ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 31 ottobre 2013
ultima lettura venerdì 19 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Floger

di Diegof. Letto 764 volte. Dallo scaffale Fantasia

Strane figure popolavano il sonno agitato di Contadin Vaspen, in una notte fonda nel Wyoming, una notte senza luna.In questo carosello fantasmagorico di visioni inquietanti, alcune figure si mostravano più minacciose che talaltre e allontanadosi...

Strane figure popolavano il sonno agitato di Contadin Vaspen, in una notte fonda nel Wyoming, una notte senza luna.
In questo carosello fantasmagorico di visioni inquietanti, alcune figure si mostravano più minacciose che talaltre e allontanadosi lasciavano il posto alle successive, e mostravano espressioni ironiche, altre ancora avevano volti difformi e asimmetrici, tizzoni d'inferno.
La sera antecedente Contadin Vaspen, aveva ecceduto con il wisky e adesso il dormiveglia assomigliava maggiormente ad un intontimento da sbornia più che ad un sonno vero e proprio.
L'impressione però, di essere disturbati in questa esperienza onirica da incubo, proveniente da latrato e abbaio di cane, non era propriamente un sogno ma, corrispondeva ad un qualkosa di reale, pertanto il risveglio fù inevitabile.
Scrutando intorno nell'oscurità, lo sguardo si focalizzava ai piedi del suo divano letto, sul suo fedele amico a quattro zampe, Floger, il quale pareva contrariato per non ricevere subito l'attenzione del padrone.
"Cosa c'è Flo, che fai qua"!! Esclamò. Un attimo di silenzio e poi Floger riprese con l'abbaiare.
Non afferrando il motivo di tale agitazione, si levò con disappunto dal giaciglio ed ebbe subitamente la sensazione che fosse importante, cercare di interpretare il prima possibile, il signifikato del comportamento del suo fedele amico a quattro zampe.
Alzandosi definitivamente dal suo sonno agitato e mettendosi in piedi, vide Floger allontanarsi verso il corridoio, non senza voltarsi ripetutamente per controllare e, verosimilmente, per invitare il suo padrone a seguirlo.
Avendo recepito il messaggio, seguì il suo cane, il quale, uscito dalla camera si infilò in corridoio e si piantò a metà corridoio guardando ora il suo padrone e ora la rastrelliera di fucili, posizionata a metà corridoio e, nel fare questo abbaiava.
Certo, sulla parete era infissa la rastrelliera, corredata di vari fucili, collezione personale di cui Contadin Vaspen andava geloso, ma cosa poteva significare questo inconsueto comportamento di Floger e, che relazione poteva mai esserci con la sua collezione di fucili?
Mediante uno sforzo di immaginazione si potrebbe anche avanzare qualke ipotesi, ma la mente lenta di Contadin Vaspen, resa tale dai fumi della recente sbornia, si rifiutava di impegnarsi in questo.
Pertanto, in uno stato mentale catatonico, Contadin Vaspen, girava lo sguardo nell'androne più sotto, collegato al corridoio soprastante dove egli si trovava in questo momento assieme al suo cane, mediante una fila di scale e, nell'oscutrità si rese conto, vedendo attraverso le due finestre dell'androne, che era piena notte, notte fonda senza luna.
Andando a controllare l'orario, su un pendolo a muro, posizionato nell'androne, riuscì, pure nella penombra, a leggere l'orario; erano le tre e cinquanta, l'ora della tigre.
Con un paio di abbai nervosi, Floger riportò l'attenzione del padrone nuovamente su di sè; nell'oscurità i suoi occhi brillavano.
"Cosa sei, impazzito, basta Floger, piantala di fare il diavolo a quattro"!!
Stizzito verso il suo cane quindi, per essere stato svegliato senza motivo apparente, Contadin Vaspen si diresse nuovamente nella sua camera da letto ma, in questo movimento, il suo sguardo nel semibuio, non potè non notare, un chiarore passeggero, un baluginio, che illuminò leggermente il soffitto soprastante alla finestra.
In un momento si squarciò la nebbia della sua mente intontita dalle sue recenti incontinenze e, fù finalmente tutto chiaro e spiegabile; non erano soli quella notte fonda nel Wyoming, lui e il cane, ma si avvertiva la presenza di qualkuno nelle vicinanze.
I sensi acuti canini di Floger, avevano certamente recepito qualke presenza esterna avvicinarsi e, Contadin Vaspen, ora capiva perfettamente il signifikato di tale comportamento; incombeva la necessità di imbracciare il fucile onde imbastire una difesa, ma...., da chi, da cosa,!!
Con sgomento, ricordandosi che i fucili erano rigorosamente scarichi per una sorta di ostentata e in questo caso, ingenua e malsana volontà di dimostrare a sè stesso la propria non violenza, mantenedo appunto, i fucili senza proiettili, si precipitò, dopo aver imbracciato un fucile a pompa, verso la cassettiera del comò, situata dall'altra estremità dello stesso corridoio, in cui erano custoditi i caricatori e le pallottole e, convulsamente caricò l'arma.
Ora, completamente attento, tutti i sensi allertati, senza accendere nessun punto luce interno alla casa, scese cautamente nell'androne sottostante assieme a Floger e si stese a pancia in giù vicino alla porta di uscita, per ascoltare nel silenzio e nel buio, eventuali movimentazioni esterne e nel far questo, col braccio destro teneva il fucile spianato e con l'altro stringeve fortemente a sè, in una sorta di gratitudine, il suo cane.
Egli non percepiva nulla all'ascolto, tranne che il battito del suo cuore martellante, mentre all'esterno, un silenzio di tomba.
No, non era propriamente silenzio di tomba, si percepiva ora, uno scalpiccio irregolare.
Un leggero panico si impossessò di Contadin Vaspen, procurandogli un brivido. Ma forse si trattava di qualche animale notturno, eppure...., quel balugunio luminoso, di alcuni minuti prima...
Poteva senz'altro essere, un'illusione ottica che accade verosimilmente a chi si risveglia bruscamente e scruta nell'oscurità, dopo un sonno agitato e specialmente dopo una ubriacatura della sera prima.
No, niente di tutto questo, Floger si era agitato e, questo fatto, testimoniava inequivocabilmente una presenza esterna.
Venti minuti di ascolto in religioso silenzio, tranne il
sommesso e contenuto ringhio di Floger, il quale capiva perfettamente la necessità di stare zitti, onde poter faciltare l'ascolto di possibili movimenti inconsueti, provenienti dall'esterno.
Sicuramente però, l'intruso oppure gli intrusi, avendo udito l'abbaiare di un cane, si devono essere messi al riparo o in posizione di attesa oppure si devono essere allontanati; ecco perchè tutto era silenzioso.
Presa la decisione di ritornare a riposare, con leggero disappunto del suo cane, ma col fucile sempre sottobraccio, si recava al suo divano letto, mentre Floger si accucciava al fianco del divano.
Dieci minuti di veglia e poi lentamente le nebbie dell'oblio si addensavano, ma non completamente in quanto il rigoglio interno di Floger e il suo ripetitivo digrignar di denti, gli impedivano di riaddormentarsi completamente.
Adesso si, Floger si rizzò come un lampo ringhiando; era pronto ad assalire.
Delle voci esterne simili a lamenti o canti stonati si udivano nitidamente, sembravano numerose persone, ma le cacofonie sonore dei loro canti stonati e lamenti confusi e vari grugniti, davano una strana impressione, inoltre dai loro passi incerti e irregolari che, causavano lo scalpiccio, udito anche precedentemente; si poteva dedurre che fossero un gruppetto di ubriachi oppure di pazzi; nessuna ipotesi aveva senso, per cui un brivido di paura percorse la sua schiena e gli si gelò il sangue, stringendo con le mani il fucile.
Cosa stava accadendo in quella notte scura di luna nuova, attorno alla loro casa nella brughiera, a diverse centinaia di chilometri dal primo luogo abitato???
Forse era un sogno nel sogno, nulla era reale; doveva per forza essere così, altrimenti cosa potevano essere quei fantasmi che si addensavano li' fuori? Se non un sogno nel sogno?
Nooo, adesso una spiegazione si presentava alla sua mente in virtù di un ricordo, che però voleva ricacciare nel dimenticatoio a viva forza.
Solo una settimana addietro, un cronista di una rivista scentifica, affermava di aver assistito e fotografato una moltitudine di figure difformi, aggirarsi nei pressi di una stada poco frequentata; erano come morti che camminavano; cadaveri non completamente disfatti, i quali, come animati dalle forze degli inferi, invadevano la carreggiata della strada; erano morti viventi...!!!



Commenti

pubblicato il 31/10/2013 1.08.39
Diegof, ha scritto: Troppo corto come racconto, perchè avvincente.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: