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lavoro pubblicato venerdì 27 dicembre 2013
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ragni

di Mario Vecchione . Letto 779 volte. Dallo scaffale Horror

Leientrò, mentre lui avviluppava nelle spire delle sue otto zampel'ennesima preda. Era bellissima, un fascio di luce penetrato inquella penombra eterna. Mai era entrato un fiore così bello inquella stanza. Si guardò intorno, gir&og...

Lei
entrò, mentre lui avviluppava nelle spire delle sue otto zampe
l'ennesima preda. Era bellissima, un fascio di luce penetrato in
quella penombra eterna. Mai era entrato un fiore così bello in
quella stanza. Si guardò intorno, girò per il locale, mise a posto
un po' di oggetti e si accovacciò sul divano.

Aveva
una figura snella, occhi azzurri e capelli bruni, un viso dolcissimo.
Lui, nascosto nel suo buco, se ne innamorò subito, ma comprese
immediatamente che quell'amore lo avrebbe fatto soffrire. Lui non era
umano, come avete già capito. Era un ragno nero, neppure della
specie più grossa e d orripilante, ma sempre una bestiaccia schifosa
a detta degli altri umani. Per il momento si limitò ad osservarla
dalla sua postazione. Nei giorni che seguirono ne studiò le mosse, i
gesti, le azioni, i suoi sorrisi, il suo andare e venire per la casa.
Di notte, calandosi da un filo, s'avvicinava al suo letto e ne
vegliava il sonno e il respiro lento. Cercava d'immaginarsi i suoi
sogni. Una volta, coraggiosamente, si avventurò fin sul cuscino per
starle accanto e, quando si mosse, si dette alla fuga per non
terrorizzarla. La difendeva da ogni attacco di insetti molesti. Aveva
tessuto per lei le tele più belle e trasparenti, invisibili al suo
sguardo, e catturava tutto ciò che capitava in giro. Era sempre più
innamorato di lei e, se avesse potuto, per un istante, mutare
aspetto, sarebbe stato l'essere più felice dell'universo. Maledì la
sua sorte e cominciò a diventare più aggressivo verso le sue prede.
Ma la gelosia lo colse all'improvviso, allorché, una sera, si
presentò un ragazzo, che lei accolse col sorriso sulle labbra. Si
sedettero sul divano, assai vicino l'uno all'altro, ed iniziarono a
parlare tra loro. Poi lui la baciò e lei ricambiò il bacio. Si
sentì a pezzi. Odio quell'uomo. Poi li vide nudi, sprofondati a
letto, ad amarsi con tutta la sua passione e lui stette lì a
soffrire terribilmente. Doveva farla pagare a quel umano che se l'era
presa.

Mentre
dormivano, si avvicinò velocemente al letto, risalì la sponda, fin
a quando fu vicino al ragazzo. Lo fissava con odio. Allora,
pazientemente e con grande abilità, senza far rumore, gli ricamò
intorno al corpo un enorme tela. Esaurì tutte le sue risorse per
costruirla, Creò un capolavoro di ragnatela. I fili, strettamente
intrecciati, avvolsero ogni parte del suo corpo, gli serrarono occhi
e labbra, in odo che non potesse né vedere né gridare, gli
bloccarono gambe e braccia e gli strinsero la gola, fino a soffocarlo
nel sonno. Poi si allontanò e contemplò il suo lavoro. L'uomo era
tutto intero prigioniero della sua trappola, in balia del suo potere.
Rivoletti di sangue gli scivolavano giù dalle bocca, dal naso e
dalle orecchie. Le mani, nello spasimo della morte, erano
rattrappite. La vendetta era compiuta! S'accorse del risveglio della
ragazza e si sparì dalla sua vista. Lei, cercò il compagno delle
sue ore d'amore, tastò il corpo e avvertì qualcosa di vischioso
sotto le dita.. Si destò del tutto e lo vide. Un grido orribile
lacerò l'aria....



Commenti

pubblicato il 29/12/2013 9.50.59
mariapace2010, ha scritto: Inquietante, ma assolutamente originale! Potresti farne un vero racconto horror!... ciao, ciao

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