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lavoro pubblicato martedì 3 dicembre 2013
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

UNICORN,capitolo1

di Angelblue95. Letto 602 volte. Dallo scaffale Fantasia

UNICORNCapitolo 1<<Coraggio,tocca a te. >>-disse un uomo che stava insegnando alla figlia com...

UNICORN

Capitolo 1

<<Coraggio,tocca a te. >>-disse un uomo che stava insegnando alla figlia come usare l'arco.

Arius e Unicorn,guardavano la scena con aria disinteressata e annoiata allo stesso tempo:

<<Non capisco come mai questi ESSERI perdano il loro tempo qui!E' la nostra foresta,non la loro!>>-disse il primo scuotendo la testa in segno di disapprovazione, e a ogni movimento,le lunghe ciocche dorate gli ricadevano sugli occhi .

Intanto in lontananza l'uomo rise,incoraggiando la bambina a riprovare.

Unicorn si stiracchiò:

<<Sì,è la nostra foresta!Ma questi stupidi umani hanno il diritto di starci.>>

<<Creature inutili!>> -mormorò Arius tra sé e sé -<<Se non altro sono un ottimo passatempo,no?>>-chiese rivolto all'altro.

Il ragazzo dai capelli di uno strano viola pallido si alzò elegantemente:

<<Non me ne importa niente di questi insulsi esseri. Ho di meglio a cui pensare.>>

<<A cosa precisamente?Alla gara?>>-

<<Esatto. Ma non mi preoccupo:vincerò io.>>

<<Quest'anno ci saranno avversari al tuo livello,ho sentito.>>-disse il biondo alzandosi anche lui in piedi .

A queste parole,Unicorn mise su una faccia arrogante,socchiudendo gli occhi argentati:

<<AL MIO LIVELLO?!Cosa stai cercando di dirmi?Credi che mi lascerò battere dal primo idiota che si presenta?>>

<<Non mettermi in bocca cose che non ho detto!>>-rispose semplicemente Arius con un mezzo sorriso.

Intanto,la bambina aveva scoccato una freccia,facendola conficcare nel terreno,a pochi metri di distanza da lei.

<<Nessuno è imbattibile,amico. Tutti prima o poi trovano qualcuno che è migliore di lui ... e lo stesso discorso vale anche per te!>>

Unicorn guardò per qualche secondo l'amico con aria incredula,come se non avesse sentito bene. Poi battè le ciglia,e scoppiò in una risata arrogante:

<<Qualcuno migliore di me?Non sai quanto mi fai ridere quando te ne esci con delle assurdità del genere!>>

Il biondo inarcò le sopracciglia:

<<Le mie non sono assurdità. Quest'anno potresti benissimo trovare qualcuno in grado di stracciarti!>>

<<Come no!Intanto,>> - disse Unicorn avviandosi verso il bosco -<<io vado a fare un po' di allenamento!>>

<<Come vuoi,io invece torno alla mia forma normale.>>-disse Arius alzandosi in piedi e chiudendo gli occhi per concentrarsi meglio.

Una luce dorata lo avvolse completamente,fino a che non ebbe riacquistato la sua forma normale;alcuni esseri del Piccolo Popolo erano capaci di trasformarsi in umani,ma non dovevano farsi scoprire per nessuna ragione al mondo. Inoltre,in base alla loro razza d'appartenenza,quando acquisivano sembianze umane i loro tratti risultavano diversi da quelli della gente comune,e gli rimaneva una caratteristica di quello che erano in realtà,nel caso degli unicorni l'alicorno,e degli elfi le orecchie.

Arius scosse la criniera dorata,dopodichè nitrì e scomparve galoppando verso il bosco.

Unicorn,si inginocchiò sull'erba bagnata di rugiada.

Vicino a lui c'era una pozza d'acqua così limpida da potersi specchiare e

il giovane ammirò distrattamente il proprio riflesso.;doveva essere senza dubbio la creatura più bella che qualunque essere avesse mai visto. Si passò una mano tra i capelli ribelli,simili a tante fiamme violette,poi prese una freccia dalla faretra e la posizionò bene sull' arco.

Infine prese la mira e scoccò.

Aveva fatto centro.

Prese altre due frecce,e le scoccò contemporaneamente,colpendo nuovamente il bersaglio.

<<Qualcuno in grado di stracciarmi!Come no!>>-sorrise il giovane soddisfatto del suo risultato. Era certo di essere il migliore e nessuno gli avrebbe mai fatto cambiare idea. Tese bene la corda dell'arco,pronto a scoccare nuovamente,quando la sua attenzione fu attirata da un flebile rumore alle sue spalle.

Il ragazzo si voltò e con uno scatto fulmineo puntò la freccia verso il cespuglio:

<<Esci fuori.>>

Gli unici suoni udibili erano il fruscio delle foglie e il cinguettio degli uccelli. Unicorn rimase in quella posa,immobile. Sapeva che c'era qualcuno nascosto;lo aveva sentito.

Aspettò una manciata di secondi,poi tese ancora di più la corda dell'arco,pronto a scoccare. Improvvisamente,dal cespuglio sbucò fuori la bambina che aveva visto poco prima con il padre.

La piccola lo fissava con i grandi occhi marroni e con un aria di puro terrore stampata sul volto.

Il ragazzo abbassò la freccia:

<<Non ti hanno insegnato che è da maleducati spiare le persone?>>

La piccola continuò a fissarlo incantata. Poi abbassò gli occhi,con aria colpevole:

<<Mi dispiace,è che ...>>

Unicorn la fulminò con lo sguardo.

<<Mi sa che mi sono persa ... il mio papà è sparito all'improvviso e mi sono messa a cercarlo ...>>

<<No,non è vero. Tu mi stavi spiando e basta!>>-la troncò subito lui.

La bambina serrò le labbra,mentre gli occhi le si facevano lucidi:

<<E' la verità invece!Ero qui nel bosco con mio papà,quando all'improvviso si è allontanato ... mi ha detto di rimanere dov'ero,poi però ho sentito delle urla e un signore con un'armatura...>>

<<Bene,allora ti dico una cosa.>> -la interruppe il ragazzo con aria

gelida- <<molto probabilmente quell'uomo era un soldato e se le cose sono andate come credo,è meglio che te ne torni a casa. >>

La piccola rimase immobile come una statua.

Unicorn invece aveva raccolto arco e frecce e se ne stava andando tutto infastidito come se niente fosse per essere stato interrotto proprio nel bel mezzo del suo allenamento.

La bambina abbassò la testa e due lacrimoni le scesero giù dalle guance.

Il ragazzo si bloccò,udendola singhiozzare.

"Non me ne importa niente!Può piangere quanto vuole!" pensò arrabbiato.

Poi però visto che detestava sentirsi in colpa,sbuffò e tornò indietro.

La piccola lo fissò sorpresa. Unicorn s'incamminò verso il bosco:

<<E va bene,ti riporto da lui!Però devi starmi alla larga!E non provare a toccarmi!>>-disse con tono schizzinoso.

La bambina fece sì con la testa e lo seguì,ubbidiente. Ogni tanto,durante il percorso,non poteva fare a meno di osservare quel ragazzo e il suo strano abbigliamento.

Non aveva mai visto dei vestiti del genere:i tessuti erano particolari e i ricami brillavano alla luce del sole. Inoltre,il viso era diverso da tutti quelli che aveva visto finora ;la pelle non aveva la minima imperfezione,tre minuscoli diamanti erano posizionati proprio al di sotto degli occhi argentati di Unicorn,e il corno che aveva in mezzo alla fronte spuntava sulla fronte libera dai capelli ribelli.

Il giovane fece finta di niente,limitandosi a ignorarla,sebbene fosse parecchio infastidito da quelle occhiate.

A un certo punto però,si bloccò. La bimba si accorse subito che c'era qualcosa che non andava:

<<Che succede?>>

<<Non muoverti. >>

Unicorn avanzò deciso;giunse in quella parte del bosco dove i rami degli alberi e le foglie facevano da barriera a coloro che volessero oltrepassarla. Spostò i rami con le mani e si sporse un po' per guardare meglio:"Come pensavo. Lo hanno ucciso. "-pensò il ragazzo.

