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lavoro pubblicato venerdì 17 gennaio 2014
ultima lettura martedì 15 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Iru's amesia (cap. 1)

di fiordiloto. Letto 799 volte. Dallo scaffale Fantasia

Prima manche: RISVEGLIO Il fuoco aveva tagliato ogni possibile via d'uscita. Tutto era buio e dolore. Le bruciavano gli occhi. Lei non ricordava n...

Prima manche:

RISVEGLIO



Il fuoco aveva tagliato ogni possibile via d'uscita. Tutto era buio e dolore. Le bruciavano gli occhi. Lei non ricordava nulla di cosa fosse accaduto. Non sapeva nemmeno più il suo nome. La certezza che sarebbe morta e che sarebbe stato terribile l'afferrò come una morsa allo stomaco. Aveva paura. Voleva piangere, urlare, ma non riusciva a muoversi.

Non sarei dovuta venire qui!, si disse.

Ma dove fosse quel qui non lo ricordava.

Poi sentì delle voci in lontananza. Erano distanti, ma chiamavano sicuramente lei.

Un pensiero felice l'attraverso, spegnendo la paura.

Sono tutti vivi, pensò sollevata. Ikki, Touma, Shin e Raven... Io...

Mentre tutto attorno a lei si trasformava in fumo e cenere, all'improvviso si sentì serena e tranquilla.

Io sono venuta per salvarli...

C'era riuscita! Loro non erano arrivati in tempo. Erano tutti all'esterno. Solo lei era rimasta dentro la vecchia biblioteca. Che importava se adesso doveva morire?

All'improvviso, una luce bianca si materializzò davanti ai suoi occhi.

Salvarli?”, le chiese una voce lontana, celestiale. “E' questo il tuo desiderio?”

Il cuore le sobbalzò.

Era forse un angelo venuto a prenderla?

Sorrise.

Forse la morte non era poi così terribile.

Ho udito la tua richiesta. Esaudirò il tuo desiderio”

Mentre l'urlo lancinante di qualcuno sovrastava ogni cosa, la luce bianca si espanse fino ad avvolgerla e la biblioteca sparì. Tutto intorno ora c'era solo un bagliore accecante.

Lui non deve trovarti”, disse ancora la voce. “Fidati del Fante di Cuori”

Lui...? Ripeté a sé stessa. Ma chi è... lui? E chi è il Fante di Cuori?

Non c'è più tempo. Va' ora! Non permetterò che tu muoia”

Poi la luce circondò ogni cosa.

Lei sentì come la sensazione di cadere.

Poi, più nulla.


***


Aprì gli occhi piano. La testa le faceva i salti mortali. Ricordava vagamente l'incendio e... e poi che era successo?

Tutto era oscuro, male illuminato. Come il ricordo di un sogno pronto a dissolversi.

Provò a chiudere le dita delle mani e afferrò il lembo di un lenzuolo. Guardandosi intorno, si scoprì sdraiata in un letto d'ospedale.

Quindi sono stata salvata? Non sono morta nell'incendio?

Però... cos'era stato a scatenarlo? E perchè? Non lo sapeva. In effetti non ricordava nulla a parte le fiamme.

Nemmeno il suo nome.

La porta della sua stanza si spalancò di scatto e un ragazzo si catapultò dentro. Sembrava agitatissimo, ma non appena la vide i suoi occhi color mogano si fissarono su di lei.

Sei sveglia... “, mormorò. “Menomale...”

Sembrava davvero sollevato. Era un ragazzo dall'aria pazzesca: alto e slanciato, all'incirca sui vent'anni. I capelli erano tagliati in maniera irregolare e un ciuffo ribelle ricadeva davanti all'occhio destro. Indossava abiti da punk, una stringa di pelle intorno al collo e sulla stringa...c'era cucito un cuore di stoffa rosso.

Fidati del Fante di Cuori!

Quell'avvertimento le rimbombò in testa, facendola trasalire.

Il ragazzo prese una sedia e la mise a fianco al letto, per poi sedersi a studiare la paziente con aria clinica.

Iru... come ti senti?”

Eh...?”

Iru? E' questo il mio nome? Allora perchè non mi dice nulla?

Capisco...”, sorrise il ragazzo, in maniera rassicurante. “Devi essere ancora un po' confusa. Ti sei appena svegliata, perciò...”

Io… Io non capisco!”, scattò Iru, in preda alla confusione. “Che è successo? Che giorno è oggi?!”

Il ragazzo la guardò a lungo con aria assorta, poi fece un lungo sospiro.

Quindi… non ricordi proprio nulla”, mormorò. “Non importa! Ti aiuterò io. Ora l’importante è che tu sia di nuovo fra noi”

La porta si aprì di nuovo.

Nella stanza entrarono altri tre ragazzi. Due erano ragazze in divisa scolastica. L’altro era un maschio biondo, meno alto del primo, gli occhi grandi e una zazzera bionda gli conferivano un aspetto simpatico, più mansueto rispetto all’altro.

Shin!”, disse il nuovo arrivato, rivolto al ragazzo sulla sedia. “Come sta Iru?”

E’ qui davanti a te, Touma. Perché non glielo chiedi tu stesso?”, rispose quello, incrociando le braccia.

Ah, giusto! Come stai, Ahiru-chan1?”

In tutta risposta, Iru gli rivolse un’occhiata interrogativa.

