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lavoro pubblicato sabato 7 dicembre 2013
ultima lettura mercoledì 18 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Unicorn,capitolo 3

di Angelblue95. Letto 624 volte. Dallo scaffale Fantasia

                                           ...

UNICORN

CAPITOLO 3

Unicorn aprì lentamente gli occhi,svegliato dalla forte intensità dei raggi solari . Si alzò in piedi con cautela e si guardò intorno:dove si era cacciato il ragazzino?Nonostante non si conoscessero,non aveva esitato a curarlo.

Adesso Unicorn si sentiva un po' in colpa per come si era comportato;d'altra parte,nessuno era mai stato così gentile con lui. Così,mettendo da parte la sua avversione per gli umani,decise di andare a cercarlo. D'altronde gli unicorni sanno essere riconoscenti con chi si prende cura di loro.

Detto questo,Unicorn si incamminò a passi incerti per il bosco. Poco più in là,trovò a terra i vestiti di Ronnie. Che gli fosse capitato qualcosa?Si chinò a raccoglierli e li esaminò.

Alzò la testa e finalmente vide il ragazzino immerso nell'acqua che nuotava tutto tranquillo.

Unicorn fece un sospiro di sollievo nel vedere che non se n'era andato;aveva riflettuto e pensandoci bene era da stupidi cacciare l'unica persona in grado di aiutarlo,inoltre sentiva stranamente di potersi fidare.

Ronnie non appena si accorse di Unicorn,si immobilizzò. Quest'ultimo invece,rimase a fissarlo con aria interrogativa. Perché aveva avuto quella reazione?D'altra parte si stava soltanto facendo un bagno!Che cosa c'era da vergognarsi?Il ragazzo abbassò istintivamente lo sguardo e rimase immobile per qualche istante.

"No,un attimo ..."-pensò il rosso battendo gli occhi incredulo.

Ronnie arrossì violentemente e cercò di coprirsi con le braccia:

<<Che fai?!Girati no?!>>

"Oh,cavolo ..." pensò Unicorn sentendo uno strano calore alle guance.

ERA UNA RAGAZZA!

Sentì improvvisamente di aver fatto qualcosa che non doveva fare,seppur in modo del tutto involontario . Era un'emozione nuova,che non aveva mai provato finora.

Imbarazzo.

Il giovane rimase a fissarla scioccato. Non sapeva proprio cosa pensare. Quando però lei uscì dall'acqua,ancora rossa dalla vergogna,Unicorn si voltò dall'altra parte,sentendo sempre quel fastidioso calore alle guance.

Aspettò che si rivestisse,chiedendosi che cosa dovesse fare.

Finalmente,la ragazza parlò:

<<Senti ... non volevo che lo scoprissi così!Lo so che dovevo dirtelo

prima ...>>

Il giovane serrò forte gli occhi,sentendo che stava arrossendo ancora di più.

<<Ma come avrai capito ... sono una ragazza!>>-continuò la giovane.

Unicorn rimase di spalle,terribilmente imbarazzato.

<<Hey ... va tutto bene!Insomma,tu non lo sapevi!>>

Il giovane,finalmente si voltò.

La guardò per un attimo,poi storse la bocca e girò i tacchi per andarsene.

<<Aspetta!>>-gli urlò dietro lei rivestendosi in tutta fretta.

Il ragazzo continuò a camminare come se niente fosse.

Intanto la giovane lo implorava di fermarsi:

<<Hey,vuoi aspettare un attimo?Posso spiegarti!>>-gli urlò correndogli dietro. Il giovane finalmente si voltò verso di lei,stufo di farsi rincorrere.

<<Io mi chiamo Reina.>>-disse la ragazza,con il fiatone. Prese un attimo fiato,poi parlò con una vocina flebile:-<< Il mio villaggio è stato raso al suolo dalle guardie del Re.>>

Unicorn si fermò a guardarla negli occhi. Non è che le sue spiegazioni gli importassero poi chissà quanto,ma dei chiarimenti non facevano mai male. Socchiuse gli occhi,poi le fece cenno di continuare.

<<C'è una profezia che parla dell'alleanza di una ragazza e un unicorno;il Re ne è spaventato così ha ordinato di far uccidere tutte le femmine della mia età del villaggio. L'unico modo che avevo per salvarmi era quello di travestirmi,così i miei fratelli mi hanno procurato dei vestiti e sono fuggita!>>

Il giovane sgranò gli occhi. Un Re che si faceva spaventare da una leggenda?

<<Lo so,lo so!Probabilmente fai parte di quelle persone convinte che gli unicorni siano creature mitologiche,ma ti assicuro che è tutto vero!Io ne ho incontrato uno,tanto tempo fa e anche se nessuno mi crede io so cosa ho visto!Certo,non era proprio come mi immaginavo che dovesse essere,ma ti giuro che non ti sto mentendo!>>

Unicorn si soffocò. Quindi quella era la bambina a cui aveva salvato il padre?!

Ma perché gli capitavano tutte a lui?!

<<Non stai bene?>>-chiese la ragazza gentilmente.

Il giovane evitò il suo sguardo,visibilmente agitato.

Ci mancava solo che si ricordasse di lui!Non voleva sentire una parola di più,così se ne andò tappandosi le orecchie.

Una volta allontanato,si sedette vicino al ruscello che giaceva lì vicino e cominciò a pensare. Quello sconosciuto riflesso nell'acqua lo guardava con aria indecifrabile. No,non era lui. I suoi occhi non erano di quel grigio spento e i suoi capelli non erano di quel volgare rossiccio. Come se non bastasse a complicargli la vita,adesso ci si metteva anche una ragazza. Prese un sassolino e lo gettò nel ruscello.

Dal fondo,venne una luce. Unicorn si avvicinò fulmineo:aveva visto bene?Si sporse leggermente e vide qualcosa brillare al fondo. Pretese una mano per prendere l'oggetto,ma cadde nel ruscello. Dopo pochi secondi emerse,sputando acqua a destra e a sinistra. Una volta fuori, imprecò mentalmente per i suoi vestiti fradici ,dopodiché si concentrò sullo strano medaglione che aveva in mano. Legato al ciondolo,vi era una minuscola pergamena dorata,e Unicorn l'aprì e cominciò a leggere mentalmente:

"Questo è il premio per aver aiutato quell'umana. Qui dentro c'è la tua

voce, per cui fa attenzione a non perdere questo talismano. Riuscirai ad aprirlo solo quando ne sarai degno. BELLA FREGATURA!"-pensò il rosso.

Non appena Unicorn lesse il messaggio,il foglietto di pergamena scomparve. Il giovane sospirò e lucidò bene l'amuleto,dopodiché se lo mise al collo. Era a forma di spirale ed era fatto senza dubbio di un materiale particolare che lo rendeva piuttosto resistente. Il ragazzo,decise di tornare indietro. Dopotutto quella ragazza poteva in un certo senso essergli utile. Conosceva bene il mondo degli umani,mentre lui ne sapeva ben poco . Quando tornò da lei,la giovane lo guardò a occhi sgranati. Poi rise divertita:

<<Sei fradicio!Ti sei fatto anche tu un bagno?>>

"Simpatica l'umana!Per mia fortuna questi stracci che mi sono trovato addosso una volta sveglio non valgono quanto i vestiti che portavo prima,quindi poco male che siano bagnati o no!"-pensò il rosso alzando gli occhi al cielo e sbuffando scocciato.

<<E quella collana?>>-chiese Reina indicando il medaglione che il ragazzo aveva al collo-<<Dove l'hai ...?>>

Il giovane la zittì con un gesto della mano.

Niente domande.

<<Oh ... va bene.>>

Il giovane si chinò a raccogliere la sacca di Reina,dopodiché gliela passò:

<<Quindi posso venire con te?Sul serio?>>-chiese lei con un sorriso che le illumino il voltò.

Unicorn le fece un'occhiata affermativa.

<<Perfetto!Dove sei diretto tu?>>

Il rosso si strinse nelle spalle. Evidentemente non aveva la più pallida idea di dove andare. Qualunque posto sarebbe andato bene.

Mentre cercava un modo per farsi capire,si udì un brontolio.

Il ragazzo si portò le mani allo stomaco,con aria corrucciata. Cos'era quel curioso rumore che proveniva dalla sua pancia?

