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lavoro pubblicato martedì 7 gennaio 2014
ultima lettura venerdì 20 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Unicorn,capitolo 13

di Angelblue95. Letto 738 volte. Dallo scaffale Fantasia

  CAPITOLO  13   Era una bella mattina soleggiata e tutto era incredibilmente tranquillo. Unicorn si rigirò nel letto,appoggiando beatamente la testa sul cuscino;era da tanto che non dormiva così bene e nonostante non fosse...

CAPITOLO 13

Era una bella mattina soleggiata e tutto era incredibilmente tranquillo.

Unicorn si rigirò nel letto,appoggiando beatamente la testa sul cuscino;era da tanto che non dormiva così bene e nonostante non fosse sua abitudine oziare,stava seriamente pensando di rimanersene a dormire fino a tardi.

Mentre si girava da un fianco sorrise soddisfatto:stava facendo un bellissimo sogno in cui si trovava in un boschetto ed era seduto vicino a un limpido ruscello. Dal nulla era apparsa Reina,vestita con un abito molto simile a quello di una principessa e si era andata a sedere vicino a Unicorn.

Il rosso la prendeva per mano e cominciavano a correre via divertiti,poi la ragazza si era fermata un momento e adesso stava abbracciando il giovane unicorno pronta a baciarlo.

Intanto,Virginia bussò piano alla porta,ma non sentendo alcun rumore decise di entrare nella stanza per avvisare il ragazzo che era pronta la colazione.

La giovane fece per chiamarlo che rimase a fissarlo senza parole;aveva un'aria così innocente mentre dormiva...e poi come se non bastasse sorrideva nel sonno!

La rossa decise di avvicinarsi senza far rumore e gli scosse leggermente la spalla:

<<Alborn?E' tardi,dobbiamo andare alla giostra!>>

Il ragazzo sospirò e si girò di schiena.

<<Alborn?Coraggio svegliati!>> -lo chiamo dolcemente.

Il giovane non reagì minimamente e continuò a dormire profondamente.

Virginia sorrise e gli fece una carezza sui capelli.

Unicorn sorrise ancora di più.

<<Certo che sei proprio carino...quanto vorrei che non fossi già impegnato...se fossi io la tua fidanzata ti riempirei di baci!>>-sospirò lei.

Approfittando del fatto che stesse dormendo la ragazza si mise affianco a lui e l'abbracciò. Fu piuttosto sorpresa del fatto che il giovane si fosse girato dalla sua parte per ricambiare il gesto,stringendola a sé.

<<Ah,allora era come pensavo!Quella dell'altra volta era una messinscena!Sapevo che non potevi essere così timido,dopotutto sei un uomo!>>-rise Virginia accoccolandosi compiaciuta.

Unicorn era vicinissimo e per lo più dormiva come un bambino,il che era una tentazione troppo forte per chiunque,così la rossa decise di avvicinarsi per dargli un bacio.

Quando il viso della ragazza fu a pochi centimetri dal suo però,una ciocca dei lunghi capelli rossi di Virginia andò a solleticare il naso del ragazzo,che starnutì e si svegliò di soprassalto.

Virginia scoppiò a ridere:

<<Buongiorno pigrone!>>

Unicorn sgranò gli occhi e sconvolto si allontanò maldestramente dalla giovane,finendo per cadere con un tonfo sul pavimento.

<<Ahahah,ma che fai!Non preoccuparti,non è successo niente!Stavi dormendo e così ho aspettato che ti svegliassi per dirti che la colazione è pronta!>>

Il giovane si guardò intorno col cuore in gola;che bisogno c'era allora di mettersi con lui a letto?!

Improvvisamente si ricordò di essere andato a dormire con solo i pantaloni addosso,così si affrettò a tirare bruscamente la coperta per coprirsi. Nel farlo però non si ricordò che Virginia ci era seduta sopra, e così finì per cadergli addosso.

Dorian irruppe nella stanza già vestito di tutto punto:

<<Coraggio,oggi ho la seconda prova e voglio allenarmi come si deve! ...Un momento,ma che state...?!>>-chiese soffocando una risata.

Unicorn avvampò,sapendo già cosa si stava immaginando il suo amico. Virginia gli si tolse di dosso divertita:

<<Tranquillo,adesso andiamo. Vado a chiamare Jerrit e arrivo!>>

Una volta rimasti soli nella stanza,Dorian rimase a fissare con aria sorniona il rosso.

"Non è come sembra!"-disse Unicorn sempre rosso come un peperone.

<<Certo!Intanto è già la seconda volta che vi becco così!>>

"Ti ho già detto che non abbiamo fatto niente!"

Lo sguardo del moro si posò ironico sull'amico seminudo:

<<Ah no?>>-chiese divertito.

"NO. E ora se hai finito di fare il simpatico potresti passarmi la mia camicia?GRAZIE."

Il moro gliela lanciò:

<<Tu sei davvero strano!Insomma,che problema c'è?So che sei innamorato solo di Reina e che lei è la luce dei tuoi occhi e bla,bla...però non vedo il perché di tutte queste storie!Virginia è carina e a nessuno dispiacerebbero le sue attenzioni!>>

"Lo so che è carina!E ora piantala o rompo il collegamento mentale!"-borbottò il rosso mettendosi la camicia verde scuro.

<<E allora perché ti fai tutti questi problemi?Sei vergine?>>

A Unicorn andò l'aria di traverso:

"Che razza di domande sono?!"

