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lavoro pubblicato lunedì 23 settembre 2013
ultima lettura lunedì 20 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sono un cerchio, non possiedo angoli

di Adriano. Letto 556 volte. Dallo scaffale Sogni

"Devi levigare i tuoi angoli se vuoi stare con me" mi dice, mentre io penso al suo corpo. " Di che angoli parli?" le domando e lei mi risponde " Sei egocentrico" e io intanto continuo a pensare che con quel vestitino ...

"Devi levigare i tuoi angoli se vuoi stare con me" mi dice, mentre io penso al suo corpo.
" Di che angoli parli?" le domando e lei mi risponde " Sei egocentrico" e io intanto continuo a pensare che con quel vestitino mi sta facendo a pezzi senza toccarmi. La musica sotto impolvera le sue parole che non capisco. Io le accarezzo il viso. Le dico di venire in disparte con me. Ci alziamo e ci andiamo ad appollaiare nell'erba lontani dalla confusione e incredibilmente vicini all'alba.
Qui riesco a sentirla meglio, ma continuo a non ascoltarla. Imperterrito, penso alle sue gambe che fine avrebbero fatto da qui a qualche ora. Le accarezzo ancora il viso, così rotondo e bianco, mentre le bacio il collo che sa di un profumo orientale, poi salgo verso le orecchie piccole e indifese, le bacio la fronte, le dico di chiudere gli occhi, lo fa, le bacio il piccolo naso, apre gli occhi, "chiudili" le dico, mentre scendo ancora, "NON FARLO" mi dice. Non lo faccio. Allontano il mio viso dal suo, e ricomincio a mettere a fuoco i suoi lineamenti anche se, in buona parte, dissipata nel buio. Il suo sguardo mi sorpassa, il mio la trafigge, penso. E' quella l'intenzione. Con gli sguardi non sono mai stato un ottimo giocatore. Non riesco a reggere lo sguardo della gente, cerco sempre di deviarli, di evitarli. Inizio a canticchiare la canzone che in lontananza si ode. Mi sdraio e chiudo gli occhi. Non l'ho baciata, ma ora sogno di farlo. Sogno che lei si riversa nella mia bocca con tutta sè stessa fino al punto di perdere la via d'uscita e restarci finchè non le scoppia la lingua.
Siamo entrambi impregnati di notte. Notte buia, senza lune nè stelle, ma con un profumo di mare che aleggia nell'aria ricoprendo tutto come polvere. Non penso a niente, neanche al fatto che non mi ha baciato, sono felice, lontano anni luce da buona parte di ciò che mi circonda.
Mi dice di alzarci e di raggiungere gli altri, io le dico di rimanere un altro po' lì sull'erba, accetta. Le prendo la mano e la poso sulla mia pancia, le prendo le testa e l'avvicino alla mia. Le sussurro
"Ora sono un cerchio" e la bacio. FINE.


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