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lavoro pubblicato domenica 24 novembre 2013
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

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La perdita dei valori. Dove andremo a finire?

di DanielleDB. Letto 771 volte. Dallo scaffale Pensieri

Voglio parlare del sentimento che va sempre più disgustandomi osservando la mia generazione, la nuova generazione tutta tecnologia e social network. Voglio mettere nero su bianco i miei pensieri, pensieri che vorrei poter "sbattere" in.....

Voglio parlare del sentimento che va sempre più disgustandomi osservando la mia generazione, la nuova generazione tutta tecnologia e social network. Voglio mettere nero su bianco i miei pensieri, pensieri che vorrei poter "sbattere" in faccia alla maggioranza, se non quasi totalità dei miei coetanei. Vorrei farli trasalire, farli render conto dell'alienazione sempre più dilagante in questa società ove ormai contano solo più i "mi piace" o i "like".

Dove sono finiti i vecchi valori? Dov'è finita la realtà? La realtà dove ciò che conta è la vita tangibile, vivibile ogni istante con sensazioni, emozioni e relazioni concrete? Vogliono tutti far parte di questo mondo parallelo, fittizio e surreale. Hanno talmente perso la cognizione del vero che credono di viverlo quotidianamente sui loro tablet, smartphone e pc. Devono accedere con i loro account ogni cinque secondi per controllare le notifiche, le richieste di amicizie e leggere i post altrui. Mai sia che scoprono con un minuto di ritardo che qualcun altro affetto dal loro stesso morbo, dalla loro stessa dipendenza letale ha interagito con loro. Credono di avere amici in proporzione al numerino che appare sul loro social network.

E poi ti ritrovi di fronte dei bambocci, delle persone vuote che solo dietro ad uno schermo riescono ad esprimere il loro io, i loro perché. Tutti bravi a scrivere "ciao, sei carina" su piattaforme sociali, più nessuno in grado di corteggiare una ragazza. Diventano rossi, iniziano a sudare, la voce trema. Facile scrivere paroloni e mostrarsi spavaldi tramite un messaggino di posta privata che mai nessun altro potrà visionare. Facile non mettersi in gioco rischiando un possibile rifiuto. È così bello parlare, parlare di persona. Osservare le mimiche facciali, vedere l'emozione passare come un lampo negli occhi altrui. Adorabile il leggero tremito delle mani bevendo il caffè, ineguagliabile l'imbarazzo che si cerca di celare facendolo notare ancora di più.

Il rispetto per le tradizioni, l'osservanza dei costumi non sembra più pane per i nostri denti. L'educazione si va sempre più perdendo, la ricerca dei giusti valori negli altri e in se stessi è un optional. Contano le extensions, le unghie finte, l'abbronzatura artificiale e chi ha la borsa più griffata. Tutti elementi mentitori, falsi e superficiali che in realtà ,mi sento in obbligo di dire, rispecchiano il contenuto della persona. Non sempre, ma quasi. La cosa assurda è che ormai sei tu il "diverso", l'"anomalia" del sistema.

Constato una generale morte degli interessi, un trapasso delle passioni, l'abbandono dei principi. Invece di andare al cinema a vedere gli ultimi "cinepanettoni" provate l'emozione, le farfalle nello stomaco nell'attesa che il sipario a teatro si alzi. Assaporate la trepidazione di sentire la prima battuta di un attore a teatro o della prima nota di un'orchestra che vibra nell'aria e volteggia leggera fino alle porte della vostra anima, fino al profondo del vostro cuore.

Sono certa di non aver scoperto l'acqua calda, di essere stata retorica e prolissa, ma sentivo il bisogno di sfogarmi. Di vedere scritto il mio disagio, il disagio di una ragazza di 21 anni che si sente dalla parte del "giusto", nonostante le accuse. Continua...

p.s. ovviamente tutto quanto sopraddetto è riferito ad un uso scorretto e innaturale dei potenti mezzi di comunicazione di cui per fortuna abbiamo la possibilità di disporre, un impiego equilibrato altro non è che un salutare rapportarsi, interagire ed aprire le frontiere della nostra mente.

DanielleDB



Commenti

pubblicato il 27/11/2013 1.43.56
Todolomundo, ha scritto: hai perfettamente ragione
pubblicato il 10/12/2013 12.04.01
pforlini, ha scritto: No, non condivido. La tecnologia non entra nell'anima, dove risiedono i valori, si ferma prima in superficie. La tecnologia può influenzarti, indubbiamente, modificando le consolidate abitudini all'approccio, oppure, perché no, migliorandole in alcuni casi ma i valori sono propri di ciascuno di noi e sono dentro noi. Non è la tecnologia a limitare i valori, sono convinto che i valori dell'uomo primitivo non si discostavano molto da quelli dell'uomo moderno, anche l'uomo primitivo era capace di emozionarsi e piangere esattamente come l'uomo moderno e sono passati migliaia di anni, dalla scoperta del fuoco l'uomo è arrivato sulla Luna. In tutti questi secoli i valori sono rimasti tali perché non è la tecnologia che ce li ha fatti conoscere, sono insiti nell'anima dell'uomo che poi ha facoltà di elevarli o meno ma è una sua scelta. Le extensions, le unghie finte e la borsa griffata sono figlie del tempo che viviamo ma non sono una forzatura, sono uno status symbol come lo erano la lavatrice o il frigorifero, la pelliccia negli anni del dopoguerra dunque sono situazioni che si ripetono in epoche diverse. Il tuo disagio è da rispettare e comprendere e se ti senti dalla parte "giusta" sostiene con forza la tua convinzione purché tu abbia la predisposizione a cercare di interpretare posizioni differenti dalla tua. Tu non rappresenti "l'anomalia del sistema" e non sei "il diverso" della situazione, sei solamente più consapevole di altri di alcune deformazioni culturali più marcate, oggi, rispetto al passato e avendo un punto di osservazione privilegiato dovresti allargare maggiormente il tuo raggio visivo. Sei proprio convinta che la colpa di quanto affermi sia da imputare ai social e alla tecnologia?. Sei proprio convinta che i nostri antenati, coloro che si sono ammazzati per secoli con guerre allucinanti fossero migliori di noi? Che la bomba atomica fosse un'evoluzione tecnologica? Io ho 50 anni (ahimè!) tre figli definibili nativi digitali, li ho raggiunti da poco in quanto mi auto-definisco "tardivo digitale", che utilizzano come tutti i loro coetanei gli strumenti disponibili oggi sul web social compresi. Non ti nascondo che l'utilizzo continuo dello smartphone mi infastidisce ma onestamente devo dirti che sanno distinguere i contenuti dell'anima (valori) dai contenuti di un social. Perché il mio compito è stato proprio questo, avendo come te la consapevolezza del rischio di deriva morale, educarli ai valori utilizzando semplicemente il buon senso. Prima che figli della tecnologia sono miei figli ed è qui che devi soffermarti, sulla disponibilità dei genitori nell'educare i figli.

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