<<Hai fame!>>--rise Reina -<<Non fare quella faccia,non è niente di grave!Coraggio,alla parte est del villaggio dovrebbe esserci una locanda!Mangeremo lì!>>

Unicorn acconsentì,ubbidiente,continuando a chiedersi che cosa fosse una locanda. Durante il cammino,il giovane guardava dritto davanti a sé,fingendo di non accorgersi del fatto che Reina lo stesse fissando dall'inizio del viaggio. Era rimasta proprio la stessa bambina che aveva ricondotto al villaggio dieci anni fa!Poco male,era abituato a farsi ammirare. Questa volta però era come a disagio,così stava ben attento a non ricambiare lo sguardo della ragazza. Il giovane,camminava a passo deciso,con un'aria altezzosa che però conferiva grazia ai suoi movimenti. Persino da umano era difficile non guardarlo. A un certo punto,Reina si arricciò una ciocca di capelli dietro l'orecchio,con aria imbarazzata:

<<Senti ... posso chiederti una cosa?>>

Il giovane continuò a camminare,ignorandola. Lei lo prese per un sì:

<<Che cosa ti sei fatto alla fronte?>>

Unicorn si bloccò ,irrigidendosi come una statua.

Le sue speranze che la gente non facesse caso alla sua cicatrice erano sparite in un batter d'occhio. Si morse le labbra,rimanendo di spalle,immobile. Reina gli si piazzò davanti,con aria preoccupata e dispiaciuta allo stesso tempo:

<<Scusami,sono una ficcanaso,però il fatto è che mi sono chiesta come tu ti sia procurato una cicatrice del genere ... qualcuno ti ha fatto del male?>>

QUESTA,POI!E a lei che cosa gliene importava!Le rivolse un'occhiataccia,costringendola ad abbassare lo sguardo.

Davvero credeva che si sarebbe confidato con una ragazzina?!E poi non gli andava di raccontarle come era diventato un emarginato.

Forse si divertiva a prendersi gioco di lui. Sì,un povero sfregiato,per di più muto che ormai non serviva più a niente e nessuno!

Con sua grande sorpresa,Reina lo guardò con aria terribilmente dispiaciuta e gli fece una leggera carezza sul viso. Unicorn ebbe un sussulto e arretrò,inciampando e cadendo a terra. Sentiva il cuore battere più velocemente del solito e adesso fissava Reina con un aria tra l'imbarazzato e il contrariato .

<<Ma che combini!>>-rise la ragazza-<<Ti ho soltanto fatto una carezza!>>

Unicorn la incenerì con lo sguardo,sentendo nuovamente quel fastidioso calore alle guance.

<<Ti aiuto ad alzarti?>>-chiese gentilmente la giovane,offrendogli la mano. Il ragazzo la respinse,alzandosi di scatto con il suo solito broncio arrogante stampato sul bel volto.

Come si era permessa?!Nessuno doveva toccarlo,specialmente un'umana!Quella ragazza ne stava combinando una dietro l'altra e di questo passo l'avrebbe fatto impazzire di sicuro. Durante il resto del viaggio,Reina tenne gli occhi bassi,sentendosi colpevole per quello che era successo.

Unicorn,la guardò sottecchi. Sapeva già che gli sarebbe stata d'intralcio. Inoltre aveva sempre quel fastidioso sorriso da sfoderare in ogni occasione,che gli faceva letteralmente venire i nervi. Perché non lo lasciava stare?Insomma,non era stato abbastanza chiaro?E poi a volte lo fissava con quegli occhi ... già. Ma che avevano,?Riuscivano a farlo sentire a disagio come non gli era mai capitato. Poi da quando si erano incontrati lei era sempre stata gentile con lui;lo aveva curato,gli aveva parlato e poi gli aveva fatto una carezza ...

Unicorn strinse forte gli occhi e scosse la testa. Che cavolo gli prendeva?Cos'erano quegli sciocchi pensieri da ... umano?

Reina gli rivolse un'occhiata interrogativa:

<<Tutto bene?>>

Cavolo,se glielo avesse chiesto un'altra volta sarebbe impazzito. Ma non sapeva dire altro?!

Finalmente i due giunsero alla locanda. Era già notte e i due entrarono cercando un posto dove accomodarsi.

Il ragazzo si guardò attorno meravigliato. Vedeva un sacco di gente che mangiava e beveva una curiosa bevanda . Certamente non era eguagliabile al nettare delle fate!Reina lo tirò per un braccio,distogliendolo dai suoi pensieri e andarono a sedersi in un angolino ben illuminato.

Lasciò che lei ordinasse anche per lui,visto che non conosceva il significato di quelle strane parole . Mentre aspettavano di essere serviti,Reina non perse tempo e decise di chiedergli qualcos'altro.

