ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 7 dicembre 2013
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Tenebre 5

di Diegof. Letto 575 volte. Dallo scaffale Fantasia

Dagli altoparlanti dell'azienda la voce degli annunci esordiva:"A tutti i dipendenti della Nyostor 11, prestare attenzione; dalla stazione orbitante Sabirne 15, tutti i passeggeri della Monolitikus nonchè il personale di servizio, sono stat.........

Dagli altoparlanti dell'azienda la voce degli annunci esordiva:"A tutti i dipendenti della Nyostor 11, prestare attenzione; dalla stazione orbitante Sabirne 15, tutti i passeggeri della Monolitikus nonchè il personale di servizio, sono stati rimandati alle proprie abitazioni nelle varie località del mondo; come nel caso della Vegam, cinque anni addietro, non hanno rispettato la quarantena prevista, anche allora la quarantena venne ridotta a dodici ore. Le motivazioni di questa decisione da parte dei responsabili della stazione orbitante Sabirne 15, restano inspiegabili."

"Come è possibile" esordiva mister Wandy,"li hanno rimandati a casa seppure tutti i passeggeri nonchè l'equipaggio avevano un vuoto di memoria e quindi non stavano propriamente bene", "mah, misteri della Sabirne 15", rispose prontamente Resutte. L'agente Yunkler da parte sua era semplicemente sbalordita e così commentò; "Credo proprio che avvierò la procedura per un'interrogazione al congresso, in merito al personale di servizio a bordo della stazione orbitante! Inoltre la stessa faccenda accadde anche con la Vegam se ho capito bene."

L'agente Steiner riceveva intanto una telefonata al cellulare e si appartava un momento, dopo aver scambiato qualche parola col suo interlocutore, sembrava rabbuiarsi in volto. Chiuso il telefonino si rivolse alla sua collega che intanto conferiva con i due dipendenti dell'azienda.
"Ehmm, scusate, una questione abbastanza urgente; dovrei partire per Georgetown, dove è morta mia zia Mendera, resterò lì alcuni giorni".
Ricevuto il benestare della Yunkler, l'agente Steiner tornò alla base con l'auto della sua collega, ma ella non sarebbe rimasta a piedi perchè avrebbe usufruito dei mezzi a disposizione della squadra che attualmente operava all'interno del Monolitikus.

Giunto a Ely, l'agente Wolff sbrigò alcune faccende e poi vestitosi in borghese montò sulla sua auto personale, una volvo-polar e partì verso la capitale degli USA.
Verso sera del giorno seguente, dopo il lungo viaggio dal Nevada verso la capitale degli USA, Wolff Steiner entrava nell'appartamento di sua zia Mendera a Georgetown, perchè ne possedeva le chiavi e adesso camminava lentamente avanti e indietro nel soggiorno della congiunta defunta e meditava con tristezza che per esempio avrebbe dovuto passare più tempo insieme, ma tant'è, la vita è così.
Accese la TV per distrarsi e si rinfrancava con una lattina di birra avanzata dal viaggio, cambiava canale continuamente perchè imbroccava sempre la pubblicità, finchè si stabilizzò su un reality. "Caspita, le sigarette" disse a voce alta, devo andare a comprarle, uscì dall'appartamento lasciando le luci accese e la TV accesa al suo interno, richiuse la porta e con le chiavi in tasca scese velocemente i quattro piani che lo separavano dalla strada.

In pochi minuti raggiungeva il rivendiore di tabacchi ad un isolato di distanza. "Ohilà ma tu dovresti essere il nipote della signora Mendera, Wolff, quello in polizia." "Si, Bepo, hai indovinato, eh...purtroppo capita a tutti prima o poi". "CCooosa? Perchè è morta la signora Mendera?" Chiese Bepo il tabaccaio. "Eh si, una malattia degenerativa, almeno così disse l'addetto alla clinica che mi aveva chiamato al cellulare ieri mattina". Il tabaccaio restò con gli occhi stralunati per trenta secondi poi esordì: "Macchè Wolff cosa mi dici mai... se è passata qui da noi al supermercato l'altro ieri, perchè il negozio di alimentari qui vicino è gestito da mio genero; certo se è deceduta per una malattia degenerativa, questa malattia è stata super-veloce, da un giorno all'altro, capirai." Ma adesso era l'agente Wolff ad avere gli occhi stralunati, però dentro di sè Wolff era convinto che il tabaccaio Bepo non la raccontasse giusta, non tanto perchè proferisse bugie deliberatamente, ma solamente per una dispepsia mnemonica, visto che notoriamente er un potente bevitore di super-alcolici, semplicemente la avrebbe vista al negozio di suo genero, ma qualche mese addietro, si trattava di un errore temporale.

I due si lasciarono stringendosi la mano e così, poco tempo dopo egli ritornava a passi decisi verso l'appartamento con una marlboro accesa fra le labbra e tra una boccata e l'altra considerava; "Il traffico è formidabile, che confusione, la vita continua, è l'ora di punta, cala la sera e il freddo si fà sentire..però, la vita e la morte, non si può evitarla quest'ultima, ma non si può evitare neanche di vivere". Ormai vicino a casa, diede uno sguardo compiaciuto alla sua volvo-polar posteggiata e poi guardò in alto, verso la finestra al quarto piano della casa che era stata di sua zia e che adesso egli occupava momentaneamente, le tapparelle erano abbassate ma non del tutto, per cui da dietro le tende era possibile vedere le luci accese, come egli le aveva lasciate. Guardò verso altre finestre e la maggior parte erano chiuse, poi gettò il mozzicone a terra e guardò al cielo plumbeo espirando l'ultima boccata di fumo.
"Bene, adesso rientro" pensò e abbassando lo sguardo ridiede un'occhiata alla sua finestra accesa del quarto piano, poi riprese a camminare per rientrare in casa, ma subito si blokkò, era sbigottito; rimase con la testa bassa trenta secondi, il respiro si era quasi fermato, aveva paura a rivolgere lo sguardo nuovamente verso la sua finestra, ma doveva farlo perchè qualcosa non quadrava. Infine guardò velocemente alla sua finestra e risultava tutto normale; che cosa avrebbe visto poco prima che lo aveva fatto trasalire? Doveva trattarsi sicuramente di un'illusione ottica pertanto si accese un'altra sigaretta e rimase a controllare alcuni minuti, il traffico roboante in lontanaza mandava il clangore di fondo tipico delle metropoli urbane, si guardò attorno per verificare che nessuno lo stesse osservando poi si concentrò per l'ultima volta alla sua finestra prima di salire in casa, ma rimase pietrificato.

Un'mbra si muoveva da dietro i vetri. "Cosa? Come?" disse a voce molto alta, ma intanto si ricordava con disappunto che aveva lasciato il revolver di servizio in casa, dentro un comodino stile rococò vicino la TV, "Chi c'è in casa, adesso vengo sù e ti spacco la faccia!" Urlava, mentre di corsa salìva le scale a due gradini per volta e, fermo davanti all'uscio di casa restò interdetto un minuto; tutto era in silenzio e per aprire l'uscio era necessaria la chiave che egli aveva con sè. Quindi nessuna forzatura alla porta, la serratura funzionava perfettamente; entrando con circospezione e richiudendo la porta dietro di sè era come allucinato; tutto in ordine come lo aveva lasciato, no, la TV era sintonizzata su un altro canale. Mhhh..la faccenda prendeva una piega più sinistra di ciò che egli aveva ipotizzato; se fosse stato un malvivente a entrare in casa sua, egli avrebbe riscontrato segni di effrazione all'uscio di casa e, semprechè il lestofante non avesse trovato l'arma nascosta nel cassetto del comodino, egli lo avrebbe affrontato in un corpo a corpo; nel considerare tutto questo, immediatamente andò a controllare al cassetto del mobiletto antico; per fortuna vi trovò ancora dentro il revolver di servizio. "Non devo mai più separarmene," disse, ma intanto si dimenticava di ispezionare tutto l'appartamento, ogni stanza.

La sua mente si mise a ragionare; se non era stato un ladro o qualcuno di umano, si trattava forse di un fantasma?? Boh. Le situazioni inspiegabili si avveravano anche a molte miglia di distanza dal Nevada, dalla zona di Ely ma ora doveva avvisare il suo capo Redmeny e il suo vice capo Yunkler, pertanto azionò il suo PC portatile e cominciò a navigare in rete.

Mentre stava scrivendo la e-mail ai suoi colleghi aggiunse post-scritto;
"Quindi, visto che domani viene celebrato il funerale di mia zia Mendera alla Chiesa metodista del quartiere passerò la notte fuori casa e dormirò dentro la mia cara volvo-polar, dato che non ho il tempo e la voglia di pernottare in qualche albergo delle vicinanze. Beh che avete da ridere? Certo che io non trascorro la notte nell'appartamento, ho paura dei fantasmi.

Fatemi sapere sugli ultimi sviluppi.

Wolff.

Premette invio, si scollegò dalla rete, richiuse il portatile e si piazzò davanti alla TV, però con la mente era da un'altra parte; la faccenda; che Bepo il tabaccaio diceva che avrebbe rivisto sua zia di recente, lo lasciava sgomento, perchè questo si combinava in qualche modo alla esperienza allucinatoria che aveva poco prima vissuto.
Si rammentò immediatamente che avrebbe anche dovuto ispezionare tutto l'appartamento e, così fece; per prima cosa, andò a guardare in cucina; buio pesto, così azionò l'interruttore della luce; dallo spavento si gettò all'indietro cadendo di schiena; sua zia stava seduta al buio vicino al tavolo, una visione terrificante. Alzatosi Wolff si risedette di nuovo sul divano, esausto emotivamente balbettava mentre la zia si alzava dalla sua sedia e avanzava verso di lui; "M-M-Ma zia..sei viva allora? Mi avevano telefonato che eri defunta, c..che cosa è accaduto, che storia è questa e poi cosa facevi al buio, stavi riposando?." La zia Mendera che era una donna molto alta di statura, avanzava in maniera curiosa; passi pesanti e ad ogni passo vibrava tutta la sua figura e allargando le braccia diceva; "Caro nipote lasciati abbracciare..caro nipote lasciati abbracciare." Gli occhi erano inespressivi. L'agente Steiner si alzò per sottrarsi ad ogni contatto fisico e si spostava mentre la zia cambiando repentinamente direzione lo seguiva: "Senti zia, fermati..certo ti voglio bene..è che sono sorpreso, sei strana cosa ti è accaduto!" Ma ella di rimando disse: "Non sono morta come puoi vedere.."



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: