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lavoro pubblicato domenica 29 settembre 2013
ultima lettura lunedì 24 febbraio 2020

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L'odiato golem di merda. (o' gole e'merd)

di OscuroDominio. Letto 470 volte. Dallo scaffale Generico

L'odiato golem di merda. (o' gole e'merd)L'odiato golem di merda, era un pezzo di stronzo, come è logico. Lui, quando gli dicevano che era stro...

L'odiato golem di merda. (o' gole e'merd)
L'odiato golem di merda, era un pezzo di stronzo, come è logico. Lui, quando gli dicevano che era stronzo lo prendeva pure come un complimento, poiché era ignorante, e pensava che stronzo volesse dire sempre e solo "bello e dannato", "cattivo", invece era solo no' stronzo, appunto. Egli pensava di poter far qualsiasi cosa, anche la più abominevole, senza conseguenze. Quella feccia vivente, una sorta di azzardo biologico, aberrazione della Natura che a volte oltre che splendida è anche molto cinica e crudele, stupido, parassita, pagliaccio, vile, abbietto. Un giorno, un giorno quel sudicio si mangiò una ragazzina.
Passò del tempo. E lui non si fermò mai con le sue viltà.
Poi venne il giorno in cui il Maestro del Dolore e la sua compagnia di scalmanati demoni lo presero a botte fino alla morte. Non solo per senso di giustizia, no, soprattutto perché a quei tali non si possono far torti e uscirne indenni. Luvgar non si venera ... ma ancor' meno si sfida!!! Giocano, giocavano con gli spettri, coi diavoli, col dolore degli umani corpi. Erano paragonabili a grandi maghi negromantici o a dei, invincibili. L'unico limite che avevano era quello che dovevano concentrarsi molto per arrivare ad uccidere, spesso fallivano, non riuscivano quasi mai ad arrivare fino al fondo, non per pietà, ma poiché per chiunque uccidere con la magia nera con un solo colpo era assai difficile. E pozioni tossiche, incantesimi, stufati, maledizioni e poi nuvole, nuvole di fumo che uscivano dalle loro bocche. E i balrog raccontavano al nuovo nato, il Maestro del Dolore, antiche epopee di draghi e carnefici. E poi allucinazioni, ed esseri viventi simil spugne o funghi nascevano in quegli stessi intrugli tossici, pieni di sostanza che sta nelle batterie, immerse in acqua, acqua calda per giunta, ma in quell'acqua a dir poco putrida, grazie forse alla presenza di qualche cadavere di zanzara ed un legnetto, nacquero, poi morirono, forse l'adorato gabbiano Primo Volo le mangiò e morì a sua vota, Requiescat in Pacem. Divino anch'egli morto giovine, un epitaffio, in questo scritto che parla anche di merda, ma anche di semidemoni. Lui, quel volatile, uno di loro, uno dei loro martiri, uno dei pochi. E poi le loro vittime, i loro nemici a brandelli e loro che ridono di gusto, e soffrono, soffrono per aver perso quasi tutto ...
Nessuno sa se il golem sia ancora vivo. Alcuni giurano di averlo visto morire, facendo discorsi patetici, squallidi tentativi di salvarsi quel culo lurido. E rotto.
Tutti vani, dicono certi.

"Rubare, spacciare, chiedere elemosina ... sempre meglio di prenderlo nel culo come certi golem di merda che poi esplodono e lasciano solo una squallida puzza, un'olezzo di fogna orrendo, abominevoli, patetici merdosi del cazzo, e si sentono grandi, Grandi, grandi stronzi, appunto, senza un cervello, anzi, senza un'anima ... "



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