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lavoro pubblicato lunedì 27 gennaio 2014
ultima lettura lunedì 5 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le notti del Cavaliere Oscuro di MG capitolo 2

di MarianGalters. Letto 372 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Bat..

CAPITOLO 2 DI 40 ASSASSINIO

Thomas era in camera di suo figlio per accertarsi delle sue condizioni.
La sera prima il piccolo Bruce giocando in giardino, era finito nel vecchio pozzo dell'ala est del cortile, la caduta gli aveva procurato una lieve frattura alla caviglia.
Anche Martha era accanto al letto del piccolo: «Tuo padre è il miglior dottore del mondo, vedrai che la gamba guarirà presto!».
«Ci prenderemo noi cura di te, amore mio!». Lo tranquillizzò Thomas.
Di li a poco li raggiunse il maggiordomo, che li avvertiva della cena quasi pronta.
«Martha va pure ad aiutare Alfred, resterò io con Bruce».
Così rimasero soli, Thomas e suo figlio. Il piccolo necessitava di tanto conforto, non tanto per la rovinosa caduta, quanto per ciò che aveva visto una volta finito in fondo al pozzo.
Quel pozzo finiva nel laghetto naturale situato sotto l'immensa Villa Wayne, nelle caverne dell'ala di sud-est.
Li sotto il piccolo Bruce, aveva avuto un incontro ''molto'' ravvicinato con uno degli enormi pipistrelli che abitavano quelle caverne e ne era rimasto terribilmente traumatizzato.
«Bruce non devi aver paura dei pipistrelli...Guarda questa maglia figliolo...»
«Papà ma quello li è un pi...un pi!» Il piccolo Bruce non riuscìva nemmeno a pronunciare quel nome....e così si coprìva gli occhi con entrambe le mani...e il padre: «Si, è proprio un pipistrello...»
Thomas mostrò al piccolo, la maglia grigia con il simbolo del pipistrello sul petto, la stessa maglia che aveva indosso in occasione del ballo in maschera a Villa Wayne, la stessa notte in cui fu rapito dagli uomini di Moxon.
«Vedi figliolo tanto tempo fa, prima che tu nascessi, questa maglia mi portò tantissima fortuna... Ebbi tanto di quel coraggio con indosso questa, che riuscì a cavarmela in quella che ritengo la più spaventosa disavventura che mi sia mai capitata.
Oggi voglio regalartela. Vedrai che porterà fortuna e coraggio anche a te, ne sono certo.»
Passarono un paio di mesi e la caviglia del piccolo Bruce guarì completamente.
Una sera Thomas decise di portare la sua famiglia al cinema, era da tanto che non trascorreva un pò di tempo in compagnia dei suoi cari.
In quegli ultimi tempi infatti, era stato molto impegnato in ospedale e soprattutto nelle sue industrie, dove assieme al suo socio in affari Lucius Fox, aveva lavorato giorno e notte al progetto del primo servizio metropolitano a basso costo interamente sonvenzionato dalle Wayne Enterprises, l'industria che da generazioni apparteneva alla famiglia Wayne e che rappresentava ormai da decenni, un punto forte dell'economia di GothamCity.

Retro del cinema ''Odeon''. Ore 10.47 pm.
All'uscita del cinema, Bruce passegiava con i suoi genitori tenendo la mano di entrambi: «Zorro è una forza...! Protegge i deboli e punisce i cattivi. E' l'eroe '''più fantastico del mondo'''...Ed è fantastico stare con te e la mamma...staremo sempre insieme noi, vero mamma?».Thomas baciò il piccolo Bruce sulla fronte mentre Martha gli sistemava il cappottino, faceva molto freddo quella notte: «Si cucciolo della mamma...io e tuo padre ti saremo sempre accanto amore mio, non ti lasceremo mai!»
Si apprestavano a svoltare l'angolo tra la 31esima di Cicero Road e Crime Alley, per raggiungere l'auto parcheggiata sulla 27esima di Brighton Town.
Thomas aveva concesso la serata libera ad Alfred e aveva preso la Jaguar per portare la sua famiglia al cinema.
Attraversavano Crime Alley quando a Thomas sembrò che qualcuno li stesse seguendo, senza spaventare Martha nè il piccolo Bruce accellerò il passo ma da un angolo sbucò un tizio.
«Fuori i soldi e i gioielli...Svelti!!!» Quell'uomo impugnava una pistola e minacciava la famiglia Wayne tenendoli sotto tiro. Martha e il piccolo Bruce rimasero impietriti.
«Ho detto anche i gioelli...Puttana!!!Svelta!!!»
La donna rapita dal panico non riusciva a slacciarsi la collana di perle e così il rapinatore si agitava sempre di più.
Bruce aveva così tanta paura che in confronto la caduta nel pozzo e l'incontro con il pipistrello erano stati niente.
Improvvisamente il ladro puntò l'arma sul piccolo Bruce, Thomas a quel punto reagì tendando di disarmarlo, ma il ladro fece fuoco. Prima su di lui, tre colpi mortali al petto. E poi su Martha, un colpo solo, dritto in testa.
Mentre la donna cadeva al suolo, il malvivente le strappò la collana, il gioello si distrusse in mille pezzi. Piccole perle birmane finirono per terra sul freddo asfalto di Crime Alley così come i cadaveri dei coniugi Wayne.
Il killer fissò dritto negli occhi il piccolo Bruce prima di dileguarsi nell'oscura notte di Gotham.
Il bambino spaventato a morte e in lacrime, si accasciò accanto ai corpi dei genitori che giacevano senza vita sul lurido marciapiede di Crime Alley.
Quella notte Bruce, capì che gli eroi come Zorro ''quelli che proteggono i deboli e puniscono i cattivi'' esistono solo nei film, nessun uomo mascherato era sbucato dal nulla per difendere lui e la sua famiglia da ''quel cattivo.'' Quella notte avrebbe cambiato per sempre la vita di Bruce Wayne.

Il Funerale...
Al funerale dei coniugi Wayne presenziò tutta la città.
Alfred stringeva forte tra le braccia il piccolo Bruce in lacrime.
Ritornati a Wayne Manor il maggiordomo ringraziò Lucius Fox per averli riaccompagnati a casa dopo la cerimonia funebre.
«Ora ti occuperai tu del piccolo?» Chiese Fox ad Alfred.
«E' mio dovere, per Thomas e Martha avrei dato la vita. Occuparmi del signorino Bruce è il minimo che possa fare...»
«Sfrutterò le mie conoscenze ai servizi sociali, farò in modo che ti concedano l'affidamento...» detto questo Fox salutò il bambino e andò via.
E così accadde, Alfred ottenne la custodia del piccolo Bruce. Lucius Fox riuscì a convincere la dottoressa Leslie Thompkins responsabile dei servizi sociali di Gotham, a lasciare l'orfano dei Wayne nelle mani del maggiordomo.
Negli anni che seguirono la stessa dottoressa Thompkins si affezionò al piccolo Bruce, tanto da fargli visita almeno una volta al mese.
Ma il piccolo soffriva tanto, i genitori gli mancavano troppo. E così cominciò ad odiare la sua stessa casa oramai vuota. Il suo cuore era intriso di dolore e solitudine.
«Mi mancano tanto Alfred...» non smetteva mai di ripeterlo e le lacrime accompagnavano le parole.
«Anche a me mancano signorino...anche a me...»
Alfred non digerì mai quel cruento assassinio.



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