ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 27 gennaio 2014
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le notti del Cavaliere Oscuro di MG capitolo 3

di MarianGalters. Letto 483 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Bat

Capitolo 3 di 40 FORMAZIONE

Gli anni passarono e Bruce frequentò le migliori scuole della città. Non appena fu pronto per il college Alfred pensò che sarebbe stato meglio fargli proseguire gli studi in Europa, lontano dai ricordi della tragedia che l'aveva colpito. E così Bruce Wayne lasciò Gotham per trasferirsi nel vecchio continente.

Il giovane Bruce dal quoziente intellettivo sopra la media non trovò difficoltà a farsi accettare da facoltà di grande prestigio come Cambridge in Inghilterra dove dopo tre anni ottenne una laurea in legge e la Sorbona in Francia dove si guadagnò una seconda laurea, questa volta in filosofia .
E proprio in Francia Bruce, incontrò l'uomo che di li a poco gli avrebbe fornito i mezzi per combattere il dolore. Quel dolore arido e asfissiante che non aveva mai smesso di tormentarlo.
L'incontro tra i due avvene per caso...Un pomeriggio durante la pausa pranzo tra una lezione e l'altra di filosofia, il giovane Bruce se ne stava nel cortile sul retro della facoltà, intento a consumare il suo solito panino al prosciutto, quando all'improvviso cinque ragazzi dal fare minaccioso gli si pararono davanti...
«Ehi ''coglioncello americano'' qui non si può mangiare. Vattene da un'altra parte!» Il ragazzo senza fiatare e col capo chino, avvolse quel che rimaneva del panino all'interno di un tovagliolo, dopodiché lo ripose nello zaino...poi tentò di andarsene ma quei ragazzi gli si schierarono contro a mò di barriera proprio per impedirgli il passaggio...«Dove credi di andare, voglio quel magnifico orologio che hai sul polso!» Disse uno di quei tipi prima di spintonarlo e farlo cadere sul prato...un altro gli si avvicinò tirando fuori un coltello a serramanico:
«Avanti fighetto americano dacci l'orologio se non vuoi che ti apra come una baguette!»
Tutto questo accadeva sotto lo sguardo di un attento e misterioso spettatore, un tizio che se ne stava seduto qualche metro più in la su di una panchina, un uomo sulla quarantina, prestante fisicamente, molto alto, con i capelli raccolti all'indietro in un codino, e la barba alla "Henri Quatre''.
Quando questi vide spuntare l'arma da taglio decise di intervenire, si avvicinò ai ragazzi e disse: «Lasciate in pace l'americano e andatevene!»
«E tu chi diavolo saresti suo padre?» Replicò uno di quei delinquenti e poi continuò: «Non ti immischiare nonnetto se non vuoi finire male!» Detto questo il ragazzo puntò il coltello contro l'uomo, il tizio senza pensarci due volte con una mossa repentina lo disarmò, il coltello finì per aria, mentre il rumore delle ossa che si spezzavano sottolineava la brutta fine che aveva fatto il braccio dell'aggressore...poi con un calcio di savate mise K.O altri due di quel gruppetto di prepotenti e infine con una testata dritta sul naso mise a sedere il quarto giovane, il quinto bulletto compresa la situazione si avvicinò a Bruce per aiutarlo a rialzarsi e poi disse: «Per piacere signore non mi faccia del male, io nemmeno li conoscevo questi!» Detto questo se la filò a gambe levate!
«Tutto ok ragazzo?»
«Si signore, la ringrazio molto...» Era dalla notte dell'assassinio che Bruce aveva smesso di credere agli eroi, agli sconosciuti che sbucano all'improvviso dal nulla per difendere i deboli dalle ingiustizie, come ''quelli'' dei film...eppure quel pomeriggio un ''eroe'' in carne ed ossa, era sbucato proprio dal nulla per difenderlo!
«Avrei preferito morire piuttosto che dar loro questo orologio!»
«Un Rolex vale più della tua vita?»
«No signore, non un Rolex qualunque... era di mio padre...ed è l'unica cosa mi resta di lui...»
«Non dovresti subire certe cose...dovresti imparare a difenderti!»
«Non so combattere come lei...non ho mai fatto a pugni!»
«Anche io un tempo non sapevo difendermi, poi mi fu insegnato...» rispose il tizio prima di presentarsi stringendo la mano del ragazzo con una presa forte e decisa: «Piacere di conoscerti! Il mio nome è...Henry Ducard»
Durante il percorso di studi alla Sorbona, Bruce legò moltissimo con quell'uomo, gli svelò il triste retroscena del suo passato e per lui, divenne un confidente, un amico e un mentore. Bruce si concesse completamente e con dedizione agli insegnamenti di Ducard...Quell'uomo riuscì a trasformare l'eterno dolore del giovane Bruce Wayne in ''caparbia e combattività''. Henry Ducard fu l'uomo che determinò la scelta che di li a poco avrebbe fatto Bruce sul crocevia del destino.
«Quello che è capitato ai tuoi genitori non riuscirai mai a dimenticarlo...Sopportare il dolore e' impresa ardua. Ma tu devi riuscirci! Canalizzalo, fa che scorra nelle tue vene, mutalo in energia positiva...trasforma la tua triste esperienza, in un atto d'impulso...»
«Per cosa?»
«La vendetta tanto per cominciare...»
«Non posso vendicarmi non conosco il nome del tizio che li ha uccisi...non so nemmeno se è vivo o morto»
