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lavoro pubblicato martedì 26 novembre 2013
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

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Kiblin

di Diegof. Letto 682 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il KIBLIN, un pugnale dai poteri magici, custodito nei pressi del sacrario della dea BAVANI, viene sottratto dalla sua sede, durante il corso di una celebrazione a questa divinità.La congrega dei sacerdoti e delle sacerdotesse, accusa il guardia.....

Il KIBLIN, un pugnale dai poteri magici, custodito nei pressi del sacrario della dea BAVANI, viene sottratto dalla sua sede, durante il corso di una celebrazione a questa divinità.
La congrega dei sacerdoti e delle sacerdotesse, accusa il guardiano del tempio, VARADUS, un poderoso lottatore, di essere l'autore del furto, il quale però, non riesce a spiegare alla assemblea come possa essere sparito questo reperto sacro, per cui la riunione degli accusatori decide per una punizione e manda una guarnigione per arrestarlo, ma egli conoscendo la severità del trattamento riservato ai ladri di oggetti sacri, ammazza le due guardie di scorta e si dilegua prima di essere prelevato dal drappello di armati.

I poteri magigi del KIBLIN vengono attivati da chi lo possiede, ma questo succede solo per le donne, per il genere maschile invece, resta solo un semplice pugnale, per cui il capo dei sacerdoti VORJAN, aveva ipotizzato la possibilità che questo oggetto sacro fosse stato sottratto dal custode del tempio, il quale poi, lo avrebbe donato alla figlia VULKA, oppure che fosse stata lei stessa ad impossessarsene.

La figlia VULKA era una ragazza sedicenne, spregiudicata, ma data la sua relativamente giovane età, era stato decretato che fosse il padre VARADUS a essere accusato, ipotizzando che forse VULKA lo avrebbe magari scagionato, restituendo il reperto, ma adesso che VARADUS si era dileguato con un colpo di mano, uccidendo perfino due guardie, la questione si era aggravata.

Infine il termidoro di prevosti, con a capo VORJAN, decide per la cattura della figlia VULKA, onde indurre il padre VARADUS a consegnarsi, così VULKA viene ricercata dalle gurdie, ma non viene trovata perchè si era dileguata insieme al padre.

Il consiglio degli accusatori ricorre ad uno stratagemma arcano e perciò incarica la gran sacerdotessa KANDACE, per mandare un incantesimo telepatico alla presunta ladra, affinchè si consegnasse spontaneamente onde subire la punizione oltre che per riconsegnare il pugnale rubato.
La gran sacerdotessa KANDACE, dopo giorni di invocazioni misteriose, riesce nel suo intento e così la figlia di VARADUS, fuori di sè per gli effetti dell'incantesimo, si allontana dalla dimora occasionale edificata tra le radure collinose, in un momento in cui il padre è fuori per dare la caccia alla selvaggina onde procurare il cibo, dirigendosi nuovamente verso il tempio.

VULKA, come drogata, si presenta ai sacerdoti, ai quali rivela addirittura il luogo dove è nascosto il KIBLIN. L'incantesimo
dunque, aveva dato gli effetti voluti e anche di più. Con molta gioia e soddisfazione dei sacerdoti, il pugnale sacro viene rinvenuto nei pressi di una piccola cascata ad una lega e mezza dal tempio. Però adesso si doveva comunque procedere con la punizione corporale per l'avvenuto furto, ma subito compare inaspettatamente il guardiano del tempio, VARADUS, che ingaggiando una lotta mortale con la guarnigione, riesce a liberare la figlia, ma subito dopo vengono catturati entrambi e legati alla griglia dei serpenti.

La griglia dei serpenti era una struttura in legno che veniva calata nelle fossa dei velenosi rettili, scelti fra le specie più letali.
I sacerdoti elevano invocazioni alla loro divinità sanguinaria BAVANI, che possa placarsi accettando il sacrificio dei due condannati, i quali in attesa del loro destino, vedono avvicinarsi gli esecutori del supplizio, coloro che li avrebbero calati nella fossa.

I poteri misteriosi del KIBLIN tuttavia, erano già stati attivati, perchè esso era stato posseduto per qualche giorno da una donna, la figlia del guardiano.
VORJAN, il prevosto che presidiava le malefiche cerimonie alla divinità, aveva trascurato che adesso il KIBLIN, era stato posseduto da una donna e si era quindi come risvegliato dal suo secolare sonno, ed anche se ricollocato alla sua sede nei pressi del tempio, ormai una propria forza vitale latente e misteriosa lo pervadeva.

Gli esecutori si apprestano nella loro azione nefasta di calare i condannati nella fossa, ma non possono nemmeno impugnare le corde collegate alla griglia dei serpenti, che vengono trafitti in sequenza dal KIBLIN, il quale come un lampo si era levato dalla sua sede per venire in soccorso ai condannati. Lo scompiglio si diffonde alla assemblea perchè si era verificato un evento inaspettato e abnorme e tra il fuggi-fuggi generale, il pugnale recide i legacci dei due condannati come avesse un debito di gratitudine verso di loro.

Increduli e felici i due si abbracciano e subitamente VULKA riprende possesso del pugnale e poi insieme al padre, si allontanano velocemente dal tempio.



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