ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 2 dicembre 2013
ultima lettura martedì 22 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IMPROVVISAMENTE DANTE

di Adriano7. Letto 801 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il pensiero è uno zingaro e non si ferma mai. Il pensiero è tramesso da un impulso speciale che lo fa viaggiare nel tempo, il mio è stato catturato da Dante.....


Improvvisamente, talmente
all'improvviso che neanche il battito di ciglio di Barbie è più
improvviso, dal sottosuolo uscì Dante Alighieri. Era una notte di
agosto, me ne stavo in giardino seduto sull'erba a pensare a che
cosa potesse assomigliare la mia vita l'indomani. E spuntò su
Dante, con il suo naso, con la sua corona, con la sua tunica da
Guelfo e con la sua strafatta aria da serio.

" Signor Alighieri, cosa ci fa
qui? "

" Udivo passar voci e suoni e
fruscii di menti e le catene fracassar i miei silenzi, indi mi son
fermato a contemplar codesto rumo, e qui, in tal momento,
l'imperversar di un'anima mi fece sbucar sgomento."

"Signor Dante, mi vuol dire che
le paranoie di un uomo incerto le hanno fatto strada? E che le ha
volute onorare della sua presenza?"

"Signor mio, odo profumar di fior
il natural giaciglio e chieder mi è beato se sostar con ella mi è
donato."

" Si figuri, ma che
dice, si sieda, si sieda". E nel gesto d'alzarmi chiesi cosa
potessi offrirgli."

" Nulla è più dal Sol amato che
il chiaror del suo raggio, nulla è da me più mirato che il
condivider dello eloquotio umano. Lo trascorrer del tempo con
l'uman diletto fa dello Esser maestro, ma l'udir della belva il
lagno, fa preoccupar alquanto l'ano."

"Mio Sommo, non c'è nulla per
cui preoccuparsi, questo è l'ululare del cane del mio vicino che di
sicuro ci ha sentito chiacchierare, non deve avere paura."


"L'animal furente vigila sul
mendace Esser che a copiar le giuste gesta deve esser sapiente,
quindi ella non è sapiente oppur non è saccente. Ella ebbe forse
a conoscer il mio viaggiar tra gli ignavi e tra l'inetto, fu
proprio il posterior maculato dell'animal disturbato ad accelerar
il passo dello scrittor spaventato".

"Mio Poeta, con tutto il
rispetto, ma non credo che il cane sia arrabbiato con me perché sono
un inetto, è soltanto infastidito dal nostro brusio."

" Orsù signor mio terreno,
conoscer la sua vita è dover divino e giusto è anche saper che al fiorir del mattino la
vanga va giù di fino. Il troppo rigurgitar del
pensiero fa disertar dall'omo lo ingegno. E nulla di più ostil a lo lavoro è l'omo dall'intelletto prono.

Non nego che cominciavo ad offendermi,
come si permetteva di dare simili giudizi? Forse, perché era Dante
Alighieri? E mi giustificai.

"Mi creda, con tutto
il rispetto, io sono uomo onesto e di buona volontà, ho bisogno di
riflettere, di capire, lei sa bene, l'uomo non è solo Agire".

"Certo è il meditar dell'omo che
a portar vittoria sprona, certo è il fulgido pensier che a calar
dell'ombra il militar si sogna, ma orsù, signor mio, il meditar suo
non altro al sognar di rosa porta. Io vidi l'ignavi agitar mani
verso l'aria vuota e a cacciar l'insetti non furon più maestri,
vidi l'occhi loro tormentar lo vuoto e vidi vile il lor guardar
l'ignoto."

" La scongiuro, Lei che è impavido pensator, non
mi dica questo, il mio sguardo non è vile e io non sono ignavo,
son troppo dure le sue parole, non mi deve scaraventare
all'inferno, non mi conosce neppure, mi dia una possibilità, signor
Dante!"

Quella situazione mi stava agitando
tanto che avrei preso il sommo per il bavero.


" Io son dell'Arno lo Scrittor e
dei Guelfi lo sospiro e dell'omo lo scorrer dell'inchiostro
più divino, signor mio, a far pericolar sentenza è il viver di
ognuna coscienza e non il peregrinar del verbo o il camminar
dell'offesa. Vidi diventar polver l'omini che giocaron con lo
foco, vidi lo diavolo masticar viscere e perdenti infami diventar
vipere. Or mi dica ella se lo desiderio è di far della carne sua
la più bella."

"No, Altissimo Poeta, la mia carne è
già molto bella e all'alba mi metterò a zappare la terra."


"Signor mio, odo passar voci e
suoni e fruscii di menti e catene fracassar silenzi. E' or che vada
ad indicar ancor la strada. Ossequi".


E fu ringhiottito.




Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: