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lavoro pubblicato venerdì 1 novembre 2013
ultima lettura lunedì 11 novembre 2019

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Tenebre 3

di Diegof. Letto 696 volte. Dallo scaffale Fantasia

Alcuni camion erano posteggiati nei pressi del fabbricato e così dopo aver posteggiato a loro volta la ford-mustang a fianco di un di questi pesanti automezzi, le due donne si avviano per entrare nel locale ma, Rulfy era renitente, sembrava non .........

Alcuni camion erano posteggiati nei pressi del fabbricato e così dopo aver posteggiato a loro volta la ford-mustang a fianco di un di questi pesanti automezzi, le due donne si avviarono per entrare nel locale ma, Rulfy era renitente, sembrava non dimostrasse alcun entusiasmo per questo intermezzo; era sì, sceso dall'auto ma tirava indietro, come se il locale nel quale si stava recando, non fosse di suo gradimento. "Non sei affamato Rulfy?" Anzichè scodinzolare entusiasticamente in previsione di una gustosa abbuffata di würstel o quant'altro, si era messo addirittura ad abbaiare.
Nipote e zia si guardarono sbalordite, ma poi avendo capito entrambe nello stesso momento, che in giro c'era qualche cosa che non quadrava, provarono nello stomaco i morsi della paura, più che della fame. "Presto Res, andiamo via!", "No zia, ho una gran fifa, ma voglio entrare un momento, devo capire che gente c'è lì dentro, forse ci sono dei rissosi ubriaconi; tu zia intanto ritorna in macchina e accendi il motore, tieni la portiera del guidatore aperta e poi siediti dall'altra parte così che io possa ritornare velocemente e partire a tutta velocità nel caso qualcuno se la prendesse con me; fai da palo, come nelle rapine e tieno tranquillo il cane."
Non molto felice, la zia annuì alla richiesta della nipote in quanto le pareva una soluzione molto ragionevole; non prima però di averle lanciato una severissima occhiata dettata però dall'amore, come dire; "Se non stai più che attenta e in campana in questa circostanza, ti prendi un sacco di legnate anche da me".

Adesso Resutte, stava varcando la soglia del pub, ma dalle vetrate esterne aveva già intravisto, che all'interno regnava parecchia tranquillità, forse troppa, già ma sicuramente era una mattinata tranquilla con gente sonnacchiosa, a dispetto della musica che invece ne usciva, lasciando presumere che all'interno il volume doveva essere abbastanza alto. "C'è nessunooo??" Entrando così esordiva la Rasenov.
Di nuovo quella mattinata doveva riservare delle poco piacevoli emozioni alla ragazza e alla zia, perchè all'interno del saloon non sembrava esserci anima viva, nessun avventore, nessuno del personale al bancone; ma la musica andava, "forse sono tutti nella stanza di là, che ballano", ipotizzò..no, no, nessun rumore di gente che saltava o ballava, nessun rumore di scarpe, di tacchi, nessun vociare o ridere o parlare. "C'è qualcunooo??". Nessuno rispondeva, nè dal bagno, nè dalle cucine, nè dalla saletta da pranzo attigua a quella di entrata. A questo punto Res provò un senso di vertigine perchè la cosa era irreale, lo sgurdo le si annebbiava ma la volontà di uscire era ancora più forte, le gambe però le risultavano parecchio pesanti; udiva come da lontano la zia che strillava "Corri Res vieni via da lì, andiamo via", inoltre il cane abbaiava in modo ritmico e ossessivo; queste due voci combinate insieme le impedivano di rimanere intrappolata nello spavento che la attanagliava e così di corsa si precipitò in auto e per la seconda volta in quella mattina strana, partirono a razzo con la ford-mustang.

Dopo alcuni minuti di corsa a velocità sostenuta, la zia disse in modo affettato; "Ti ho vista barcollare lì all'entrata del locale, come se fossi presa dallo sgomento oppure da un timor panico, cosa hai visto li dentro, gentaglia ubriaca e rissosa, anche se a me sembrava di non aver visto nessun altro oltre che te? Volevano saltarti addosso e violentarti? Hai visto dei morti ammazzati? Ecco perchè ti ho strillato di ritornare. Per favore Res, parla dimmi qualcosa", mentre esordiva così, la zia notava il tremore al labbro inferiore della nipote e questo significava un forte stress; intanto Rulfy pareva che ascoltasse questi discorsi. Fermandosi a lato della strada, Resutte appoggiò il capo sopra le braccia al volante e come sfinita si prendeva una pausa, sospirando profondamente e poi rimanendo in silenzio. La zia con le lacrime agli occhi appoggiò il capo a sua volta sulla spalla della nipote, ma poi, per reagire al torpore dello sconforto che le stava avvolgendo, con in mano il cellulare annunciò: "Basta!!, adesso telefono alla polizia!!" Così dicendo compose il numero. Intanto la nipote, sempre mantenendo il capo col il viso sopra le braccia, come se facesse un sonnellino, annunciò con voce ovattata e incolore: "Un momento zia, aspetta, aspetta, che gli dici ai piedipiatti?" Poi alzando la testa e con occhi arrossati come se avesse dormito per un anno; "No zia sai, la dentro non c'era nessuno, tutto disabitato o vuoto, come se fossero tutti spariti"!!Poi con voce stridula: " Sai zia, è così per me in queste ultime ventiquattr'ore, non ci sono le persone, le cose funzionano, girano e vanno avanti, ma non c'è la gente". Intanto dal cellulare una voce maschile rispondeva; "Pronto, qui ispettore capo Boltan Redmeny, mi dica signora...un'emergenza? Mi dica.." Ma il telefonino sfuggì dalle mani della zia per cadere fra i due sedili anteriori.
Resutte ripreso il controllo di sé e afferrando il cellulare rispose all’agente:
“Signor Redmeny,<hello, mi dica>, siamo zia e nipote e abitiamo a Ely, dobbiamo passare nel suo ufficio per esporre alcuni fatti, <prego, vi aspetto>.” Interrotta la comunicazione le due donne eseguirono dietrofront con l’auto e ritornarono al loro paese per incontrare le autorità.
Durante il colloquio l'ispettore capo Boltan Redmeny seduto per trequarti sul bordo della scrivania anziche sulla poltroncina, si lisciava i baffetti e non mostrava alcuna sorpresa per quanto apprendeva e poneva di quando in quando alcune domande di routine.