<< Visto che ti pago la cena,mi sembrerebbe il minimo che tu rispondessi a una mia domanda!>>

Unicorn la guardò con disappunto. Come osava rivolgersi a lui con quel tono?Decise di ignorarla nuovamente. Ma quanto ci metteva quell'uomo a portare da mangiare?!Era inconcepibile!La ragazza,non demorse:

<<Quanti anni hai?>>

Il ragazzo batté gli occhi,ripetendosi mentalmente la domanda. Quanti anni aveva?Beh,quattrocentodiciassette. Ora però come faceva a farglielo capire?

Tracciò i numeri col dito,sul tavolo. Reina sgranò gli occhi,poi gli rivolse un sorriso:

<<Che simpatico!Mi prendi in giro,eh!>>

Il ragazzo aprì la bocca contrariato.

Che c'era di strano?Poi si ricordo. Gli umani vivevano molto meno degli esseri del Piccolo Popolo,così decise furbamente di rivolgerle a sua volta la domanda,indicandola.

<<Io quanti anni ho?Ne ho sedici!>>-rispose la giovane contenta del fatto che stessero comunicando.

Unicorn ci pensò un po' su,dicendosi che a occhio e croce non doveva essere molto più grande di lei,così disegnò nell'aria un altro numero.

<<Diciotto!>>

Il ragazzo mise su una faccia soddisfatta. Stranamente riusciva a farsi capire,il che non era poi così male.

<<Sei figlio unico,Alborn?>>

Il giovane storse la bocca. Aveva detto UNA domanda,mentre con questa erano già a due. Nonostante non le prestasse attenzione,Reina continuò imperterrita:

<<Io ho cinque fratelli!Si chiamano Kyle,George,Nail,Francis e Matthew.>>

Unicorn sbuffò sonoramente,vagando con lo sguardo altrove. Vicino al bancone,scorse una figura incappucciata,che già da un po' sembrava guardare nella loro direzione. Il ragazzo ricambiò lo sguardo,deciso a scoprire di chi si trattasse.

Attese che lo sconosciuto uscisse dalla locanda,poi si alzò di scatto e cominciò a seguirlo.

<<Dove vai?>>-chiese Reina.

Il giovane non si curò neanche di ascoltarla e seguì l'incappucciato.

Quest'ultimo,accertatosi di essere da solo con Unicorn. Si abbassò finalmente il cappuccio,mostrando la sua identità.

<<Sei ancora veloce,eh,per essere un umano!>>

Arius,sorrideva sotto la pioggia,spostandosi con un gesto i capelli dorati da una parte.

Unicorn lo fissò gelido. Che voleva?

<<Non sei felice di vedermi?No?>>-chiese il biondo piegando la testa da un lato.

Felice?!Lo aveva lasciato da solo nel bosco!Se ne era fregato di lui,alla faccia dell'amico!

<<Dai non fare quella faccia!Sei ancora vivo,giusto?Inoltre vedo che porti al collo il medaglione ... beh, è già qualcosa,anche se credo che non ce la farai mai a tornare normale!>>

Unicorn digrignò i denti e gli diede uno spintone. Lui credeva nelle sue potenzialità,e questa era l'unica cosa che contava. Fin da piccolo era abituato ad avere fiducia in sé stesso e non avrebbe certamente smesso di averne adesso!

<<Calmati!>>-disse Arius con aria tranquilla-<<Sono qui soltanto in qualità di messaggero. Ho un avvertimento per te.>>

Il giovane non fece in tempo a terminare che la porta si spalancò all'improvviso,interrompendo la loro discussione:

<<Alborn!Ma che stai facendo?Vieni dentro,la tua zuppa si sta raffreddando!

Il ragazzo si guardò intorno. Arius era sparito.

<<Cerchi qualcuno?>>-chiese Reina avvicinandosi.

"Oh,grazie. Grazie tante!"-pensò il giovane rivolgendole un'occhiata assassina. Adesso non sapeva quale fosse l'avvertimento e le cose si sarebbero complicate ancora di più. Sciocca ragazzina impicciona!Era capace di irritarlo come pochi!

<<E adesso perché sei arrabbiato?Che ho fatto?>>-chiese Reina intristendosi.

Il ragazzo batté un piede a terra,schizzandosi con l'acqua della pozzanghera. Era arrabbiato,ed era meglio per lei che lo lasciasse in pace. Così,sorpassandola senza neanche guardarla in faccia,come ormai era solito fare,rientrò nella locanda,lasciandola sotto la pioggia.

Una volta finito di mangiare,i due s'incamminarono nuovamente.

Ogni tanto la ragazza lanciava un'occhiata a Unicorn,cercando di capire cosa non andasse,ma lui di tutta risposta,si limitava a camminarle davanti con arroganza.

Pioveva sempre più forte e Reina consigliò di fermarsi:

<<Questi acquazzoni durano un po'. E' meglio se troviamo riparo da qualche parte.>>

Il ragazzo continuò a camminare cocciutamente. A questo punto la giovane esplose:

<<Ti vuoi fermare sì o no?!>>-chiese prendendolo per un braccio.

Unicorn si liberò dalla presa e la fissò con aria irritata.

<<Mi dici che cosa ti ho fatto?!E' da quando siamo usciti dalla locanda che ti comporti così!>>

Il giovane cominciò a respirare e ad inspirare forte,segno che stava per perdere definitivamente la pazienza.

<<Io non posso leggerti nel pensiero. Cos'è,ti infastidisco?Se è così dimmelo!Da quando ti ho incontrato non hai fatto altro che comportarti in maniera sgarbata con me!>>

Sgarbato lui?!Ma se le aveva anche salvato la vita!

<<Non è questo il modo di comportarsi!Se dobbiamo proseguire insieme allora voglio che tu ti faccia capire!Sembra quasi che tu non voglia farti conoscere!Mi guardi dall'alto in basso manco fossi lo schifo della società!No,non guardarmi così!Sai benissimo che è vero!Lo fai spesso,cos'è,credi che non me ne accorga?!>>

Unicorn si morse il labbro inferiore. Avrebbe tanto voluto spararle in faccia quello che pensava,in modo tale da chiarire le cose una volta per tutte.

Questa situazione lo stava facendo impazzire. Che cavolo voleva da lui?!Era un'umana con la pretesa di conoscere tutto della sua vita,neanche fosse chissà chi!

Il rumore della pioggia,il suo cuore che batteva troppo forte e i troppi pensieri affollatisi di colpo nella sua mente lo stavano facendo diventare matto.

Perché diamine aveva ucciso un unicorno?Per vincere uno stupido torneo. Idiota!Era un idiota e basta!Quella situazione se l'era cercata lui e adesso non doveva lamentarsi!Forse avrebbe vissuto per sempre da umano,per il resto della sua esistenza. Sì,tanto non sarebbe mancato a nessuno. Gli altri sarebbero stati ben felici di non sentirlo più nominare. Quell'unicorno arrogante e viziato che non aveva neanche un amico e voleva essere il primo in tutto. Nessuno gli voleva anche solo un po' di bene. NESSUNO. Un momento!Bene?Che significavano questi pensieri idioti?!Stava nuovamente cominciando a pensare da umano!Il ragazzo digrignò i denti e colpì ripetutamente la corteccia dell'albero con la mano.

Reina lo bloccò da dietro,:

<<CHE STAI FACENDO?Fermati!Non lo vedi che ti stai facendo male?!Smettila!>>

Il ragazzo non accennava a fermarsi,allora la giovane lo abbracciò più forte che poteva,con le lacrime agli occhi:

<<TI supplico,SMETTILA!Ti chiedo scusa!SCUSAMI!Qualsiasi cosa io ti abbia fatto!Non voglio che tu ti faccia del male!>>

Non voleva?Ma come ... ora voleva fargli credere che teneva a lui?Sciocchezze!Uno non si può affezionare a una persona che ha appena conosciuto! Eppure perché lo fissava così?Perché lo aveva supplicato di fermarsi?Perché stava piangendo per lui?Come diamine faceva a comportarsi così dopo tutto quello che le aveva fatto?

Unicorn,si bloccò, lasciandosi abbracciare da Reina.

La sua bocca si storse in una smorfia e girandosi verso di lei,lasciò che lo abbracciasse.

<<Va tutto bene. Adesso va tutto bene.>>-sussurrò la ragazza accarezzandogli i capelli.

Sentiva gli occhi che gli bruciavano tantissimo e da essi uscivano delle gocce d'acqua che gli stava bagnando tutta la faccia. LACRIME.

Non capiva bene che stesse facendo,ma non gli importava. Sentiva soltanto il bisogno di sfogarsi,per tutto quello che gli era capitato nell'arco degli ultimi giorni. Con precisione non seppe quanto fosse andato avanti,anche perché dopo un po' si addormentò,lasciandosi cullare tra le braccia della ragazza.

Tutti i suoi pensieri e le sue preoccupazioni erano momentaneamente svanite.

Pianse ancora un po',poi chiuse lentamente gli occhi,beandosi della dolcezza di quell'abbraccio.

FINE CAPITOLO 3



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