<<E allora?Siamo tra amici,puoi dirmelo!>>-disse tranquillamente Dorian a braccia conserte.

"No,non lo sono."-borbottò il rosso mettendosi gli stivali marroni.

<<Davvero?>>-chiese il druido sgranando gli occhi

"Sì,davvero!E' così incredibile da credere?"

<<E' che...non me l'aspettavo!Con chi,se posso saperlo?>>

"Non sono affari tuoi,cammina!"

<<Cos'era?Un'elfa?Un unicorno femmina?No,aspetta,ci sono!>>

"Risparmia il fiato per combattere e fai la persona seria,altrimenti non ti accompagno più,deficiente!"-sbottò Unicorn dandogli una spinta.

<<Va bene,va bene!Ma sappi che poi vorrò sapere tutto!>>-ridacchiò il moro uscendo dalla stanza.

CAMPO MILITARE.

<<Per quanto tempo ancora volete allenarvi?>>-chiese il ragazzino senza fiato.

Sir Samuel lo guardò minaccioso:

<<Fin quando non sarò soddisfatto dei miei risultati!E adesso vieni qui e rimettiti in posizione!>>

Lo scudiero sospirò e riprese in mano la spada,fissando il ragazzo con aria intimorita.

<<Forza attaccami,non guardarmi con quell'aria smarrita!>>-sbottò il castano piuttosto scocciato. L'allenamento venne interrotto da delle voci che destarono la sua attenzione:

<<Hey guardate chi si rivede!>

<<E' il cavaliere straniero!>>

<<Sì,è proprio quello che ha vinto contro Samuel!>>

<<Va bene ragazzi,allora voi potete andare,so che il lavoro vi chiama!Io torno non appena ho finito la gara!>>-disse Dorian incamminandosi verso la sua tenda.

Unicorn non fece in tempo a protestare che venne trascinato via da Virginia:

<<Non preoccuparti!Poi facci sapere eh!Andiamo Al,abbiamo bisogno di una mano in bottega!>>

Il ragazzino si accorse dello sguardo interessato di Sir Samuel:

<<Volete... fare una pausa?>>

Il castano fece una smorfia scocciata:

<<No,riprendiamo pure!Devo vincere le altre sfide,ci manca soltanto che io perda la reputazione per quello lì!>>

Dorian si avvicinò fischiettando al bancone dove erano esposte le armi.

<<Anzi no,sai che c'è?Mi sono stancato,voglio cambiare arma!Aspettami qui,vado a prendere l'ascia!>>-disse il castano avvicinandosi all'artiglieria sotto lo sguardo spaventato del ragazzino,che era visibilmente impallidito.

Il moro puntò una spada dal manico finemente decorato,quando si accorse che affianco a lui vi era Sir Samuel. Nonostante avesse vinto gli era dispiaciuto per quel ragazzo perché era evidente che non l'avesse presa bene;forse cercare di scambiarci due chiacchiere era il modo migliore pere farci amicizia:

<<Tu che arma mi consigli?>>-chiese Dorian rivolto al castano.

Il giovane lo ignorò apertamente; il moro decise di ritentare:

<<Davvero,mi farebbe piacere avere la tua opinione...sei sicuramente molto più bravo ed esperto di me con le armi!>>-disse sorridendo amichevolmente.

<<Non lo so,scegliti quella che ti pare. >>-lo liquidò il castano andandosene.

Il ragazzo dai capelli nero-blu lo raggiunse:

<<Aspetta!Possiamo parlare un attimo?>>

<<No.>>

<<Perché?Insomma,essere cavalieri vuol dire anche confrontarsi e imparare l'uno dall'altro!>>-disse il giovane ricordando le parole di Sir Gregory.

Samuel fece una smorfia:

<<Sicuramente. Tu però finora non mi sei sembrato né in vena di confronto né tantomeno maturo!>>

Il druido inarcò le sopracciglia:

<< Beh,anche tu non scherzi!Sembra che vincere sia il tuo obbiettivo principale!>>

<<Senti,vedi di toglierti di mezzo. Non ho tempo da perdere e devo allenarmi!>>

Dorian rimase a fissare il giovane che si allontanava,sgranando gli occhi gialli stupito:erano tutti così scorbutici i cavalieri?

<<Io non penso che il ragazzino sia entusiasta di scontrarsi con te!Perchè non facciamo cambio?>>-chiese il druido facendosi prestare l'arma dallo scudiero,che gliela cedette annuendo energicamente.

<<Allora non hai proprio capito!Tu devi lasciarmi in pace!Sei soltanto un impiccione dalla lingua troppa lunga e dal modo di fare irritante!Si può sapere cosa vuoi da me?!>>-gli urlò contro Sir Samuel esasperato.

<<Nulla,voglio fare amicizia!>>

Il giovane sgranò gli occhi celesti:

<<AMICIZIA?!>>

<<Sì,hai fatto centro!>>

<<CON ME?!>>

<<Ah- ah.>>

<<Ma tu sei pazzo!>>-sbottò il castano dirigendosi nella sua tenda.

<<Hey,aspetta!Perchè ti incavoli così?Che c'è di male?>>

<<Tu sei il primo a cui sento dire una sciocchezza del genere!Qui nessuno vorrebbe mai essermi amico,perché sanno che se ci proverebbero un giorno o l'altro si ritroverebbero con la testa schiacciata nel il fango!>>-sibilò il cavaliere minaccioso.

<<Beh,il fango fa bene alla pelle!Lo sa anche Sir Lucas,ahahah!>>-rise il moro.

