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lavoro pubblicato venerdì 8 novembre 2013
ultima lettura martedì 17 settembre 2019

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Dracula

di Albert. Letto 754 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 1 Una tremenda nottata.Tutto iniziò quella sera , quella maledetta sera di Gennaio , nel pieno inverno , il freddo mi trapassava le ossa , accesi il mio camino e mi sedetti a sorseggiare del buon vino.Erano le 22.30 quando il maggi.....

Capitolo 1
Una tremenda nottata.
Tutto iniziò quella sera , quella maledetta sera di Gennaio , nel pieno inverno , il freddo mi trapassava le ossa , accesi il mio camino e mi sedetti a sorseggiare del buon vino.
Erano le 22.30 quando il maggiordomo entrò e disse : “Sig. Hood è arrivato il Professor Kent …”
“Va bene , lo faccia entrare !”
Entrò il Professore , era tutto bagnato e infreddolito , prontamente gli dissi : “Professore ! Si sieda qui di fronte al fuoco ! Si riscalderà per bene !”
Il Professore era un signore anziano mi sembrava di ricordare che avesse 70 anni , era una persona magra ma slanciata , folti baffi che coprivano la sua bocca , occhi di un colore grigiastro come se non avesse mai provato troppa allegria , vestiva in modo molto elegante , giacca e cravatta con impermeabile nero , cappello da cowboy nero .
Prontamente chiesi al professore se gli andava una tazza di tè caldo , ma lui rifiutò …
Si girò verso di me e disse : “Figliolo sono giunto qui per parlarti , vengo direttamente dalla Transilvania …” .
Io sapevo che il professore era uno storico e un archeologo molto famoso , mi domandai perché doveva essere andato proprio in un territorio come la Romania , ma la risposta arrivò alla svelta … “
Il professore disse : “Figliolo io ho scoperto una cosa che laggiù non deve essere scoperta , la gente non deve sapere , promettimi di non dire nulla di ciò che vedrai e di ciò che farai ...” “Lo prometto !”
“Figliolo domattina partiremo entrambi per la Transilvania , ma tu sarai costretto a non dire a nessuno che partirai , partiremo domani all’alba , i tuoi servitori sono già informati che farai un viaggio in Spagna , non devono sapere nemmeno loro !”Prontamente replicai “Professore io domani devo presentarmi al lavoro ! Non posso assolutamente mancare !” Non feci in tempo a finire la frase che il professore mi disse “Figliolo domattina tu verrai , se tutto andrà bene non avrai più bisogno di lavorare per il resto della tua vita …” “Si Professore ma se andrà male io perderò il lavoro e … non posso permetterlo !” Allora il professore cercò nelle tasche del suo impermeabile tirando fuori una specie di pietra nera , io incuriosito mi avvicinai , lui mi disse “Vedi questa ? Soltanto questa pietra vale più della tua casa , questa pietra è preziosissima !” Io domandai cosa fosse , ma il professore non rispose disse che l’avrei scoperto da solo se sarei partito con lui la mattina seguente , ero titubante ma alla fine accettai e decisi di andare con lui .
Il professore disse “Ora però dobbiamo andare a riposare , ha una stanza dove farmi dormire per stanotte ?” io incerto dissi “Si lei può dormire nella stanza degli ospiti , ma sarà un poco polverosa !” Il professore sembrò non avere interesse per la polvere e si avviò verso la stanza .
Alle 4.30 del mattino fui svegliato dal Professore che mi disse di fare le valigie e di partire ! Velocemente infilai cappotti , maglioni , impermeabili nella mia valigia perché in Transilvania faceva freddo c’era anche la probabilità che nevicasse da un momento all’altro . Presi anche la mia pistola , sapevo che era un territorio selvaggio c’erano orsi e dio solo sa quali altri animali .
Viaggiammo in treno , il viaggio sembrava infinito , le ore scorrevano e il paesaggio diventava sempre più oscuro , le nuvole nere coprivano tutto , sembrava voler diluviare da un momento all’altro . Passavano i giorni e la vita di treno mi annoiava parecchio , non sapevo come passare il tempo , sentivo soltanto le conversazioni di altri passeggeri e non riuscivo a comprenderne la lingua . Il Professore dormiva quasi tutto il giorno si svegliava per il pranzo e la cena . Finalmente arrivammo in Transilvania dopo alcuni giorni di treno , era tutto buio come se fosse notte ma in realtà erano appena le 10 del mattino . Domandai al Professore dove eravamo diretti , ma lui disse soltanto che dovevamo trovare un albergo per la notte , il viaggio proseguiva domattina .
Ero felice di trova un letto comodo invece che quei lettini del treno , mi buttai sopra e non ebbi nemmeno il tempo di pensare che già dormivo … Ero parecchio stanco quella sera , ricordo che mi sveglia nel cuore della notte dal freddo , quindi mi coprii con un piumino , il professore nel letto a fianco a me dormiva beatamente .
Durante la notte feci un incubo , mi trovavo in una stanza antica senza possibilità di andarmene , era come se una forza tremenda mi tratteneva all’interno della stanza come se ci fosse qualcosa in grado di bloccarmi e di impedirmi di raggiungere l’uscita ma non sapevo cosa , come una specie di barriera invisibile prima della porta . Mi svegliai di soprassalto e vidi il Professore in bagno a farsi la barba guardai l’orologio erano le 5.00 e dissi al Professore “Ma lei non si sveglia sempre alle 4.30-5.00 vero ?” Ero in preda ad un sonno allucinante , non riuscivo a tenere gli occhi aperti , il Sig. Rossi allora rispose “No , ma dobbiamo andare !” nel sentire quelle parole mi sentii svenire , non era possibile ancora dovevamo andare via così presto ? Maledizione!!!
Con enorme fatica mi buttai giù dal letto e dissi :”Ma non potremmo dormire ancora 5 minuti ?” Ma la risposta del Professore fu rigidissima “No figliolo , se non partiremo adesso farà buio per trovare la strada , esattamente come hai visto tu stesso ieri mattina !”
Dopo quelle parole a fatica mi avvicinai verso il bagno e mi sciacquai il viso con acqua fredda che mi svegliò di colpo ; ma non era proprio ciò che cercavo , avrei voluto svegliarmi con una buona tazza di caffè , ma l’unico odore che sentivo era quello di stantio …”
Il Professore era già in strada ad attendermi , volsi lo sguardo al cielo , era buio pesto , c’era una nebbia spettrale , non si vedeva nemmeno la fine della strada …
Passarono i minuti e io domandai cortesemente al Professore cosa stessimo aspettando , lui disse “Stiamo aspettando la carrozza ! Ma credo sia in ritardo grazie a questa nebbia fitta !”
Le uniche luci che intravedevo erano quelle del nostro albergo , scrutai a lungo in attesa della carrozza ma ormai mi stavo rassegnando a differenza del Professore che sembra tranquillo , come se sapesse che da un momento all’altro sarebbe arrivata la carrozza .
In effetti fu così , in una manciata di minuti si scorse in mezzo alla nebbia una luce e del rumore di cavalli , arrivò un tipo strano , sembrava un barbone di strada , puzzava di alcol e di vecchio non riuscivo a scorgere il viso a causa della forte nebbia e da un cappello marrone scuro di dubbia utilità in una giornata come questa , la carrozza era nera e spaziosa all’interno era rifinita molto bene , era anche molto comoda , il Professore sedeva vicino a me ma non ebbi il coraggio di domandare dove eravamo diretti .
Il viaggio fu tutt’altro che rilassante , ci stavamo avventurando nel pieno dei boschi con questa nebbia da non vedere nemmeno i cavalli davanti , ma il cocchiere misteriosamente si fermò di colpo e scesa dalla carrozza , io inizia ad agitarmi a differenza del Professore che era riuscito a prendere sonno .
Non seppi dire quanto tempo rimanemmo fermi , ma penso alcuni minuti se non un quarto d’ora , sentivo dei presagi tutt’altro che rassicuranti , mi sembrava di essere immerso nella notte e con scarsa visibilità , poi un suono mi fece gelare il sangue nelle vene , ululato di lupi !
Il Professore si alzò di colpo e urlò “Chi è ?!?” io dissi che erano i lupi e che il cocchiere è scomparso e ormai sarà un quarto d’ora che non si vede più , allora il Professore sorrise e disse “Siamo al sicuro !” e si rimise a dormire , io lo guardai sconvolto , come poteva dormire in una situazione del genere ? E soprattutto cosa intendeva dire con “Siamo al sicuro ?” Tutto ciò mi inquietava parecchio … Ma fortunatamente arrivò il cocchiere e il viaggio riprese .
Erano le 7 quando arrivammo difronte a una gigantesca caverna il Professore balzò giù dalla carrozza con aria entusiasta e mi fece cenno di seguirlo , si stava avventurando verso l’ingresso di quella oscura grotta .
Ormai sarà 1 ora o più che camminiamo , ma il Professore nonostante la sua età non sembrava affatto stanco , a differenza di me che mi iniziavano a tremare le gambe dalla stanchezza , più mi inoltrava nella grotta più la mia stanchezza si faceva sentire .
