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lavoro pubblicato domenica 29 settembre 2013
ultima lettura mercoledì 21 ottobre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

D'ambienti e consolazioni

di mirco. Letto 742 volte. Dallo scaffale Pensieri

La prima pera del mattino è difficile cazzo.Mi sveglio ogni giorno che l'astinenza peggiora via via gli incubi.Oggi stavo con una che mentre gliela leccavo iper lubrificata  s'infilava le dita a gruppi di cinque nel culo e rilasciava di per...

La prima pera del mattino è difficile cazzo.
Mi sveglio ogni giorno che l'astinenza peggiora via via gli incubi.
Oggi stavo con una che mentre gliela leccavo iper lubrificata s'infilava le dita a gruppi di cinque nel culo e rilasciava di per cui diciamo dei venticelli.
Cazzo che puzza.
Porca vacca dico io non puoi aspettare che tiri via il naso?
Comunque fa niente.
Tremo tutto puttana bestia.
E dei brividi sembrano delle formula uno lanciate a mille lungo i circuiti dei miei nervi.
Mettere la roba nel cucchiaio un disastro... aggiungere acqua ed acido citrico una tragedia... scaldare un terremoto... filtrare uno tsunami e... e trovare la vena un rebus da risolvere velocemente assai.
Sì i bubboni neri dei tentativi falliti ieri non m'aiutano certo.
E si sono ritirati e raggrinziti con il tempo i tubi del mio sangue ovvio.
Comunque wow previo una decina di tentativi sembra ci sono.
Un rosso denso e cupo risale l'ocra scura.
Quasi si confonde e di sicuro l'occhio velato non m'aiuta bensì credo posso sparare.
Lo stantuffo scende deciso.
Meno tempo impiego ad iniettare meno tempo in questo stato dovrò sostare.
Urca urca urca cosa sono questi spilli in testa?
E cos'è... cos'è che m'intirizzisce il braccio intero?
Aaaaah non l'ho beccata per niente la vena a giudicare dal dolore allucinante.
Cazzo non finiscono più.
La crapa stavolta si sventrerà e l'ematoma mi bloccherà il gomito per una settimana.
No no.
No dai... dai sta passando.
Probabile ho beccato un'arteria e dunque la direttissima.
Ed un grammo per direttissima è un grammo per direttissima.
Passo dal bagno.
Normale una buona dose "intenerisce" un minimo la mia pesante stitichezza cronica.
Paula dorme ancora.
Che scarica ragazzi.
Il bidet è rotto e non c'è carta.
Fortuna il negro ha lasciato i volantini con gli sconti e le offerte dei supermercati nella cassetta della posta.
Preparo un caffé.
Anzi preparerei un caffè avendolo e potendolo cuocere sulla montagna di bollette non pagate.
Sulle relative sollecitazioni e sugli ingiunti di sfratto... visto che il gas è tagliato
Ok le sciolgo uno schizzo e la sveglio e visto ci sono mi permetto un richiamino.
Mai negarsi un richiamino.
Amore?
Amore se vuoi è tutto pronto.
«Oh grazie» mi risponde aprendo gli occhi e scostando la coperta.
Ma... ma cazzo Paula sei tutta piena di sangue ed hai macchiato il materasso.
«Ah sì non preoccuparti lo sapevo.
Lo sapevo che stanotte mi sarebbero venute.
Non guardarmi così.
Me ne sono dimenticata.
Passa qua».
T'aiuto?
«Bastardo!
Bastardo bastardo bastardo.
Ti sei già fatto e non m'hai svegliata.
Sei un figlio di troia.
Buona però dove e come l'hai beccata?”.
Ah ieri sera giù sulla quarantaduesima.
«Con questo freddo ti sei sorbito tutta quella strada?».
Con la tredicesima della vecchia scippata in tasca volavo.
«Vieni qui.
Non ne hai voglia?».
Sempre con te lo sai.
«Ed allora fottimi porco fottimi fottimi fottimi».
Boia che storia.
Sei perennemente mitica.
M'hai spruzzato mestruo dappertutto.
L'acqua s'è ghiacciata e non esce e non possiamo ripulirci ed è meglio se m'affretto a comperarti i tampax... che intanto passo dal centro assistenza per il metadone e procuro delle siringhe nuove.
Che la mia oramai ha l'ago ridotto in chiodo ed è una settimana che combatte con i calli lasciati dai suoi predecessori.
Ciao ci vediamo.
«Sì sì io dormo ancora e quando mi sveglio fammi trovare pronto un bis che magari mi viene voglia di pulire e togliere questa puzza infinita».
Vai nel divano.
«No tanto sporcherei pure lì sul lercio».
Ciao.
Infilo la porta.
Accendo una sigaretta.
Inciampo.
Guardo.
Vedo che Marcos non è riuscito a centrare la chiave nel buco nemmeno stanotte e s'è sdraiato... previo dell'abbondante vomito... sul tappeto.
Anche se tappeto probabilmente è esagerato.
Chiudo i bottoni di pantaloni e cappotto.
Sono pieni di buchi e macchie se non che la decenza innanzitutto.
Respira peraltro il Marcos cotto.
Tutto tranquillo pertanto lo posso lasciare dove sta.
Ecco ancora un paio di calci a lattine e scatole vuote e scatoloni di traslochi mai terminati per farmi largo scalino su scalino e sono in strada.
Cazzo aria sporca.
Acre.
Intossicata.
E cielo pieno di scie chimiche stamattina.
E traffico tossico.
E mi piace.
Mi piace il paesaggio.
Mi piace e mi fa territorio perfetto del mio modo di vivere e musica consona per il tipo di canzone che vado esibendo e lo crediate o no uno cosciente di sé può anche trovarle parecchio consolanti ed opportune delle particolari situazioni ambientali.
Parecchio.
Parecchio.
Parecchio.


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