigia con il pipistrello disegnato sul petto. La stessa maglia che il padre indossava la sera in cui fu rapito dagli uomini di Moxon. Ma Bruce non conosceva ancora quella storia, quella maglia per lui rappresentava soltanto l'ultimo regalo del padre...«Grazie Leslie...credevo di averla persa...»
Alfred raggiunse i due nello studio: «Disturbo? Ciao Leslie!»
«Assolutamente no, sono passata per salutare Bruce...»
«Sapevo che le avrebbe fatto piacere riavere quella vecchia maglietta..».
Quando la dottoressa e il maggiordomo lasciarono Bruce da solo, il ragazzo rimase un pò di tempo a fissare quella maglia, fino a quando un battito frenetico di ali distrasse la sua attenzione...
Un enorme pipistrello si era intrufolato nello studio del padre...L'animale si avvinghiò alla statua scolpita nel marmo posta al centro della stanza, una scultura commemorativa raffigurante il dottor Thomas Wayne, monumento alla memoria che la città donò al giovane Bruce il giorno del funerale dei suoi genitori.
Il pipistrello sembrò fissare dritto negli occhi Bruce Wayne... improvvisamente l'animale cominciò a stridire...
Era dal giorno in cui finì in fondo al pozzo che i pipistrelli lo terrorizzavano. Ma Bruce non era più quel ragazzino spaventato. Bruce adesso non aveva più paura...Per la prima volta stette a guardare quella creatura senza temerla.
Forse per intervnento divino, forse per un difetto di sonar, il pipistrello aveva fornito a Bruce la risposta che cercava.
Un Pipistrello era raffigurato su quella vecchia maglia del padre, un pipistrello si era intrufolato nello studio di suo padre... il ''Pipistrello'' sarebbe diventato il simbolo della sua lotta al crimine.
Quella stessa creatura che lo aveva terrorizzato da piccolo, avrebbe condiviso con lui l'arte di instillare il terrore nel cuore degli uomini malvagi.
Il giorno dopo Bruce, di buon ora, si recò nelle caverne sotterranee di Wayne Manor servendosi proprio di quel fatidico pozzo e costrinse a calarsi di sotto anche al povero Alfred.

''Caverne sotterranee'' ore 6.00 am.
«Troverò il modo di riportare l'ordine a Gotham. Diventerò l'incubo peggiore dei criminali e degli assassini. Nessun'altro innocente dovrà soffrire le pene che ho sofferto io.Un giorno mio padre mi disse che questa maglia gli aveva dato il coraggio per affrontare quella che riteneva la peggior sventura che avesse mai vissuto... Oggi, spero che ne darà anche a me... La mia crociata contro il crimine sta per iniziare!»
«Certo signore Wayne... Adesso sarebbe così gentile da spiegarmi perchè siamo qui sotto?»

''Wayne Enterprises'' ore 16.30 pm.
Lucius Fox, uno dei più potenti uomini d'affari del mondo, era un presidente e un'amministratore delegato con la capacità di trasformare l'oro in platino.
Thomas Wayne gli aveva lasciato la gestione degli affari delle Wayne Enterprises quando decise di occuparsi a tempo pieno dei pazienti del Gotham General Hospital. Ed è a lui che Bruce Wayne si presentò quella mattina.
«Non sapevo che fosse tornato, rivederla tra noi è un piacere... Si prospetta un florido futuro per le Wayne Enterprises adesso che al timone ci sarà lei».
Bruce Wayne a queste parole scosse la testa: «Signor Fox, in realtà non ho intenzione di prendere le redini delle Enterprises. Voglio soltanto conoscere meglio l'Industria che ha creato la mia famiglia... E poi sono sicuro che nelle sue mani il futuro della mia Compagnia è assicurato!».
Considerata il fulcro di Gotham, la Wayne Enterprises e le sue sussidarie impiegavano la maggior parte della ragguardevole forza lavoro della città.
Partendo dalle ricchezze accumulate con le vaste proprietà immobiliari del giudice Solomon Wayne, gli eredi del magistrato fondarono la compagnia di navigazione Wayne e la Chimica Wayne, società poi consolidate dalla Rivoluzione Industriale Americana.
All'alba del XX secolo, la Wayne Corp. e la neonata divisione aerea si affiancarono alla città, permettendole di superare le difficoltà della Grande Depressione e delle due Guerre Mondiali.
La Wayne-tech e la Wayne Aerospaziale erano all'avanguardia nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. La filantropica fondazione Wayne, reinvestiva i proventi delle società Wayne in iniziative umanitarie in patria e all'estero.
Il quartier generale delle industrie Wayne era la Wayne Tower, eretta nel 1939, un edificio di 78 piani (368 metri dalla base alla punta dell'antenna)la più elevata struttura di Gotham City, fulcro del distretto finanziario della città.
«Vorrei cominciare visitando il settore ''Ricerca e Sviluppo''. Sono un patito delle innovazioni tecnologiche...»
«Come desidera Bruce. E' lei il Capo. Se vuole farsi un giro nei piani di Ricerca e Sviluppo l'affiderò ad Harold Gobbs, è lui che si occupa di quel settore».
Harold Gobbs lavorava ormai da anni nel reparto ''Scienze Applicate-Ricerca e Sviluppo'' delle Wayne Enterprises. Era stato proprio Thomas Wayne a presentarlo a Lucius Fox quando questi inaugurò il settore.

''Settore ricerca e sviluppo'' 13° Piano
«Conoscevo suo padre signor Wayne…Lo stimavo molto, un uomo come pochi, è stato un onore per me conoscerlo...e dico sul serio non perchè ho davanti suo figlio... mi creda, ritengo suo padre il miglior uomo che sia mai nato in questa Città...»
«Mi lusinga sapere l'opinione che ha di mio padre signor Gobbs...e sono convinto che anche lui aveva la stessa consoderazione di lei»
Harold Gobbs accennò un sorriso compiaciuto e poi disse: «Certo, tra noi c'era una stima reciproca...fu suo padre a darmi questo lavoro...e io ho cercato di non deludere mai le sue aspettative ne quelle di coloro che l'anno succeduto...ma adesso mi dica cosa posso fare per lei?»
«Ho intenzione di fare una cospicua donazione alle forze dell'ordine di Gotham. Vorrei dare in dotazione agli agenti del G.P.D qualche equipaggiatura davvero speciale...qualche attrezzatura che offra loro una maggiore protezione, tipo imbracature in kevlar, corazze rinforzate-antiproiettili, tute d'assalto...»
«Lei è proprio come suo padre...anche Thomas teneva molto a Gotham, adorava questa città e lavorava sodo per migliorarla... non l' ho mai visto lavorare per profitto personale...era l'uomo più ricco di Gotham e utilizzava le sue ricchezze per aiutare la comunità senza tornaconti...e credeva nelle forze dell'ordine, proprio come lei. Ma purtroppo i tempi sono cambiati, oggi tutti sanno che in questa città un poliziotto su tre è corrotto dalla Mafia...comunque sia...ho qualcosa che potremmo passare al Gotham Police Department, anche se le costerà parecchio. Attrezzature del genere valgono milioni, sono tutti prototipi niente è in produzione».
Harold mostrò a Bruce le tute speciali per la fanteria d'assalto, rinforzate con un triplo strato di Kevlar e leghe flessibili d'acciaio fissate su placche antiproiettile.
«Queste signor Wayne, sono resistenti a lame e coltelli e neanche una mitragliatrice a distanza ravvicinata potrebbe perforarle...»
«Perchè non le mettono in produzione se hanno queste speciali caratteristiche?»
«Per lo Stato la vita di un soldato non vale 100mila dollari...»
«Spedisca tutte queste tute prototipo a Wayne Manor, mi occuperò personalmente della spedizione che faremo al Gotham Police Department».

''Wayne Manor'' Il giorno dopo.
Alfred aveva appena finito di preparare la cena ma Bruce Wayne ancora non era rientrato, o almeno così sembrava...
Il maggiordomo si recò in giardino dove scorse la botola del pozzo scoperta. Da li si raggiungevano le caverne sotterranee dell'ala di sud-est.
Scese di sotto e lo vide: Bruce Wayne era seduto ad una scrivania nel mezzo della caverna e maneggiava una strana attrezzatura...era circondato da un mucchio di strane apparecchiature ed un grosso computer.
«Non avrei mai creduto di rivederla qui sotto...Queste caverne sono infestate dai pipistrelli...E se ricordo bene ''lei li odia!''».
Alfred fissò il soffitto e si accorse che i pipistrelli erano molti di più di quanto potesse immaginare. Migliaia di bestioline nere che penzolavano a testa in giù... e c'è ne erano alcuni spaventosamente grossi.
«Li odiavo Alf, ora non più!»
«Se mi è lecito chiedere, potrei sapere perchè ha portato qui sotto queste attrezzature? E... cosa dobbiamo farcene di tutte quelle strane corazze che stamani la Wayne-Corp. ha scaricato nel deposito in cortile?»
«I computer mi terranno compagnia...fidati Alf, ci saranno di grande aiuto. Riguardo le tute corazzate...non sono più nel deposito, le ho portate tutte qui sotto. In realtà a me ne servirà una, due al massimo, le altre considerale ''ricambi''».
Bruce finalmente, spiegò ad Alfred il suo piano. Il maggiordomo stranamente non afferrò il telefono per chiamare d'urgenza il manicomio, anzi non lo ritenne affatto un piano folle, anche se chiunque altro al posto suo l'avrebbe considerato tale. Ma Alfred credeva in Bruce Wayne... Lo conosceva meglio di chiunque altro e così lo appoggiò.
Bruce mostrò al maggiordomo una di quelle tute e le modifiche che aveva apportato. L'aveva dipinta di nero, usando una vernice che fungendo da isolante termico gli avrebbe permesso di eludere eventuali rilevatori termici.
Sul petto aggiunse una piccola base d'acciaio, sulla quale saldò una piastrina argentata modellata sul disegno del pipistrello raffigurato su quella vecchia maglia del padre:
«Il pipistrello sarà il mio totem, il mio simbolo…presto tutti i criminali lo temeranno!»



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