ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 16 novembre 2013
ultima lettura giovedì 17 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

...of darkness - Cap. VI

di flama87. Letto 930 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Chiunque tu sia... non vedo un briciolo di quel che vedevo negli altri due: non sei fiducioso e deciso come il chierico, né risoluto e caritatevole come il monaco".....

Le mura della vecchia prigione scorrevano di fianco a voi. Cattive.
Di una cattiveria consumatasi nel tempo. Non quella che si mostra nella sua imperiosa pomposità, bensì una che si nasconde e sempre trama nel buio. Arcigna. Corrosa. Imbruttita. Fatta di pietre ammassate le une sulle altre, in uno sfregio alla nuda terra... e perché no, all'architettura. Giuravi che qualcosa vi sarebbe crollato addosso, fosse una trave o il soffitto. O forse tutto!
Al tempo stesso, speravi di non ritrovati sulla schiena niente che fosse vecchio e inacidito dall'odio, giusto perché in quei cunicoli stretti tutto sembrava congeniato per farti morire. Come, non aveva importanza...
"Perché scappiamo?" una domanda sciocca, la tua.
Il Cavaliere non ti rispose, almeno non subito. Quando fu sicuro di sé, si bloccò per afferrare una torcia e tirarla verso l'esterno. Come in quei film d'Indiana Jones, vedesti abbassarsi l'intero rettangolo dov'era il bastone; un passaggio si sollevò di scatto, lasciandovi correre verso vie più celate. Quivi il passo del soldato rallentò, segno che eravate più al sicuro rispetto a prima. Probabilmente, eravate gli unici a conoscere quelle segrete!
Giunti ad un punto di snodo, dove la strada si apriva in una specie di piazzola più larga, notavi le file di spazi scavati nel ruvido manto roccioso. Eri sicuro, da quel poco di archeologia che avevi studiato, che foste finiti in delle catacombe. Ma che senso aveva creare un luogo di riposo eterno se poi non c'erano corpi a riposare?
"Dove mi stai portando?" facesti, irrequieto per motivi che non conoscevi.
"In un luogo sicuro" rispose l'altro, assicurandosi il via libera.
"Non ho intenzione di andare da nessuna parte, finché non mi spieghi qualcosa!" dicesti strepitando.
Lui ti guardò, stranamente accondiscendente. "Va bene ma non ti aspettare chissà cosa: il tempo scarseggia".
Non ti importava. "Non importa" e prendesti un respiro per riordinare le idee: "Io chi sono?"
Il Cavaliere si sistemò l'elmo argenteo, quindi rispose:
"Tu sei il precedente sovrano di questo regno".
Speravi fosse uno scherzo.
"Come fai ed esserne sicuro?"
"Ti ho servito per anni e per molto più tempo ti sono stato amico. Come potrei non riconoscerti?"
"Tu sai qualcosa che io non so o che dovrei sapere!"
"Sono sorpreso anche io. Non è la prima volta che ti aiuto, però è la prima volta che devo essere io a spiegarti chi sei e perché sei qui".
Per qualche attimo, la gola ti si seccò. "Aspetta, come ‘non è la prima volta?'... che significa?"
"Esattamente ciò che ho detto. Con questa sono tre le volte che hai provato a riprenderti il trono. Due volte hai già fallito e questo è il terzo tentativo. Immagino".
Due volte. Eri già stato nel regno due volte prima di adesso ma non lo ricordavi! Era tutto nuovo per te, forse per questo non volevi credere alle sue parole.
"Raccontami. Voglio sapere!"
"La prima volta sei venuto qui eri vestito da chierico. Eri possente nelle magie e nelle arti sacre, però non ti è bastato contro il tuo nemico. La seconda volta eri un umile monaco e hai tentato la via della pace -la tua diplomazia si è infranta contro un muro invalicabile. Ed ora eccoti, non sei né un uomo di pace e né un santone. Quindi dimmi, che piani hai questa volta?"
Facesti spallucce. "Non lo so. Non sapevo nemmeno di dover ingaggiare battaglia! Ero sicuro di essere qui per aiutare una persona, per conto di qualcuno. Ma non solo scopro che questo qualcuno che dovrei aiutare mi vuole morto, scopro anche che ho già tentato altre volte e ho fallito miseramente. Quindi dimmelo tu, perché mi aiuti se non ho garanzie di vittoria?"