Fece un passo indietro,ma urtò qualcosa. La bambina gli puntò addosso gli occhioni enormi e lucenti:

<<Scusa ...>>

<<Ti avevo detto che non dovevi muoverti da lì!>>-la sgridò il giovane.

<<Che cosa c'è là dietro?Che cosa hai visto?>>

<<Tuo padre. >>-rispose semplicemente lui.

<<Davvero?Posso andare da lui adesso?>>-chiese sorridendo.

<<No. >>-rispose il giovane con un tono di voce gelido.

<<E perché?>>

<<Perché è morto. >>

La piccola smise di respirare. Unicorn continuava guardare attraverso i rami,imperturbabile.

<<Non è vero!>>- urlò la bambina in lacrime - <<E' una bugia!>>

Il ragazzo le rivolse un'occhiata delle sue:

<<Stai zitta per favore,sto cercando di aiutarti.>>-borbottò avvicinandosi al corpo dell'uomo che giaceva ai suoi piedi.

La bambina continuò a piangere ,mentre Unicorn si inginocchio a terra. Esaminò bene la ferita:gli avevano tagliato la gola. Un solo colpo,neanche poi così ben inferto. Sì,poteva farcela.

<<Ascoltami bene,adesso io guarisco tuo padre. Tu però devi girarti dall'altra parte.>>-disse il ragazzo tranquillamente.

<<Non puoi guarirlo!E' morto!>>

<<Posso eccome!>>ribatté Unicorn indignato.

La bambina gli rivolse un'occhiataccia:

<<Perché dovrei girarmi?>>

<<Perché non mi piace essere guardato mentre guarisco qualcuno. E ora muoviti e fai come ti dico,prima che cambi idea!>> -tagliò corto lui.

La piccola titubante si girò di spalle come gli era stato detto,anche se moriva dalla curiosità di vedere che cosa stesse facendo.

<<Zahar.>>-pronunciò la voce del ragazzo.

No,la piccola non ce la faceva a non guardare,così,sbirciò con la coda dell'occhio.

Unicorn era avvolto da una strana e bellissima luce viola,che mandava scintille di tonalità più chiare. Adesso,il corno che aveva in mezzo alla fronte brillava così forte che per un momento pensò che sarebbe rimasta accecata.

Chiuse gli occhi a causa della troppa luce e quando li riaprì,si ritrovò nello stesso spiazzo di prima,dove il papà le stava insegnando a usare arco e frecce.

Battè più volte le palpebre,frastornata.

<<Reina!Reina!Allora,mi stai ascoltando?>>

La bambina si voltò e si ritrovò davanti il padre,che la fissava con aria interrogativa:

<<Che c'è?Cos'hai visto?>>

Non era possibile ... si era immaginata tutto?

Corse a guardare dietro ai cespugli ma con sua grande delusione non trovò nessuno:

<<Papà!Il ragazzo!>>

<<Quale ragazzo?>>-chiese l'uomo sgranando gli occhi.

<<Quello che era qui!Lui ... era proprio lì,davvero!>>

<<Credo che tu ti sia immaginata tutto,piccola. Qui non c'è davvero nessuno!E poi quando l'avresti visto a questo ragazzo ?Siamo stati qui tutto il tempo e io non ho visto nessuno!>>

La bambina si guardò intorno confusa. Il padre rise,prendendola per mano:

<<Andiamo a casa!>>

Mentre camminavano, ogni tanto Reina si girava a guardare indietro,peccato che di quel ragazzo non ci fosse neanche l'ombra.

Da dietro un albero,Unicorn fissava i due umani allontanarsi,poi si voltò e galoppò via.

11 ANNI DOPO

Era la gara che si teneva ogni solstizio d'estate,la gara in cui gli esseri del Piccolo Popolo mostravano la loro bravura.

Tutti urlavano entusiasti,incitando la fazione preferita.

Il ragazzo dai capelli dorati posò la spada a terra,facendo un elegante inchino.

<<Bravo Arius!Nessuno sa combattere meglio di te con la spada!>>

Si complimentò l'Anziano,un vecchio dalla barba lunga e bianca che sedeva in tribuna.

<<Grazie,mi lusingate.>>

<<Piuttosto,la gara di tiro con l'arco sta per iniziare e non vedo ancora Unicorn!Dov'è andato a cacciarsi?>>

<<Avrà avuto paura e non sarà venuto!>>-rispose una voce alle loro spalle.

Un ragazzo vestito di nero si avvicinò con un mezzo sorriso sulla faccia.

<<Pegasus,non dovresti parlare male degli assenti!>>

Il giovane socchiuse gli occhi,fissando l'uomo da sotto le ciocche di capelli neri e ribelli che gli ricadevano sul viso:

<<Perché,lo sto facendo?Stavo soltanto esprimendo il mio pensiero!>>

<<Naaa,Unicorn è troppo orgoglioso per non presentarsi!E poi ha vinto anche gli anni precedenti!>>-rise Arius.

<<Chi lo sa,magari quest'anno gli va male!>>-disse Pegasus socchiudendo gli occhi blu notte.

<<Oppure potrebbe andare male a te!>>-rispose Unicorn,alle sue spalle.

Pegasus lo guardò male:

<<Spiacente,ho già vinto il titolo di "miglior velocista del Piccolo Popolo!"

<<Bella roba. A quanto pare dartela a gambe è l'unica cosa che ti riesce bene. Se ci fosse un premio per la vigliaccheria lo vinceresti di sicuro tu!>>

Il moro a quest'insulto iniziò a tremare di rabbia e da dietro la schiena gli spuntarono due grandi ali nere,che cominciarono a battere minacciosamente:

<<Allora è lo scontro che vuoi,eh?>>

Unicorn lo guardò con aria di sufficienza,poi si voltò verso gli altri,ignorandolo completamente.

Questo non piacque a Pegasus,che gli mise una mano sulla spalla,per strattonarlo. Non fece però in tempo a sfiorarlo che l'altro era già pronto a scoccargli una freccia dritta in fronte:

<<Non mi piace essere toccato. >>

Due Anziani si avvicinarono a passo svelto,pronti a dividerli:

<<Che sta succedendo qui?!Non vogliamo risse!Inoltre sapete che cosa dice la legge,no?>>

<<Io lo so benissimo!E' lui che se l'è presa subito e non ha esitato a puntarmi un'arma contro!>>-rispose brusco Pegasus.

<<Unicorno!Non lo sai che è vietato uccidere qualcuno della propria razza?>>

<<Non è della mia stessa razza!E' un alato!>>-rispose Unicorn gelido.

<<Fossi in voi,cercherei comunque di non fare mosse affrettate!E tu,unicorno,vai a prepararti!La gara sta per iniziare!>>-borbottò l'Anziano.

A queste parole,il ragazzo corse a recuperare la sua faretra.

Era pieno di esseri di ogni tipo:fate,folletti,gnomi,elfi,troll...

Unicorn si mise in posizione. Altri quattordici concorrenti,si misero perfettamente allineati,proprio come aveva fatto lui e finalmente un pixie diede il via al torneo.

Unicorn vinse con facilità i primi turni. Faceva sempre centro,come se gli venisse naturale. Amava sentire gli esseri fatati che facevano il tifo e urlavano a gran voce il suo nome.

Arrivò al tredicesimo turno. Un unicorno,all'incirca della sua stessa età,si mise in posizione,pronto a scoccare.

Aveva l'aria piuttosto seria e concentrata.

"Sì,scocca per primo!Tanto meglio di me,non potrai mai fare!" pensò Unicorn osservando la scena a braccia conserte.

SCOCK!

Con sua grande sorpresa,lo straniero aveva fatto centro. Il Piccolo Popolo applaudì,mentre il ragazzo spalancò gli occhi. Prese bruscamente il suo arco e si preparò a mirare;era chiaro che quel tipo avesse avuto solo fortuna!

SCOCK!

Unicorn fece anche lui centro,e si preparò all'ultimo turno.

Quell'unicorno aveva pareggiato con lui,e ora non restava che affrontare il quattordicesimo turno per scoprire chi sarebbe stato vincitore.

Per la prima volta in vita sua,Unicorn si sentiva in ansia;non voleva perdere,non poteva sopportarlo. Era lui il campione in carica. Non poteva lasciarsi soffiare così il titolo da uno straniero qualunque. L'osservò mirare. Avrebbe vinto chi avrebbe scoccato e fatto centro per primo. Si mise anche lui in posizione. Non riusciva a tenere fermo l'arco;l'agitazione gli faceva tremare le mani. Osservò il suo avversario:non poteva permettere che vincesse lui!Fulmineo,prese una freccia dalla faretra e la rese invisibile,dopodiché la scoccò.

Dopo un istante che parve interminabile lo sfidante cadde a terra,mentre sul torace gli compariva una grossa macchia di sangue dorato. Contemporaneamente,Unicorn scoccò un'altra freccia e fece centro:

<<Ho vinto!>>

I giudici corsero dal ferito:

<<Largo,fateci passare!>>

Quello con la barba color neve,fece una leggera pressione sulla ferita:

<<Com' è potuto succedere?Arius!Vieni qui!>>

Il giovane si avvicinò lentamente,osservando il cadavere:

<<Perde molto sangue.>>

<<Sì,lo vediamo!Non puoi fare niente?>>

Il ragazzo-unicorno scosse la testa,facendo oscillare i ciuffi dorati che gli ricadevano sugli occhi:

<<No. Ormai è morto.>>

Sul Piccolo Popolo calò il silenzio. Chi aveva potuto fare una cosa del genere?Pegasus si fece largo tra la folla:

<<Via,toglietevi dai piedi!>>

Il giovane mosse le mani alla cieca,vicino al petto del morto. Poi osservò bene la ferita:

<<C'è un foro.>>

Unicorn voltò la testa dall'altra parte.

<<Cosa intendi?>>-chiese Arius.

<<E' come se lo avesse trafitto qualcosa di appuntito ... io credo proprio che si tratti di una freccia!Una freccia invisibile anzi!>>

Gli anziani sobbalzarono:

<<Suvvia,ragazzo!Non ne vendono più da secoli ormai,di armi del genere!>>

<< E' vero ... ma se si è a conoscenza di alcune formule druide si può incantare un'arma e renderla invisibile,non è così?>>

Gli uomini ammutolirono. Pegasus,si alzò elegantemente e cominciò a camminare tra la gente:

<<Peccato soltanto che l'artefice di questo sia stato molto,ma molto STUPIDO,e ve ne dirò il motivo:primo,perché essendo in mezzo a noi può essere smascherato con facilità,e secondo,perché se la magia non è abbastanza potente l'arma torna visibile dopo pochi minuti.>>

Unicorn smise di respirare.

<<Quindi che consigli di fare?>>-chiese Arius .

<<Niente. Non dobbiamo fare altro che aspettare!Tra poco la freccia sarà visibile e riconoscendone il proprietario sarà possibile anche capire chi è stato!Dopotutto ogni partecipante ha una freccia diversa no?>>-rispose appoggiandosi al tronco di un albero.

Tutti quanti,si guardavano sospettosi. Unicorn chiuse gli occhi,sperando in un miracolo. Sapeva di non essere abbastanza potente.

Aveva fatto l'errore più grosso della sua vita.

Rimase così,per un attimo che gli parve eterno,poi Pegasus estrasse la freccia:

<<Bene bene!Una freccia d'argento con la punta d'oro!Unicorn?Ti dispiacerebbe venire qui un momento?>>-chiese con un sorrisetto compiaciuto.

Il ragazzo avanzò verso di lui,cercando di non far trasparire nessuna emozione.

<<Questa è la tua freccia?>>

Il ragazzo voltò la testa dall'altra parte,mordendosi il labbro inferiore.

<<RISPONDI.>>-gli ordinò il Grande Anziano con voce gelida.

<<... Sì. E' mia.>>

A queste parole si levò un forte brusio.

<<Lo hai ucciso tu,dunque!>>

Unicorn sospirò,poi alzò lentamente gli occhi verso l'Anziano:

<<Sì. Sono stato io.>>

Uno del Concilio,si alzò in piedi,agitando il bastone verso di lui:

<<DISONORE!Avrai la punizione che ti meriti!>>

In pochi secondi si alzarono voci indignate:

<<La tua arroganza ha passato il segno!>>

<<Non meriti di essere un unicorno!>>

<<Hai ucciso un tuo simile!>>

<<Via,non ti vogliamo!>>

<<Rinchiudetelo!>>

Improvvisamente,apparve una forte luce.

Tutti quanti s'inchinarono,eccetto Unicorn:

<<Sei stato accusato di aver ucciso un tuo simile. Pertanto,verrai punito in maniera esemplare.>>

La Regina Titania,gli apparve dinnanzi ,puntandogli lo scettro contro:

<<Per prima cosa,ordino che i tuoi poteri ti vengano tolti!>>

Il giovane sobbalzò:

<<Ma non è finita:sarai costretto a vivere da ciò che odi di più:da umano.>>

A queste parole Unicorn la fissò con odio:

<<No,mi rifiuto!Trasformatemi in uno scarafaggio e uccidetemi direttamente,lo preferisco!>>-sibilò indignato.

<<Tu,brutto impudente ...!>>-urlò Pegasus.

Titania lo fermò:

<<Non è necessario. Sappiamo tutti quanto sia arrogante Unicorn.>>

Il ragazzo mise su una smorfia:

<<Io non sono arrogante!Penso semplicemente di non meritarmi una punizione del genere!Insomma,ho ucciso qualcuno. E allora?!Io sono il migliore,lo sono sempre stato!Non tollero che mi venga portato via il titolo!E poi come credete di fare a togliermi i poteri,sentiamo!Lo sapete anche voi che è impossibile!>>-disse con un sorrisetto arrogante.

I presenti rabbrividirono di disgusto alle parole dell'unicorno e un Anziano lo guardò con aria severa:

<<E' vero. E' impossibile toglierteli del tutto,ma senza il tuo corno sarai umano a tutti gli effetti. Diciamo,per essere precisi,che i tuoi poteri rimarranno "bloccati"dentro di te. >>

<<Ahahaha!Un unicorno obbligato a vivere da umano?Cioè,voi volete farmi credere che non potrò più tornare normale?>>

<<No,non ho detto questo. >>-rispose la Regina Titania-<<si dà il caso,che tempo fa tu abbia guarito un uomo e la tua buona azione ti verrà riconosciuta. Infatti,io ti do la possibilità di poter tornare un unicorno a patto che tu affronti delle prove e dimostri d'aver imparato la lezione! >>

<<Non potete farmi questo!Io non me lo merito!Io non ci proverei se

fossi in ...>>

La fata,gli puntò lo scettro contro e dalla gola del ragazzo uscì una luce bellissima.

Titania rise divertita:

<<Credo che non ti farà male imparare a essere un po' più umile,anche perché senza voce ti verrà un po' più difficile rispondere con le tue battutine arroganti d'ora in poi!>>

Il ragazzo si portò le mani alla gola:non riusciva più a parlare.

Si mise le mani tra i capelli e cominciò a battere i pugni contro le tempie,furioso.

<<Adesso devo andare,voi intanto procedete!>>-ordinò la fata svanendo.

Un troll fece inginocchiare Unicorn a terra,dopodiché lo tenne fermo.

Il ragazzo si dimenò come un ossesso quando un elfo gli mise tutte e due le mani sulla fronte:

<<Hajdesh!>>

Il corno cominciò a splendere minacciosamente,ma fu tutto inutile. Unicorn chiuse gli occhi più forte che potè,cercando di apparire calmo e inespressivo come al solito. Poi avvertì un forte dolore alla fronte. Cercò di tenere gli occhi aperti,ma presto gli si appannò la vista e cadde su una roccia. Questo,fu l'ultima cosa che riuscì a ricordare.

FINE CAPITOLO 1



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