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lavoro pubblicato lunedì 16 dicembre 2013
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Non sapevo neanche il suo nome

di deadmanwalking. Letto 2072 volte. Dallo scaffale Eros

Non ci eravamo mai visti,solo qualche contatto al telefono o mail. Non avevamo voluto inviarci foto proprio perché non volevamo rovinare il n...

Non ci eravamo mai visti,solo qualche contatto al telefono o mail. Non avevamo voluto inviarci foto proprio perché non volevamo rovinare il nostro incontro al buio.

Ci siamo conosciuti per una telefonata errata che feci io. Mi rispose lei una donna sicuramente attraente almeno dalla voce vellutata. Insomma da quella volta si susseguirono una serie di telefonate e mail dove si entrò in discorsi spinti e voglie reciproche da scambiarci.

Cosi ci demmo appuntamento presso un motel aveva prenotato Lei . Era decisa e determinata.

Ci demmo appuntamento per un Mercoledì pomeriggio alle ore 15.00.

Arrivai comunicai il mio nome alla reception e dall'altra parte mi comunicarono che ero atteso presso la stanza numero 26.

Presi l'ascensore e arrivai al terzo piano . Raggiunsi la stanza e prima di bussare feci un bel respiro profondo. Il cuore mi batteva. Non era la prima donna che avevo. Ma il fatto di non averla mai vista mi eccitava tantissimo.

Cosi bussai. E dall'interno sentì la sua voce che mi disse di entrare.

Entrai e un profumo di incenso al sandalo mi inebriò i sensi. La penombra della stanza esaltò la figura della mia amante. Vidi la luce della sigaretta che stava fumando. Potei capire che mi stava aspettando in guepier , perizoma,calze e reggicalze.

Mi disse:

"Spogliati e fai presto". Con tono imperioso.

Le obbedì subito .Mi spogliai tutto, avevo il membro eretto e gonfio.

"Vieni qui ,vicino a me" mi appoggiai al letto ,mi avvicinai a lei senti un forte profumo e andai a cercare le sue labbra,le quali avide mi presero forte facendomi sentire la lingua affamata poi mi prese dalla testa e mi mise in mezzo alle gambe,sposto il perizoma e mi porse su un piatto di argento la sua intimità tutta depilata ,e bagnata.

La mia lingua entro senza fatica. I suoi umori mi riempirono la bocca. Aprì ancora di più le gambe. Io gliele tenni aperte ancora di più. Si lasciò andare completamente,io sentì esplodermi ma resistetti perché mi volevo gustare quel piatto con calma e con tutta la voglia che avevo.

La mia lingua entrava e usciva,poi si fermava e incontrava il clito, ci giocava e poi ricominciava a penetrarla ,ma la cosa che mi fece eccitare di più fu il fatto che mentre la leccavo lei scese con le mani sulla sua tana e andò a cercare la mia lingua con le sue dita. Entrò nella mia bocca e poi s'infilò due dita dentro di se.

Basta il mio uccello non ce la faceva più la voleva penetrare come si deve. La presi la girai la misi a novanta gradi sul letto e la penetrai. Entrai senza nessun problema da quanto bagnata era. I suoi gemiti si fecero sempre più forti,le sue mani aprivano più il suo pertugio per farmi entrare ancora più dentro. Le piaceva dire le parolacce.

"Sbattimi come una troia,sfondami......più forte...." Musica per le mie orecchie. La presi forte dai fianchi e la penetrai ancora più forte. Sentivamo il rumore dei nostri corpi uno contro l'altro, l'odore del sesso ora mai aveva invaso tutta la camera, riuscendo a coprire il profumo dell'incenso.

Le sputai sul culo,sul suo buco nero,lei gradiva. Lo leccai tutto facendoci entrare la lingua e la sua mano spinse la mia testa più forte schiacciandomela contro di se. Poi mi sussurrò:

"Prendimi li ....forte...." . Le ubbidì. Presi la mia verga in mano,sputai per bene sulla cappella enorme e l'appoggiai dietro di lei. Le sue mani lo guidarono e invitarono ad entrare . Entrai un pochino, il suo ano si dilatò facendomi entrare. Rimasi fermo ma lei si mosse per invogliarlo tutto. L'accontentai. La strinsi forte per i fianchi e le infilai tutto me stesso fino a quando la sentì gemere di dolore e piacere. Dentro e fuori,dentro e fuori fino a quando glielo allargai tutto. Poi alternai sopra e sotto e questo le piacque parecchio. Mi incitava a farlo sempre più forte. Sentì le sue mani masturbarsi veloce, la sua voglia di venire crescere. Io pompavo forte sempre di più. La sentì esplodere di piacere, la sentì gemere e piangere dal piacere di essere venuta.

Ero indeciso se venirle in culo o in bocca ma poi scelsi l'altra strada,la girai mi misi sopra di lei ancora bloccata per l'orgasmo appena avvenuto,le allargai le gambe ed entrai dentro senti il suo calore e il suo umore inondarmi la cappella. La pompai ancora per tanto, volevo venire ma avevo ancora voglia di scoparla. La cavalcavo tanto, lei si contorceva tutta, mi teneva stretta a se. Sentivo le sue unghie conficcate nella carne delle mie natiche. Non la vedevo in viso per via della poca luce. Ma sentivo la sua voglia. Mi gridava in faccia di scoparla, e io lo facevo.

Avevo voglia di venire ma il mio uccello aveva voglia di sfondarla e così mi permise di non venire ma di scoparla come non mai.

Venne altre due volte, era esausta. Mi disse di riempirla, ma io la girai, glielo rinfilai dentro il suo buchino stretto e buio e li dopo poche pompate mi abbandonai a me stesso riempendola tutta. Sentì la cappella pulsare per tanto tempo.

Lei si addormento sotto di me. Io mi riposai un po' controllai l'orario mi alzai, andai in bagno mi feci una doccia, mi rivesti, ed uscì dalla stanza lasciandola tranquillamente a riposare.

Non ci sentimmo più.



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