Il castano storse il naso assumendo un'aria di sufficienza. Se credeva di farlo ridere con quella battuta si sbagliava.

<<Dai,faceva ridere!>>-disse il moro sorridendo.

<<Non voglio perdere tempo a parlare con te se non lo avessi capito!Anzi,vedi di toglierti idiota!>>

<<Dorian. Il mio nome è Sir Dorian!>>

Samuel gli rivolse una breve occhiata,poi si girò:

<<Non mi interessa,lo so già come ti chiami.>>

<<Già è vero!Tu invece ti chiami Samuel,no?>>

Il ragazzo gli si rivolse con un ringhio:

<<Non ti ho dato il permesso di chiamarmi per nome!>>

<<E come ti devo chiamare allora?>>-domandò il moro con aria interrogativa.

<<Allora non ci siamo capiti!Io non voglio parlare con una persona infantile come te!Chiaro?!>>

Dorian stette un attimo in silenzio,poi riprese tutto allegro:

<<Ah,ho capito!Ti chiamano per nome solo i tuoi amici!>>

<<Io non ho amici e per tua informazione non ci tengo ad averne!>>

<<Che scorbutico!Secondo me sei un tipo divertente in fondo!>>

Samuel non fece in tempo a controbattere che la loro discussione venne interrotta da un paggio:

<<Sir Dorian si prepari alla seconda sfida!>>

<<Arrivo subito!Ci si vede!Buon allenamento!>>-disse il moro salutando con un gesto della mano il castano e poi lo scudiero.

<<Come no...!Forza,riprendiamo l'allenamento!Hey,parlo con te!>>-sbottò il cavaliere dando un colpetto dietro alla testa del ragazzino.

<<Scusate Sir Samuel!Mi ero distratto...>>

<<L'ho notato!Vedo che non ci hai pensato due volte a cedergli l'arma prima,eh?>>

<<E' che...insomma,sembra simpatico...non è come gli altri cavalieri...>>-si giustificò il ragazzino.

<<Oh,certo!Proprio un tipo simpatico!Riprendiamo!>>

Di una cosa però aveva avuto ragione il giovane scudiero;quel ragazzo,non era come gli altri cavalieri e Samuel avrebbe indagato per scoprire che cosa nascondeva.

"Sono distrutto!"-pensò Dorian sforzandosi di mascherare la stanchezza con un largo sorriso.

Il pubblico urlava a gran voce il suo nome e le dame erano in delirio.

Il misterioso cavaliere da Bellenger aveva vinto ancora una volta lo scontro e gliene mancava un ultimo per poter sfidare quel presuntuoso di Sir Gregory.

Sir Lucas incurvò la bocca in una smorfia e se ne andò innervosito. Le sue previsioni si erano rivelate inesatte,infatti quello che era stato squalificato al secondo turno era stato proprio il biondo.

Alcune dame si sporsero dal balcone e pretesero il fazzoletto verso Dorian:

<<Sir Dorian!Accettate questo pegno!>>

<<Che cavaliere valoroso!>>

<<Ha guardato me!>>

<<Ma che dici,ha guardato me!>>

Il ragazzo sospirò soddisfatto e gonfiò orgogliosamente il petto come un pavone. Gli piaceva essere al centro dell'attenzione,soprattutto se c'erano quelle belle ragazze a elogiarlo.

Sir Samuel roteò gli occhi stufo di tutte quelle sceneggiate. Detestava chi si dava troppe arie,così decise di andare a cambiarsi. Poco prima aveva recuperato la sua dignità con un combattimento mozzafiato a due spade,nel quale si era rivelato vincitore. Ciò non toglieva però il fatto che avesse perso una prova contro quel sempliciotto,mentre il moro finora aveva sempre vinto.

Dorian si accorse che il castano si stava allontanando,ma la sua attenzione si concentrò sulla dama dal vestito nocciola che gli rivolgeva languide occhiate da sotto le lunghe ciglia:

<<Allora Messere,spero che ci sarete al banchetto di stasera!>>

<<Banchetto?Quale banchetto?Non sono stato informato...>>-disse il druido aggrottando le sopracciglia.

<<Durante questi tornei la sera si tengono sempre delle feste...anzi,ci ha stupite il fatto che non abbiate partecipato a quello di ieri!>>-disse un'altra dama vestita di rosso.

<<Oh...beh,mi rincresce esservi sembrato sgarbato,comunque grazie per l'informazione Madamigelle,verrò sicuramente a quello di stasera!Con permesso!>>-disse il ragazzo dai capelli nero-blu congedandosi.

Mentre attraversava il campo perlustrava con lo sguardo la giuria e le tribune in cerca della dama che aveva visto al primo scontro.

Peccato soltanto che quando l'ebbe individuata lei se ne stava già andando,accerchiata dalle sue dame di compagnia.

Il moro cercò di nascondere malamente la sua delusione e andò a cambiarsi;per tutto il combattimento aveva dato il meglio di sé con l'unico scopo di farsi notare da lei,eppure a quanto pare non era servito a niente. Lui però era testardo,e in un modo o nell'altro avrebbe trovato il modo di farsi notare.

Giunto al tendone cercò un posto libero e fu chiamato dai due uomini che aveva incontrato il giorno dell'iscrizione:

<<Bel torneo figliolo!Non voglio ingraziarti ma devo ammettere che sei uno in gamba!L'ho capito quando hai dato filo da torcere a Sir Lucas!>>-ridacchiò l'uomo biondo con la barba.

