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lavoro pubblicato martedì 3 dicembre 2013
ultima lettura venerdì 12 luglio 2019

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NINA, LA FORMICHINA

di Elisa. Letto 637 volte. Dallo scaffale Gialli

Nina era una formichina molto laboriosa, la sua alacrità era nota in tutto il formicaio. Durante il suo turno di lavoro raccoglieva tutto il p...

Nina era una formichina molto laboriosa, la sua alacrità era nota in tutto il formicaio. Durante il suo turno di lavoro raccoglieva tutto il possibile per la comunità, dopo di che ritornava sui suoi passi per raccogliere ciò che aveva notato e che supponeva potesse servirle per uso personale, materiale che poi riponeva nella sua dispensa segreta.

Un giorno, con il suo gruppo di lavoro, era arrivata sino ad una discarica di materiali vari, perché lei e le compagne avevano anche l’incarico della manutenzione del formicaio. La capo gruppo le aveva ben istruite su cosa si poteva raccogliere, su cosa era utile, ma soprattutto su cosa era pericoloso, ma Nina non sempre ascoltava attentamente, era alacre ma distratta.

Alla discarica Nina aveva notato un bel materiale grigio argento , duttile, così malleabile che pensava di usarlo per creare degli arredi per la sua celletta. E Nina era tornata alla discarica a recuperare alcuni pezzetti di quel materiale ed in tre viaggi ne aveva a sufficienza per il comodino, la testiera del letto e un paio di cornici. Aveva riposto tutto con cura nella sua dispensa segreta, creata forando l’intercapedine del pavimento della stanza due piani sotto il salone principale. Nessuno era a conoscenza di quel segreto.

I temporali quel mese di agosto erano cominciati presto, ma non erano preoccupanti. Nina sapeva che il suo nascondiglio, creato nel sottosuolo, non aveva i requisiti di solidità ed impermeabilità richiesti dal formicaio, per cui fremeva non vedendo l’ora di svuotarlo: temeva che il suo bel metallo si rovinasse, magari ossidandosi. Sapeva che sino all’inizio dell’inverno i turni di lavoro sarebbero stati molto impegnativi, attendeva pazientemente e ogni giorno andava a controllare il suo tesoro.

Un giorno però, il temporale non fu più breve ed estivo, anzi, si tramutò in una vera tempesta con violenti scrosci di pioggia. L’acqua penetrò dappertutto, non aveva limiti ed arrivò sino alla dispensa di Nina. Nina era lì, stava ammirando il suo bel metallo grigio, e stava studiando come creare il suo mobilio, visto che con la pioggia non c’erano turni di lavoro. Ammirava il bel metallo grigio argento e cercava di ricordare cos’era, era certa che la capo gruppo ne avesse parlato. “ Allora riassumendo la lezione dei matalli: grigio? Argento? No, l’argento è più solido… Mercurio? No, il mercurio è liquido… Ma cos’è, allora?”
Cosa fosse, Nina lo scoprì appena l’acqua invase il nascondiglio: una tremenda esplosione distrusse il suo bel metallo e tutto il formicaio. Mentre tutto saltava in aria, Nina ricordò che la capo aveva detto: “ Non raccogliete mai il sodio metallico, è bello ed attira ma…….esplode a contatto con l’acqua!” Peccato che fosse troppo tardi…



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