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lavoro pubblicato mercoledì 4 dicembre 2013
ultima lettura mercoledì 4 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Unicorn,capitolo 2

di Angelblue95. Letto 502 volte. Dallo scaffale Fantasia

                                           ...

UNICORN

CAPITOLO 2

<<Sveglia!Sveglia!Mi senti?Dai,hai dormito a sufficienza!>>

Unicorn sentiva la voce di Arius e cercò di aprire gli occhi,ma il sole lo accecò e fu costretto a ripararsi dalla luce mettendosi un braccio sul viso.

Il ragazzo provò di alzarsi,ma si sentiva molto più pesante di quanto fosse in realtà. Dopo vari tentativi,riuscì finalmente a mettersi seduto,e quando aprì gli occhi si ritrovò davanti Arius,che lo stava fissando già da un po' con un'aria di puro divertimento stampata sulla faccia:

<<Buongiorno!>>

Unicorn aggrottò le sopracciglia sottili,guardandosi intorno frastornato:era stato solo un brutto sogno?

Improvvisamente,si portò allarmato le mani sulla fronte;il corno non c'era più. Il ragazzo aprì la bocca,indignato.

<<Lo so,è shockante! >>-concordò il biondo.

"Ma che diamine mi hanno fatto?!"-pensò il neo- umano alzandosi di scatto e traballando per via delle vertigini che lo assalirono in quel momento.

<<Aspetta un momento!Dove vai?>>

Unicorn provò a correre verso una pozza d'acqua per specchiarsi,ma inciampò e cadde a terra.

I suoi primi passi da umano.

Si sentiva più pesante,più ingombrante ,più ... fragile.

Gli sembrava che quel corpo non fosse neanche il suo.

<<Ahahah!Ma che fai?>>-rise Arius raggiungendolo .

Unicorn mise su un broncio cocciuto e si mise a sedere. Il suo sguardo si posò sulle sue ginocchia sbucciate:gli era bastato inciampare per farsi male.

Il ragazzo fece una leggera pressione sul piccolo taglio che si era fatto sul ginocchio sinistro,e questo cominciò leggermente a sanguinare.

"Dannazione è rosso!Sono diventato uno schifoso umano a tutti gli effetti!"-pensò serrando la mascella.

No,questa cosa non gli piaceva per niente. Era troppo vulnerabile .

Arius dal canto suo continuava a ridere,con la sua voce melodiosa. Unicorn prese un sasso e glielo tirò dietro,infastidito,peccato solo che il biondo l'avesse schivato come se niente fosse:

<<Hey,non arrabbiarti!Stavo scherzando!>>

Il ragazzo si sporse in avanti per specchiarsi e nell'acqua,e vide un giovane che aveva un'espressione a metà tra lo scioccato e lo stupito;gli occhi un tempo argentati,adesso erano di un comune grigio ,e i capelli simili a tante fiamme viola pallido adesso erano di un rosso che Unicorn avrebbe definito piuttosto volgare.

Anche i lineamenti,seppur belli ,erano leggermente diversi rispetto a prima e la pelle chiara era cosparsa di leggere lentiggini che gli conferivano un'aria sbarazzina.

Ma quello che lo turbò profondamente,fu che lo sconosciuto riflesso nell'acqua aveva in fronte una brutta cicatrice rossa piuttosto evidente a forma di croce.

Il giovane si sfiorò il taglio con le dita,mentre il cuore gli batteva all'impazzata.

Il suo bellissimo viso SFREGIATO.

Improvvisamente si sentì come se avesse qualcosa in gola e cominciarono stranamente a bruciargli gli occhi. Non gli era mai successo.

<<Suvvia,non è poi così terribile!>>-disse Arius inarcando le sopracciglia chiare.

Unicorn ebbe uno scatto fulmineo verso di lui:non era così terribile?!Era una catastrofe!Adesso tutti i suoi simili lo avrebbero guardato con aria di scherno,umani compresi!

<<Che noioso,non guardarmi così!>>-sbuffò il biondo.