<<Forse sarebbe anche il caso che ci presentassimo!Io sono Alex e lui è Sebastian.>> -disse quello con i capelli più lunghi.

<<Io sono Dorian.>>

<<Lo sappiamo!Ormai ti conoscono già tutti,o quasi!Ti sei fatto parecchio notare da quando sei arrivato!>>-rise Alex.

<<Specialmente durante lo scontro con Samuel...mai vista tanta furia prima d'ora...hai tirato fuori la parte peggiore di lui!>>-commentò Sebastian.

Il moro inarcò un sopracciglio:

<<Non era quello il mio intento...comunque non ho ben capito perché bisogna scontrarsi con Sir Gregory alla fine del torneo...insomma,è finito no?Non riesco a capire che senso abbia.>>

<<Ma come,non lo sai?Poco male,te lo dico io;Sir Gregory ha bisogno di nuovi uomini nell'esercito e ha bisogno di "testare"la loro abilità nel combattimento.>>

<<Quindi chi vince entrerà ufficialmente nell'esercito?>>-domandò Dorian asciugandosi di dosso il sudore con un panno bagnato.

<<Esatto. Secondo noi hai già buone probabilità di farcela. E poi a me non dispiacerebbe averti nell'esercito...è pieno di nobili snobboni che non ti parlano se non per vantarsi di quante terre e donne hanno !Se solo avessero un po' meno soldi e un po' più di sale in zucca!>>-rise l'uomo dai capelli lunghi.

<<Quindi voi nei fate già parte...allora perché partecipate?>>

<<Perché siamo cavalieri,no?E poi le giostre sono sempre un buon metodo di confronto. Comunque anche le dame hanno il loro perché però,eh!>>-ridacchiò Sebastian.

Mentre Dorian rideva con i due nuovi amici, si accorse di Sir Samuel intento a cambiarsi. Era l'unico a essere lasciato in disparte in un angolo. Aveva un'intera panca solo per lui,lontano dagli altri,manco fosse un appestato. I cavalieri parlavano tanto di unione e correttezza,ma poi lasciavano che un compagno venisse emarginato in un cantuccio,comportandosi con lui come se manco esistesse,pensò Dorian infastidito.

Il moro lo guardò un po',poi decise di avvicinarsi,sotto lo sguardo stupefatto degli altri uomini,che però ripresero subito a farsi gli affari loro.

<<Ciao,posso cambiarmi qui?>>-chiese il ragazzo dai capelli nero blu.

Il castano rispose non degnandolo di un'occhiata,intento a slacciarsi il cinturone:

<<La stanza è di tutti.>>

Il druido sorrise:

<<Molto bene!Mi stupiva il fatto che quest'ala fosse completamente vuota!>>

Samuel sospirò scocciato,togliendosi il guanto di ferro e dando le spalle a Dorian. Il giovane decise di stare in silenzio;era già tanto che il castano non l'avesse cacciato,quindi in un certo senso avevano fatto dei passi avanti.

<<Gli altri non ti hanno detto niente di me?>>-domandò Samuel

<<Che sei un musone e che ti piace stare per i fatti tuoi l'avevo capito anche da solo!>>-sorrise il moro rimanendo a torso nudo in cerca della veste.

Proprio mentre era intento a cambiarsi,il suo sguardo cadde sulla schiena nuda del cavaliere. Una profonda cicatrice gli solcava la nuca,mista a molte altre sparse qua e là,più o meno visibili sulle spalle.

Su una di esse vi era una vecchia cicatrice a mezzaluna e vicino all'ombelico una più marcata che gli scendeva lungo tutto il fianco.

Il moro si sentì la bocca secca;come diamine aveva fatto a procurarsi delle ferite del genere?

Il castano si accorse dell'espressione di Dorian ma si limitò a ignorarlo,indossando i pantaloni marroni.

<<Come ti sei procurato quelle cicatrici?>>-domandò infine il moro con voce asciutta.

<<Non sono affari tuoi. E poi non sono l'unico ad averne,no?>>-lo liquidò Samuel facendo un cenno verso le spalle di Dorian.

<<Ah...sì...lunga storia. >>-tagliò corto il moro:erano comunque molto meno visibili delle sue.

<< Te le sarai procurato in battaglia,immagino.>>-disse sarcasticamente il castano alludendo alle arie che il druido era solito darsi davanti alle dame.

<<Veramente no. Sono segni di frustate.>>-rispose il ragazzo con una calma sconcertante.

Samuel si bloccò.

<<Quando ero piccolo ero sotto la custodia di un bastardo che si divertiva così...

Quando non facevo come mi diceva me la faceva pagare...e io disubbidivo parecchie volte. Ma ormai è roba passata!>>-sorrise Dorian finendo di vestirsi.

Il castano era rimasto impietrito a fissare un punto fisso. Sembrava totalmente assente.

<<Io vado,ci si vede!>>-disse il moro andandosene.

Lo sguardo di Samuel si posò sul druido,con aria indecifrabile.

"E' impossibile,non può essere lui...devo accertarmi che abbia il segno!"

<<Certo che è proprio carino!>>-sospirò Virginia guardando Unicorn mentre stava portando dei pesanti pezzi di ferro.

<<Piantala,Dorian ti ha già detto che è fidanzato!>>-disse Jerrit intento a lavorare uno scudo.

<<Uffa,i migliori sono sempre impegnati!>>

Il rosso si avvicinò all'omone e si guardò intorno.

<<Grazie Alborn,posali pure qui!Hai fatto un ottimo lavoro,ma adesso riposati,non voglio che ti stanchi!Sei pur sempre un ospite,no?>>

Il ragazzo sorrise e si lasciò andare su una sedia che era nelle vicinanze.

Finalmente si sarebbe riposato in tutta tranquillità.

<<Hey Al,stavo pensando...ti piacerebbe fare una passeggiata al mercato con me?E' pieno di roba bella perché c'è il cambio di stagione e vorrei approfittarne per prendere un po' di stoffa!>>-disse Virginia.

Il giovane sospirò;non aveva per niente voglia di accompagnarla proprio adesso che si era appena seduto per riposarsi,però pensò che sarebbe stato scortese da parte sua rifiutare,così si limitò ad annuire.

<<Bene!Dai,andiamo!>>-rise la giovane prendendolo a braccetto e trascinandolo via tutta contenta.

<<Ragazzi. Davvero non so cosa gli frulli nella mente.>>-sospirò Jerrit scuotendo la testa.

Il mercato era più affollato del solito e come se non bastasse faceva davvero molto caldo. Unicorn si guardava intorno incuriosito,ricordando la prima volta che era intento in città e aveva visto tante cose a lui allora sconosciute.

Virginia si fermò davanti a un negozio di gioielli tutta entusiasta:

<<Guarda che belli!Questo con la pietra verde è stupendo!Non trovi anche tu?>>

Il rosso si avvicinò per guardare meglio e in effetti era proprio una gran bella collana. Il problema era il prezzo;di certo valeva un sacco di monete d'oro.

Il venditore si sporse dal bancone tutto sorridente:

<<Vi piace?E' lavorata a mano e la pietra è uno smeraldo!Se volete farvela regalare dal vostro fidanzato posso scontarvela!Siete una bella coppia,sapete?>>

Non appena Unicorn realizzò che si rivolgeva a loro due si accorse di essere arrossito e si voltò imbarazzato dall'altra parte,fissando il loro riflesso in uno specchio;effettivamente sembravano proprio una coppietta a braccetto che stava facendo compere.

<<Noi non stiamo insieme buonuomo...il ragazzo qui vicino a me è soltanto un amico!>>-sorrise educatamente la ragazza.

<<Oh,perdonatemi!E' che avevo frainteso!Allora buona giornata!>>

<<Buona giornata!>>

Unicorn lanciò uno sguardo di gratitudine alla rossa;se non altro aveva detto la verità.

<<Non farci caso!La gente non sa mai farsi gli affari suoi!Piuttosto,la tua ragazza è bella come penso?>>

Il ragazzo sorrise. Per lui lo era.

<<Aspetta,guarda qui!Questo ti starebbe bene!>>-disse Virginia prendendo una camicia bianca e misurando la lunghezza della manica con il braccio del ragazzo per accertarsi che fosse della misura giusta.

Il rosso guardò dall'alto l'umana;non era cattiva,semplicemente un po' troppo...espansiva e senza peli sulla lingua. Forse gli era anche simpatica.

Non capiva perché,ma aveva qualcosa che lo metteva a disagio,anche se non sapeva ben definire quel tipo di emozione.

La giovane si accorse di essere fissata e alzò lo sguardo su Unicorn. Non si era mai accorto che i suoi occhi verde scuro avessero delle pagliuzze più chiare...

Il ragazzo scosse energicamente la testa per cacciare quegli stupidi pensieri e si affrettò a guardare altrove.

<<Scusa...ho fatto qualcosa che non va?>>

Unicorn fece no con la testa;purtroppo era vero:questa volta lei non aveva fatto un bel niente. Doveva cercare di non farsi assorbire così da queste emozioni umane e di riprendere il controllo.

<<Se vuoi torniamo a casa.>>-disse la rossa con tono gentile.

Il giovane unicorno annuì e i due tornarono indietro.

Durante tutto il tragitto,Unicorn non guardò una sola volta in faccia Virginia.

<<Non posso andare a una festa conciato così!>>-disse con voce lamentosa Dorian.

Alex e Sebastian gli si avvicinarono con aria interrogativa:

<<Che hai,ragazzo?>>

<<Stasera c'è un banchetto e sono stato invitato...ho già saltato quello di ieri perché non sapevo di dovervi partecipare e tra poche ore io dovrò essere lì!Il problema è che non ho nulla da mettermi,perché tutti i miei vecchi abiti sono rimasti a Bellenger!>>

<<Se hai i soldi non è un gran problema!>>-disse Alex -<<Basta che te ne compri uno nuovo ed è fatta!Comunque è strano che non ti abbiano detto niente...Sir Lucas doveva avvisare tutti i cavalieri...>>

"Grandissimo stronzo!"-pensò il moro con un sorrisetto affettato:

<<Ma certo,dovevo immaginarlo.>>

In quel momento si udì una voce alle loro spalle:

<<Devo parlare con Sir Dorian.>>

I due uomini si voltarono e impallidirono non appena si accorsero che si trattava di Sir Samuel:

<<Che cosa gli hai fatto questa volta?>>-gli domandò Sebastian sottovoce.

<<Niente.>>-rispose il ragazzo dai capelli nero blu leggermente interdetto.

<<Toglietevi dai piedi. Devo parlarci faccia a faccia!>>

All'ordine del castano i due uomini si dileguarono,lasciando i due ragazzi da soli.

<<Allora,che succede?>>-chiese Dorian con aria rilassata.

Il castano non si mosse,rimanendo a fissarlo in silenzio.

Più lo guardava e più si convinceva di quello che aveva pensato.

<<Hai detto che ti chiami Dorian,e vieni da Bellenger,non è così?>>

Il ragazzo socchiuse gli occhi con aria guardinga:

<<E allora?>>

<<Dimmi una cosa. sei davvero quello che sembri?>>

Il moro s'irrigidì:aveva scoperto il suo segreto?Sapeva che non era un cavaliere?

<<Spiegati meglio.>>

<<Posso chiederti di tirarti i capelli all'indietro?>>-quella che doveva essere una richiesta gentile suonava come un ordine per via del tono duro che aveva usato Samuel.

<<Scusa,credo di non aver sentito bene!E tu sei venuto qui solo per questa scemenza?>>-rise il moro.

<<Voglio guardarti bene in faccia. Forza,alzati i capelli.>>

<<Mi stai ordinando davvero una cosa del genere?Insomma,nemmeno un bambino di cinque anni fa delle richieste così assurde!E tu pensi pure che io ti assecondi?>>-chiese arrogantemente Dorian.

<<Se non lo fai tu,lo faccio io.>>-ringhiò minacciosamente Samuel.

<<E allora vieni qui e provaci!Non mi fai paura neanche un po'!>>

Il castano si avvicinò lentamente al moro,poi senza preavviso gli diede uno spintone che lo fece cadere sull'erba.

<<Hey,sei scorretto!>>-disse con un sorrisetto Dorian.

<<Non sei nella condizione di fare ironia!>>-disse tra i denti il giovane dagli occhi celesti tenendolo fermo a terra.

Il ragazzo dai capelli neri fece un sorriso di sfida e bloccandogli le braccia gli diede un calcio non troppo forte allo stomaco,dopodichè si rialzò,agile come un gatto.

Il castano lo uccise con lo sguardo,respirando a fatica:

<<So che sei abituato alla strada...ma queste stupide mossette...non ti serviranno a niente in battaglia!>>

Dorian sgranò gli occhi per la sorpresa e Samuel ne approfittò per fare un giro a terra e farlo cadere con uno sgambetto.

Quando fu a terra,il cavaliere gli bloccò le mani in modo che non potesse muoverle e gli spostò i capelli da davanti la faccia.

Il ragazzo dai capelli nero blu lo guardò arrabbiato e gli spinse via la mano con uno schiaffo:

<<Non provare mai più a fare quello che hai appena fatto!>>

Samuel rimase a fissarlo sconvolto:

<<Avevo ragione...sei proprio tu...hai il segno!>>

<<Vuoi dirmi che diamine...?!>>

<<Dorian. Tu...sei vivo!>>

Il moro rimase a guardarlo senza capire:

<<Io ti conosco...?>>

Il castano fece un sorriso inquietante:

<<Già;non mi riconosci vero?D'altra parte,come potresti...sono cambiato...non sono più il bambino esile e deboluccio che conoscevi!>>

Dorian sgranò gli occhi gialli:

<<SAM?!>>

Il castano non disse niente,limitandosi a fissare il moro con aria gelida.

<<...Beh!...Accidenti,che dire...?Sono così felice di vederti amico mio!>>-disse il druido andandogli incontro per abbracciarlo.

Samuel fece un fulmineo passo indietro:

<< Non ti avvicinare. Io non sono tuo amico. >>

Il moro lo guardò interdetto:

<<...Come?>>

<<Sono passati undici anni. Non crederai davvero che sia rimasto tutto come prima!>>

<<Ma...tu eri il mio migliore amico! ...>>

<<Sì,in effetti non è stata una bella mossa quella di guarirmi. Se mi avessi lasciato morire adesso non ti troveresti in questa situazione!>>

<<Ma cosa diamine dici?Dai Sammy,non...>>

<<Non chiamarmi così. Il Sam che conoscevi è MORTO.>>-rispose gelidamente il cavaliere.

<<No,non ci credo neanche un po'. Sono certo che se sei diventato così c'è un motivo!>>

<<Non ho voglia di parlare ancora con te. E' stato bello rivederti dopo tutto questo tempo Dorian,ma adesso devo andare. Ci vediamo al banchetto.>>- e così detto,Samuel s'incamminò.

Quando Dorian tornò a casa,aveva un'aria decisamente scossa e si sedette a tavola senza dire una parola.

I tre amici lo guardarono con aria interrogativa,chiedendosi che cosa gli fosse successo.

<<Che faccia!Si può sapere cosa ti è capitato?>>-chiese Virginia.

<<Ho appena scoperto che il cavaliere violento e con manie omicide è un mio vecchio amico conosciuto durante l'infanzia.>>

Unicorn sgranò gli occhi;quello lì era "Sammy"?!

<<Bene,è una bella notizia!E allora perché sei così giù?>>-domandò Jerrit aggrottando le spesse sopracciglia.

<<Io non sono giù!Sono scioccato,interdetto,arrabbiato e...GRRR!!Dannazione,come ho fatto a non accorgermene prima?E come se non bastasse tra poco dovrò essere al banchetto e non ho nulla da mettermi!>>-esplose Dorian.

<<Banchetto?>>-chiese Virginia inarcando un sopracciglio.

<<Sì,e sono già mancato a quello di ieri!Però questo perché non mi hanno avvisato!Ma forse è meglio così. Non ho vestiti adatti a una festa in cui sarà presente tutta la nobiltà e quindi vorrà dire che me ne starò qua a esercitarmi per il terzo scontro. Il caso è chiuso.>>

Unicorn,Virginia e Jerrit si rivolsero delle occhiate dispiaciute.

