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lavoro pubblicato sabato 16 novembre 2013
ultima lettura martedì 11 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Cacciatrice

di Giglionero. Letto 2226 volte. Dallo scaffale Eros

Racconto scritto a 4 mani con ANIMA DELLA LUPA che ringrazio moltissimo per avermi concesso l'onore e il piacere di scrivere con lei...

Pochi minuti e sarò alla baita. Pochi minuti e vedrò colei con la quale tradirò mia moglie.

Ho le gambe molli, sto lottando contro le vertigini.

Mi trovo sulla funivia che dall’Abetone porta alla Selletta dov’è la baita, luogo del nostro appuntamento: meglio pensare a lei e non guardare il vuoto che mi circonda.

Ne conosco solo la voce, sentita per telefono, sensuale e molto femminile, il resto si limita a quell’avatar che la rappresenta nel gioco di ruolo da noi frequentato.

Sarà un’ appuntamento al buio; meglio non distorcere l’immagine che ci siamo fatti l’uno dell’altra, vedere i nostri volti e i nostri corpi potrebbe condizionare o addirittura compromettere il tutto.

Ho cercato di far somigliare il più possibile il mio avatar alla mia persona: quarantenne, moro, leggermente brizzolato, occhi azzurri e, diversamente dal mio solito, appena rasato. Potrei anche piacerle, ma lei, come sarà lei?

Finalmente, scendo da quel gabbiotto penzolante e cammino per circa cento metri verso la baita. Ad ovest il sole è prossimo al tramonto, sono teso come una corda di violino, è la prima volta che ho un rapporto extraconiugale e poi c’è l’incognita di cosa può succedere una volta varcata la porta. Faccio un profondo respiro e busso in maniera decisa.

Attimi che sembrano un’eternità, poi sento quella voce ammaliante: “Ti stavo aspettando, entra e chiudi subito la porta”. Obbedisco.

Buio pesto. Solo dei flebili fasci di luce filtrano da qualche spiffero, nel silenzio più assoluto sento il suo respiro, ansima leggermente, è vicina, il suo odore si insinua nelle mie narici, un odore intenso, altamente eccitante. Ho un’ erezione. Attendo immobile, tocca a lei, ora.

Per quel poco che ho potuto intravedere mentre entrava frettoloso dalla porta, penso che come presenza non è affatto male e l'idea di guidarlo con la mia voce verso di me mi intriga. Ancora pochi suoi passi e sarà davanti a me e finalmente le nostre mani potranno sfiorare l'un l'altro. Non mi son sino a quel momento domandata se sarò di suo gradimento, sino ad oggi tutti gli uomini che ho incontrato non si sono mai pentiti e se fosse per loro ci saremmo rivisti altre volte venendo meno al patto iniziale che l'incontro doveva essere e rimanere unico. Sento l'odore del suo dopobarba avvicinarsi sempre più, la sua voce è ad un passo da noi e le nostre bocche si cercano a quel punto senza esitare un solo attimo in più. Mi accarezza i capelli mentre io infilo le mie dita tra i suoi che sono lievemente gellati. Il suo viso ha una pelle vissuta pur se curata e il desiderio di vederci un po' di più assale entrambi. Indietreggio qualche metro indietro, cerco il pulsante della camino elettrico e la stanza prende ad illuminarsi lentamente sino a permetterci di guardarci come si deve.
E' un bel tipo, molto meglio di quanto avessi immaginato ed io con i tacchi sono praticamente alta quanto lui. Nessuno dei due parla, ma le carezze iniziano a farsi tra noi sempre più decise e intime. Per via delle unghie lunghe fatico a sbottonargli la camicia, ma non abbiamo fretta e quindi me la prendo con calma, baciandolo mentre libero le asole dai bottoni e guardando il suo petto sempre più in mostra.

Sentivo il cuore battere all’impazzata mentre la luce del camino dissipava le tenebre e lei si materializzava davanti a me. Temevo che la magia del momento potesse svanire al nostro mostrarsi, ma mi sbagliavo. Lei è bellissima, quello stretto tubino nero indossato come una seconda pelle, ne mette in risalto le forme perfette, il tacco dodici o forse più, scolpisce il polpaccio slanciando le gambe affusolate .

Mi rendo subito conto che lei, al contrario di me, non è nuova a questo tipo di incontri; è una cacciatrice: le sue mani, con quelle lunghe unghie glitterate che mi stanno sbottonando la camicia, sembrano gli artigli di un rapace sulla preda. Quella preda so di essere io e cerco di reagire prendendo l’iniziativa.

Con la mano le accarezzo la coscia nuda, decido di osare di più e comincio a salire puntando deciso al suo sesso. Tocco subito le grandi labbra, sporgenti, gonfie. Non indossa l’intimo, ma la cosa non mi sorprende. Faccio scivolare due dita dentro quella fica pulsante, la sua calda umidità mi fa venire l’acquolina in bocca, voglio sentirne il sapore. Lentamente faccio uscire le dita dal suo corpo e le porto davanti alla mia bocca; la voglia che vi è rimasta sopra le rende perlacee e fissandola negli occhi, con la lingua comincio a gustarne il sapore.

Lì vicino c’è una sedia, le tiro su il tubino fin sopra i fianchi e la faccio sedere sul bordo tenendole le cosce aperte. Ha la fica depilata intorno alle labbra, ma il monte di venere mostra il suo serico e riccio pelo. Vedo chiaramente un luccichio intorno a quella fessura dischiusa, una goccia trasparente vi fuoriesce e comincia a scorrere verso il suo ano. Mi inginocchio e affondo il viso nella sua intimità.

Ci sa fare l'uomo con la sua lingua e in breve tempo raggiungo il primo orgasmo, le mie dita si intrufolano tra i suoi capelli ed il piacere che sto provando mi rende un po' aggressiva. La pantera che è in me inizia sempre più a mostrarsi e da come lui risponde non mi è difficile capire che ci stiamo sempre più amalgamando. Il mio vestito scivola vicino al camino insieme agli abiti di lui, i nostri corpi sono finalmente nudi, rivestiti solo di un odore selvatico, un tantino aspro. Lui si sta sempre più lasciando andare, sembra un puma ed altre volte un rapace. Le sue dita mi afferrano i capelli, l suo corpo si spinge sulla mia schiena mentre struscia la sua erezione contro il mio culo. La sua cappella struscia tra le mie cosce, certe volte spinge per entrare ma poi si ferma perché aver fretta è la cosa peggiore che potremmo avere. Mi giro verso lui inginocchiandomi, sono io ora che desidero assaggiarlo. La mia lingua percorre il suo sesso gonfio, scendo e succhio le sue palle dure. Le mordicchio mentre sfioro la sua pelle, mentre la mia mano sale e scende lenta intrecciando i movimenti delle dita con la mia lingua carica di saliva che ha deciso di risalire e impadronirsi della vetta. Le mie labbra hanno accerchiato il suo nerbo e calano sino ai peli pubici per poi risalire e riscivolare giù. Con una presa decisa mi fa rialzare, il suo sospiro è caldo e corto, il mio famelico e impaziente. Le nostre bocche sono voraci, i nostri denti travolgenti, i nostri corpi azionati per dover esplodere in un orgasmo. Entra in me, lo fa con passione, foga.

Quando l’ho sentita venire per la prima volta e i sui squisiti umori si sono riversati sulla mia lingua, ho capito che potevo domare quella favolosa femmina. A stento sono riuscito a non sborrarle in bocca mentre succhiava e leccava la mia durissima asta, ma probabilmente era lei che da esperta, sapeva come e quando rallentare i suoi attacchi.

Adesso la sto scopando. Lei, in piedi a gambe divaricate con la faccia e il corpo appoggiati alla parate in legno, io che da dietro, tenendola per i fianchi, mi muovo freneticamente penetrandola a fondo.

L’interno della sua fica è caldo e reso scivoloso dal suo precedente orgasmo. Forti contrazioni vaginali mi colgono di sorpresa facendomi oltrepassare il punto di non ritorno, e schiacciandola ancora di più contro la parete, le riempio il ventre di sperma.

Mi stacco da lei, parte del mio seme schizza sul parquet, quello più denso invece, forma dei filamenti che penzolano dalle gonfie labbra della fica rimastale aperta dopo la mia invasione.

Lei non si muove, sembra attendere altro… . Torno ad accostarmi, prendendo in mano il mio cazzo, con la cappella raccolgo lo sperma gocciolante dalla sua fica e vado a lubrificarle il secondo canale.

Quando tento di violarlo, il suo culo cede senza fare resistenza e in breve tempo mi ritrovo a tenerle le natiche aperte mentre affondo di nuovo nel suo corpo. Sento che sta per godere e, afferrandomi per i glutei, mi attira a sé; le sue unghie affondano nella pelle graffiandomi, un frenetico movimento di fianchi che agevola la penetrazione, un rantolo sommesso e prolungato, sta venendo per la seconda volta.

Sudati, ci accasciamo esausti sul parquet, certo di essere diventato uno dei suoi tanti trofei di caccia.

Pubblicato anche su: http://fogliettimaliziosi.wordpress.com



Commenti

pubblicato il 18/11/2013 10.33.43
priapo, ha scritto: bello, complimenti ad entrambi. I 4 mani sono sempre un terreno difficile da interpretare per chi scrive. Mi è piaciuta la dolcezza che emerge dalla descrizione dell'amplesso; per mio gusto avrei dato più spazio alle descrizioni del luogo, del momento, della baita, del freddo.... giusto per limitare la fantasia di chi legge e focalizzarla solo sui due protagonisti.
pubblicato il 11/01/2014 21.19.01
amensa, ha scritto: bella la sintonia dello scritto .... un "discorso" perfetto tra due desideri complementari che soprattutto nella prima parte hanno creato una bellissima atmosfera ..... Titti ?

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