Unicorn si alzò tremante di rabbia,il che era assai raro;evidentemente gli umani non erano molto bravi a controllare le emozioni;poi avanzò verso l'unicorno,rivolgendogli lo sguardo più truce che potesse fare.

Arius rimase immobile,fissando con occhi sgranati quello che adesso era un umano.

Il suo sguardo si posò involontariamente sulla vistosa cicatrice che il rosso aveva sulla fronte;Unicorn a quel punto esplose e prese fiato per dirgliene quattro,ma con sua gran sorpresa dalla sua bocca non uscì alcun suono.

Il ragazzo non si perse d'animo, e cercò di bisbigliare qualcosa. Poi provò ad alzare il tono della voce,finché non si ritrovò a urlare senza successo.

Arius rise dei suoi vani tentativi:

<<E' tutto inutile. Sei muto!La Regina Titania ha fatto proprio un ottimo lavoro devo dire!>>

Unicorn lo guardò malissimo e con sua grande soddisfazione Arius arretrò. Se non altro,era ancora capace di incutere timore con le sue occhiatacce.

<<Adesso devo andare.>>

Il neo- umano si voltò di scatto a guardare Arius:non poteva lasciarlo lì in quelle condizioni!

<<Senti,il fatto è ... che sei un umano adesso!Non posso più farmi vedere in giro con te!E poi quello che hai fatto è ... insomma,non mi va di farmi intaccare la reputazione !>>

Unicorn sentì nuovamente quella strana sensazione alla gola e un lieve dolore al petto. Non se lo sarebbe mai aspettato,non da quello che aveva sempre creduto essere suo amico,almeno.

<<Suvvia,tu avresti fatto lo stesso no?Adesso devo proprio andare. Ci vediamo!>>-e così detto Arius si tramutò in unicorno e galoppò via,scomparendo nel bosco.

Unicorn rimase lì impalato,senza sapere bene cosa fare. Il suo ex migliore amico l'aveva abbandonato. Era solo. Non avrebbe più potuto tornare con i suoi simili. Era terribile,se non peggio. Ma nonostante tutto decise di non perdersi d'animo e così cominciò a girovagare per il bosco. Stava cominciando ad abituarsi alla "camminata umana",nonostante si sentisse ancora piuttosto pesante. Anche la sua vista era cambiata ,infatti aveva come l'impressione che si fosse leggermente indebolita rispetto a prima. Si sentiva una nullità. Continuò a vagare senza meta,cercando di non perdersi d'animo,ma dopo un po' si sentì stanco e così fu costretto a fare una breve sosta. Il ragazzo si lasciò cadere a terra,maledicendo ancora una volta il suo nuovo corpo da umano,poi ripensò a tutto quello che gli era successo e a come avrebbe fatto a sopravvivere. All'improvviso ebbe una vertigine,forse dovuta alla stanchezza e al troppo stress. Ci avrebbe pensato domani,a mente fresca; così,deciso a riposarsi,si appoggiò al tronco di un albero e chiuse gli occhi esausto.

(...)

FRUSH.

Un rumore di foglie.

C'era qualcuno lì?

Unicorn aprì di scatto gli occhi:il suo udito era ancora uguale a prima,il che gli permise di sentire dei passi. Sì,qualcuno stava venendo nella sua direzione!Il ragazzo rimase immobile come una statua,osservando i cespugli davanti a lui muoversi.

Rimase con gli occhi puntati su essi,mentre la sua mente elaborava qualcosa nel caso volessero fargli un agguato;avrebbe potuto reagire ...o forse era meglio fingere di essere morto?Proprio mentre si faceva queste domande,da un cespuglio,emerse una figura piuttosto minuta.

L'essere umano,lo fissò con gli occhi sgranati:

<<Oh mio dio!>>

Era un ragazzino. Unicorn tirò un sospiro di sollievo;

<<Che cosa ci fai qui nel bosco?Ti sei perso?>>-chiese il giovane avvicinandosi. Aveva i lineamenti piuttosto delicati per essere un maschio e portava dei vestiti di stoffa marrone decisamente larghi. Sarà stato alto all'incirca un metro e sessanta e portava i capelli neri disordinatissimi.

