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lavoro pubblicato domenica 24 novembre 2013
ultima lettura martedì 29 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Japanese

di Priapus. Letto 3163 volte. Dallo scaffale Eros

Scesero, quella mattina d'agosto, all'albergo dove trascorrevo le vacanze due giapponesi che, poi, scoprii essere zia e nipote. Erano venute a trascorrere una settimana nella nostra bella regione. La zia era una donna matura, magra col viso segnato da ...

Scesero, quella mattina d'agosto, all'albergo dove trascorrevo le vacanze due giapponesi che, poi, scoprii essere zia e nipote. Erano venute a trascorrere una settimana nella nostra bella regione. La zia era una donna matura, magra col viso segnato da piccole rughe; la nipote esile, bellina, indossava la classica divisa delle studentesse del suo paese: mini nera plissettata, camicetta bianca a maniche corte, calzettoni a mezza gamba. Nell'insieme faceva una discreta figura. Aveva i capelli neri a caschetto, un visino quasi cereo. Le rividi a pranzo, sedute ad un tavolo appena distante dal mio. Ci scambiammo un cenno di saluto e un sorriso, cosa si ripeté tutte le volte che c'incrociavamo. Un sera, che era scoppiato un temporale, mi trattenni nella sala comune e le vidi sedute a un tavolino consultare una mappa del capoluogo. Come al solito le salutai garbatamente e loro mi corrisposero con uguale cordialità, ma ebbi la sensazione, poi rivelatasi vera, che non dispiacessi alla più giovane, il cui sguardo si era soffermato sul mio. Incoraggiato, mi avvicinai e chiesi se parlassero inglese. Annuirono ed allora cominciammo a fare conversazione. La zia mi raccontò che erano venute nel mio paese come viaggio premio per la promozione alla scuola superiore della nipote, che risiedevano a Kioto, che amavano le nostre bellezze naturali, la cucina e che, l'indomani, se il tempo lo permettevano, si sarebbero godute una visita turistica per la città. La serata trascorse piacevolmente tra scambi di sorrisi, offerte di bibite e caffè e mi accorsi che alla piccola ero risultato proprio simpatico. Il giorno dopo non le incontrai e le rividi a cena. Il dopo cena offrii loro una passeggiata in paese per gustare un gelato e intanto mi fecero il resoconto della loro visita. Ritornammo che s'era fatto molto tardi e risalimmo alle nostre camere. Stavamo per darci la buonanotte, quando la zia, con una cenno, m'invitò ad entrare nella loro camera. Immaginai che avessero bisogno d'un qualche aiuto. La mia meraviglia fu che, chiusa la porta dietro le mie spalle, la zia mi propose, senza peli sulla lingua, di andare a letto con la sua nipotina, spiegandomi che, nel loro programma, avevano preventivato un'avventura erotica con un maschio latino. La cosa non mi sconvolse, anzi mi eccitò, anche perché la ragazza, che si chiamava Kenzu, s'era liberata tosto dei vestiti e si era mostrata nuda, con piccole tette coi capezzoli rosei e una fichetta tenera e depilata. Non la feci aspettare e mi spogliai, mentre Kenzi s'era distesa già sul letto in attesa. Non avevo ancora compreso il ruolo della zia che forse avrei dovuto fottere dopo la nipote. Mi lanciai sulla ragazza, detti un po' di sfogo ai preliminari per scaldarla, leccandola nei punti giusti, finché mi apprestai a scoparla, ma la zia mise fuori un condom e me o fece infilare, Poi iniziò la cavalcata nella vagina di Kenzu che cominciava a gemere sotto lo sguardo compiaciuto della zia che, distesa, accanto a noi, ogni tanto le carezzava i capelli. Ad un certo punto la zia mi disse di togliermi il condom e di far provare alla ragazza il calore e l'ebbrezza d'un cazzo nudo. Cosa che feci molto volentieri, assicurando entrambe che non e arei venuta dentro. Ricominciammo daccapo con enorme soddisfazione di entrambi e, nel momento cruciale, appena lei raggiunse l'orgasmo, fuoriuscii io, sborrandole sul pancino fino alle tette , tra la gioia della zia. L'esperienza quella notte la ripetei diverse volte, Kenzu a godere, la zia a fare la guardona, ma di sicuro le sue mutande chissà quante volte si erano bagnate!



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