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lavoro pubblicato lunedì 4 novembre 2013
ultima lettura sabato 25 maggio 2019

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SAT-RUM (L'incursore)

di Diegof. Letto 882 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Al mio risveglio, i miei compagni di viaggio erano già in attività, e parlottavano tra loro."Ohilà, Sat-Rum, sei finalmente tra noi?? Mi pare che avevi esagerato col rum e adesso eccoti mezzo stravolto", mi apostrof&ograv...

Al mio risveglio, i miei compagni di viaggio erano già in attività, e parlottavano tra loro.
"Ohilà, Sat-Rum, sei finalmente tra noi?? Mi pare che avevi esagerato col rum e adesso eccoti mezzo stravolto", mi apostrofò Klimber, il più giovane.
"Ehi, internauti" diss'io, "dove ci troviamo adesso!?"
"Ma, pare che siamo nell'iperspazio" disse qualcuno; "come pare! Non si è certi?", di rimando li incalzai.
Mi alzai e mi diressi nell'angolo ristorazione e notai con piacere che rimaneva del caffè nella moka.
Più tardi si tenne una riunione dell'equipaggio per fare il punto della situazione, Blike, il capitano, ci chiese come avevamo il morale, poi ci illustrò la situazione coadiuvato dalla sua fantastica assistente Sinclaire.
"Adesso la navetta è in stallo" disse, "la velocità di crociera diminuiva costantemente, dalla nostra entrata nel settore 15 del ciber-spazio."
"Ciberspazio?" Pensai, "Questo capitano, ha sempre giocato nel mondo virtuale a guerre stellari e adesso...".
Blike, notando la mia espressione di stupore, si corresse subito; "Ehmm; iper-spazio, intendevo".
"Ma attualmente dove ci si trova!" Azzardò il temerario Xomoy.
Il capitano, passò la parola alla sua assistente Sinclaire, che però non sembrava molto convinta di quello che stava per asserire.
"Siamo fermi da un'ora circa, quindi dovremmo trovarci sul suolo di qualche pianeta o asteroide o satellite, ma visto che la forza gravitazionale non sovrasta di molto, quella creata artificialmente dalla nostra navetta "Blizard", presumibilmente questo asteroide è di medie dimensioni.
La riserva di materiale fissile, ci permette ampio spazio di manovra e una permanenza molto prolungata; la "Planetal", la compagnia che ha finanziato questa ricerca, si aspetta dei risultati e noi, compatibalmente con il tasso di rischio siamo tenuti a soddisfare le sue spettative....."
Ormai non la stavo più a sentire e mi dirigevo con la mente verso le mie fantasie erotiche suscitate dalle forme corporee della oratrice..!
Alle due, ora di bordo, si mangiava tutti insieme al tavolo centrale; infine rimaneva la torta, da spartire in otto, perchè era il compleanno di qualcuno lì dentro, non ricordo bene chi fosse.
Ventiquattro ore dopo, si decideva che bisognava uscire in perlustrazione, in quanto era già stata, prevista dalla "Planetal" la compagnia, la fermata in questo corpo celeste; si doveva controllare se era possibile l'insediazione di una base super-automatizzata, per la campionatura dei materiali.
Io, Sat-Rum, conosciuto come "L'Incursore", insieme a Xomoy, il temerario, eravamo senz'altro gli uomini di punta per questo genere di perlustrazioni nell'ignoto, ma anche la assistente del capitano voleva partecipare, alla qual richiesta, il capitano Blike, stranamente acconsentì.
Sempre in contatto, con il centralino della "Blizard", e muniti delle dovute attrezzature, noi tre, si posava i piedi per la prima volta su quello strano territorio, che pareva un misto di torba e pietre giallastre; subitamente ci parve di essere più leggeri; certamente, la forza di gravità era minore, ma non di molto a quella terrestre e della navetta.
Era stato stimato che questo corpo celeste doveva avere le dimensioni, pari a due terzi di quelle terrestri.
"Sinclaire, tutto bene"? Esordì Xomoy, "Affermativo.!!" rispose.
"Ok temerari, seguite il più possibile le mie orme" li istruii. Ero il capo cordata; si perchè eravamo uniti da una fune rinforzata, di una lunghezza di tre metri da l'uno all'altro; Xomoy stava per ultimo in cordata.
L'oscurità era squaciata dai nostri potenti fari, collocati alla sommità del nostro elmo di protezione e dalla visiera delle nostre tute, si scrutava un mondo diverso.
L'aria compressa nelle nostre bombole, ci permetteva una autonomia di sei ore, ma nell'insieme l'attrezzatura si portava facimente, causa una diminuita forza gravitazionale.