<<Ma tu che conosci tanta gente,non puoi farti prestare qualcosa ...?>>-propose la rossa.

<<No,non conosco sarti. >>

Unicorn fece una risatina: "Ma come,c'è qualcuno che ti manca nella lista?"

Dorian gli fece un sorrisetto divertito:

<<So a cosa hai pensato e noto con piacere che l'aria di città ti ha reso più simpatico!>>

Jerrit rimase a fissare silenzioso un punto non ben definito,poi parlò:

<<L'unica a questo punto è aspettare domani e vincere quei benedetti soldi,così poi potrai partecipare tranquillamente al banchetto!>>

<<Fantastico. Vado a far riferire che non posso partecipare. A dopo.>>-disse il moro chiudendosi la porta alle spalle mogio mogio.

Mentre il ragazzo camminava silenziosamente ripensava alla situazione in cui si trovava. Di certo non ci faceva una gran bella figura,ma i soldi non crescevano sugli alberi,e lui non era ricco.

La sua attenzione fu improvvisamente attirata da del fumo proveniente da una stalla nelle vicinanze.

Dorian corse a vedere e si accorse che effettivamente stava andando tutto in fiamme:non fece in tempo a chiedersi se la cosa fosse stata accidentale o meno,ma la cosa sicura er quella che doveva cercare aiuto.

Una donna gli si avvicinò tossendo,sporca di cenere e gli si aggrappò al braccio:

<<Ti prego,aiutami...chiama aiuto!C'è mia figlia lì dentro!>>

Dorian si guardò intorno,ma si rese conto che la via era deserta. Non aveva tempo di chiamare soccorsi,si sarebbe dovuto allontanare troppo e le fiamme sarebbero divampate ancora di più.

<<Non si muova!>>-le ordinò il ragazzo avvicinandosi pericolosamente alla stalla.

<<La mia bambina!>>-urlava in lacrime la donna.

<<Cerchi di stare calma e vedrà che riavrà la sua piccola al più presto!>>-disse il moro togliendosi la parte superiore della veste e coprendosi il naso e la bocca per evitare di rimanere intossicato mentre entrava nella stalla.

Le fiamme si alzavano minacciose,come a volergli impedire il passaggio e come se non bastasse il fumo gli faceva lacrimare gli occhi.

"Devo rimanere concentrato!Dov'è?"-si chiese tossendo. Una trave cadde dal soffitto frantumandosi in mille schegge di legno.

Il ragazzo si guardò intorno,quando all'improvvisò si ricordò di essere un druido e che di conseguenza era in grado di controllare gli elementi. Il moro si concentrò e tentò di avanzare,ma le fiamme erano sempre più grandi e minacciose.

<<AIUTO!>>-una voce di una bambina provenne da poco lontano.

<<STO ARRIVANDO!NON TI MUOVERE!>>-tossì Dorian andando dove aveva sentito provenire la voce.

Poco distante si rese conto che la piccola era seduta a terra con le ginocchia tra le braccia e piangeva terrorizzata.

<<SONO QUI!ADESSO VENGO A PRENDERTI VA BENE?>>

Il moro si guardò intorno e accorgendosi che il passaggio era ostruito,si arrampicò su una recinzione di legno. Sentiva terribilmente caldo e sentiva il bisogno imminente di prendere una bella boccata d'aria;come se non bastasse i suoi vestiti erano completamente rovinati.

Con un balzo raggiunse la bambina e la prese in braccio:

<<Tieniti forte a me che usciamo!>> -la tranquillizzò il giovane con un sorriso rassicurante.

Dorian sospirò;era una parola!Ormai erano accerchiati dalle fiamme!

"Va bene druido dei miei stivali. Vediamo se riesci a salvarti la pellaccia. D'altra parte ho già fatto nevicare...che differenza potrà mai esserci?"

Il moro raccolse le energie: "Ce la faccio. Ce la faccio!"

Le fiamme non accennavano a sparire.

"Coraggio Dorian!Dimostra a te stesso che non sei totalmente idiota!"

Pensato questo,cominciò ad avanzare lentamente. Sentì la sensazione che lo avvisava del cambiamento del colore dei suoi occhi e li riaprì deciso.

Man mano che camminava,il fuoco cominciò a ritrarsi,facendo largo al giovane druido,che se ne sentiva quasi il padrone. Al suo sguardo le fiamme lo lasciavano passare,quasi come se avessero timore e allo stesso tempo rispetto di Dorian.

Una volta fuori,il ragazzo diede in braccio la bambina alla donna e si lasciò cadere in ginocchio a riprendere fiato:

<<Che...le avevo detto?Sana e salva!>>-disse col respiro pesante il moro rivolgendole un sorriso stanco.

<<Tu...non saprò mai come ringraziarti!>>-pianse di felicità la madre della piccola.

Improvvisamente arrivarono i soccorsi,che cercarono di spegnere il fuoco.

<<Mi dispiace soltanto per i tuoi vestiti!>>-disse dispiaciuta la donna.

Il moro si guardò i pantaloni strappati e sporchi di cenere,per non parlare poi della sua camicia carbonizzata:

<<Ah...non importa. La cosa essenziale è che stiate bene!>>

<<Che cosa è successo qui?>>-chiese Sir Gregory arrivando a cavallo.

<<Questo ragazzo...si è gettato nelle fiamme per salvare mia figlia!E' un eroe!>>

<<No,non è necessario che...>>-disse il ragazzo a disagio.

