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lavoro pubblicato giovedì 26 dicembre 2013
ultima lettura venerdì 20 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Caronte

di MoscaCieca. Letto 402 volte. Dallo scaffale Generico

Il calore della perfezione. Non esisterà. Mai più.I miraggi. Come proiettili al mio cospetto. Mi dicono di sciogliere i nodi della vecchia valigia. E di ripormi in silenzio. Sul comodino della polvere. Ad attendermi sfinito nelle attese d...

Il calore della perfezione. Non esisterà. Mai più.
I miraggi. Come proiettili al mio cospetto. Mi dicono di sciogliere i nodi della vecchia valigia. E di ripormi in silenzio. Sul comodino della polvere. Ad attendermi sfinito nelle attese dei ritratti. Come un'anima ansimante di memorie.
Il calore della perfezione. In realtà. Non è mai esistito. Solo io ricordo le mie tremende confusioni brune. Che come Orsi giganti. M'illudevano di una libertà ubriaca e splendente.
L'episodio penultimo del vomito sul Corso del Popolo. Mi riaccende fiammiferi ormonali. Che mi riportano su quelle scale straniere. Dove ad attendermi c'erano fumi speziati di nocciola. E sul divano lercio che sapeva di Francia. Piacevoli e stranissime gelosie maleodoranti. Aggrovigliate appena. In un Autunno di capelli.
Poco prima della porta. Io ti dissi addio.
Nei perimetri storti che mi separavano da casa. Io lessi al contrario le linee stradali. E mi cullai all'istante sull'isola spartitraffico. Per guardare le stelle. Ed urlare al mondo il nome di quel Bue che poco prima investii con la ruota posteriore del mio cervelletto.
I barattoli di Hollandia formavano trafori ed appuntamenti al buio. E nel sottoscala delle Streghe. Guardavo con le orecchie lo sciogliersi della mia ombra.
Oggi continuo a passeggiare nella nebbia. Insisto nel trasferirmi da una notte all'altra. E sogno l'istante in cui i cocci del mio finestrino in corsa. Potranno finalmente sfregiare le mani di chi m'assorbe nel suo salvaslip.


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