"Forse è vero, forse perderai anche questa volta. Hai tentato due vie che non hanno avuto successo, però questa volta voglio suggerirti io un'altra strada. Una che ti vedrà trionfare!"
Eri dubbioso. "E sentiamola, questa strada!"
Lui ti guardò, percependo la tua diffidenza. "La Sacra Spada di Excalibur, una reliquia antica che giace sepolta ai confini del regno. Ne parlavi spesso, quando eri Sovrano: era un tesoro della famiglia reale che andò perso durante una spedizione e non fu più ritrovato. O per meglio dire, non hai mai avuto occasione d'andare a riprenderlo!"
Incrociasti le braccia sul petto. Deve essere davvero uno scherzo, pensasti.
"Mi prendi in giro? Ti sembro così stupido?"
Il Cavaliere sembrò confuso. "Perché dovrei prenderti in giro?!"
"Excalibur! Excalibu!!! Ti rendi conto?" Lui continuava a non capire. "Parli come se fosse una reale... è una favoletta per bambini!"
"Una favoletta per bambini?!"
L'uomo dalla carnagione olivastra non resistette e ti afferrò per il colletto della maglia, alzandoti da terra. Sentivi il freddo delle pareti punzecchiarti sulla schiena.
"E' una favoletta la tua sola speranza di vittoria? Come puoi parlare così di un cimelio che ha da sempre troneggiato, in cima allo scranno reale? Capisco che la situazione è disperata, però non comprendo perché ti ostini a rifiutare..." ti gridò contro.
"Rifiutare cosa?" facesti tu, interrompendolo: "Devo credere ad una leggenda vecchia come il mondo? Excalibur esiste solo nei libri e nelle storielle! E anche se fosse, non sono certo Re Artù io!"
"Ma di che diavolo stai parlando?!" sembrava che parlaste due lingue diverse.
"Sono io che sono pazzo o sei tu che sei stupido?" e per tutta risposta, ti arrivò un pugno sul volto.
Bastò il contatto con i guanti di ferro, oltre alla caduta, per farti zittire qualche momento.
"Sei sempre stato uno stupido testardo ma qui rasenti l'inverosimile. Forse ho davvero sbagliato! Magari non sei davvero il mio sovrano, nonché grande amico. Chiunque tu sia... non vedo un briciolo di quel che vedevo negli altri due: non sei fiducioso e deciso come il chierico, né risoluto e caritatevole come il monaco".
Ti mettesti a sedere, asciugandoti il rivolo di sangue che usciva dalla bocca. "Spiacente di deluderti, Cavaliere. A dire il vero, non volevo nemmeno venire qui".
"Fai come credi ma non ti credevo capace di infrangere una promessa".
Ti rialzasti, guardando l'altro dritto negli occhi.
"Non mi hai ancora detto come ti chiami".
"John. Sir John".
Gli allungasti la mano, come a voler trovare un punto d'accordo.
"Sir... no, John -anche se non credo ad una sola parola di quello che mi hai detto, ho fatto una promessa e che io sia dannato se non la manterrò!"
Lui sorrise. "Ora ti riconosco, Gyosh".
Non ci fu bisogno di controbattere, sapevi che quello era il tuo nome nel momento in cui lo pronunciò. "Toglimi solo una ultima curiosità... chi è Raffaele?"
"Non lo so. Dovresti dirmelo tu".
Un sorriso spento apparì sul tuo volto: avresti voluto sapere chi era il tizio a cui avevi rubato il nome, anche per sapere perché ti eri spacciato per lui!
A quel punto Sir John ritenne necessario riprendere il viaggio ma, questa volta, non ti forzò: sapeva che lo avresti seguito, fosse pure in capo al mondo. D'altronde, adesso che eri sicuro di aver ritrovato un caro amico, anche quelle catacombe fredde e spoglie sembravano meno tetre di prima. Così, mentre correvate alla fioca luce di qualche fiaccola, guardavi le spalle del Cavaliere...

Prima che la sua figura, d'improvviso, precipitasse. Avresti visto una botola aprirsi e subito richiudersi, mentre alle tue spalle una porta segreta si apriva e due mani, nel buio, ti afferravano tirandoti via.
Di nuovo nel buio.
Di nuovo da solo.

******

Continua....



Commenti

pubblicato il 16/11/2013 15.21.29
flama87, ha scritto: https://www.facebook.com/flama87

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: