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lavoro pubblicato venerdì 1 novembre 2013
ultima lettura giovedì 23 maggio 2019

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Tenebre 1

di Diegof. Letto 792 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il centro di smantellamento astronavi in disarmo <Nyostor 11>, collocato nel Nevada, a settanta kilometri da Ely, direzione nord-ovest, si era concretizzato in una cosa reale, dando occupazione a circa millecinquecento dipendenti.Gli atri dieci h.........

Il centro di smantellamento astronavi in disarmo "Nyostor 11," collocato nel Nevada, a settanta kilometri da Ely, direzione nord-ovest, si era concretizzato in una cosa reale, dando occupazione a circa millecinquecento dipendenti.
Gli atri dieci hangar, posizionati in vari luoghi del mondo, per la demolizione delle aereonavi non più utilizzabili, nonchè il recupero dei pezzi di ricambio, erano classificati con i nomi: Nyostor 1, Nyostor 2...Nyostor 3.....ecc....!

Dall'entrata in scena, di un nuovo propulsore magnetico infatti, la tecnologia delle aereonavi spaziali, aveva ricevuto un balzo in avanti notevole e, il turismo intergalattico, nonchè l'industria inerente a questo tipo di prodotto, erano diventati una realtà insperata solo cinquant'anni prima.
La platea dei veicoli cosmici comprendeva parecchie tipologie di aereonavi, dalle più piccole dette "mini-air-bus", oppure "Krisalid", a quelle di dimensioni medie, nominate "Nerplish", per arrivare alle XXL, quelle maxi, siglate dallo stabilimento russo costruttore, col nome di "Simperyal".

Resutte, impiegata nello stabilimento Nyostor 11, catalogava e classificava il materiale di recupero, sul monitor del computer aziendale, riguardante una astronave, già demolita.
Erano quasi le cinque del pomeriggio di un venerdì, l'orario canonico per andarsene dagli uffici ma, fu sopraffatta da una strana sensazione di vertigine; "perdio, concluse fra sè, sono a digiuno da stamattina, devo assolutamente fare un breack prima di andarmene a casa."
Dopo aver messo il computer in "stand-by", si diresse alla sala ristorazione dello stabilimento.
Finalmente seduta al tavolo, si gustava del pane tostato farcito di pancetta affumicata, con chek-up e delle patate al forno, una birra doppiomalto e...ma chi vide, il compagno di accademia delle scienze aereonautiche, perso di vista quattro anni fà, del quale si era innamorata, il fidato "Rad-Mul" diminutivo di Radman Müller, di origine slava, o perlomeno mittel-europea.
Il tipo era, non alto, asciutto, faccia quadrata, non propriamente bello, mani piuttosto grandi, occhi piccoli e neri, ma a dispetto delle sue fattezze vagamente grezze che davano una leggera assomoglianza a Frankesnstein, possedeva invece un carattere stabile e gentile, la qual cosa, al tempo dell'accademia, aveva attratto miss Resutte Rasenov.

Il megafono aziendale iniziò a gracchiare, distogliendo Resutte dalle sue considerazioni e poi, si udì un annuncio di routyne; "A tutto il personale, prestare attenzione; giungono due aereonavi per lo smantellamento; esse sono, la "Narval" della classe mediataglia "Nerplish" e la "Monolitikus" della classe maxi "Simperyal", la "Narval" giunge da un pianeta di Andromeda e non presenta particolari necessità precauzionali; dal suo varo, ha percorso un totale di quattrocento anni luce ed ora, la compagnia costruttrice ne decreta lo smantellamento per superamento del limite di percorrenza. Per la "Monolitikus", invece è necessario procedere con cautela perchè, come avvenne cinque anni addietro con il vascello mediataglia Vegam, non è stato registrato da dove provenisse, in quanto il personale di bordo aveva commesso degli errori sulla tabulazione dei tragitti e, attualmente sono trattenuti tutti, passeggeri ed eguipaggio, in quarantena sulla stazione orbitante "Sabirne 15", mentre la nave è stata trasferita qui da noi tramite i due rimorchiatori cosmici in dotazione alla Sabirne 15 e, attualmente si trova all'Hangar 16, mentre l'Hangar 17 è occupato già dalla "Narval"."
"Lavoro per le prossime settimane" considerò fra sè la Rasenov.
Comunque Rad-Mul, sembrava non aver notato miss Resutte, al chè ella, terminato il breack, se ne andò senza farsi notare; doveva tornare in ufficio, chiudere i programmi e spegnere il computer e andarsene perchè la giornata lavorativa era terminata.

Ora si trovava sulla cinquantesima, viadotto desolato, viaggio tranquillo per una mezz'ora; adesso mancavano venti kilometri per arrivare a casa, visto che abitava ad Ely ...., "però quella vita, cinque giorni alla settimana, andare tornare attraverso zone disabitate e aride..!" Mentre considerava tutto questo, realizzò immediatamente di essere seguita da un suv, rosso-bordeaux, come se i suoi timori avessero all'improvviso preso corpo.
Ma no, forse proseguiva nella stessa direzione, per cui nulla di strano.
Un curioso presagio prendeva forma nella sua mente, qualcosa di indefinibile e non bello, collegato al suv rosso-bordeaux, pertanto istintivamente aumentò l'andatura della propria Ford-Mustang, onde accrescere la distanza dal tallonatore, il bolide rosso alle sue spalle era anche incidentato vistosamente e tuttavia viaggiava a forte velocità, aveva il lunotto anteriore parzialmente frantumato; la distanza tra i due diminuiva; il sorpasso fù inevitabile .
Nella fase di sorpasso, una visione spaventosa le apparve, quando fece scorrere lo sguardo all'interno del suv; nessun pilota era presente alla guida, tutto vuoto completamente, senza anima viva, "nooo forse il tipo alla guida si era abbassato per cercare qualcosa, un dischetto, un oggetto che poteva essere caduto tra i sedili, doveva per forza essere così.....," eppure, quando si sorpassa, non ci si mette certo con la testa sotto il cruscotto per cercare qualche cosa!!!! Successivamente dopo svariate curve, il suv si dileguava. Certo doveva viaggiare a velocità sostenuta tale mezzo, visto che ella aveva raggiunto le novanta miglia all’ora.

Verso le sei e mezzo Resutte arrivò a casa finalmente e, zia Quintina, la accolse calorosamente con una buona tavola imbandita; macedonia come antipasto, poi cotechino, purè e una zuppa di asparagi, ma ancora più festosa fù la accoglienza del suo bastardino a quattro zampe, di nome Rulfy. I genitori di Resutte Rasenov erano separati da sei mesi, per cui ella abitava adesso dalla zia materna, la quale pareva felice di questo sodalizio.
"Tutto bene Res?" esordiva la zia, notando la nipote leggermente assente, dopo la cena, mentre era sul divano con Rulfy in grembo, davanti alla TV.
"Sai bene che a me devi dire tutto, questioni amorose?"
"Ok zia, adesso ti racconto; un tipo strano che stava nascosto sotto il cruscotto del suo gippone incidentato, per cui non lo ho visto in faccia, mi ha sorpassato a venti klilometri dal mio arrivo a casa, non ho capito come faceva a guidare nascosto in quel modo.... eppure voglio credere che sia così..brr...." Un brivido scuoteva la nipote.
"Per favore Res, spiegati meglio". "Ok, zia ok, sai, avevo pure l'impressione che il suv fosse disabitato, come se l'auto viaggiasse di volontà propria..."!
Adesso anche Rulfy drizzava le orecchie, forse capiva tutto a modo suo.
"Oh Res, cara, hai lavorato molto ultimamente, perchè non ti metti in malattia?"
"Beh, lo sapevo zia che non mi credevi, ma forse neanch'io ci credo per cui come ti dicevo, il tipo conduceva il suo mezzo, pur rimanendo non visibile, fine della storia."
"Dimmi Res, hai fatto qualche conoscenza interessante al centro demolizioni aereonavi? Ho ben visto due mesi fà, quando sono venuta al tuo ufficio per portarti a casa, perchè avevi la tua Ford-Mustang in officina per revisione, quanti bei giovanotti lavorano in quell'Azienda, a proposito, dovresti cambiarla la tua auto, che ha i suoi begli anni e ....."
"Ah, zia, ho rivisto Rad-Mul allo spaccio aziendale, ma lui non mi ha visto, sai il mio amore dell'accademia.....", ma le parole di Resutte si bloccarono perchè la zia rimase esterefatta a bocca spalancata, come se avesse visto un alieno davanti a sè. "Oh...zia, stai bene??
"Emh..Res, vorrai dire che hai visto uno, che assomiglia a Rad-Mul, un suo sosia, perchè non sò se lo sai, ma egli è morto due anni fà; è stato un incidente stradale".
Adesso Res era diventata pallida con il respiro pesante, zia Quintina le si avvicinò e cingendola con le braccia disse: "Calma Res, fai un bel respiro, è chiaro che non lo sapevi."



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