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lavoro pubblicato mercoledì 6 novembre 2013
ultima lettura lunedì 2 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Qui Ramseth, passo e chiudo - Cap. VI (seconda parte)

di mariapace2010. Letto 511 volte. Dallo scaffale Storia

volete conoscere alcuni dei tanti segreti e misteri dell'Antico Egitto?... leggete queste pagine: due ragazzi comunicano telepaticamente attraverso un computer sperimentale, separati da 3500 anni..


(seguito)


"Io non comprendo, mio signore, ma sono pronto a tutto per la tua gloria..."
"Gloria? - lo interruppe Thutankammon - I miei passi si fanno ogni giorno più pesanti e la mia testa è un alveare attaccata da sferzante vento e un velo di nebbia sale sui miei occhi con sempre più frequenza e... la mia sola cura rimane il pensiero della dimora eterna."
Totmes ricomparve proprio in quel momento ed interruppe un dialogo che stava diventando davvero penoso. L'artista mostrò l'altra maschera, che era già pronta. D'oro brunito ed incrostata di gemme, le fattezze riportate erano fedelissime ai tratti del volto del Faraone, solo che erano più giovanili, segno che la maschera era stata incisa qualche tempo prima.
"Ecco! - esclamò il ragazzo - Ecco che cosa ti darà gloria e ti ricorderà agli uomini!"
Thutankammon sorrise; era sempre più pallido. La mano gli tremava e anche il labbro, ma continuò a sorridere poi chiamò un servo che comparve con una coppa di vino.
"Danne anche a lui. " ordinò al servo, dopo che ne ebbe bevuto e Ramseth bevve alla coppa del suo Faraone, che il servo s'era affrettato a riempire e porgergli; quel vino sapeva di miele e un giorno i Greci l'avrebbero battezzato "nettare" e l'avrebbero fatto bere ai loro Dei.
"Ed ora, se vuoi darmi il racconto che mi hai promesso, io ti ascolto."
"Sì, mio Faraone. Parlerò di una città che si chiamava Troia e di un assedio che durò dieci anni e finì con un inganno... parlerò del rapimento di una Regina e dell'ira di un eroe... " il ragazzo si interruppe: il Faraone pareva assai stanco.
"Continua con il tuo racconto. - lo incoraggiò Thut - E non fermarti, anche se ti sembrerò asssente... io ti ascolto."
"Parlerò dell'inganno dell'astuto Ulisse..."
Ramseth riprese il racconto, così come l'amica Emma lo aveva raccontato a lui e il Faraone pian piano si assopì e vennero le ancelle schermare le finestre e proibire ogni rumore nell'immensa sala attigua dove la corte stava riunita per spettegolare e intrigare.
Più tardi, lasciata la saletta privata, il ragazzo attraversò quella sala diretto all'uscita e molti furono gli sguardi che l'accompagnarono: i cortigiani riuniti nella speranza di essere ricevuti dal Faraone.
Uno schiavo l'accompagnò fino all'uscita principale della reggia, come era consuetudine con i sudditi di riguardo


Lasciata la Casa d'Oro, il ragazzo attraversò la città diretto verso casa, alla periferia dei quartieri ricchi ed in prossimità di quelli dei poveri. Come sempre, però, passò per il porto a salutare l'amico Osorkon.
Il profumo di fagioli e ciambelle di segala usciva di prepotenza dalle case di legno o di fango dei lavoratori di campo e della gente povera che le abitava, ma gli stessi odori uscivano anche dalle case di mattoni di fango di artigiani, pescatori e fonditori, gente meno povera: la qualità della vita non era uguale per tutti, ma tutti potevano contare sul minimo indispensabile a cui si aveva diritto.
La ricchezza apparteneva ad altre case: a quelle di sacerdoti, nobili e funzionari.
Ramseth trovò l'amico alle prese con le reti che un coccodrillo aveva strappato.
"Sono contento di vederti. - disse il barcaiolo, tirandosi su dal fondo della barca dove stava rattoppando le reti. Eretto in tutta la possanza fisica, sullo sfondo del verde scenario della sponda del fiume che si stagliava all'orizzonte, Osorkon sembrava una di quelle splendide statue che venivano trasportate ai Templi via fiume -I tuoi passi ti conducono presto dal tuo amico Osorkon, oggi."
"Sono stato a corte." spiegò il ragazzo.
"Sei stato alla Casa d'Oro?" stupì l'amico.
"Il Faraone in persona ha sollecitato la mia presenza e mi ha mandato a casa la sua lettiga."
"E' un grande onore davvero! - Osorkon non era solo stupito, ma anche impressionato - Tutti sanno che il Faraone non riceve nessuno da tempo... si dice che tenga lontano perfino la bella Regina."
"I miei giochi lo divertono."
"Tutta Tebe parla delle tue magie!"
"Non sono magie... - replicò il ragazzo, poi riprese - Ma parliamo di te. Dimmi: è stata una buona pesca?"
"Buona?... Ah, i lamenti di Mistsi, mia madre, arriveranno al cielo, oggi... Guarda le mie reti."
Ramseth guardò.
"Per la Sacra Barba di Ammon! - esclamò - Sembra che nella tua rete si sia impigliato un mostro."


(contitua)



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