Il telefono squillò; “Scusate” disse Redmeny, “Ah, ho capito! E’ accaduto di nuovo? Ok, passa da me adesso, che abbiamo un’altra circostanza analoga e molto interessante.” Chiuso il telefono si rivolse nuovamente alle due donne; “sapete, queste evenienze accadono ripetutamente in queste ultime dodici ore e noi non abbiamo idea di cosa stia realmente accadendo..”
“Sedetevi un momento e aspettate che arrivi la mia collaboratrice che si occupa direttamente di questi eventi, lì vicino avete il distributore di bevande e caffè e brioches.”
Le due donne ne aprofittarono per fare colazione; anche Rulfy fece colazione, perchè adorava le brioches.
Nell’arco di mezz’ora giunse l’Agente Yunkler; era una donna, assieme al suo coadiutore Wolff e dopo le dovute presentazioni le due donne ; nipote e zia, vennero invitate a tornare a casa, che già la questione era sotto esame.
Resutte e zia Quintina passarono il week-end a Reno, al casinò, per distrarsi.
Al lunedì Resutte tornò allo stabilimento Nyostor 11, mentre l’agente Hannette Yunkler nel suo ufficio valutava le varie segnalazioni ricevute.

La giornata volgeva al termine, lasciando un senso di tranquilla spossatezza alla detective Yunkler, che adesso nel suo ufficio a Ely metteva in ordine e catalogava le segnalazioni.
Dalle veneziane filtrava la luce cangiante del sole al tramonto, che riemergeva di quando in quando, da un orizzonte nuvoloso.
Bisognava dunque stabilire una linea per procedere nelle indagini, intanto Sambrok, un labrador nero, sbadiglia ai piedi del tavolino della Yunkler.
"Le manifestazioni delle incongruenze" meditava l'agente Hannette, "si erano verificate nelle ultime undici o dodici ore, già dall’arrivo della astronave Monolitikus; bisognava perciò subito avviare delle ispezioni a quel gigantesco vascello posizionato negli hangar dello stabilimentyo Nyostor11.

Al giorno seguente, era un martedì, la Yunkler assieme al suo vice Wolff Steiner, prima di procedere all’ispezione del Monolitikus all’azienda di smantellamento aeronavi in disarmo Nyostor 11, si era prefissata di controllare il percorso stradale effettuato dalla zia e nipote Quintina e Resutte; la strana traccia di frenata sull’asfalto e poi il locale country per cow-boys stanchi; niente di tutto questo, la traccia non sussisteva e il locale era chiuso e sembrava chiuso da un secolo; tutto incongruo e non conforme al logico, quindi proseguirono insoddisfatti, nella direzione dell'azienda.

Mentre viaggiavano, il vice Wolff esordiva dicendo “Che idea ti sei fatta di tutto questo, agente Hannette”?
“Se non fosse che degli episodi simili sono accaduti nel giro di poche ore, come ben tu sai, dalle svariate telefonate ricevute, fax ed e-mail nonchè alcune visite nei nostri uffici da parte di diverse persone, che esponevano le loro strane esperienze recenti, direi che la signora Quintina e la sua cara nipote Resutte, si sono fatte di un potente allucinogeno..”.
"Infatti", sentenziò Wolff, "anche la storia di Rad-Mul, che riappare alla sua ex-fidanzata alla mensa dell'azienda, dopo che era deceduto qualche anno prima, è davvero una stronzata".
Alle tre del pomeriggio intanto Resutte svolgeva le sue mansioni lavorative, quando il megafono aziendale annunciava;
“Ai dipendenti, prestare attenzione; è in corso un sopralluogo della polizia locale al vascello Monolitikus attualmente in attesa di smantellamento, ricoverato nell’hangar H16,. Le motivazioni di tale visita da parte delle autorità sono sconosciute. La signorina Rasenov Resutte e il signor Prambell Wandy sono pregati di lasciare le loro postazioni di lavoro per recarsi a conferire con l’agente Yunkler, nei pressi dell’H16.”



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