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lavoro pubblicato mercoledì 2 ottobre 2013
ultima lettura domenica 7 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Urlo in silenzio

di Londonbridge. Letto 487 volte. Dallo scaffale Pensieri

Premetto che non sono triste 24 ore al giorno. Questo brano è stato scritto in seguito ad una delusione avuta qualche settimana fa.

E' da tempo che va avanti questa farsa e,giorno dopo giorno,la maschera che porto diventa sempre più pesante e sporca.

Sembro un morto che cammina,uno zombie insomma,una minuscola virgola fra miliardi di parole.

Cerco di provare delle emozioni,mi sforzo tantissimo ma è costantemente estenuante far finta di sentirsi bene e io non ce la faccio più.

Non ho stimoli o sogni. Una col mio carattere e segno zodiacale dovrebbe vivere di creatività e colore nella sua vita;non ha più voglia di vivere.

Sizio usa un'espressione per definire le persone che non riescono a realizzare le loro ambizioni ed è "tarpare le ali", a me hanno semplicemente "amputato le gambe" perchè non riesco più a intraprendere il mio cammino.

Sono talmente anestetizzata nell'anima da non riuscire più a distinguere i piaceri e le delusioni.

La cosa peggiore è che le persone più care e vicine non lo notano minimamente.

Devo essere una brava attrice o così insignificante da non dare a nessuno un minimo accorgimento.

Dentro sto morendo ogni giorno e non vedo nemmeno un fiore sulla tomba.



Commenti

pubblicato il 02/10/2013 15.56.41
Maandateaquelpaese, ha scritto: Certo che alla prima delusione parlare di morte amputazioni presenza insignificante appare un tantino eccessivo. Poi si cresce e si scopre che l'eccesso lasciato alle spalle fa sorridere, quindi tanto valeva pensare e credere che quanto fosse provato fosse insormontabile: da più gusto allo scoprire che non è vero per la maggior parte delle persone
pubblicato il 02/10/2013 18.22.02
Londonbridge, ha scritto: Beh,la storia è un pò lunga ed è una conseguenza di una situazione che dura da più di un anno,di sicuro è un pò forte come immagine però rappresenta a pieno uno stato d'animo che provavo in quel preciso momento,poi è normale che una persona cerca di superare le difficoltà.
pubblicato il 02/10/2013 20.15.04
Maandateaquelpaese, ha scritto: Direi che è doveroso nei confronti di se stesso. Trovo semplicistico da parte mia scrivere "tutto andrà meglio", dipende dal caso specifico e dal ... caso che chiamiamo destino. Di sicuro la storia racconta come i problemi generalmente si superano, anche quelli che durano un anno, perciò basta confidare in se stessi e nella statistica. Qualunque problema sia, averne coscienza aiuta parecchio. Certo sentirsi invisibili è segno d'insicurezza, mentre esserlo veramente a volte potrebbe risultare una situazione interessante

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