ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 3 novembre 2013
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La fine del mondo a Rocca sul Mare

di MicheleFiorenza. Letto 650 volte. Dallo scaffale Fantasia

Prima parte - L'ultima profezia ... ....................................................................

LA FINE DEL MONDO A ROCCA SUL MARE

1^ parte

Quella mattina a colazione Clara aveva il viso lungo e mangiava pensierosa e distratta. Inutilmente Eugenio provava a intavolare una qualsiasi conversazione, invitandola ad apprezzare la marmellata di ananas senza zucchero aggiunto o i biscotti ai sette (sic!) cereali, che erano costati un mucchio di sghei.

Nemmeno i commenti sulle feste natalizie in arrivo e le splendide giornate fuori tempo riuscirono a smuoverla. Doveva avere un chiodo fisso: Eugenio aveva capito e decise di tacere.

Alla fine lei si riscosse e gli chiese:

- Hai sentito l’ultima profezia di Lady A.?

- Perché, è già uscita di prigione?

- Sì, ha avuto la buona condotta e ha pure fatto soldi in carcere, con le sue profezie sbalorditive.

Eugenio, chissà perché, si allarmò: Clara era partita da lontano, ci stava girando intorno e adesso aveva bisogno di una spintarella per rivelare la sua angustia. Le chiese:

- E qual è l’ultima profezia?

- La fine del mondo, il 13 Gennaio prossimo…

Eugenio non poté trattenersi dal ridere:

- Ma non è già finito il 21 dicembre 2012?

- C’è poco da ridere: Lady A. ci azzecca sempre. – disse Clara.

- E che ha di speciale il prossimo 13 Gennaio?

- Pare che il calendario attuale sia sbagliato, per colpa degli antichi Romani, e Gennaio prossimo sarebbe, in effetti, l’ultimo mese del 2013, non il primo del 2014…

- E allora?

- Non capisci? Sta arrivando il tredicesimo giorno del tredicesimo mese del 2013! E il 13 porta sfortuna!

- E sia, ma… la fine del mondo! – osservò Eugenio.

- Lady A. dice che accadrà il 13: fulmini, tempeste, grandine, terremoto, maremoto, incendi…

- Eccetera, eccetera. Insomma, le previsioni dei Testimoni di Geova.

- Esatto, e alla loro sezione di Rocca giurano che Lady A. ha ragione.

- Ovviamente… Clara, i numeri sono soltanto numeri: è il nostro modo di inquadrare il tempo! Se avessimo deciso che l’anno 1 cominciava non con i natali di Gesù, ma con la sua resurrezione, il calendario sarebbe stato tutto diverso!

- Sarà, ma tu mi sembri troppo scettico.

- E in città, cioè quella vera, a un’ora da qui, che si dice di tale previsione?

- Due giornalisti di là sono venuti a intervistare lady A.

- E la TV, quella che io non guardo mai, per partito preso?

- Cercano di nascondere la cosa, per non creare panico.

Eugenio rifletteva:

- Allora per il prossimo week-end faremo un viaggetto, per concludere in bellezza la nostra vita!

- Per il viaggio d’accordo; ma come fai a essere così indifferente? Tu non sei uno scettico… Ah, ho capito, lo fai per me, per rianimarmi. Grazie, tesoro…

Eugenio si alzò e l’abbracciò stretta, con infinita tenerezza. Clara fraintese il senso dell’abbraccio e versò qualche lacrima.

* * *

Non tutti i mali vengono per nuocere… Chi l’ha detto? I primi a ottenere consistenti vantaggi dall’infausta profezia furono i commercianti, soprattutto quelli che vendevano generi alimentari. La gente voleva morire sazia e contenta, visto che i soldi non sarebbero serviti più.

Ristoranti e pizzerie erano sempre strapieni e la gente spendeva, spendeva. Alcuni cittadini (dovremmo dire “paesani”) arrivarono a chiedere prestiti in banca, certi che non sarebbe stato necessario restituirli. Insomma, l’economia locale ne trasse ampio beneficio.

Però per i Rocchesi il mondo non arrivava molto più in là del Sant’Eusebio, il piccolo fiume che delimitava il territorio comunale a est (gli altri lati erano chiusi dal mare e dai monti). Così, negli altri paesi più vicini alla città, si diceva: “A Rocca sul Mare pensano che…” e ne parlavano con scetticismo.

Un’altra categoria che trasse vantaggio dalla profezia fu quella dei preti, che videro le loro chiese riempirsi sempre più, e non solo per le imminenti festività natalizie. Aumentarono anche le offerte e le donazioni, nonché, in generale, la devozione della gente.

La situazione rischiava di degenerare in isterismo di massa e qualche giovane prete richiamò alla ragione i suoi fedeli, con scarso successo.

Un aspetto positivo fu che l’imminenza della comune tragedia fece riappacificare molti fratelli, cognati, cugini, amici, che da tempo non si rivolgevano la parola. Molte pecorelle smarrite tornarono all’ovile: gli ubriaconi smisero di bere; i giocatori accaniti bruciarono le carte da gioco e dimenticarono lotto, totocalcio e “gratta e vinci”; i separati di fatto lasciarono le rispettive amichette e rientrarono in famiglia con le migliori intenzioni.

Tra l’altro, si trattava di sacrificarsi per meno di un mese e speravano anche nell’assoluzione dei propri peccati.

Uno spinoso problema si presentò al cattolicissimo sindaco di Rocca, tanto cattolico da non credere ai maghi, tantomeno a Lady A.

Un fiore all’occhiello di Rocca sul Mare era la piscina comunale riscaldata, il cui tetto era sovrastato da una cupola trasparente che lasciava vedere il cielo e tutti gli astri, stelle comprese.

Accadde che tre rappresentanti del Club Naturisti della vicina isola di … si presentarono al signor Sindaco per chiedere in affitto la piscina per la notte tra il dodici e il tredici Gennaio, con lauto pagamento anticipato.

Il signor Sindaco inizialmente si risentì, ma gli fu spiegato che il locale sarebbe stato usato per celebrare un antico rito mistico del Nord Europa, con i soci partecipanti immersi nell’acqua almeno sino alla cintola, il petto coperto da una collana di fiori e la testa incoronata con foglie di piante aromatiche. Una cerimonia riservata ai soci.

Se poi il signor Sindaco avesse voluto concedere l’ingresso a qualche colta coppia di cittadini, il Club avrebbe pagato doppio affitto e addirittura (udite, udite) i soci si sarebbero sacrificati indossando ognuno un perizoma, per venire incontro alla mentalità tradizionale imperante a Rocca sul Mare.

Abbiamo detto che il Sindaco non credeva in quella fine del mondo e invece sapeva che le casse comunali erano vuote. Che fare? Semplice: avrebbe rimbalzato il problema alla Giunta.

Che fece la Giunta? A maggioranza decise di porre il quesito al Consiglio comunale. Questo era composto per lo più da giovani rampanti e disinvolti, che decisero per il sì, con perizoma e accesso consentito ai cittadini, secondo le regole del Club e nel limite della capienza massima autorizzata.

* * *

I Rocchesi gozzovigliarono sino all’ Epifania, poi caddero in depressione. Qualcuno voleva denunciare Lady A. per procurato allarme, ma altri consigliarono di attendere il mattino del 14 Gennaio, se mai fosse arrivato.

Per altri la questione era soltanto prevedere a che ora sarebbe arrivata la fine: a mezzanotte del dodici? A mezzanotte del tredici? oppure a mezzogiorno del tredici? Fu interpellata Lady A., che sibillinamente annunciò che la fine sarebbe arrivata col buio. Poi riprese a impacchettare le sue cose.

continua

Michele Fiorenza 2012

opera registrata



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: