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lavoro pubblicato venerdì 6 dicembre 2013
ultima lettura venerdì 10 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

...of darkness - Cap. VIII

di flama87. Letto 588 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Niente torna più come prima. Quando qualcosa si rompe, che sia un oggetto o un sentimento, è quasi impossibile che torni esattamente come prima. Magari può ripresentarsi, o dopo qualche tempo riaffiorare... ma non sarà mai più la stessa cosa"...

Ritrovare la strada non fu difficile.
Avanzando per qualche corridoio e, infine, oltre qualche porta segreta, fosti finalmente -di nuovo- nelle prigioni. Non era però lo stesso punto dove ti eri separato dal tuo compagno, sicuramente eri qualche piano più in basso: segno di quanto fosse grande quella gabbia di anime. Incupito e grave nel volto, procedevi quasi arrancando. L'umidità si gettava su di te come una bestia feroce, intanto che la sgradevole sensazione di freddo, senza pietà, tentasse di invadere la tua carne.
Fu allora che li notasti per la prima volta. Come piccole fiammelle, dietro le sbarre. Avevano fattezze umane, eppure emanavano una luce tenue dalle loro sagome.
I Puri, così li aveva chiamati sir John.
"Perché siete chiusi qui dentro?", chiedesti.
Uno di loro, timidamente, rispose: "Perché non c'è più posto per noi, in questo Regno".
"Qual è la vostra colpa?"
"Esistere".
Di nuovo, vivere era un motivo sufficiente per essere accusati di qualcosa?
"E chi vi ha accusato di questa colpa?"
"Il Sovrano".
Di lato a quello che parlava, ce n'era un altro che stava rannicchiato a terra. Sofferente.
"Cosa è successo al tuo amico?"
"Lui... lui sta semplicemente diventando Impuro".
"Perché solo lui?"
"Perché quando sarà diventato Impuro, non dovrà fare altro che toccarci per rendere Impuri anche noi".
Un sorriso malevolo capeggiò sul tuo volto, ti venne a mente la frase di una canzone: "tutto ciò che luccica, prima o poi arrugginisce". Così era anche per quel popolo splendente, destinato a mutare per il capriccio di un regnante.
"E non esiste modo per farvi tornare come eravate?"
L'altro esitò. "Niente torna più come prima. Quando qualcosa si rompe, che sia un oggetto o un sentimento, è quasi impossibile che torni esattamente come prima. Magari può ripresentarsi, o dopo qualche tempo riaffiorare... ma non sarà mai più la stessa cosa".
Che stupido che eri stato a pensarlo, vero? Pensare che bastasse fermare il Re per riportare il tuo regno com'era un tempo. Quella verità, che ti era sempre stata davanti ma che non vedevi, ora ch'eri costretto a sentirla, ti bruciava come una ferita infetta.
Il tuo regno non sarebbe più stato lo stesso. Mai più.
"Ciò però non vuol dire che tutto è perduto", fece l'altro e solo quando si avvicinò alle sbarre ti parve di riconoscere un volto femminile. "Anche se nulla tornerà come prima, non vuol dire che non possa esserci più niente di bello nella nostra vita."
Le sue mani carezzarono il tuo viso.
"Non hai paura?", rispondesti tu, insicuro.
"Molta. Ciò nonostante, la paura non mi porterà da nessuna parte. La mia speranza, invece, è che qualunque cosa di me sopravviva, possa portare felicità nel cuore di chi mi ha amata".
Una sensazione di tepore si trasmise dentro di te. Bastò davvero poco, per un attimo l'oscurità che avanzava dal tuo cuore si diradò.
"Io... io non sono nemmeno sicuro se ci sia ancora qualcuno che possa avere gioia nel ricordarmi".
Improvvisamente, lei fece un passo indietro. Le sue mani, prima luminose, scurirono per breve tempo. Di nuovo, uno sfregio di sorriso deturpò le tue labbra.
"Vedi? Tutto ciò che tocco, inaridisce. Tutto ciò che amo, sfiorisce. Sono un mostro: è questa la mia maledizione".
"No, tu non sei un mostro".
Sorpreso, ti voltasti di scatto verso la nuova voce.
Sir John, ferito ma salvo, si avvicinava a te con aria sicura.
"Tutti commettono degli sbagli e non ha senso lasciarsi andare. Non devi lasciarti andare!"
Con un velo di tristezza a coprirti il cuore, lo guardasti. "E' colpa mia se tu sei un Impuro".
"Si, è vero. E' colpa tua", ammise lui.
"E' colpa mia se anche loro diventeranno Impuri", facesti guardando di sfregio coloro che stavano nella cella. "Sono io il responsabile della caduta di questo regno!"
Lui ti si fece più vicino. Chiuse la mano a pugno e la batté sul tuo cuore, in un gesto simbolico. "Si può essere colpevoli di tante cose ma fuggire non è mai una scusa accettabile. Anche ammettere i propri torti non laverà via i tuoi sensi di colpa, bensì agire e fare il possibile per salvare quel poco che è rimasto: questo ti aiuterà a sopportare il peso di ciò che hai fatto". Abbassasti il capo, quasi a non voler più ascoltare...
"Ma soprattutto", continuò lui dandoti una scrollata, "per perdonare te stesso!"
Alzasti lo sguardo. In qualche modo, il discorso del tuo amico ti ricordò quello che ti aveva detto la bambina, prima di farti tornare nel tuo regno. Non aver paura e, qualsiasi cosa accada, credi in te stesso.
Che non fosse possibile spazzare via lo sporco dall'anima con una passata di spugna, questo lo sapevi. Però, sapere di poterti redimere in qualche modo, in qualsiasi modo, aumentò la speranza che niente era ancora perduto. C'è la potevi fare. Anzi, dovevi farcela! Se non per te, almeno per chi stava soffrendo a causa tua!
"Sir John!" facesti, imperioso.
Lui fu subito in ginocchio. "Comandi, mio Signore".
"Libera questi prigionieri e andiamo a prendere Excalibur".
Così il Cavaliere, senza farselo ripetere, brandì la sua spada e colpì la serratura della cella. Il rumore metallico risuonò come una fanfara, per coloro che temevano di non rivedere più la libertà. Quindi, aperto il passaggio i Puri ivi rinchiusi uscirono -ad eccezione del loro compagno che, ormai a terra, stava oscurandosi sempre di più. Fu così che entrasti nella cella e, una volta vicino a lui, ti accovacciasti. I suoi occhi ti fissarono intensamente, tradendo un dolore atroce. Era così che ci si sentiva, quando si sprofondava nel buio? Poggiasti le mani sulla sua fronte, come a rassicurarlo.
"Riposa in pace".
Lui sorrise e sparì, come bolle di sapone dai mille colori.
Ti chiedesti se tutto questo avrebbe mai avuto fine...
No, ti dicesti, dovrà finire e dovrà finire presto!


Commenti

pubblicato il 06/12/2013 23.15.12
flama87, ha scritto: https://www.facebook.com/flama87

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