Arrivammo quasi in fondo alla grotta , e il Professore mi disse , “Promettimi di non parlarne con nessuno di questo che stai per vedere” , io acconsentii … Notai che il Professore cercava qualcosa nella pietra , spinse una piccola parte di roccia , quella cedette e toccò il pavimento , il Professore urlò “Torna un po’ indietro !” io feci un balzo e scivolai di qualche metro indietro , il Professore sembrava cercare un equilibrio , poi la pietra su cui appoggiava si mosse e il Professore iniziò a correre in tondo sinceramente non capivo cosa stesse facendo , poi mi disse di spostarmi che sarebbe saltato dov’ero io , prontamente sgusciai indietro e lui con una mezza capriola si allontanò dal pavimento che girava .
La gigantesca pietra che fungeva da pavimento si inclinò di 90 gradi e dietro c’era una porta , il Professore esaltò di gioia e si diresse verso la piccola porticina in legno , io lo segui sempre più stanco a differenza sua che dimostrava metà dei suoi ormai 70 anni .
Dopo la porta c’era un enorme corridoio di pietra levigata molto bene ma era parecchio basso e per passare mi dovetti chinare .
Sbucammo in una gigantesca sala sotterranea piena zeppa di persone , adulti , bambini e anziani ...
Cosa ci facevano tutti qui ? Il Professore mi disse “Sbrigati ! Dobbiamo andare da Lord Klee !”
Domandai chi fosse ma il Professore fece finta di non sentire .
All’interno di questa gigantesca sala c’era una piramide a gradoni simile a quelle maya .
Lord Klee era seduto in cima alla piramide a osservare tutta la popolazione , da lì sopra si vedevano , saranno state a migliaia le persone dentro a quella enorme caverna .
Il Professore si mise a comunicare con Lord Klee in una lingua a me sconosciuta , ma credo che fosse rumeno … Nel frattempo osservavo Lord Klee , era un tipo alto , folti baffi neri che ricoprivano la sua bocca , anche lui puzzava di alcol , cappello nero anche lui da cowboy , scarponi alti e grossi , indossava un impermeabile che arrivava fino ai piedi , in mano teneva un balestra .
Il Professore smise la conversazione e disse che avremmo dormito nella città di RA per la notte .
Io chiesi “La città di RA ? E quale sarebbe ? Non l’ho mai sentita sulla mappe !” il professore ribatté “La città di RA ? Figliolo ci sei sopra ! Non l’hai mai sentita perché ufficialmente non esiste , nessuno deve sapere dell’esistenza !”
Mi domandai per quale motivo ma non volevo essere insistente agli occhi del Professore .
Riposammo sulla piramide in cima sopra alcuni scomodissimi letti in pietra , dentro era buio pesto , se non fosse per un piccolo buco in alto della grotta che filtrava la luce della luna , però per tutto il paese erano sparse torce per illuminare le strade percorse dalle guardie , si avete capito bene ! Le guardie facevano il turno di pattuglia dentro alla grotta , giravano gruppi formati da 20-30 persone con lance spade e armature , si davano il cambio per andare avanti tutta la notte …
Le persone però non uscivano di casa , non gli era acconsentito , chissà per quale motivo … La mia stanchezza fortunatamente se n’era andata dopo avere riposato qualche mezz’ora sulla pietra-letto .
L’indomani partimmo come al solito prestissimo e uscimmo dalla città-grotta , ci dirigemmo verso nord-ovest , non sapevo di preciso dove stessimo andando e perché , sapevo solo che il Professore era un persona di cui fidarsi e quindi non feci domande e lo seguii .
Ormai erano ore che camminavamo e non c’era altro che nebbia e campi lunghissimi campi senza uno straccio di coltivazione come se tutto fosse stato lasciato lì in attesa di qualcosa che sembrava non arrivare mai …
Ogni tanto si vedeva qualche passante che sembrava sempre molto intimorito dalle persone che non aveva mai visto .
All’orizzonte scorsi delle piccole luci attraverso la nebbia , faceva freddo quella mattina così misi subito l’impermeabile , a differenza del Professore che non dava nessun segno di avere freddo o di essere stanco dopo la piccola marcia di ormai alcune ore . Arrivammo al villaggio dove alcune persone che erano fuori dalle porte per vederci si fecero il segno della croce , mi domandai per quale strana usanza si facevo il segno della croce , ma non ci badai tanto …
Il viaggio proseguiva , attraversammo il villaggio proprio tutto in un solo colpo . Rimasi stupito dalla velocità di passo del Professore talvolta non riuscivo a seguirlo !
Tutto d’un tratto il Professore si voltò e mi disse “È troppo tardi per continuare torniamo al villaggio subito ! Così ci dirigemmo verso la prima locanda sulla strada che ci ospitarono tranquillamente …
Entrammo la nostra stanza era piccola ma con un caminetto accesso e 2 letti separati molto confortevoli , su entrambi i letti c’erano 2 croci appese …
Era strano ma non ci badai in nessun modo poiché credevo fosse una tradizione per augurare felicità ecc...
Mi rilassai sul letto qualche minuto , ero felice di dormire su qualcosa che non fosse lettino di un treno oppure dura pietra .















Capitolo 2
“Bella” dormita…
Erano le 3.00 quando mi svegliai e vidi una cosa raccapricciante , il Professore era sospeso a mezz’aria con occhi bianchi e bocca aperta , io iniziai a urlare urlai “Professore, sta bene ? La prego risponda !!! La prego ! Cosa le succede ?” Nel frattempo pesi una sedia e raggiunsi il Professore che era come in trance , ero inorridito da quello che stava succedendo , ma dovevo aiutarlo ! Non sarei rimasto li a urlare o peggio ancora a scappare !
Tentavo con ogni forza di tirarlo giù ma non ci riuscivo c’era una forza enorme che mi impediva di smuoverlo , una forza capace di vincere leggi fisiche , una forza capace di far gelare il sangue !
Iniziai ad avere freddo , un freddo innaturale , le gambe iniziarono a tremarmi , non riuscivo più a reggermi sulla sedia ; di colpo scivolai giù picchiai la testa contro il letto e con le ultime forze urlai “Aiutatemi !” ma nessuno si fece vivo .
Svenni per alcune ore , quando ripresi i sensi il Professore era sdraiato sul letto a dormire tranquillamente , mi guardai attorno e mi accorsi che anche io non giacevo sul pavimento ma sul letto ! Forse ero veramente stanco quella notte , sicuramente era un sogno … Il Professore si sveglio tranquillissimo e disse “Buongiorno figliolo ! Dormito bene ?” ero rimasto parecchio confuso da quella vicenda , ma decisi che si trattava sicuramente di un sogno allora replicai “Si si grazie Professore !”
Stamattina il Professore sembrò serio , mi disse “Figliolo stamattina è necessario che ti racconti una storia , ma non è semplicemente una storia , è ciò che stai per vivere ! Io giro per la Transilvania da ormai 10 anni , ed ho scoperto alcune cose … Insomma figliolo non so come dirtelo , Dracula è ancora vivo !!!! Si hai capito bene purtroppo ! Dracula è ancora qui , sta impregnando la Romania di un male immenso , tu non sai quante persone sono già morte !! Ma non è solo ! Devi sapere che alcuni demoni si aggirano nelle notti buie qui per la Transilvania , demoni sfuggiti a satana in persona , questi essere cercano di uccidere le persone nelle notti eseguendo delle possessioni e costringendole al suicidio . Dracula ha evocato forze del male incontrollabili , tu ora sei qui con me per aiutarmi a sconfiggere queste forze ! Stamattina andremo nel castello di Dracula dove tutt’ora alcuni Demoni maggiori stanno difendendo la sua tomba ! Noi dobbiamo ucciderlo ! Se ci riusciremo il mondo starà meglio …” io dopo quelle parole ero diventato bianco come un cadavere , ma mi alzai in piedi e con furia urlai “Professore lei è pazzo non crederà mica che io ascolti queste scemenze ? E soprattutto non verrò più con lei ! Io non combatterò con nessuno ! Mi stia bene vecchio pazzo !!”
Dopo quelle parole le porte sbatterono gli oggetti si alzarono in volo il letto iniziò a vibrare i sanitari iniziarono a spruzzare acqua da tutte le parti guardai il Professore sconvolto in cerca di aiuto e lui disse soltanto “Vieni Figliolo , non li sconfiggeremo !”.
Ero bianco come un lenzuolo ma decisi di proseguire con il Professore …
Prendemmo la solita carrozza che ci portò di nuovo tra quei orrendi pini altissimi e scuri .
Dopo 2 ore di viaggio in lontananza scorgevo il castello stavolta non c’era nebbia e potevo distinguerlo molto bene , era fatto con pietra nera e grigia , fatta eccezione per il tetto con tegole rossicce , era situato sopra una montagnetta circondata dai Carpazi che formavano una specie di V il cui castello nascondeva la parte iniziale della lettera . Sentivo che qualcosa non andava , sentivo che quello era il trono del male stesso , sentivo che non ci sarei dovuto entrare ma ormai non avevo scelto avevo già dato la parola al Professore … Tirai fuori subito la mia pistola , di certo non sarei entrato senza ! La carrozza si fermò il cocchiere disse al Professore che non sarebbe andato più avanti di così si era inutile negarlo anche in lui la paura regnava su quel grottesco corpo .
Così io e il Professore proseguimmo a piedi , mi stavo già preparando psicologicamente a quello che avrei potuto incontrare , ma intuivo che non era affatto una cosa bella . Ormai mancavano alcuni metri all’ingresso del castello e io ero terrorizzato , sentivo il cuore battere così forte che mi domandai se non fossi morto di infarto .


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