<<Invece sì!Tu sei un eroe e se non fosse stato per te non starei riabbracciando mia figlia adesso!>>

Sir Gregory guardò meravigliato il moro:

<<Sir Dorian...vi siete davvero gettato nelle fiamme per aiutarla?>>

Il moro abbassò lo sguardo. Era in condizioni penose:sembrava davvero uno straccione,altro che nobile e cavaliere!

<<Mi occuperò io stesso del ragazzo e vi manderò qualcuno dei miei uomini che vi condurrà in un posto in cui rimarrete finchè la situazione non si sarà aggiustata. Adesso se volete scusarmi.>>-il condottiero porse la mano al ragazzo,che lo guardò senza capire.

<<Sali.>>-gli disse l'uomo.

Il moro prese la sua mano e salì a cavallo,dopodichè partirono:

<<Grazie per il passaggio,lasciatemi pure lì.>>-disse il giovane.

<<No,tu vieni a corte con me ragazzino!>>

Il ragazzo dai capelli nero-blu si accigliò:

<<Stavo giusto per informarvi che non posso partecipare al banchetto di stasera,ma a quanto pare non sembrate aver recepito il messaggio!>>

<<Modera i toni,piccolo insolente!Non sai che non è buona educazione declinare un invito del Re?Sono stato mandato qui unicamente per accertarmi che saresti venuto alla festa di stasera e ho rinunciato a impegni ben più importanti!Oltretutto vedo che non mi mostri un minimo di gratitudine,il che sarebbe il minimo!Ieri eri l'unico a non essere presente,il che dimostra ancora di più che sei arrogante esattamente come pensavo!>>-commentò Sir Gregory.

<<Io non sono arrogante,e poi avrei partecipato volentieri se solo Sir Lucas si fosse degnato d'informarmi!>>-sbottò il giovane socchiudendo gli occhi.

<<Incolpare gli altri cavalieri è indice di immaturità Sir Dorian,non tel'ha mai detto nessuno?>>

<<Potrei sapere perché mi state dando del tu?Sono pur sempre un cavaliere!>>-disse infastidito il ragazzo.

<<Sarai anche un cavaliere,ma sei ancora un ragazzino,quindi mi permetto eccome. >>-disse tranquillamente l'uomo.

Dorian sospirò cercando di calmarsi:quell'individuo era capace di farlo arrabbiare come nessun altro.

<<Quindi se ho capito bene,dovrei partecipare al banchetto. E con quali vestiti,di grazia?Dubito che questi possano andare bene,ma forse credo che lancerò una nuova moda!>>-disse il giovane ironicamente.

<<Smettila di parlare e scendi,siamo arrivati. >>

Dorian fece come gli era stato detto:

<<E adesso?>>

<<E adesso hai un'ora e mezza per prepararti e avere un aspetto presentabile. Muoviti!>>-e così detto l'uomo lo spinse in un salone e se ne andò.

Sir Gregory aveva assistito anche al secondo scontro e aveva notato le abilità del ragazzo. Sebbene gli rincrescesse ammetterlo,quel moccioso era quello che gli serviva nell'esercito. Nonostante questo però,l'idea di avere a che fare con un tipo così arrogante,impulsivo e testardo come Dorian non lo allettava per niente.

Il moro si guardò intorno meravigliato. Non era mai stato in un castello e le stanze erano più grandi di quanto immaginava.

<<Su,su!Non fatemi perdere tempo!Chi devo sistemare?>>

Un uomo dal naso aquilino e dei baffetti sottili fece il suo ingresso da un'altra stanza,fermandosi a fissare Dorian con un'aria che lasciò quest'ultimo non poco interdetto.

<<Molto bene!Vedrò di occuparmi di voi Sir...?>>

<<Dorian. Hem...cosa ci faccio io qui,esattamente?>>-chiese il moro un po' agitato.

<<Ma dovete prepararvi a dovere per la festa di stasera,Messere!Coraggio,abbiamo poco tempo!>>-batté le mani l'uomo. Nella stanza entrarono subito altre persone che fecero togliere i vestiti a Dorian e gli dissero di rimanere fermo in piedi con le braccia aperte.

<<Posso sapere chi siete?>>-domandò il moro sgranando gli occhi gialli.

<<Loro sono i miei assistenti,e io sono Paul,il sarto di corte.>>

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<<Ma dove cavolo si è cacciato Dorian?E' già passata un'ora buona!>>-disse Jerrit tutto preoccupato.

<<Forse si è perso.>>-disse alzando le spalle Virginia-<<O forse ha avuto un contrattempo!>>

Unicorn si morse le labbra;ogni volta che quel benedetto ragazzo si allontanava,finiva per mettersi nei guai o per combinarne una delle sue.

Avrebbe voluto andare a cercarlo,ma non conosceva abbastanza bene la città.

<<Vedrete che non gli è successo niente!Dategli un po' di fiducia a quel ragazzo,e che diamine!>>-disse Jerrit col suo vocione.

Unicorn sorrise. Forse aveva ragione. Il giovane si accorse che il suo medaglione si era illuminato,così si affrettò ad andare nella sua stanza. Qualcuno stava cercando di mettersi in comunicazione con lui,e in effetti era proprio così;Pegasus si materializzò dal nulla:

<<Abbiamo un problema. Un grande problema. >>

Il rosso lo guardò serissimo.

<<Nahfir è tornato.>>

FINE CAPITOLO 13



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