«E allora ti prenderai la tua vendetta in altro modo...Con la volontà di voler diventare qualcosa di più di un semplice uomo, ribellandoti ai malvagi, trasformandoti in un simbolo di lotta...»
«E a cosa mi porterà tutto questo? Niente potrà ridarmi quello che mi è stato tolto».
«Nessuno deve restituirti niente mio caro Bruce...ma tu puoi agire per far si che quello che è successo a te non capiti più a nessun'altro innocente...».
Henry Ducard così come Bruce, nella sua vita dovette fronteggiare il dolore e la rabbia.
Per molti anni fu un agente dei Servizi Segreti. In cambio del suo operato, la Nazione gli assicurava l'anonimato e la protezione della sua famiglia.
Ma quando Henry fece arrestare Milton Qain un potente terrorista, quest'ultimo riuscì a corrompere un burocrate e ottenne informazioni sul suo conto.
Qain si vendicò portandogli via la moglie e la figlia. Da allora Henry abbandonò i servizi segreti ed ebbe come unica ragione di vita la vendetta.
Aveva dato tutto per il suo Paese. Il suo Paese lo aveva ricambiato portandogli via la famiglia.
«Anche io come te ho perso tutto. Anche io ho dovuto reprimere la mia rabbia...fino al giorno in cui mi sono preso la mia vendetta! E da quel momento lotto ogni istante della mia vita contro il fato avverso...».
Henry riuscì ad ammazzare Qain, ma questo non gli bastò e così trasmise tutte le informazioni protette dei servizi segreti francesi ai più pericolosi terroristi. Ben presto questi misero in ginocchio l'intero sistema.
Non si seppe mai chi ci fosse stato dietro quel duro colpo che i terroristi inflissero alla Francia. Si parlò di un eco-terrorista chiamato Ras Al' Ghul. Ma questa è un'altra storia. Chi era stato, chi ora era e chi un giorno sarebbe stato Henry Ducard per il momento a Bruce, non importava.
Ciò che gli interessava era trovare il modo per combattere quel dolore arido e asfissiante che da anni lo affligeva.
Ducard convinse Bruce ad agire per la vendetta, un ardente desiderio che il ragazzo reprimeva dentro di se da troppo tempo ormai. Terminati gli anni di studi alla Sorbona Bruce lasciò la Francia, e quindi Ducard, il quale gli consigliò di proseguire il suo percorso di formazione in Oriente sui monti Tamserku e Kantega, dove lo stesso Henry tempo addietro aveva cominciato la sua formazione.
«Raggiungi quelle vette, li capirai che non basta lo studio dei libri. Devi conoscere la vera essenza dell'uomo, solo allora potrai dominare te stesso e le tue paure. Viaggia attraverso il mondo, conoscerai le realtà che lo compongono, l'esperienza ti renderà più forte...».
Il viaggio per raggiungere i monti che Ducard gli aveva indicato, portò Bruce Wayne in Nepal. Qui per circa un anno condusse la vita in un monastero, sotto la guida spirituale del monaco Nio Jang.
Il ragazzo si immerse completamente in questa nuova esperienza, tanto che per tutta la sua permanenza in Nepal non diede sue notizie nè ad Alfred nè alla dottoressa Thompkins.
Nio Jang lo istruì su antiche arti, ignote a tutti coloro i quali non hanno mai raggiunto quelle vette.
Trascorso l'anno di addestratamento, fu lo stesso Nio Jang ad indicare a Bruce Wayne quella che sarebbe stata la sua prossima tappa: «Va dove si forgia l'uomo senza limiti. Apprendi l'arte dei guerrieri ninja, il maestro Kiriji ti addestrerà... imparerai a fronteggiare più di cinquanta nemici in una volta sola. Affinchè tu possa non temere più niente e nessuno...».
E così il ragazzo raggiunse Kiriji sul fiume Yalu, in Giappone. ll maestro Kiriji gli insegnò la via della sapienza e della forza corporale dei guerrieri ninja. Trascorsero altri cinque lunghi anni.
«Hai terminato il tuo percorso di formazione. Per la prima volta nella tua vita sai quello che devi fare. Non hai più paura, adesso hai il coraggio di fare ciò che riterrai necessario. Non ci saranno mai più limiti per te! Se lotterai per ottenere qualcosa...quel ''qualcosa'' sarà tuo!».
Così parlò il ninja Kiriji l'ultima volta che Bruce fu al suo cospetto.
Finalmente dopo sei lunghi anni Alfred e Elizabeth, ricevettero entrambi la tanto sperata telefonata di Bruce Wayne . .
I due nel frattempo temendo per le sue sorti, avevano speso invano tempo e denaro per organizzare ricerche di ogni tipo in tutto il globo.
Quando il telefono squillò, Alfred di certo non si aspettava di sentire quella voce...
«Alf sono Bruce...»
«Oh cielo signore, la davamo per morto...»
«Credimi Alf non sono mai stato più vivo di così, adesso so cosa devo fare...»
«Ha intenzione di fare ritorno a Gotham signore?»
«Certo! Presto tornerò...».
In realtà il ''presto'' di Bruce Wayne si tradusse in altri due anni.
Bruce continuò il suo ''viaggio'', apprendendo sempre di più, maturando ogni giorno di più, accrescendo quel senso di ''agire'' che tanto ardeva in lui.
America, Europa, Asia, Oceania e Africa, non c'era continente che Bruce non aveva conosciuto...e fu proprio l'Africa la sua ultima tappa.
Nella Jungla, Mumbaaza l'Africano addestrò Bruce in tutte le tecniche di caccia esistenti al mondo e lo sottopose ad un duro corso di sopravvivenza.
Con il viaggio in Africa si chiuse il lungo periodo di formazione di Bruce Wayne


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: