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lavoro pubblicato martedì 26 novembre 2013
ultima lettura lunedì 25 marzo 2019

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CANATALE

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 416 volte. Dallo scaffale Poesia

CANATALESulle note di notte passate ,sulla musica che riempie ogni cosa ,sullo spirito che scema nell’indifferenza dei giorno trascorsi ,tra i ...

CANATALE



Sulle note di notte passate ,sulla musica che riempie ogni cosa ,sullo spirito che scema nell’indifferenza dei giorno trascorsi ,tra i politici che parlano e mai giungono a nulla tra frane e allagamenti tra i fumi delle ciminiere tra i comignoli bassi e sporchi di fuliggine ,sulla città che morta giace ai piedi di un crocifisso, sugli anni passati troppo in fretta, su questa vita, in questo sorriso ti ho visto semivestita a fianco degli operai parlare di mille cose ,desiderosa ,come una rosa selvaggia ,bella nella magia dei giorni passati ,svaniti in un battito di ciglio. Andando tra i vicoli bui ,camminare veloce aggrappato ad un concetto ad una espressione che cambia in mille turbolenti forme. "Forse la vita ha cercato di mettermi da parte di chiudermi in un manicomio insieme ad altre follie, recludendo la voglia di comprendere il vero che non rinnega la bellezza ,falso o brutto che sia distruggendo un senso interiore spingendo a compiere grandi imprese a credere di potercela fare ,di trascendere questo dire, questo fare. Questi attimi infernali che ti costringono al resistere a sperare tutto finisca presto . In un fiorire di formule ed altri intendimenti nascosti nell'animo" la volontà ha un volto tanto vecchio, tanti giorni rincorsi sul filo di un rasoio ,di corsa in bilico tra l'amore e l'odio. " ho dimenticato ogni cosa ho dimenticato la mia innocenza i balli ed i sorrisi ho dimenticato la mia casa , vorrei ritornare indietro per un attimo, afferrare quelle mani ,baciare quelle guance ,ogni cosa dipingerei di rosa di rosso, poi un nodo mi stringe alla gola cado nell’occhio dei ciclopi combatto contro le arpie , vedo le caravelle in rotta verso le Americhe. Notte profonda tutta d'oro, tutta nuda ,fredda ,calda notte d'amore , beltà che naviga sul filo di un vecchio ricordo. Lungo questo dire nel silenzio aggrappato ad un ideale, lavorare ,vagare in altre dimensione cercare di curare questa esistenza. Assistere dietro ad una finestra uno spettacolo innaturale , ammirare le luci della città ,ammirare il mare questo amore consumato ,questa montagna di rifiuti . Le luci del natale illuminano ogni angolo , illuminano ogni disgrazia ogni vita post datata , illuminano questo lungo vicolo ove la vita s'agita , trascorre gaia e spensierata , questo corpo voglioso, sensuale , questo desiderio controverso, malvagio senza peccato. Continuare a credere che tutto possa ritornare ad essere un passato glorioso ,ritornare a bere vino ritornare ubriaco a casa cantando a squarciagola canti di rivolta , canti di libertà. Natale bussa alle porte , al cuore di ognuno . Cresce il desiderio nei gelidi giorni. Nel freddo diventa un dolce ricordo simile ad un bambino tra le braccia della propria madre. E se la sorte avrebbe potuto metterci un pietra sopra ,se la pietà avrebbe concesso di far aprire queste porte pesanti? Inutile sperare quando non si ha fede ? ,quando si ha una spada dietro le spalle pronta a colpire ?, un semplice sorriso ed ogni dolore potrebbe sparire. Natale tanto freddo la pioggia bagna i vestiti , bagna ogni sentimento , ogni volontà , rende questa vita tenera ,sospesa in un immaginario infinito in una dimensione che cambia e rende santi tutti nessuno escluso nella ricerca del perdono.



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