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lavoro pubblicato sabato 21 settembre 2013
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

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Misteria Manor

di LirresistibileFiera. Letto 510 volte. Dallo scaffale Fiabe

Misteria Manor doveva essere stata una delle dimore più belle di Westwood sessant’anni prima, nell’epoca d’oro magnati del ferro, quando le grandi case come quella accoglievano le più note danzatrici del nuovo mondo in u...

Misteria Manor doveva essere stata una delle dimore più belle di Westwood sessant’anni prima, nell’epoca d’oro magnati del ferro, quando le grandi case come quella accoglievano le più note danzatrici del nuovo mondo in un tripudio di lustrini, alcool ghiacciato e piume di struzzo.

Anche adesso che era disabitata da parecchio tempo la casa manteneva una sua certa personalità dignitosa, bianca e rosa com’era, da fiera regina delle torte. In realtà vi era qualcosa di insensato e buffo nella composizione, ma distribuito così discretamente che si poteva stare ore a guardarla percependone le irregolarità, ma senza riuscire a individuarle.

Si poteva pensare che l’arruffata macchia di vegetazione che circondava la casa un tempo fosse stata un giardino curato; in realtà gli abitanti di Westwood sapevano bene che il viluppo di piante avvolgeva in quel modo la casa già nei primi anni dalla sua costruzione; ma adesso che i rami avevano distrutto le antiche vetrate e invaso i saloni coi soffitti di specchi sembrava che la natura si fosse assunta il compito, che prima era stato dei proprietari, di trasformare la casa in una meravigliosa e mutevole costruzione delirante.

L’architetto Gregorio Stevenson aveva costruito Misteria Manor per la moglie, la musicista e compositrice Marcia, celebre nel mondo artistico per le sue sonate con i nomi dei venti. Si diceva che anche lei avesse messo mano al progetto; pure, non doveva essere rimasta pienamente soddisfatta del risultato perchè per tutta la vita la si sentì lamentarsi della disposizione di una scala esterna, di un muricciolo, di una fontana, e prontamente a ogni sua richiesta una squadra di muratori si metteva al lavoro per approntare le modifiche necessarie.

In realtà Misteria Manor nascondeva un segreto, un segreto che solo i bambini di Westwood, che nel giardino della villa giocavano da sempre, conoscevano, perché gli adulti, che pure ne erano stati partecipi nell’infazia, lo avevano dimenticato, o lo consideravano un ricordo inventato. Succedeva nelle giornate di vento; allora poteva udirsi un mormorio dolce e modulato, una melodia sommessa e potente, emanare dalla casa. Nessuno aveva mai capito come funzionasse il prodigio, si sapeva solo che quando il vento attraversava le finestre rotte e spazzava i saloni colmi di macerie, quando accarezzava gli archi di pietra in giardino e le fronde degli alberi, quando sollevava le cortine di foglie e correva per le rampe di scale era come se un fiato potente facesse vibrare ogni angolo di quel flauto enorme che era la casa.

A volte il vento cambiava, e allora cambiava anche la musica: il ponente era cupo e minaccioso, il maestrale esotico e rilassante, la tramontana malinconica. I bambini però sapevano bene che se volevi passare una serata con un amico speciale, o volevi fare pace con qualcuno, dovevi portarlo nel giardino di Misteria Manor quando soffiava il levante;

allora la musica che si levava dalla casa diventava suadente come il canto di una sirena. I bambini non potevano saperlo, ma il Levante di Marcia Stevenson, composto per celebrare l’amore trentennale fra lei e Gregorio era stato acclamato e osannato nei più noti teatri d’Europa molti anni prima, in una tournee di sei mesi dalla quale gli Stevenson non erano più tornati. Da allora la casa decadeva lenta al centro di Westwood, e continuò a farlo, sempre più avviluppata dalla vegetazione, fino al giorno in cui l’uragano Mary non colpì la costa ovest sconvolgendo la città.

Le autorità avevano diramato l’allarme il giorno prima, e solo pochi abitanti erano ancora nelle loro case, chiusi al sicuro in cantina. Furono loro, non appena il pericolo fu passato, a raccontare agli altri, a quelli che se n’erano andati, una storia strana: pareva che durante l’uragano una musica surreale avesse invaso la città, superando il rumore del vento; una musica strana, che riportava alla mente certe fantasie infantili su Misteria Manor. Certo lo spavento doveva averli sconvolti molto, avevano concluso i più saggi Westwoodiani: la vecchia casa degli Stevenson, infatti, giaceva distrutta al centro della città, ridotta ormai ad un miraggio di brandelli rosa in mezzo al suo intricatissimo giardino fantastico.



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