Tutti noi tre, si sapeva, che a bordo della "Blizard", il genio cibernautico Klimber, ci seguiva sul monitor e controllava tutti i nostri movimenti; dietro di lui ci stava Blike il capitano e gli altri tre dell'equipaggio; Martis, Rupert e Moransky, dei quali però non si sapeva molto, non avevo mai capito la loro funzione; la compagnia li aveva inseriti nello staff, con una mansione generica di super-visori, ma sulle loro capacità specifiche e intenzioni, nulla si sapeva.
Noi tre lì fuori, non si poteva comunicare tra di noi, senza essere ascoltati dagli altri nella navetta, per cui i miei interrogativi su costoro, li tenni per me.
Curiosamente, mi ritrovai a considerare, mentre camminavo, il ricordo del diverbio avuto col manager della "Planetal", Rasmody, il giorno antecedente alla nostra partenza, a causa della esiguità di chiarezza di costui, circa questa esplorazione e, che infine, mi risolvei di partire ugualmente per non separarmi da Sinclaire, la bella assistente del capo; non potevo pensare che sarebbe andata così lontano senza di me, mentre adesso ero felice.
Tuttavia non perdevo la concentrazione necessaria, mentre consideravo tutto questo.
Già..., la compagnia poteva averci riservato delle sorprese, ma noi si era scafati e pronti ad ogni eventualità, d'altra parte anche il nostro compenso pecuniario era equiparato al rischio.
Dalla Blizard ci giunse l'informazione che il pianeta in questione, era stato stimato erroneamente inferiore di massa al pianeta terra, ma invece era il triplo del nostro, tratti in inganno dalla sua minore forza di gravità.
Aveva invece, una evoluzione molto rapida, nove ore, a differenza delle nostre ventiquattro terrestri, per cui la forza centrifuga prodotta da una più elevata velocità di rotazione, compensava e superava la maggiore attrazione gravitazionale dovuta alla massa.
Infatti dopo settanta minuti di perlustrazione si notava che l'atmosfera di questo pianeta, siglato dalla compagnia, col nome di; "Wornase", si rischirava e quindi cominciava ad albeggiare. Di fronte a noi si stagliava un orizzonte ampio, frastagliato anche di catene montuose. In breve tempo; il "sole" di questo pianeta era già visibile, sulla volta celeste, ma di un'intensità luminosa inferiore a quella a cui siamo abituati sulla terra.
I casi erano due; o la distanza era superiore, oppure la dimensione di quel sole era inferiore a quella del nostro.
Una segnalazione di pericolo, ci giungeva dalla postazione di base, inviataci da Klimber il giovane, mettendoci in allerta, ma non si voleva rientrare senza averne verificato la causa.
Sinclaire chiedeva spiegazioni via radio e Xomoy controllava le retrovie.
"Tranquilli campioni", li rassicurai, "siamo di fronte ad un precipizio, è questo il pericolo rilevato dai sensori della Blizard; tutto qui".
Cautamente ci avvicinammo alla voragine e ci si rese conto di essere posizionati su delle alture, percorse da canaloni profondi e immensi; un Gran-Canion di questo pianeta.
"Ragazzi, non si và più avanti qui". Esclamò la assistente del capo.
Attivai il cannocchiale a raggi infrarossi, integrato nella visiera della tuta e, scrutai l'orizzonte, poi osservai le profondità della vallata che avevamo di fronte a noi.
"Temerari" dissi, "azionate i vostri cannocchiali integrati, controllate in fondo alla valle e ditemi se vedete quello che mi pare di notare".
Riguardando in giù per decifrare le mie impressioni visive, mi ritrovai sbilanciato, ma ero stato spinto da qualcuno alle mie spalle..Nooooooo...precipitooooo.... io sono l'Incursore, traditori.., vilgliacchi...cado...volo...precipito..., la parete roccisa vicino a me, scorreva velocemente, sempre più veloce; il fondo valle si ingrandiva, però assurdamente la profondità aumentava e non arrivavo mai al fondo; i sudori freddi mi infradiciavano ormai...stò precipitando ancora, diventa tutto più buio, non c'è fondo, la velocità di caduta è molto elevata, se impatto adesso, mi disintegro..., cado ancora, ancoraaa.....ma la luminosità adesso era in aumento, fino quasi a diventare accecante, "Ehi Penny, mi sentii richiamare, ti fanno male questi giochi virtuali, basta adesso!!" Era mia sorella maggiore Loriana, che mi distoglieva, dal mondo cibernautico, nel quale mi ero pazzamente immedesimato.


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