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lavoro pubblicato domenica 30 novembre 2003
ultima lettura domenica 17 dicembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il non-tempo

di omero-ct. Letto 931 volte. Dallo scaffale Fantasia

Prologo: Afrodite e Giorgio si trovano nella Birreria della Follia, un pub gestito da un oste di nome Crono, il dio del tempo… In un tavolo stan...

Prologo: Afrodite e Giorgio si trovano nella Birreria della Follia, un pub gestito da un oste di nome Crono, il dio del tempo… In un tavolo stanno dialogando Einstein e Marx bevendo da grossi boccali di birra. Afrodite apre la porta del retrobottega. E’ una porta posta accanto al bancone della birreria. Su di essa è impressa a fuoco una frase: “il tempo non esiste”. Dentro il retrobottega di Crono, c’era il non-tempo, la negazione di tutte le dimensioni spazio-temporali ed il luogo che le racchiudeva tutte. Ed im questo non luogo, Afrodite condusse Giorgio in un viaggio dentro se stessi Ciò che Giorgio vide in questo viaggio, é difficile da spiegare, perché il linguaggio umano é tutto imbevuto di tempo e l’uomo é una creatura immersa nel tempo. Tante delle cose che Afrodite mostrò a Giorgio, non possono essere spiegate, ma altre, sono più comprensibili per la mente dei mortali. Afrodite, portò Giorgio in un punto dove buio, vuoto e freddo. Un freddo intenso, terribile e soffocante. Giunti in quel luogo, Afrodite lascio la mano a Giorgio e disse: - Adesso non seguirmi ed osserva. Non avere paura, torno subito. - Volò via lontano, tanto lontano da diventare un puntino luminoso, quasi indistinguibile. Il puntino-Afrodite, ad un tratto esplose, dando luogo ad una spirale di colori, tanti dei quali, per Giorgio, erano sconosciuti. Ben presto i colori si trasformarono in tante stelle, che si organizzarono in galassie e fuggirono una dall’altra. Lo spazio attorno a Giorgio, venne invaso da tante luci, ed egli venne circondato da tutti quei corpi celesti che gli sfrecciavano accanto; alcuni di essi passarono attraverso il suo corpo (o fu lui a passare attraverso essi?!). Il freddo insopportabile ormai era finito. Ad un tratto, una galassia, la più luminosa, con una velocità indescrivibile, si avvicinò sempre più a Giorgio. Ma più si avvicinava e più rimpiccioliva. Quando fu a pochi metri da lui, la galassia si trasformò in Afrodite che lo guardava felice e rassicurante. Lo prese per mano. - Quello che hai visto, é la nascita del tuo universo. Ne sono nati tanti altri allo stesso modo. Ed il tuo, é nato infinite volte in questo modo. Adesso, in una di quelle galassie é nato un mondo ed in quel mondo, tu stai nascendo. Osserva. - Si rimise a volare conducendo con se Giorgio e si diresse verso un mondo magmatico, caldo, fumante. Si immersero in quella palla di lava caldissima ma Giorgio non percepì alcun calore, oltre a quello irradiato dai loro corpi. Volarono dentro il magma che costituiva la Terra primordiale. Anche quel mondo, però, era un universo a sé stante fatto di stelle, pianeti ed altri universi. Splendente, attorno a due soli, uno verde-smeraldo e l’altro rosso-sangue, ruotava un embrione allo stadio di due cellule. Mentre loro lo osservavano, questo iniziò a dividersi vorticosamente: quattro, otto, cento cellule. Si trasformò in una blastocisti. - Siamo dentro l’utero di tua madre - disse Afrodite - e questo sei tu che stai crescendo. - Riemersero da quell’universo, nell’altro universo appena nato. Continuarono a volare tra stelle e mondi, soli e galassie. Di tanto in tanto, si fermavano per fare l’amore, dentro un buco nero, sul nucleo di una galassia o dentro la fucina nucleare di qualche stella. Erano felici. Non pensavano a nulla. Afrodite, mostrò a Giorgio infinite cose. Sorvolando pianeti o posandosi sulla loro superficie, videro una moltitudine di popolazioni che si guerreggiavano, che costruivano, che devastavano. Tante razze, tante storie diverse. Vide nascere e crollare Roma, distrutta ad opera di tanti popoli, diversi. Vide l’uomo uscire dal limbo ed iniziare a camminare eretto ed accendere fuochi. Vide finire il suo mondo a causa di un’immane esplosione nucleare. Poi, vide la ricomparsa dei dinosauri, la loro ascesa all’intelligenza e la loro conquista del mondo. Vide un mondo in cui i nazisti vinsero la seconda guerra mondiale, un altro in cui non c’era mai stata una guerra ed uno in cui il pianeta intero era uno Stato governato dal popolo e privo di classi sociali. Vide la fine dell’universo, vide se stesso morire ucciso in una delle guerre puniche e poi ancora rinascere ed uccidere Caino prima che potesse togliere la vita ad Abele. Vide Ulisse in catene ai piedi del monte Olimpo... Dinanzi a lui, c’era una moltitudine di eventi, di persone, di vicende. Vide Roma “caput universi”, mandare i suoi centurioni, con potentissime astronavi, in ogni dove a conquistare mondi; poi vide Roma soccombere, un’altra volta per mano degli dei ed un’altra ancora, la vide conquistata da un esercito di israeliti guidati dal loro re, Cristo, audace condottiero. Infine, vide Roma capitale dell’universo, sconvolta, distrutta e rifondata da una rivoluzione comunista. Passò sopra mondi che morivano, soli che esplodevano, pianeti in cui nasceva la vita. All’improvviso, tanti infiniti se stesso, si partirono da lui, verso luoghi mai scoperti. Vide se stesso uccidere Cesare, poi, al seguito di Buddha. Vide dei che lottavano tra loro, che lottavano contro mostri e contro uomini. vide angeli e demoni assieme, detronare un dio e sbatterlo all’inferno. Si trovò sopra un fotone, dentro un nucleo di un atomo e dentro di essi vide tanti altri universi. Vide esplodere le possenti mura della città di Dite ed un esercito di demoni, lottare contro ciclopi e centauri. Poi, l’umanità ascesa al massimo livello della sua evoluzione, diventare un’unica entità, un intero universo, in cui nacque, ancora un’altra volta la vita. Vide una stella piangere e cospargere di diamanti, lo spazio siderale… E poi, improvvisamente, Giorgio si ritrovò dentro la birreria… con lui c’era solo l’oste e sul bancone era posta la solita clessidra senza sabbia….


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