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lavoro pubblicato martedì 17 dicembre 2013
ultima lettura lunedì 21 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La ballata delle illusioni perdute

di Handrea. Letto 905 volte. Dallo scaffale Amore

Una ballata dedicata a tutti coloro i quali, novelli Ulisse, continuano a viaggiare alla ricerca dell'amore......

Sono la notte che porta consiglio,
sono la roccia che ti fa d'appiglio.
Sono la voce che parla nel vento,
sono l'orecchio che ascolta il lamento.
Sono il silenzio della tua coscienza,
sono il frutto della tua sapienza.
Sono la mano che tocca la faccia,
sono il pensiero che dentro ti abbraccia.
Son tante cose e sono nessuno,
ma per alcune sono qualcuno.
Se non sei d'accordo non perderò i sensi:
ognuno può dare o negare i consensi.
Se sei curiosa e alla porta ti affacci
ancor dalla vita vuoi ricevere abbracci,
che portano affetti, passioni o sbadigli
o, semplicemente, dei caldi consigli.
Ma sappi, mia cara, che nulla va perso:
né un gesto, né un fiore, né un candido verso.
Nemmeno le lacrime di un amore ingannato
o il gemito lieve di un corpo appagato.
Or qui mi fermo, rallento il mio passo,
mi volto e lo sguardo non tengo più basso,
ma lo alzo al cospetto di due occhi lucenti
nascosti dal buio di un paio di lenti.
E se un bel dì quegli occhi brillanti
inseguono lesti sorrisi smaglianti,
penserò che in fondo la ricerca è finita:
è tempo, ormai, che ritorni la vita.
Ma, d'altro canto, se il nulla rimane,
cosa mi resta, in fondo, da fare?
Sottrarmi allo sguardo, sparire nel vuoto,
fare di me un soggetto ignoto.
E per strada risuona l'eco dei passi,
il cammino riprende per alti e per bassi.
Alle mie spalle non resta più niente,
soltanto i bei ricordi nella mia mente.
No, no, forse è presto per mettermi in viaggio:
ho un nuovo, insperato ma atteso messaggio,
che induce a sognare di tempi migliori,
che tutto ritorni a esser rose e fiori.
E intanto penso a qualcosa da fare,
inganno l'attesa nell'attesa d'amare
la donna che nicchia, mi burla, si nega,
mi cerca e mi sfugge, ma che con me si lega.
L'attesa mi snerva, mi fa sragionare,
mi porta irrequieto e impotente a vagare.
Ma quando potrà giunger l'atteso momento
di cogliere il fiore del mio profondo tormento?
Niente di nuovo, per cui ancora sperare,
niente e poi niente e ancor niente da fare.
È tempo che accetti la vita reale
e non resti più chiuso in un mondo irreale.
Riprendo così il mio procedere lento,
m'aspettano giorni di sole e di vento.
Sorretto dal peso dei mie bei ricordi
mi dissolvo alla luce di nuovi orizzonti.

Arrivati a questo punto, la storia sembra finita. Ma... le storie non finiscono così come in un film, non esiste la parola FINE nella vita quotidiana di ognuno di noi. Semplicemente, la storia si evolve, cambia i suoi binari, modifica la trama, sostituisce gli attori o ne conferma alcuni cambiandone il ruolo.

E la storia riprende, magari non qui e non adesso, magari in futuro, magari con l'intenzione, magari mai. Chi lo può dire? Però è bello poter sperare di girare pagina e ricominciare, senza dover per questo ricomprare un altro libro. Perchè, a meno che non siate buddisti o di qualche altra religione o credo simile, questa vita è l'unico "libro" che abbiamo avuto e che avremo mai più.



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