Unicorn gli lanciò un'occhiataccia.

<<... Beh?Non parli?>>-chiese lo sconosciuto con un mezzo sorriso.

Come faceva a farsi capire se non aveva più la voce?

Unicorn si alzò in piedi,deciso ad andarsene.

<<Hey!Ti costa tanto rispondere?!>>-gli urlò dietro l'altro.

A questo punto,non ce la fece più;il rosso tornò indietro e si diede qualche colpetto alla gola,facendo contemporaneamente no con la testa.

Il ragazzino,lo fissò a occhi sgranati:

<<Tu non ... non puoi parlare?>>

Unicorn gli rispose con un sorriso affettato.

<<Scusa io ... non lo sapevo ...>>-si scusò il giovane in evidente imbarazzo. I due rimasero a fissarsi per un istante,senza dire nulla;poi il ragazzino gli porse la mano in segno di saluto:

<<Comunque,io sono Ronnie. Spero che tu non te la sia presa troppo!>>-disse sorridendo.

Quel viso,aveva un non so che di familiare,e anche se non capiva bene cosa,il rosso era certo di averlo già visto da qualche parte.

<<Tu invece?Ce l'hai un nome?>>

Unicorn si guardò intorno,cercando di inventarsi un modo per farsi capire.

Decise di provare con il labiale.

<<Ti chiami Alborn?>>-chiese Ronnie buttandola lì.

Il ragazzo sospirò esasperato;Alborn tutto sommato si avvicinava al suo vero nome e poi era stufo di tentare di farsi capire,così fece sì con la testa.

<<Piacere di conoscerti Alborn!>>-esclamò il ragazzino

raggiante -<<Allora,cosa ci fai qui?Ti sei perso?Dov'è il tuo villaggio?>>

Unicorn gli rispose con un'occhiataccia. Non erano certamente affari suoi!Doveva crederlo proprio idiota se pensava che si sarebbe messo a sbandierare i fatti suoi ai quattro venti!A un umano,per lo più!

Ronnie lo osservò accucciarsi su una roccia;si stava rimettendo a dormire come se niente fosse!Lo ignorava totalmente!

Unicorn rimase immobile,aspettando che il tipo se ne andasse,ma quando riaprì gli occhi,se lo ritrovò ancora davanti che lo fissava perplesso.

Il rosso sbuffò infastidito e alzandosi in piedi,gli fece gesto di andarsene con la mano.

Il ragazzino lo guardò strano:

<<Vuoi che io me ne vada?>>

Il giovane rispose con lo stesso sorriso freddo di prima.

<<Mi dispiace,ma non posso! Sono distrutto!Anzi sai che ti dico?Credo proprio che passerò qui la notte!>>-disse Ronnie facendo spallucce e appoggiando a terra il mantello.

Unicorn gli rivolse un'occhiata assassina. Come si permetteva?!Lui era arrivato per primo e non ci pensava neanche a condividere lo stesso spazio con un essere umano invadente!

Senza aspettare un minuto di più,il ragazzo se ne andò,a passo spedito.

Se non voleva andarsene il piccoletto,se ne sarebbe andato lui!

Il rosso camminava veloce,guardandosi intorno. Il ragazzino gli corse dietro:

<<Hey!Hey!Non è il caso di offendersi così!>>

"Sì,sì. Parla!"-pensò.

Unicorn cominciò a correre. Lo avrebbe seminato!A un certo punto,giunse a un ruscello dall'acqua così limpida che si poteva vedere il riflesso della luna e i sassolini che si trovavano sott'acqua. Il ragazzo sentì improvvisamente la sua testa farsi leggera e avanzò rapito,ma tutt'un tratto avvertì un segnale d'allarme nella sua testa,qualcosa che gli diceva di non avvicinarsi.

<<Finalmente ti sei deciso a fermarti!>>-disse Ronnie con il fiatone.

Improvvisamente il ragazzino rimase incantato a fissare quello strano ruscello.

Unicorn lo vide provare ad avvicinarsi e gli fece cenno di rimanere lì,ma il giovane non gli diede retta e continuò ad avanzare.

Giunto a pochi passi dal ruscello,si chinò a specchiarsi . D'un tratto ,aveva voglia di toccare quell'acqua che pareva brillare sotto la luce della luna. Unicorn batté gli occhi confuso,poi improvvisamente si ricordò:quella era una trappola,un esca per attirare gli umani!I viaggiatori esausti,si fermavano lì per passare la notte,e quando cercavano di dissetarsi o semplicemente la loro pelle veniva a contatto con quell'acqua,venivano prosciugati dalla loro energia e rimanevano pietrificati.

Il giovane si maledisse per non essersene ricordato prima e corse da Ronnie;

non appena le dita di Ronnie sfiorarono l'acqua,lo sguardo del giovane si fece vitreo. Unicorn corse immediatamente da lui e lo spinse a terra,parandoglisi davanti. Il ragazzino guardò il rosso stranito,poi perse i sensi.

In quel preciso momento,la fata che abitava il ruscello,emerse dalle acque;i lunghi capelli le arrivavano fino alla vita e i suoi occhi azzurri,mandavano lampi sinistri. Era furiosa:

<<Chi è stato?!>>

Unicorn la guardò con la sua solita aria di sfida;la fata,lo fissò a sua volta e gli si avvicinò:

<<Tu mi hai guardato negli occhi o sbaglio?>>-chiese a pochi centimetri di distanza dal suo volto.

Il ragazzo sostenne il suo sguardo,per nulla intimorito.

<<Hai qualcosa di familiare,umano ...>>-bisbigliò la donna girandogli intorno. Finalmente,capì chi era. Non appena se ne accorse,sgranò gli occhi:

<<E' impossibile!Come ti sei ridotto così?>>

Il giovane fece una smorfia.

<<Oh ... non puoi parlare!povero il mio Unicorn!>>-disse la fata accarezzandogli il viso.

Era sempre stata innamorata di lui,ma a quanto pare il suo era sempre stato un amore non corrisposto:

<<Guarda che cosa ti hanno fatto!I tuoi capelli ... i tuoi occhi ... !Sì,se non altro gli occhi sono più o meno gli stessi,ma io ti trovo affascinante anche così!Tra gli umani,saresti senz'ombra di dubbio il più bello!>>-disse la fata sorridendogli dolcemente.

Adesso si era fatta più vicina:

<<Perché non vieni con me?Ho un buon rapporto con Titania ... potrei dirle qualche parolina e tu torneresti come una volta!>>.

A queste ultime parole,gli occhi del giovane si illuminarono.

<<Devi solo ...>>

Solo che?Ecco,lo sapeva che non c'era da fidarsi di lei!

<<Darmi un bacio e diventare mio per sempre ...>>-sussurrò la fata avvicinandosi pericolosamente.

Unicorn,voltò cocciutamente la testa dall'altra parte.

Non si sarebbe concesso a nessuno!Lui era superiore a tutti,anche da umano, e non si sarebbe certamente dato a una fata da quattro soldi!

La donna mise su un broncio e tentò nuovamente di baciarlo,ma lui la scostò bruscamente. La fata a questo punto,si arrabbiò:

<<Ah,è così,EH?!TU ... TU!LURIDO ... rinnegato!OSI respingere ME!Credevo che da umano avresti avuto un po' più di sale in zucca,ma a quanto pare mi sbagliavo!Sei rimasto il solito ARROGANTE e PRESUNTUOSO unicorno che ho conosciuto un secolo fa!Perché,anche adesso che sei ridotto in queste MISERE sembianze non ti getti tra le mie braccia?!STUPIDO!>>

Il ragazzo,fece un sorrisetto,facendo imbestialire definitivamente la fata:

<<Ah,ridi pure!Hai ancora il coraggio di fare lo STRAFOTTENTE!Beh,non la passerai liscia!Quel ragazzo doveva essere il mio nuovo pezzo da collezione,ma tu me l'hai portato via!Poco male,mi accontenterò di te!>>

La fata,lo colpì con un forte getto d'acqua,ma il ragazzo riuscì prontamente a schivarlo. I suoi riflessi erano solo un po' arrugginiti,ma era ancora agile e scattante come prima. La donna,urlò di rabbia e gelò delle gocce d'acqua,rendendole taglienti.

