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lavoro pubblicato martedì 17 dicembre 2013
ultima lettura lunedì 9 settembre 2019

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Tenebre 10

di Diegof. Letto 457 volte. Dallo scaffale Fantasia

 Fuori dallo stabilimento e dopo aver chiuso I cancelli di ferro partirono con le due auto, la Yunkler trasportava il suo vice, l'agente Steiner più Sambrok mentre nel pik-up del capo sedevano zia e nipote.Verso mezzanotte erano tutti nuova.......

Fuori dallo stabilimento e dopo aver chiuso I cancelli di ferro partirono con le due auto, la Yunkler trasportava il suo vice, l'agente Steiner più Sambrok mentre nel pik-up del capo sedevano zia e nipote.
Verso mezzanotte erano tutti nuovamente nell'ufficio dello sceriffo. Bisognava stabilire una linea di azione per poter venire a capo di questa faccenda. La signora Quintina doveva tornare a casa per dare da mangiare a Rulfi e confortarlo sicchè la riunione venne aggiornata e tutti andarono a riposare nelle rispettive abitazioni. La mattina seguente la Yunkler nel suo ufficio adiacente a quello del capo, riceveva un fax, da Washington, in cui si leggeva che la questione era diventata di competenza del Federal Bureau of Investigation ,il distretto dello sceriffo Boltan poteva solamente collaborare alle operazioni programmate dalla sede centrale dell'FBI. Altri fogli di fax allegati illustravano in linea generale come muoversi. Mentre il capo Redmeny leggeva commentava, "come possono decretare di prelevare tutte le persone in ambito nazionale, che avevano preso parte al viaggio interplanetario della Vegam, oltre a quelle del Monolotikus, anche se sarebbe giusto farlo; ormai non è più possibile radunarle tutte; dove le troviamo!, ognuna ha la sua vita, eh da come la penso io, questa è ancora una misura miope oltre che molto difficile da attuare, ma la realtà pare che noi la conosciamo, dico bene cara agente Hannette?" "Vale a dire capo?" "Vale a dire che sono tutti morti; morti che camminano; non hai udito quanto disse l'agente Res la sotto, nel vascello ieri sera, cioè che queste larve prendono possesso dei cadaveri ancora caldi?" "In altre parole vorresti dire capo, che le persone uscite dalle astronavi sarebbero in realtà solamente Vlanker, cioè larve cosmiche?" "Si, larve cosmiche che hanno preso possesso dei corpi." "Ho bisogno di qualcosa di forte Boltan," così dicendo la Yunkler si sedette a gambe distese sulla poltroncina del capo, visto che lui era solito stare seduto per tre quarti sul bordo della scrivania.

Redmeny si alzò e raggiuse il piccolo armadio a vetrate che stava a fianco della sua scrivania mentre diceva; "la seconda parte delle disposizioni del Bureau, come avrai visto anche tu, mi sembra più sensata e cioè viene predisposto un equipaggio di tecnici della scientifica, nonchè il sottoscritto e alcune persone di supporto che io possa ritenere importanti, da spedire a bordo della stazione orbitante per indagare ehh..si partirebbe con una navetta ben attrezzata fino all'orbita della Sabirne 15", tornò indietro con due bicchierini di bourbon; mentre sorseggiavano ragionavano; "capo" disse Hannette, "ma allora tutto il personale, insomma l'equipaggio della stazione..." "Appunto, appunto, potrebbero essere infestati dalle larve, sennò perchè avrebbero rilasciato tutte le persone che erano lassù in quarantena?"
Hannette disse;"Avevo ben intenzione di presentare un'interrogazione al congresso a causa del comportamento irresponsabile del personale a bordo della stazione orbitante, ma dire che siano tutti posseduti, mi sembra eccessivo, anche se questo spiegherebbe molte cose." Proseguendo nel suo discorso Hannette disse; "Capo, lassù ci andiamo tu, io, Wolff e Res; la zia Quintina la lasciamo a casa, che deve badare al suo cane Rulfi e anzi ci lasciamo in carico anche Sambrok, per il tempo che noi stiamo via." "Ma tu Hannette mi leggi nel pensiero, questo è esattamente quanto volevo fare."

La settimana seguente la navetta "Ryostel 19" si avvicinava alla Sabirne 15; il pilota della navetta, nominato dal Bureau, era un certo Viktor Verdyen, un tipo allampanato e di poche parole. Nel momento in cui si avvicinavano ai portelloni esterni della stazione, questi si aprirono come se colui che li azionava dall'interno sapesse del loro arrivo. "Curiosa questa faccenda" meditava Wolff, "la stessa cosa mi accadeva a Georgetown, quando mi recavo alla abitazione dei Dunlap." una volta raggiunto l'interno della stazione, grande come un quartiere di una città, ricevettero tutti una buona accoglienza dall'addetto alle pubbliche relazioni e vennero tutti invitati alla mensa, dopo che a ciascuno di loro venne assegnata una suite di lusso.
La mensa era un self-service molto grande, ma curiosamente le pietanze erano poco variegate, composte di spaghetti o paste di altro formato, polpette, torte, gelatine e altre cose, ma tutte di colore tendente al verdino chiaro. Boltan si sedette col suo vassoio ad un tavolo lungo e gli altri dell'equipaggio della Ryostel 19 lo seguirono, una volta seduti, qualcuno di loro disse; "buon appetito.." A questo punto La Yunkler guardò negli occhi il suo capo, il quale ricambiò lo sguardo divertito; erano sul punto di ridere a crepapelle ma si trattenevano. L'odore che scaturiva dal cibo era poco rassicurante; tendeva al rancido. Quello che aveva detto "buon apppetito" era raffreddato e forse non avvertiva il "profumo", cosicchè addentò una polpetta.
"Puach...che cos'è questa roba!" Così dicendo sputava fuori il boccone. Anche il serafico Verdyen adesso faticava a trattenere una incombente risata. L'agente Wolff molto divertito commentava; "quindi le larve mangiano questa roba qui!", "si, buon appetito", rincalzava Resutte. A questo punto la risata generale divenne inevitabile; l'unico che non rideva era quello che aveva detto "buon appetito" per la prima volta, ma che adesso continuava a sputare per liberarsi dal funesto gusto rancido e, questa scena non faceva altro che aumentare l'ilarità dei presenti.

I presenti alla mensa che desinavano sugli altri tavoli, rimasero indispettiti per questa ondata di ilarità che si era verificata al tavolo degli ospiti, per cui si voltarono quasi all'unisono, con occhi vitrei.
"Ragazzi via, via!," disse Boltan; tutti gli ospiti scattarono in piedi e si precipitarono alle uscite della mensa, perchè ormai si giocava a carte scoperte, gli alieni sapevano di essere stati scoperti dagli umani e gli umani sapevano che i componenti della stazione orbitante erano tutte larve cosmiche; in quei momenti concitati l'agente Steiner stranamente si trovò a cosiderare; "I duri giocano a carte scoperte".
Alle uscite della mensa di erano radunati i commensali alieni per impedire l'uscita degli avventori; cominciò un violento corpo a corpo, che si concluse con la vittoria dei terrestri perchè più energici delle larve e inoltre spinti dalla consapevolezza che se avessero perso la partita, sarebbero morti e i loro corpi sarebbero diventati veicoli per nuove larve. Fortunosamente raggiusero la navicella "Ryostel 19", respingendo gli invasori alieni; mediante un telecomando interno alla navicella riuscirono ad aprire il portellone della stazione orbitante in quanto il pilota della Ryostel 19 aveva preso parte alla costruzione della Sabirne 15 e conosceva tutte le frequenze su cui erano sintonizzati i dispositivi della città spaziale.

L'uscita fù precipitosa e la navicella adesso subiva l'attrazione gravitazionale, una volata attraverso la stratosfera e il tonfo nell'oceano atlantico; la navicella galleggiava, ma emergeva solo la cupola di uscita, il resto era sotto; fortunosamente la traiettoria era stata intercettata dalla base di partenza per cui il salvataggio fù questione di ore. Adesso tutti i partecipanti alla spedizione erano negli stabilimenti governativi che ricevevano un bagno purificatore, a base di prodotti mirati onde eludere qualsiasi contaminazione, visto che erano stati a stretto contatto con le larve. Verso sera si trovavano alla sede dell'FBI. Alle undici di sera, arrivarono telefonate e fax di avvistamenti strani in cielo; si trattava di corpi umani che salivano al cielo, per raggiungere la Sabirnbe 15; "Ecco le larve che ritornano alla base", commentò Boltan e di rimando Hannette disse;"Propiziamente non abbiamo effettuato quella specie di rastrellamento dei turisti delle due spedizioni a livello nazionale, cosa che aveva prospettato l'FBI, ma che poi cadde nel vuoto, ci pensano invece le larve insediate nella Sabirne 15, a richiamare le loro simili sparse per il mondo." "Già anche la zia Mendera deve essere andata lassù, in fondo era una larva, la zia era davvero defunta, ma poi era stata posseduta," disse Steiner.

Il giorno dopo un razzo partiva dalla base di lancio nel Nevada, per andare a colpire la Sabirne 15; dal cortile dell'ufficio dello sceriffo, i presenti guardavano al cielo per godersi lo spettacolo. "Una cosa non capisco" esordiva l'agente Wolff; "sono sicuro che stai per dirmela," disse Boltan; "cioè non capisco come hanno potuto le larve, uccidere gli umani con cui sono venute a contatto per poi impossessarsi dei loro corpi, visto che lassù si è dimostrato che noi terrestri eravamo più forti di loro, come abbiamo visto nella lotta corpo a corpo che abbiamo ingaggiato con loro!" "Bella domanda" disse Hannette Yunkler, "senz'altro li hanno ghermiti nel sonno, non vedo altre spiegazioni"; lo sceriffo Boltan annuiva a questa ultima asserzione.
Una palla di fuoco apparve in cielo; era la Sabirne 15 che saltava in aria, disintegrata dall'esplosione atomica. Sebbene la distanza era notevole, i loro volti venivano illuminati in modo innaturale dal lampo nucleare; Lo sceriffo Boltan abbracciò contemporaneamente Hannette e Resutte dicendo; "Sembra che siamo arrivati alla fine di questa storia."



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