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lavoro pubblicato lunedì 6 gennaio 2014
ultima lettura martedì 30 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La carne è... carne

di Gaiamik. Letto 510 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il mondo ormai è finito.Una ragazza vaga tra le macerie.Non consuma un pasto decente da talmente tanto che neanche se lo ricorda.Negli ultimi giorni ha cercato di allontanarsi dalla città, sperando di trovare ancora qualcosa di intatto tr...

Il mondo ormai è finito.
Una ragazza vaga tra le macerie.
Non consuma un pasto decente da talmente tanto che neanche se lo ricorda.
Negli ultimi giorni ha cercato di allontanarsi dalla città, sperando di trovare ancora qualcosa di intatto tra le campagne.
Ha viaggiato solo di notte. I mostri, che la sua mente immagina possano nascondersi nel buio, sono comunque meno pericolosi degli esseri umani, reali ed in carne ed ossa, che abitano alla luce del giorno.
Evidentemente ha avuto l'idea giusta. Manca poco all'alba, sta cercando un rifugio dove nascondersi, quando, oltre un boschetto di castagni, intravede una costruzione con un tetto rosso, integro, le tegole tutte al proprio posto, neanche sfiorato dalle esplosioni della Guerra.
Ha camminato tutta la notte ed è stanca. Si avvicina con cautela. Si congela appena intravede un movimento nel cortile antistante la casa.
Osserva, acquattata dietro un arbusto di spini. È un ragazzino, smilzo, intento a scuoiare due lepri magroline, non dimostra più di 13 o 14 anni.
La ragazza sente lo stomaco brontolare, ha fame ma aspetta. Resta a guardare.
Poco dopo arriva anche un secondo ragazzo, di qualche anno più grande, parla con il piccolo. Sembrano lanciare occhiate proprio nella sua direzione.
L'hanno vista? Deve scappare! No, è troppo stanca, ha troppa fame.
Rimane ancora immobile dietro il suo cespuglio.
Passano un paio di minuti e i ragazzi entrano tutti e due nella casa dal tetto rosso.
Non l'hanno vista. Le lepri scuoiate sono ancora lì, appese ad un filo tra due pali dello steccato.
È la sua occasione.
Non vuole farlo.
Sua madre non le ha insegnato a comportarsi come una ladra. I ladri non sono brave persone. Lei è una brava persona.
Un doloroso crampo allo stomaco, vuoto, le fa notare che un essere umano non può nutrirsi solo di buone intenzioni. Indugia ancora un attimo. Osserva bene la casa e il cortile. Niente si muove.
Salta fuori dal suo nascondiglio e si muove verso la selvaggina, cercando di tenersi più bassa possibile.
Si ferma di nuovo, schiacciata dietro un albero, a pochi passi dall'obbiettivo.
Può ancora tirarsi indietro.
Nessun movimento. Nessuno in vista.
Si fa coraggio.
Un ultimo scatto e raggiunge le lepri.
Non rallenta. Allunga la mano. Cerca di prenderle al volo.
Le dita si stringono attorno alle carni magre dei due malcapitati animali.
Ce l'ha fatta. Le labbra screpolate si piegano in un sorriso trionfante.
Poi un suono sordo, improvviso.
Uno sparo.
La presa perde di forza.
La mano si sposta sul petto a cercare di fermare la grossa macchia umida, rossa, che sta allargandosi sulla felpa color crema.
Sbatte le palpebre.
Vede il cielo nuvoloso fare capolino tra le chiome spoglie dei castagni.
Quand'è che si è sdraiata?
Sente prima dei passi, poi una voce. Poi ancora dei singhiozzi. Poi di nuovo la voce.
Deve essere uno dei due ragazzi a parlare, sembrerebbe quello più grande.
"Bel colpo, Ben... Smettila di piangere! Adesso avremo qualche possibilità di superare l'inverno. Vai a preparare il forno. Se non affumichiamo la carne sarà stato tutto inutile".
Poi il buio.


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