Io… Io…”

Sembra confusa”, confessò Shin. “Quando sono arrivato non ha riconosciuto nemmeno me. Penso sia solo una conseguenza del coma”

Che significa? Questo ragazzo accanto a me si chiama Shin. Io…dovrei riconoscerlo? E chi sono questi altri?

Beh, eravamo preoccupati”, sorrise una delle ragazze, un tipo alto con i capelli lunghi. “Perciò appena ci hanno detto che ti eri ripresa siamo corsi subito a vedere come stavi”

Vero!”, esclamò la seconda, più bassa e con il caschetto. “Ma ora sembra che tu stia bene, soprattutto perché Shin è qui con te. Quindi, noi possiamo anche togliere il disturbo!”

Come?!!! Ma siamo appena arrivati!”, protestò Touma.

Idiota, non vedi che Shin era solo con lei?!! In questo momento gli stiamo rompendo le uova nel paniere! Perciò ce ne andiamo!”

Iru era più confusa che mai. Quei ragazzi volevano togliere il disturbo? Però sembrava davvero che si sentissero di troppo. Che ci fosse… davvero qualcosa fra lei e Shin?

No…”, provò a dire. “Non è il caso che voi…”

Ok, ok. Abbiamo capito”, sospirò Touma, arreso. “Sta tranquilla, Ahiru-chan! Appena starai meglio ci vedremo di sicuro”

Se ne andarono, e per un po’ la stanza cadde in uno strano silenzio. Iru avrebbe voluto chiere mille cose, ma non sapeva nemmeno da dove cominciare.

Iru...”, le chiese Shin, dopo un po'. “Come ti senti? Ti fa male da qualche parte?”

Iru rimase qualche secondo in ascolto del proprio corpo. “No. Sono solo... un po' confusa. Mi vuoi dire cos'è successo?”

Non te lo ricordi proprio?”

No, per nulla”

Allora, va bene. Se ci tieni ti racconterò tutto. L'1 Agosto sei rimasta coinvolta in un incendio in biblioteca. Per fortuna mi avevi telefonato dicendomi dove saresti andata, così sono potuto arrivare in tempo. Sono riuscito a portarti fuori, ma eri priva di sensi. Sei rimasta in coma quindici giorni”

La notizia la sconvolse.

Iru ci mise un po' ad assimilare l'accaduto.

E tu? Tu sei ferito?”

A quella domanda, Shin la guardò negli occhi e sorrise. “No, per fortuna. A me non è successo nulla”

Menomale...”

Però io...”. A quel punto, Shin strinse i pugni e abbassò lo sguardo. “Ero preoccupato... Ho creduto veramente che fossi morta!”

Sembrava davvero sconvolto. Iru si sentì invadere da una strana sensazione: un misto fra tenerezza e senso di colpa.

Questo ragazzo... era veramente in ansia per me?

Mi dispiace”

Di cosa ti scusi, stupida! Non è mica stata colpa tua!”

Sembrava che Shin volesse dire altro, ma si trattenne. “In ogni caso, ora devo andare. Ho le prove del gruppo”

Capisco”

Tornerò domani. Cerca di riposare, e non preoccuparti troppo. I ricordi torneranno”

Lei fece un cenno d'assenso e si morse le labbra. In qualche modo, non voleva che se ne andasse. Non sapeva chi fosse, né quale fosse il loro rapporto, però Shin era l'unico suo contatto con la realtà. Se fosse andato via, temeva che la paura e l'incertezza l'avrebbero assalita di nuovo.

Cosa c'è?”, le domandò Shin. “Non vuoi che vada via?”

La sua voce era calda, dolcissima, e pericolosamente vicina.

Poi, accadde qualcosa di inaspettato. Shin si sporse verso di lei e, prendendole il viso fra le mani le diede un bacio appassionato.

Iru era talmente sorpresa da non riuscire nemmeno a reagire.

Che gioia...”, mormorò Shin, poggiando la fronte contro la sua. “Almeno reagisci ancora nello stesso modo. Arrossisci sempre quando ti do un bacio inaspettato”

Ma cosa...sta dicendo? Che significa che arrossisco sempre?

Sono tre mesi che stiamo insieme”, continuò lui. “Ti ho baciata innumerevoli volte, eppure la parte più divertente è proprio vedere la faccia che fai in questi momenti”

... … …!”

Ora devo andare. Domani mattina verrò qui presto”

E con quelle parole si alzò e infilò la porta.

Rimasta sola, Iru sprofondò ancora di più nella confusione. Non riusciva a credere a ciò che era appena successo. Ma a pensarci bene, tutta la faccenda era assurda. La sua mente tentò impazzita di capire, di ricostruire... ma più ci provava più era difficile. Le sole cose che sapeva con certezza erano due. Primo: era stata coinvolta in un incendio e a quanto pare Shin l'aveva salvata. Secondo: dopo quindici giorni di coma si era ripresa, però ora era vittima di una totale amnesia. Non ricordava nulla di sé, della sua vita, né del suo ragazzo. Ma a conti fatti poteva davvero fidarsi di lui?

Bella domanda. Peccato che non ci fosse anche una bella risposta.

Però quella frase avvertita nel mezzo delle fiamme continuava a rimbombarle in testa.

Fidati del Fante di Cuori.



1 Ahiru-chan: “Ahiru” in giapponese significa “papera”. “-chan” è un diminutivo affettivo. In questo caso si gioca con le lettere del nome della protagonista, formando appunto al parola Ah-iru. Si potrebbe tradurre come “paperella”.



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