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lavoro pubblicato lunedì 27 gennaio 2014
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le notti del Cavaliere Oscuro di MG capitolo 1

di MarianGalters. Letto 594 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Bat....

Capitolo 1 di 40 Il sequestro: Quando il dottor Wayne riprese conoscenza, immediatamente si rese conto di essere stato vittima di un sequestro.
Fu inutile cercare di capire dove fosse finito, era avvolto in un buio pesto, guardarsi intorno non servì a nulla, poteva trovarsi ovunque. Ricordò di aver perso i sensi dopo esser stato colpito con qualcosa di davvero pesante, quando ancora si trovava nella sua casa, giù nelle cantine. Era sceso di sotto con l'intento di prendere un'altra cassa di champagne per i suoi ospiti, compito che sarebbe spettato ad Alfred il suo maggiordomo, se non fosse stato impegnato con le tartine ed il caviale da servire agli invitati.
Quella sera infatti, il dottor Thomas Wayne e sua moglie Martha, avevano organizzato a Wayne Manor la loro splendida dimora, un ballo in maschera per raccogliere fondi da destinare al rinnovo di alcune strutture del Gotham General Hospital, il più grande ospedale di Gotham City.
Poi d'improvviso quel posto buio si illuminò. Thomas rimase abbagliato dalle luci dei grossi neon fissati al soffitto. Non appena l'effetto svanì, si rese conto di esser finito in quello che sembrava essere una specie di container.
Una porta si spalancò, entrarono due uomini armati...uno di loro gli si avvicinò: «Buona sera Dottore... Scommetto che si sta chiedendo perchè si trova qui?» Poi gli puntò contro una pistola, mentre l’altro lo afferrava per le braccia tirandolo su: «Muoviamoci il Capo ha bisogno di lei!»
I due erano tirapiedi di Lew Moxon. Lew Andreucci Moxon latitante da più di dieci anni, era uno dei più potenti boss di Gotham City, nonchè numero uno tra i ricercati dalla polizia.
I due uomini costrinsero Thomas a salire a bordo della loro auto.
«Il capo è stato ferito ad una gamba e c'è il rischio che il proiettile raggiunga l'arteria femorale. Lei comprenderà che uno come Lew Moxon non può andare in ospedale...» l'altro tizio continuò: «Quindi entra in gioco lei. Dovrà estrarre il proiettile e ricucire la ferita. Prima farà e prima potrà tornarsene sano e salvo dalla sua bella mogliettina...»Thomas a quel punto sapeva il perchè del suo rapimento. La tensione e la paura cominciarono ad aumentare...nonostante questo azzardò: «Cosa vi fa pensare che aiuterò il vostro capo?»
«E se sua moglie domattina si ritrovasse vedova? Non è un buon momento per lasciarla sola. Proprio adesso che aspettate un figlio... non crede dottore?»
Thomas colse subito la cruda minaccia e senza indugiare un secondo di più, si fece condurre dal Boss.
Quando entrarono nella stanza, Lew Moxon era sdraiato su una specie di brandina tenendosi stretta tra le mani la gamba insanguinata, guardando Thomas Wayne esclamò: «Dottore ma come diavolo si è vestito?».
Thomas aveva ancora indosso il suo ''costume,'' di fatti era stato rapito nel bel mezzo di un ballo in maschera. Una maglia grigia con un pipistrello disegnato sul petto e un mantellino cucito sulle spalle, era il suo costume da ''Uomo Pipistrello''. L'idea gli era venuta dai pipistrelli che popolavano le immense caverne sotto la sua villa. «Non mi è stato concesso il tempo di cambiarmi d'abito!». Dietro questa flemmatica e ironica risposta Thomas nascose tutta la sua agitazione.
Ci volle un ora, Thomas riuscì finalmente ad estrarre il proiettile dopodichè ricucì la ferita.
Moxon lo ringraziò poi diede ordine ai suoi uomini di riportare a casa il dottore. In realtà il piano del malavitoso prevedeva ben altro: Thomas aveva visto il suo nascondiglio, il Boss latitante non poteva rischiare. Thomas Wayne doveva essere ucciso.
Dopo essere stato caricato in auto, l'acuto dottor Wayne intuì le vere intenzioni dei criminali. L'automobile stava percorrendo la statale 46, quella strada non l'avrebbe riportato a casa... Ma la sorte era dalla sua parte, all'incrocio tra la Cicero Road e la Boulevard Street l'auto dovette frenare la sua corsa, un incidente aveva provocato un enorme ingorgo. Così Thomas approfittò del traffico per fuggir via dall'auto, prima un gancio sinistro sul naso del tizio che gli puntava la pistola alla tempia, poi un calcio allo sportello che si aprì all'impatto...riuscì a sfuggire a quei criminali scappando tra le auto che bloccavano l'incrocio.
Di corsa arrivò al primo posto di polizia e denunciò quanto accaduto. Essendo un ottimo osservatore rivelò ai poliziotti il luogo dove il famigerato latitante si nascondeva: una vecchia palazzina nei pressi di Crime Alley.
Gli scagnozzi di Moxon imbottigliati nel traffico avevano tentato invano di impedire la fuga del dottore, non potendo usare l'automobile letteralmente incastrata in quel groviglio di macchine, si avviarono a piedi verso il nascondiglio del Boss per metterlo al corrente del loro fallimento...Ma quando arrivarono a destinazione era ormai troppo tardi... la polizia aveva già arrestato Lew Moxon.
Il giudice Thorn condannò Moxon a trent' anni di reclusione, ma in appello i suoi avvocati mafiosi riuscirono a corrompere i giudici e così la pena si ridusse drasticamente, e gli anni da scontare divennero solamente dieci.
Thomas Wayne vittima del sequestro e del tentato omicidio, avrebbe potuto impedire la riduzione della pena se solo si fosse presentato in tribunale come testimone chiave, ma non lo fece per preservare il futuro della sua famiglia soprattutto ora che era diventato padre di un bellissimo bambino di nome Bruce, che due mesi dopo il rapimento fu messo al mondo da sua moglie Martha.
Il dottor Wayne gia responsabile dell'arresto del boss latitante, non se la sentì di compromettersi ancor di più.
Presentandosi in aula contro Moxon, avrebbe rischiato di firmare la sua condanna a morte e di mettere in serio pericolo l'incolumità della sua famiglia.


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