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lavoro pubblicato venerdì 15 novembre 2013
ultima lettura sabato 14 settembre 2019

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Earth Invaded By Sins

di vennyrouge. Letto 436 volte. Dallo scaffale Fantasia

Tutto ebbe inizio quando un asteroide carico d’ipocrisia colpì un palazzo, ruzzolò a terra, esplose. Poi cadde pioggia d’angoscia con lacrime dense e nere.  Era il segno che l’attacco dei "Sins" ricominciava.....

Earth Invaded By Sins

Tutto ebbe inizio quando un asteroide carico d’ipocrisia colpì un palazzo, ruzzolò a terra, esplose. Poi cadde pioggia d’angoscia con lacrime dense e nere.

Era il segno che l’attacco dei “Sins“ rincominciava.

Elena si risvegliò dal torpore con la bocca impastata.

Aveva bisogno di una bevanda calda e dolce, giacché lo stomaco le suggeriva un sentimento d’ansia e oppressione.

Era stata una giornata fredda, con nembi densi e scuri.

Per fortuna si trovava in casa, coperta dal plaid di flanella, circondata da un abbraccio d’amore e quel mantello nero corvino lasciatole dalla madre, tutto il suo avere.

In fondo, era sola.

Per propria scelta si era separata dalle numerose compagne.

Tolse l’indumento di dosso e s'alzò dal malandato divano.

Era rientrata da poco, e stanca si era appisolata per alcuni minuti.

Si diresse alla povera finestra per scorgere fuori.

Le nuvole incombevano nel modo di sempre. Ferme in cielo, ma a guardare bene ora fioccava.

A giungere era dunque la neve.

Fu questione di minuti e incominciò a cadere copiosa, ammantando le coperture e le strade.

Usci nella via, a raccogliere quella coltre pura e albina.

Una serie di lampi illuminò le capanne rendendo l’intorno di colore rossastro.

Seguì una scarica d’elettricità statica ad elettrizzarle i capelli.

Provò nuovamente un profondo ed orrendo sentore di morte.

Cercò riparo casa, chiudendo, al passaggio, la fragile porta di legno e cartone, fissata alla meglio a proteggerla dal freddo invernale dei prossimi mesi.

Accese il vecchio fornello da campeggio rimediato chissà dove e dopo aver sistemato il pentolino di latta, iniziò a travasare quegli aghi gelati da poco raccolti.

Del resto, quei “Sins”, potevano toglierle dell’altro?

Erano loro a creare gli asteroidi e a diffondere il dolore e spavento con la radiazione statica.

Osservò la piccola fiamma giallognola portare all’ebollizione quel liquido puro e afferrò i propri capelli da un lato.

Era il tempo di agire, di ribellarsi a favore del mondo.

Tagliò una ciocca di zazzera che mise nel pentolino.

Cercò di rammentare le formule antiche narrate dalla madre ed intraprese un canto di libertà.

In fin dei conti, apparteneva alla casata della “Diassa”, originaria di “Belum.” (*)

Streghe e cos’altra?

Accovacciata a fianco di quel piccolo fuoco, soffiò dalla bocca per restituire alla terra il vento e aiutare degli stecchi induriti a germogliare, a far tornare la gioia e il colore sui campi.

A lei, si unirono le sorelle in distanza.

Finalmente l’avevano ritrovata.

E la brezza, fattasi bufera, tornò a far respirare la terra e i suoi abitanti.

La tristezza sarebbe svanita e i “Sins” ritirati.

By Veniero Rossi & Stefano Cuore.

(*) Belluno.


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