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lavoro pubblicato venerdì 6 dicembre 2013
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un giudice d'amico

di SanaPigrizia. Letto 536 volte. Dallo scaffale Amicizia

-"Con te è sempre così, moralista del ca..., sei insopportabile. Mai che uno può dire o fare una cavolata."--"Smettila lo sai che ho ragione. Se non fosse per me ti cacceresti sempre nei guai. Non si ruba e non si de...

-"Con te è sempre così, moralista del ca..., sei insopportabile. Mai che uno può dire o fare una cavolata."-
-"Smettila lo sai che ho ragione. Se non fosse per me ti cacceresti sempre nei guai. Non si ruba e non si deve rubare, come avrei potuto esserti complice non dicendo quello che avevi fatto. Te lo potevo prestare io l'euro, bastava chiedere"-
-"Che persona strana" pensava " credeva davvero, conoscendomi, che sarei stato zitto dopo una tale evidenza di reato. La legge si deve pur rispettare sennò dove finirebbe il nostro mondo. Di sicuro sarebbe un posto orribile senza regole predefinite e scritte. "-

S'incammino verso il porto. Gli piaceva cercare di scrutare l'orizzonte, il vento tra i capelli. Probabilmente, ma questa è solo una mia personale idea di narratore, cercava di giudicare anche le persone al di là dell'oceano. -"Guarda quell'italiano, che scarrafone. Quel portoghese, cosa sta facendo con quella donna. Ma dai quel francese si è rubato una bagette. Sono fissati per quel pane."- Finito di giudicare spintosi anche oltre gli Urali, si disse che era ora. "Finalmente non ce la facevo più ad aspettare." Erano le cinque orario in cui si ritrovava con i suoi amici in un bar. Amici, in verità erano tutte donne. No, non applaudite, non pensate sia un conquistadores o un donnaiolo. Erano tutte oltre i sessant'anni. Passava ogni giorno almeno due ore a fare la comare. Si trovava a suo agio in quel gruppo di amiche. Un tè, una sedia e una risata cattiva con la quale giudicavano tutti e tutto. Non avevano bisogno di altro per passare favolosi e appassionanti pomeriggi. "Uuh, l'hai visto il nuovo ragazzo della Rosy. Quello è un infedele di natura, vedessi come la fa cornuta. Lei gli è così sottomessa, povera. Se l'è meritato comunque ha trattato così male il mio bel nipote. Gli sta proprio bene."-

"-Io oggi ero a fare commissioni con la Chris e ha cercato di rubarsi un anello, una cosa vergognosa. Io non potevo fare altro che dirlo al commesso."--"Ma sei scemo, alla mia dolce nipotina hai fatto questo! Lo racconti anche essendone fiero. Per un anello? Chi da giovane non ha fatto una sciocchezza? Se riesco a prenderti ti do una bastonata nel capo". Con una scatto sovraumano per la sua età, aveva settant'anni , si alzò dalla sedia con fare minaccioso." Vattene prima che ti prenda col mio bastone"-
"Certo che me ne vado stupida vecchia, tale nonna tale nipote tanto." "Vadano a quel paese, prima fanno tanto le moraliste e poi vai a toccargli la figliola, il loro bel fiorellino e subito si arrabbiano. Aprano gli occhi quelle povere zitelle. Senza di me tanto saranno perse. Mi verranno certamente a cercare presto, a chiedermi di tornare a uscire con loro il pomeriggio. Io trionfante gli dirò di no. Ormai anche voi siete state giudicate male, da me. Quindi siete donne cattive. Non posso uscire con chi ha tanto errato di giudizio. Vi stimavo e vi trovavo sagge, ma mi ero sbagliato. Sono anche io un uomo e posso quindi commettere errori. Ma lei mi ha ferito e voi non avete fatto nulla per difendermi."


A scuola la situazione era peggio di quanto aveva previsto. Nessuno gli rivolgeva più la parola. Cosa aveva fatto poi, lo sapevano che aveva agito nel giusto come al suo solito, non se la potevano prendere con lui. Avevano sbagliato. Gli mancavano però le chiacchierate con i compagni, che ora lo guardavano male appena si avvicinava. Si divertiva a spettegolare su professori e studenti dopo le lezioni o negli intervalli. " Ma se imbrogliano che cosa dovevo farci. Era mio obbligo morale. Perché nessuno mi capisce, io sono un bravo ragazzo. Non posso mentire devo dire la verità, sono stato educato così. Non ci si può suggerire durante il compito! Per questo era mi obbligo dirlo all'insegnante. Andrò a parlarne con la preside. Non è giusto che mi escludano solo perché sono stato onesto."



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