Nel mentre,Ronnie aprì gli occhi ancora mezzo stordito,e Unicorn l'afferrò per il braccio,cominciando a correre.

Nonostante i due fossero lontani,la fata prese ugualmente la mira,sicura che avrebbe centrato il bersaglio.

Ronnie era già molto avanti e correva abbastanza svelto,ma Unicorn sentiva che le sue gambe da umano si stavano affaticando troppo,così dovette rallentare un momento.

Il giovane una volta ripreso fiato,ricominciò a correre,finché non sentì qualcosa di affilato all'altezza del ginocchio destro;il ragazzo digrignò i denti per il dolore,ma nonostante tutto non si fermò.

Finalmente al sicuro,i due si lasciarono cadere a terra,esausti:

<<Hey ... ce la siamo vista brutta eh?Ah,a proposito,grazie!>>-disse Ronnie -<<Mi hai salvato la vita!>>

Il ragazzino si voltò verso il suo salvatore con un sorriso di gratitudine,ma il suo volto si fece subito serio.

Unicorn a poca distanza da lui,respirava affannosamente con le lacrime agli occhi;il suo ginocchio era ferito e il sangue scarlatto gocciolava lentamente sulla sua pelle chiara,macchiandola di un volgare rossastro.

<<Fammi vedere!>>-disse il ragazzino avvicinandosi. Di tutta risposta il suo salvatore arretrò e lo guardò minacciosamente.

Non si fidava degli umani!Sapeva di cosa erano capaci. Inoltre gli unicorni erano una delle loro prede più ambite per via del loro corno,che aveva poteri magici.

<<Dai,sei ferito!Devi essere curato!>>-sbuffò Ronnie.

Unicorn lo guardò di traverso:cos'era tutto questo interessamento gratuito?Neanche si conoscevano!

<<Per favore!Devo medicarti la ferita!E' il mio modo di sdebitarmi!>>

Aah. Adesso era tutto chiaro. Voleva solo avere la coscienza pulita!Mai si sarebbe fatto curare da un umano!Piuttosto sarebbe morto dissanguato!

Il ragazzo mise su la sua solita espressione cocciuta e chiuse forte gli occhi,sentendo qualcosa di bagnato colargli sulle guance. Si sentiva scoperto. VULNERABILE.

Già,vulnerabile. Quella parola gli rimbombava nella testa e gli faceva più male di qualunque altra cosa.

Ronnie approfittò di quel momento,per tirare fuori dalla sua sacca un unguento e delle bende. Non appena il liquido venne a contatto con la ferita,Unicorn sobbalzò e cominciò a divincolarsi come un pazzo.

<<Stai calmo,ho quasi finito!>>-lo rassicurò il ragazzino.

Il giovane dal canto suo,non gli rese facile il compito. Quando però stette per terminare,Unicorn si tranquillizzò,e cominciò a guardare sottecchi l'umano.

C'era qualcosa in lui,che non lo convinceva. Li conosceva quei lineamenti. I grandi occhi marroni ,esaminavano attentamente la lunghezza della benda.

I capelli corvini erano disordinati ;i lineamenti del viso non gli erano nuovi,persino il suo modo di fare gli sembrava familiare.

<<Fatto!>>-disse soddisfatto Ronnie.

Unicorn,che lo aveva fissato tutto il tempo,si era convinto sempre di più che il ragazzino non fosse quello che diceva di essere.

Ronnie,si accorse che lo stava fissando. L'altro,attese qualche minuto,poi fece con la testa un cenno di ringraziamento.

<<Prego,figurati!Sei stato fortunato Alborn!E' solo una cosa superficiale!>>-disse sorridendogli.

Unicorn si guardò la fasciatura.

<<Bene!Allora ... riposa pure tranquillo!Io non ti darò disturbo,dormirò più in là!>>

E così detto si allontanò,lasciandolo da solo. Una cosa era certa:quell'incontro non gli avrebbe cambiato poco la vita.

FINE CAPITOLO 2



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