ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 30 settembre 2013
ultima lettura domenica 7 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'illusione della V.

di TaiUmi. Letto 429 volte. Dallo scaffale Generico

Snella dalle forme affusolate. Ti guarda. Nel turbinio di pensieri pronti a riposare, si erge come una fiaccola in un vicolo buio. La sera acquisisce un nuovo senso; i lampioni retti illuminano solo la sua improvvisa immobilità. Ti guarda. Stran...

Snella dalle forme affusolate. Ti guarda. Nel turbinio di pensieri pronti a riposare, si erge come una fiaccola in un vicolo buio. La sera acquisisce un nuovo senso; i lampioni retti illuminano solo la sua improvvisa immobilità. Ti guarda. Stranita, con la mascella serrata. Nella desolazione della mente e dei dintorni, non ha altro da osservare che te: per scelta, non per circostanza. È giunta dai reconditi sentieri di cui solo Lei ha conoscenza e segreto. Ti guarda. Il suo volto si addolcisce, delineando l'impertinente fisionomia. Il suo corpo non si muove, come un pesante macigno. Eppure hai timore che, fulminea, svanisca. Qualora, fendendo la notte e il fiato, Lei decidesse di scappare, sarebbe sabbia nella nebbia: imprendibile. Ci pensi e non vuoi. Ora sei tu a guardarla, ammaliato. Le sopracciglia si inarcano, gli occhi si restringono: il buio La nasconde come un sottile velo fatto di etere. Siete tu e Lei, nella brezza serale di fine Settembre, tra paure e delitti. La sua presenza dissipa ogni preoccupante pensiero. Lo stomaco contorto opta per la tregua: lascia che il cuore trasudi sangue più regolarmente e che il respiro sia meno affannoso.
Ricordi la prima volta che La incontrasti, tra pagine di un libro dal profumo di meraviglie. Ricordi la sua emblematica saggezza e la ritrovi in quello sguardo statuario. Lei continua a guardarti.
Speri che l'odore del grano ti raggiunga, condotto da una folata di vento improvvisa, e che Lei ti parli: la sua voce penetrerebbe il labirinto di membra e scioglierebbe il nodo degli errori commessi che alloggiano nello stomaco, in affitto.
Invece, tace.
Lei non è lettere, sillabe, parole; è realtà. Ha orecchie appuntite e dispettose; muso birichino, contornato dal naso nero come la pece; è incredibilmente magra, scheletrica, stanca. È immobile perché ha paura di te, uomo violento e inaffidabile. Cinico. Narcisista. Egoista.
Non ha atteso la tua venuta, tra raggi pungenti di sole. Ha incontrato le tue forme e le tue lacrime casualmente, cavalcando la notte solitaria.
Il colore del grano non Le ricorda i tuoi capelli ricci; la tua presenza non è felicità, ma orrore.
Nei secondi incolmabili e invalicabili che Vi dividono, comprendi la sostanziale differenza. Bruscamente, la mente viene scaraventata verso un muro immaginario e le illusioni ri-diventano cenere.
La Volpe ti guarda. Sosta sul marciapiede dinanzi alle tue nudità e fragilità. Con sguardo severo, giudica i tuoi errori e morde la tua pelle.
Impassibile, inizia a muoversi con eleganza e tu, completamente inerme, la osservi, mentre si dilegua nella dura realtà.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: