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lavoro pubblicato venerdì 22 novembre 2013
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La fine del mondo a Rocca sul Mare

di MicheleFiorenza. Letto 653 volte. Dallo scaffale Fantasia

Seconda parte: Intavolarono una discussione sulle probabilità... ........................................................................................

LA FINE DEL MONDO A ROCCA SUL MARE

2^ parte

In quei giorni Clara ce l’aveva con la TV, che era molto laconica sulla prossima fine, limitandosi ad accennare a “strane previsioni in qualche paesino del profondo Sud”.

La sera del dodici Gennaio la cena in casa Eugenio fu a base di riso in bianco.

- C’è qualcos’altro? – chiese Eugenio, e aprì il frigorifero, trovandolo peraltro quasi vuoto. Allungò una mano verso le uova, ma…

- Sono per domattina, – disse Claretta – se mai il sole dovesse sorgere.

Nel congelatore c’erano delle fettine di vitello.

- Sono per domani sera, - disse Clara – se mai ci saremo.

Eugenio strategicamente dirottò verso la dispensa, dove, nel suo piccolo reparto, teneva alcune scatolette di carne per le emergenze.

- Non sai che la carne in scatola fa male? – disse Clara.

- Pazienza, morirò qualche ora prima, ma sazio…

Alle ventitre Eugenio propose di andare a dormire.

- Non posso dormire. – obiettò la consorte – Piuttosto giochiamo a ramino, in attesa della fine.

Così fecero, ed Eugenio ebbe la soddisfazione di battere la moglie ripetutamente. A un certo punto Clara si impegnò di più e la situazione cambiò, con una serie di KO per Eugenio.

Alle quattro del mattino costui si alzò dal tavolo da gioco, dicendo:

- Io vado a dormire.

- Io mi preparo una camomilla tripla, poi ti raggiungo. – sussurrò Claretta, più demoralizzata che mai.

* * *

La mattina del 13 Clara si svegliò molto tardi, ma di buon umore. Shampo, doccia e profumo.

- Vado a fare la spesa, mangione! Tu termina quella relazione per il tuo cliente, nel caso dovessimo sopravvivere!

Quando Clara ha ragione, Eugenio obbedisce. In caso contrario l’accontenta.

Lei preparò un ottimo pranzo.

- E’ abbondante perché ceneremo tardi… - precisò.

Nel pomeriggio, dopo un fitto intreccio di telefonate a parenti, amici e conoscenti, una specie di ultimo addio, i due coniugi intavolarono una discussione sulle probabilità.

- Più tempo passa, più è probabile che Lady A. si sia sbagliata… - disse Eugenio.

- Ti sbagli! – obiettò la consorte – Se un treno è in ritardo, più tempo passa, più è probabile che arrivi!

Eugenio tacque e cercava di capire dove fosse l’errore nel ragionamento di Claretta, poi disse:

- Clara, tu parti dal presupposto che la fine del mondo oggi sia certa! Invece non lo è! Quindi, più tempo passa, meglio è…

- Lasciamo questo argomento, perché ho mal di testa… - disse lei.

Eugenio propose, poi impose, alla moglie di fare un giro in auto. Andarono ai faraglioni, passeggiarono, chiacchierarono, si rilassarono, poi sedettero abbracciati ad attendere il tramonto.

Il sole andò via tra nuvole di tempesta, poi si alzò un vento gelido. Rientrarono, Eugenio sereno, Clara malinconica. Lei fece un altro giro di telefonate ai parenti più lontani, senza toccare l’argomento della fine del mondo, che peraltro non aveva trovato credito al di là del Sant’ Eusebio.

Dopo cena seguirono un vecchio film in TV, una commedia americana brillante.

- Come fanno a ridere e a divertirsi? – chiese Claretta.

Dopo, iniziò a preparare l’ Ultima Cena.

Finalmente apparecchiò il tavolo buono della stanza buona col servizio buono e le posate d’argento. Al centro del tavolo mise una bottiglia di ottimo champagne immerso nel ghiaccio.

- Lo apriremo solo dopo mezzanotte! – ordinò.

- Ok, capo. – rispose Eugenio sull’attenti.

Costui cenò con buon appetito, come al solito, mentre la sua compagna di una vita tagliava e tagliuzzava, rigirava i pezzetti nel piatto, sbocconcellava, versava qualche lacrimuccia e punzecchiava il coniuge per la sua tranquillità:

- Come fai a essere così sereno?

- Non ho grandi progetti per il futuro, o affari importanti a metà. Inoltre l’altro ieri mi sono confessato e comunicato!

- Ah, diversamente scaltro! Io l’ho dimenticato… - disse Clara.

- Tu cammina con me e io ti raccomanderò a San Pietro. Comunque, dovremmo seguire l’ora esatta…

- Non occorre, perché ho messo TUTTI gli orologi indietro di due minuti, così non ci sbagliamo!

- Ah, furbetta!

- Perché mi calunni?

Tra questi discorsi la fine del giorno (o del mondo?) si avvicinava…

Eugenio stava attaccando la terza fetta di torta all’ananas, quando l’orologio a cucù mostrò il suo discutibile spettacolo col relativo ridicolo suono, e Claretta si alzò e aprì lo champagne.

Bevvero, brindarono, bevvero ancora e poi di nuovo, mentre Claretta diventava euforica.

“Le concedo dieci minuti di sfogo, poi la porto a letto!” pensò Eugenio <dall’occhio languido>.

* * *

- Oggi inizia per noi una nuova vita! – disse Claretta al mattino, davanti alla sua spremuta di arance.

Eugenio la guardò perplesso, pensando: quali cambiamenti possono esserci?

- Anzi, sai che ti dico? – proseguì la gentile consorte – Voglio andarmene da questo villaggio del profondo Sud, da questo paesino superstizioso! Noi che abbiamo nostro figlio e tutta la progenie a Lugano, dobbiamo trasferirci là! Io darò lezioni private di Italiano e tu farai l’aiuto cuoco in qualche trattoria… Proprio l’altro giorno ho visto un manifesto riportante il bando per un corso di cuoco regionale. In qualità di ex sindaco, ti posso raccomandare…

Eugenio continuava a spalmare la marmellata di mirtilli sulla fetta di pane tostato, pensando:

“Come è brava a programmare la mia vita! Però l’idea di Lugano piace anche a me… Farò un po’ di resistenza per farla incaponire, poi fingerò di cedere. Per il lavoro, ho un paio di colleghi investigatori nel Varesotto, che potrebbero aver bisogno di un buon aiuto a prezzo modico. Il corso? A me piace molto cucinare. E poi… chissà quante belle ragazze ci saranno! Per chiacchierare, s’intende…”

f i n e

Michele Fiorenza 2013

opera registrata



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